10 March 2026

Fatturati 2020: anno nero. I numeri Alpitour, Veratour, Quality e Gattinoni

Ricavi Alpitour a quota 750 milioni di euro, rispetto ai 2 miliardi del 2019; Veratour che pensa di chiudere con un 80% in meno rispetto al fatturato di 252 milioni dell’anno scorso, quando i profitti avevano raggiunto quota 14 milioni; Numeri in profondo rosso anche per Quality Group, che prevede un calo del 90% del proprio fatturato 2019. Stessa musica cacofonica infine per il gruppo Gattinoni, che nel 2020 prevedeva  ricavi per 395 milioni e invece ora teme di fermarsi su livelli del 78% inferiori rispetto alle proiezioni pre-crisi.

Sono le stime impietose di quattro tra i principali operatori del turismo organizzato italiano rivelate in un lungo articolo apparso in questi giorni su Repubblica. Dati che messi uno in fila all’altro spaventano davvero e che confermano quanto va dicendo da tempo Astoi, secondo la quale il comparto sarebbe destinato quest’anno a perdere il 90% del proprio volume d’affari complessivo. Pochi i segnali positivi, così come non ancora sufficiente e soprattutto poco tempestivo il sostegno delle istituzioni al comparto. Lo dice lo stesso presidente di Astoi, Pier Ezhaya, che pur salutando con soddisfazione il nuovo stanziamento di 340 milioni di euro per to e adv incluso nel primo decreto Ristori, a integrazione dei 245 milioni già riconosciuti dai decreti Cura Italia e Rilancio, osserva come i soldi al momento siano solo sulla carta. Occorre quindi che vengano effettivamente stanziati al più presto, altrimenti potrebbe essere troppo tardi per aziende alle prese con grossi problemi di liquidità.

E l’ultima stagione estiva, con l’allentamento delle misure restrittive, si è dimostrata solo un pannicello caldo, incapace come era naturale che fosse di rimettere in piedi un’annata ormai irrimediabilmente compromessa. Non si è mai visto nulla di simile, commenta allora il presidente di Alpitour, Gabriele Burgio. Ad agosto il suo gruppo ha tenuto aperto 20 villaggi, capaci di registrare un 90% di occupazione, ma l’operatore ha comunque perso il 60% di fatturato complessivo dell’estate rispetto all’anno scorso, perché la stagione è stata più corta di 40 giorni, le capacità delle strutture erano ridotte, mentre i costi sono aumentati per rispettare tutte le procedure anti-Covid.

Vede nero anche il direttore generale di Veratour, Stefano Pompili, che con i numeri di quest’anno si appresta a chiudere il primo anno della sua società senza utili. Il problema, per Franco Gattinoni, presidente dell’omonimo gruppo, è sempre lo stesso: nonostante l’importanza di un settore capace di generare il 17% del pil nazionale, considerato anche l’indotto, il turismo non riesce mai a presentarsi in maniera compatta davanti alle istituzioni. Forse, suggerisce sempre Gattinoni, sarebbe il caso di ridurre il numero delle associazioni.

 

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