27 June 2026

Visitgenoa, le ricette online per immergersi nell’atmosfera natalizia

La tavola di Natale a Genova grazie alle ricette online sul portale Visitgenoa, per fare un viaggio alla scoperta dei piatti e dei prodotti che riempiono le tavole dei genovesi durante le Feste e soprire i segreti delle ricette tradizionali online attraverso i vari link proposti. E perché no provare a prepararli a casa propria.

Partiamo dal piatto della Vigilia, il Cappon Magro: magro, perché di pesce e quindi adatto al “digiuno” della notte prima di Natale; ma di certo non povero, anche se la sua origine sono i semplici piatti consumati dai marinai in navigazione! Il Cappon Magro, al contrario, è un autentico trionfo di sapore e colori, una piramide sontuosa di strati di pesci diversi e verdure coloratissime, sostenuti da una base di “galletta del marinaio” inumidita con l’aceto e ricoperti di profumatissima salsa verde, con maestosi scampi e gamberi a coronare il capolavoro. Come tante ricette genovesi, si tratta di un piatto semplice nella tecnica e nei sapori, che insieme danno vita a una sinfonia di gusto indimenticabile.

Il pranzo di Natale si può aprire, per i più tradizionalisti, con i Natalini in brodo di cappone, lunghi maccheroni serviti appunto in brodo e arricchiti con bocconcini di salsiccia; o con le Lattughe ripiene, anche loro in brodo, altro esempio di come la cucina genovese riesca a inventare sapori ricchissimi da ingredienti e tecniche di grande semplicità.

Per secondo, perché non una ricca, coloratissima Cima alla genovese (la çimma cantata da Fabrizio De Andrè in una splendida canzone): ancora una volta, una ricetta che nobilita un taglio povero di carne con un ripieno di ingredienti elementari ma pieni di sapore.

A Santo Stefano,  invece, a farla da padroni saranno i Raieu cö u toccu, ovvero i ravioli con il sugo di carne: dove il sugo di carne a Genova si prepara facendo cuocere un pezzo di carne intera (un “tocco”, appunto), molto, molto a lungo, nella salsa di pomodoro profumata con erbe, funghi secchi e pinoli. Il sugo risulterà saporitissimo e la carne, morbida e gustosa, potrà essere servita per secondo. Nei ravioli invece finiranno tritati gli avanzi delle carni del giorno prima, accompagnati dalle erbette selvatiche dei campi, come la boragine.
 
Infine, il dolce. E qui troviamo un protagonista assoluto della cucina genovese: il Pandolce o Pandoçe. Si tratta di un classico pane arricchito con canditi, uvetta, pinoli e finocchietto, che si può trovare in due versioni. Quella più antica e tradizionale, che viene segnalata fin dai tempi di Andrea Doria, è alta e ha una lunghissima, laboriosa lievitazione (ma non pensate al panettone milanese: consistenza e profumi sono completamente diversi); quella più recente, e più ricca, è bassa, ricca di burro e con una consistenza più vicina a una frolla.
 
Per chiudere il pasto con un delizioso amusebouche, non resta che assaggiare uno degli straordinari frutti canditi dell’antica tradizione confettiera genovese. I maestri confettieri genovesi candiscono frutti interi (pere, susine, albicocche, kiwi, oltre a piccoli agrumi come i mandarini – qualche spericolato sperimentatore anche i carciofi!), con un lunghissimo, sapiente procedimento di canditura conservato dalle Botteghe Storiche. E per finire, non dimentichiamo che Genova è una città di antiche, preziose, profumatissime cioccolaterie.
 
 

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