13 May 2026

Presentato il primo master in hospitality management della Scuola italiana di ospitalità griffata Th e Cdp

Th Resorts

Graziano Debellini

Sostenibilità, formazione e sviluppo del capitale umano, digitalizzazione e centralità del cliente. Sono i capisaldi attorno  al quale sarà costruito il primo master executive in hospitality management della Scuola italiana di ospitalità: l’istituto nato su iniziativa di Th Resorts, con il supporto di Cassa depositi e prestiti. Il suo programma è stato presentato in questa settimana grazie a un evento digitale organizzato dallo stesso gruppo Th. Il corso sarà erogato e affinato su 70 manager della compagnia alberghiera con sede a Padova e poi offerto a tutti i manager del settore turistico italiano.
Il modello a cui si ispira la Scuola italiana di ospitalità è quello dell’hotel-school: un campus per l’alta formazione specifico per il settore dell’hotellerie, in grado di integrare in loco la formazione in aula con l’esperienza sul campo. Per Cdp si tratta di un progetto strategico che nasce dalla necessità di sostenere la competitività e l’innovazione delle aziende del turismo e dell’hospitality in Italia. La stessa necessità che ha portato alla nascita del Fondo nazionale del turismo. Attraverso il fondo, infatti, si rafforza il supporto di Cdp per la valorizzazione degli asset immobiliari, con particolare riferimento agli alberghi storici e iconici su tutto il territorio nazionale. L’iniziativa, con i 2 miliardi messi a disposizione, ha l’obiettivo di rilanciare il settore del turismo e tutelarne i livelli occupazionali.

“L’avvio del primo master della Scuola italiana di ospitalità è l’occasione per rinnovare il nostro impegno nel settore turistico – ha dichiarato l’a.d. di Cassa depositi e prestiti, Fabrizio Palermo -. Impegno che si concretizza con una forte attenzione agli investimenti nel capitale umano. Da poco abbiamo lanciato l’acceleratore per il settore dell’automotive; l’obiettivo è lanciare nei prossimi mesi anche l’acceleratore per il turismo – con un focus sul Sud Italia –, per incentivare ulteriormente la nascita di startup che possano crescere e fornire prodotti a tutto il settore”.

“È un segno importante quello di aver fatto partire ora il primo master executive della scuola, perché per affrontare la crisi del settore turistico gli operatori e i professionisti del comparto turistico devono reagire con visione, ripensando il proprio modello di business – gli ha quindi fatto eco il presidente di Th Resorts, Graziano Debellini -. Per farlo serve avere persone adeguate, dotate di professionalità economico-manageriali e tecniche specifiche e indispensabili al rilancio del settore”. La Scuola italiana di ospitalità avrà sede nel complesso immobiliare dell’ex Ospedale a mare al Lido di Venezia nella sua futura configurazione, all’interno della struttura dell’ex teatro Marinoni.

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È questo il senso del nuovo piano di comunicazione presentato ieri a Milano dalla Regione Umbria, alla presenza della presidente Stefania Proietti, dell’assessore regionale al Turismo Simona Meloni e di Federico Sistico per la Camera di Commercio dell’Umbria.\r\n\r\nIl messaggio è chiaro: uscire dalla logica della cartolina e dare più personalità al racconto del “cuore verde d’Italia”, puntando su qualità della vita, arte, cultura, paesaggio, aree verdi e autenticità. Non solo per conquistare turisti, ma anche per intercettare aspiranti residenti, nomadi digitali e lavoratori in smart working. Una linea sintetizzata bene dall’idea, emersa durante l’incontro, di un’Umbria in cui «si arriva e si vorrebbe restare a vivere».\r\nLa strategia\r\nTra i cardini della strategia c’è il turismo lento. L’assessore Meloni ha richiamato il valore della lentezza come esperienza capace di rigenerare corpo e mente, anche in vista degli 800 anni dalla morte di San Francesco, occasione che rafforza il posizionamento spirituale e culturale della regione.Tra gli appuntamenti dei prossimi mesi figurano le iniziative dedicate allo speciale anniversario, con un programma diffuso tra Assisi, Gubbio, Perugia e l’area ternana; la mostra “Giotto e San Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento”, alla Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia fino al 14 giugno; e la mostra “Michelangelo Pistoletto. Franciscus. Fratello in arte” alla Rocca Maggiore di Assisi.\r\n\r\nA questi si aggiungono i grandi festival culturali e musicali dell’estate, dal Festival dei Due Mondi di Spoleto a Umbria Jazz, fino a Umbria che Spacca, Suoni Controvento, Moon in June e Todi Festival. In Valnerina, accanto alla riapertura del centro storico di Norcia e della Basilica di San Benedetto, resta centrale la fioritura di Castelluccio, mentre nell’area di Terni il racconto passa anche dalla Cascata delle Marmore e dal nuovo Borgo Muse Festival di Collescipoli, in programma a settembre. Un calendario che conferma la volontà della regione di legare natura, cultura, spiritualità e contemporaneità in un’unica proposta di viaggio. Magari condotto a ritmo lento, a piedi o in bicicletta.\r\nUn'Umbria meno ovvia\r\nCammini, percorsi bike e itinerari nascosti diventano così strumenti per scoprire un’Umbria meno ovvia, fatta di borghi, paesaggi e comunità.In questa direzione va anche il lavoro sulle cinque aree interne umbre, che coinvolgono 59 comuni, e il potenziamento della rete ciclopedonale. Il Trasimeno, con la sua ciclovia e il sistema museale integrato accessibile con biglietto unico, rappresenta uno degli esempi più concreti di questa visione. Ma la regione guarda con decisione anche a mountain bike, e-bike e cicloturismo, oggi resi più accessibili dalla diffusione della pedalata assistita. Come ricordato da Ludovica Casellati (Ladybici), la bicicletta è diventata uno strumento alla portata di molti e l’Umbria ha caratteristiche ideali per valorizzarla.\r\n\r\nIl 22 maggio, inoltre, grazie al progetto “Bici in Comune” promosso da Sport e Salute e con il supporto della Camera di Commercio dell’Umbria, alla Sala delle Colonne di Palazzo Graziani a Perugia si terrà un momento di approfondimento dedicato a mobilità sostenibile, cicloturismo e nuove opportunità per i territori.\r\n\r\nAccanto allo sport, cresce il racconto integrato di gusto, cinema e cultura. L’Umbria sarà protagonista a Identità Golose, dal 7 al 9 giugno, con una presenza che valorizzerà la filiera dall’agricoltura all’ospitalità. «Non c’è miglior ambasciatore di un grande cuoco del proprio territorio e dei suoi prodotti», è stato sottolineato da Claudio Ceroni, imprenditore e fondatore di Identità Golose.\r\n\r\nIl nuovo racconto passerà anche da strumenti digitali rinnovati, come Umbria Tourism, spazi ad hoc per il cicloturismo e il nuovo spot per superare lo slogan del “mollo tutto” e tradurlo in una proposta concreta: un’Umbria dove turismo, servizi, cultura e qualità della vita possono diventare una scelta stabile.\r\n\r\n(Alessandra Favaro)","post_title":"L’Umbria cambia passo: meno cartolina, più qualità della vita","post_date":"2026-05-12T11:26:38+00:00","category":["incoming"],"category_name":["Incoming"],"post_tag":[]},"sort":[1778585198000]}]}}