17 March 2026

Confcommercio: crolla il numero dei to e delle agenzie sul mercato

Un dato che non stupisce ma che impressiona comunque per la sua dimensione. Nel corso del 2020 il numero di agenzie di viaggio e tour operator attivo sul mercato italiano è crollato di 3.552 unità, passando dalle 16.349 imprese di inizio 2020 alle 12.797 previste per il 2021, per un complessivo -21,7%. Lo sostiene un’analisi condotta dall’Ufficio studi di Confcommercio sulle cifre Istat e Movimprese. E stando al medesimo studio, ben 3.078 delle 3.939 chiusure totali registrate tra to e adv nel corso dell’anno sarebbero state dovute proprio agli effetti della pandemia (il calcolo essendo basato sull’eccesso di mortalità rispetto alla media degli anni precedenti, ndr). Un’emorragia non certo compensata dalle 387 realtà nate nel 2020, che rimane già di per sé un dato inferiore alla media standard di 538 nuove aperture all’anno.

Più contenuta invece la perdita registrata tra le società operanti nei servizi degli alloggi, passate dalle 56.417 unità di inizio 2020 a 51.232 (-9,2%), a seguito delle 6.998 chiusure, di cui 4.563 in eccesso rispetto allo standard. Il tutto non controbilanciato dalle 1.813 “nuove nascite”.

D’altronde, recita una nota Confcommercio, l’effetto combinato del Covid e del crollo dei consumi del 10,8% (pari a una perdita di circa 120 miliardi di euro rispetto al 2019) porta a stimare per il 2020 la chiusura definitiva di oltre 390 mila imprese del commercio non alimentare e dei servizi di mercato; fenomeno non compensato dalle 85 mila nuove aperture. Pertanto, la riduzione del tessuto produttivo nei settori considerati ammonterebbe a quasi 305 mila imprese (-11,3%). Di queste, 240 mila esclusivamente a causa della pandemia. In altre parole, l’emergenza sanitaria – con tutte le conseguenze che ne sono derivate, restrizioni e chiusure obbligatorie incluse – ha acuito drasticamente il tasso di mortalità delle imprese che, rispetto al 2019, risulta quasi raddoppiato per quelle del commercio (dal 6,6% all’11,1%) e addirittura più che triplicato per i servizi di mercato (dal 5,7% al 17,3%).

Tra i settori più colpiti, nell’ambito del commercio, abbigliamento e calzature (-17,1%), ambulanti (-11,8%) e distributori di carburante (-10,1%); nei servizi di mercato le maggiori perdite di imprese si registrano, invece, per agenzie di viaggio (-21,7%), bar e ristoranti (-14,4%) e trasporti (-14,2%). C’è poi tutta la filiera del tempo libero che, tra attività artistiche, sportive e di intrattenimento, fa registrare complessivamente un vero e proprio crollo con la sparizione di un’impresa su tre.

Alla perdita di imprese – conclude la nota – va poi aggiunta anche quella relativa ai lavoratori autonomi, ovvero di quei soggetti titolari di partita Iva operanti senza alcun tipo di organizzazione societaria. Si stima la chiusura per circa 200 mila professionisti tra ordinistici e non ordinistici, operanti nelle attività professionali, scientifiche e tecniche, amministrazione e servizi, attività artistiche, di intrattenimento e divertimento e altro.

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