17 febbraio 2021 12:16
La sentenza del tribunale Ue respinge al mittente, Ryanair, il ricorso contro gli aiuti alle compagnie aeree in Francia. “E’ conforme al diritto dell’Unione la moratoria sul pagamento di tasse istituita dalla Francia per sostenere le compagnie aeree titolari di una licenza francese nell’ambito della pandemia di Covid 19”: così l’Ue che, come spiega il Sole 24 Ore, rileva che “tale regime è adeguato per ovviare ai danni economici causati dalla pandemia e non costituisce una discriminazione”.
Ryanair aveva espresso i propri dubbi su 16 casi di aiuti di Stato a varie compagnie aeree. La sentenza di oggi è relativa “al ricorso per annullare l’aiuto francese nel marzo 2020 sotto forma di una moratoria sul pagamento della tassa di aviazione civile e della tassa di solidarietà sui biglietti aerei dovute su base mensile nel periodo da marzo a dicembre 2020 a beneficio delle compagnie aeree titolari di una licenza francese”. Misura giudicata dalla Commissione compatibile con il mercato interno.
E arriva per direttissima la risposta di Ryanair, che annuncia di voler fare appello alla Corte di giustizia europea: “Durante la pandemia sono stati dati oltre 30 miliardi di euro di sussidi statali discriminatori alle compagnie di bandiera dell’Ue e, se consentito, ciò distorcerà la parità di condizioni nell’aviazione dell’Ue per i decenni a venire, dando un vantaggio alle compagnie aeree nazionali cronicamente inefficienti rispetto ai loro – più efficienti – competitor low cost.
Ci auguriamo che la Corte di giustizia annulli le approvazioni della Commissione europea dei programmi francese e svedese. È giunto il momento per la Commissione europea di smetterla di cedere alle inefficienti politiche di salvataggio dei governi nazionali e di iniziare a proteggere il mercato unico, la più grande risorsa dell’Europa per la futura ripresa economica”.
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[post_content] => Il mercato italiano continua a rappresentare un pilastro strategico per la Francia, con performance in crescita anche in uno scenario internazionale ancora incerto. Nel 2025, infatti, i flussi dall’Italia hanno generato 4 miliardi di euro di ricavi, segnando un incremento del 7%, a fronte di una sostanziale stabilità nei volumi, con 7,2 milioni di visitatori.
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La variabile geopolitica resta infatti un elemento di incertezza, ma la destinazione Francia può giocare alcune carte decisive, a partire dall’accessibilità. «I collegamenti ferroviari tra Milano, Torino e Parigi e verso la Costa Azzurra rappresentano un’alternativa concreta all’auto e intercettano una domanda sempre più orientata verso forme di viaggio sostenibili».
Guardando ai prossimi mesi, il comportamento della domanda italiana potrebbe riservare ulteriori sorprese. «Se il quadro generale si stabilizzerà, la Francia potrebbe diventare una vera e propria destinazione rifugio per gli italiani, sia per l’estate sia per i ponti di maggio e giugno», aggiunge la direttrice.
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«La diversità delle destinazioni francesi è un asset fondamentale – evidenzia Buffenoir – e si integra con una strategia simile a quella italiana, fatta di borghi, piccole città e territori da scoprire. È importante che i due Paesi lavorino insieme su questo fronte».
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[post_content] => Allarme rosso nei cieli europei: la preoccupazione che avvolge l'intero sistema del trasporto aereo globale dall'inizio del conflitto in Iran si concretizza ora con la mancanza effettiva di carburante.
Di fatto, l'ultimo rifornimento di fuel per aerei proveniente da Golfo - prima del blocco dello stretto di Hormuz - è atteso a Rotterdam il 9 aprile, dopo di che il quadro che si prospetta è quello da tempo paventato dai vettori e dunque scorte in progressivo esaurimento, prezzi se possibile ancora più elevati e di conseguenza tagli ai voli estivi.
Gli aeroporti europei ricevono infatti da quell’area una quota molto rilevante del carburante per aerei, in alcuni casi circa la metà delle disponibilità complessive, mentre un’altra parte importante arriva dall’India.
Uno scenario particolarmente complesso che costringe le compagnie aeree a mettere a punto punto nuove strategie per gestire l'emergenza: senza adeguate forniture, mantenere l’attuale numero di voli diventerebbe impossibile. Si parla quindi di messa a terra di una parte della flotta. Il gruppo Lufthansa, starebbe valutando il fermo di 20-40 aeromobili, mentre Ryanair ha già lanciato l’allarme sulla summer: se la chiusura di Hormuz dovesse protrarsi anche nelle prossime settimane, il rischio è quello di centinaia di velivoli a terra e migliaia di voli cancellati.
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Durante la summer la low cost aggiungerà frequenze su diverse rotte già esistenti, tra cui destinazioni domestiche come Palermo, Catania, Trapani, Lamezia Terme e Cagliari, oltre a mete internazionali molto richieste come Malta, Malaga, Ibiza, Lanzarote, Manchester e Londra Stansted, tra le altre.
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Parlando a Sky News, il dirigente ha spiegato che la chiave sarà l'evoluzione del conflitto nelle prossime settimane. A suo avviso, la riapertura dello Stretto di Hormuz entro metà aprile consentirebbe la ripresa dei normali approvvigionamenti. "Siamo fiduciosi che la guerra finirà prima di allora e che i rischi per gli approvvigionamenti scompariranno".
Adeguare
In uno scenario meno favorevole, O'Leary ha spiegato che tra il 10% e il 25% del carburante potrebbe essere interessato a maggio e giugno se le tensioni dovessero persistere, costringendo le compagnie aeree ad adeguare le proprie operazioni. Ha infatti osservato che alcune compagnie aeree low-cost hanno già iniziato a cancellare voli e prevedono di ridurre la propria capacità di circa il 5%.
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Quale momento migliore della primavera per godere di un viaggio lento e rilassante a bordo del Trenino Verde delle Alpi: un percorso tra il Piemonte e la Svizzera che scivola silenzioso su binari che sembrano disegnati a mano tra vallate, boschi di abete e panorami da fiaba alpina.
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Una delle destinazioni ideali per questo periodo è proprio Thun, cittadina medievale che si affaccia sulle sponde nord-occidentali dell’omonimo lago e che segna il momento in cui il viaggio diventa destinazione.
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[post_content] => Debutto in grande stile per l'A350 di Asiana Airlines che da ieri sera è operativa sulla rotta tra Milano Malpensa e Seul, con tre voli alla settimana - martedì, giovedì e sabato - che sommati ai quattro di Korean Air, rendono il collegamento verso la Corea del Sud giornaliero.
"Vediamo grandi potenzialità in questa nuova rotta - afferma il vicepresidente del vettore, Jong Man Park, presente al taglio del nastro a Malpensa insieme all'ambasciatore coreano in Italia, Choon Goo Kim -, che si affianca a quella già attiva da Roma. L'Italia rappresenta una destinazione molto attrattiva per i coreani e Milano è una perfetta combinazione dal punto di vista leisure e business, con numerose fiere durante tutto l'anno. E se Roma in estate è diventata molto calda, così come altre nostre destinazioni, Barcellona o Istanbul, crediamo che Milano sia un'alternativa valida, e da lì i nostri passeggeri possono raggiungere anche Austria e Svizzera".
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Malpensa a tutta Asia
Il debutto di Asiana a Malpensa è un'ulteriore conferma della vocazione verso l'Estremo Oriente dello scalo milanese, come osserva Aldo Schmid, responsabile aviation business development di Sea Aeroporti di Milano: "Malpensa è tra i primi quattro aeroporti europei in termini di destinazione dirette servite sull'Asia. Da Seul originano tantissimi flussi di traffico verso l'Italia e verso Milano in misura crescente, ma è molto interessante notare anche che la Corea del Sud negli ultimi anni è diventata sempre più attraente per gli italiani da tanti punti di vista, culturali ed economici, per cui c'è una grande crescita su entrambe le direzioni.
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Significativi i numeri del traffico verso la Corea del Sud: "Negli ultimi 12 mesi circa 120.000 passeggeri hanno viaggiato tra Milano e Seul, cifra che sale a 1500.000 considerando la più ampia catchment area di Malpensa, con una crescita del 13% sui 12 mesi precedenti. Un mercato in crescita, con un ottimo bilanciamento del point of sales Italy rispetto a quello coreano".
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[post_content] => Primo trimestre 2026 da record per l'aeroporto dell'Umbria che ha movimentato oltre 76.5o0 passeggeri tra gennaio e marzo, l'8,4% in più rispetto allo stesso periodo del 2025 quando i passeggeri furono 70.000.
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