14 ottobre 2020 11:00
“La mission dell’azienda resta quella di una compagnia aerea integrata nel Gruppo Alpitour e nel turismo organizzato italiano, con l’obiettivo di capitalizzare l’esperienza acquisita in questo periodo. Il core business rimane quindi il segmento leisure, pur essendoci aperti anche al cargo e ad altri target e segmenti per incrementare le opportunità e diversificare le attività in un momento delicato come questo. Per gli stessi motivi andrà potenziata la distribuzione”. Aldo Sarnataro, direttore commerciale di Neos, fissa i paletti dell’attività della compagnia nell’immediato futuro, attività che è naturalmente “condizionata” dalle conseguenze della pandemia.
Con una flotta che vede confermata l’operatività dei quattro 787-9 Dreamliner e dei sei Boeing 737-8 (com’era previsto sono usciti i Beoing 767) e una stagione 2021 tutta da scoprire, Neos è favorevole all’apertura di corridoi turistici sicuri tra l’Italia e alcune destinazioni: “Aiuterebbe a far ripartire il comparto turistico, minimizzando i rischi. Noi ad esempio abbiamo portato delle proposte al Governo che possano riaprire dei corridoi in sicurezza: destinazioni particolarmente tutelate per la tipologia di viaggio, questo permetterebbe di portare agli agenti di viaggio e ai clienti proposte sicure. Siamo ancora in attesa però di un riscontro”.
Il network verso la Cina inaugurato da Neos nel 2017 rappresenta “la nota positiva del momento”: “Dopo i primi voli umanitari per il trasporto di materiale sanitario a marzo e i voli di rimpatrio “in collaborazione con l’Ambasciata italiana a Pechino, il 2 giugno abbiamo organizzato un primo volo passeggeri per diplomatici e familiari di diplomatici che sono rientrati in Cina dopo il lockdown. A questo sono seguiti altri 3 voli da Roma e Milano per Tianjin, in collaborazione con la Camera di commercio e il supporto dell’Ambasciata italiana a Pechino, per consentire agli imprenditori italiani di rientrare in Cina. Visti gli ottimi risultati di riempimento abbiamo fatto richiesta di incrementare la capacità. Siamo molto soddisfatti di essere riusciti ad ottenere l’autorizzazione per quello che i cinesi chiamano ‘reward flight’. Dal 7 settembre abbiamo iniziato ad operare la seconda frequenza settimanale e per il momento siamo gli unici. Questa è un’opportunità di consolidare l’attività commerciale sia lato Cina che con le agenzie italiane che lavorano con le comunità cinesi”.
La compagnia non accantona infine la possibilità di effettuare ancora voli solo cargo, “nei limiti della capacità che possiamo offrire, vogliamo sfruttare l’esperienza che ci siamo fatti sia in termini tecnico-operativi che dal punto di vista commerciale”.
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[post_content] => Neos ha presentato la nuova formula "Neos Protection". «Abbiamo sentito la necessità – ha detto ad Askanews Aldo Sarnataro, cco di Neos – di mettere in campo una garanzia per tranquillizzare i nostri clienti. Non c’è nessun motivo quest’estate per non andare in vacanza e Neos Protection vuole rappresentare la garanzia e la tranquillità: se ti portiamo in vacanza, noi ti riportiamo anche a casa. Come lo facciamo? Questo è il valore intrinseco di far parte del gruppo Alpitour e quindi di avere una filiera che lavora insieme. Questo ci permette di poter mettere in campo una protezione che è figlia di un lavoro operativo e di procedure di investimenti per cercare di proteggere la vacanza».
Tutela a tutto tondo
Il prodotto offerto dal turismo organizzato è concepito per tutelare il viaggiatore sotto tutti gli aspetti, compreso quello dei costi legati al carburante degli aerei. «Ci tenevamo a riaffermare ancora questo concetto perché in un momento così difficile, ovviamente dove c’è una variabilità del costo del fuel che è molto grande, ci poteva essere il timore da parte del cliente che ci potrebbero essere costi post acquisto. Quindi volevamo sottolineare che alla luce di quello che è il preventivo nel momento in cui si va ad acquistare, non ci saranno sorprese dalla chiusura dell’acquisto fino alla partenza».
In dettaglio, queste le garanzie offerte da Neos:
prezzo bloccato: una volta confermata la prenotazione, il cliente è assicurato contro le fluttuazioni dei costi legati al carburante aereo. Il prezzo è bloccato e non subirà alcuna variazione.
Neos Protection: qualora, per cause di forza maggiore derivanti da eventi imprevedibili, il volo venisse cancellato, si potrà scegliere tra un volo alternativo, l'ottenimento del rimborso immediato e integrale del biglietto o un voucher Neos utilizzabile liberamente - senza vincoli di destinazione – per nuove prenotazioni Neos entro 24 mesi.
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[post_content] => Anche in uno scenario instabile come quello attuale, l’analisi del direttore commerciale di Alpitour, Alessandro Seghi, è improntata al pragmatismo. «Stiamo vivendo un momento di confusione totale, che ha portato a una parziale paralisi del mercato, anche se le premesse per la ripartenza non mancano».
Dopo un marzo molto difficile, trascorso a gestire rientri, riprotezioni e cancellazioni, le informazioni allarmistiche diffuse dai media hanno contribuito a creare una condizione di stand by sul fronte delle prenotazioni. «Per dare slancio al mercato in una fase particolarmente importante per il booking estivo, abbiamo lanciato la campagna “Keep calm” e realizzato una survey in adv per capire come intervenire per rassicurare i clienti su rimborsi, riprotezioni e scarsità di carburante in alcuni aeroporti. Abbiamo per certi versi ribadito aspetti già noti, fondamentali però nell’indirizzare i consumatori, con la grande novità della “Neos Protection” e della “Neos Fuel Protection”».
Sulla base dei risultati raccolti dalla survey in agenzia, il gruppo Alpitour è tornato poi a ribadire l’importanza di affidarsi a un operatore del turismo organizzato attraverso la campagna “Tutto bene”: «un modo per spingere sulle prenotazioni in un momento in cui si sta tornando a una fase di preventivazione che prelude a possibili conferme nel giro di qualche giorno».
Il trend attuale
«All’immobilismo degli scorsi due mesi sta subentrando un atteggiamento più dinamico: avvicinandosi l’estate e con l’arrivo del caldo, molti clienti vogliono comunque assicurarsi la vacanza e, complici prezzi più convenienti sui voli a medio e corto raggio, si comincia a intravedere qualche piccolo segnale di ripresa, associato a un forte advance booking per la prossima stagione invernale».
Non è ancora possibile stabilire se si tratti di ritardo nella prenotazione estiva o di reale contrazione della domanda: «Lo sapremo a fine estate, anche se in verità la stagione era partita nel migliore dei modi e fino a fine febbraio ci trovavamo in forte vantaggio rispetto agli anni precedenti».
Alla luce di queste considerazioni, Seghi si mantiene prudente: «Sicuramente il budget per il 2026 non sarà quello previsto in origine. Al momento il calo di fatturato su base annua potrebbe aggirarsi sul 4,5% circa, con un andamento molto ondivago, differente in base alle diverse destinazioni».
Fra i dati positivi, la ripresa delle richieste di quotazione per i gruppi e l’interesse per Italia, Baleari ed East Africa.
Soprattutto per quanto riguarda l’Italia, i prezzi sono altalenanti, con un inizio marzo in impennata e una successiva riduzione o riallineamento a valori più stabili. Perché, spiega Seghi, le tariffe sono quelle imposte dalle leggi di mercato che regolano domanda e offerta. «Qualche preoccupazione deriva semmai dalla capacità degli algoritmi che regolano il prezzo dinamico di adattarsi tempestivamente a un mercato fortemente instabile, con repentine impennate e flessioni che in anni “normali” non si registravano».
Al momento comunque, non si tratta di un tema di prezzo. La conferma viene dal trend dell’Egitto, che, malgrado resti il prodotto più venduto dal gruppo Alpitour, «sta ancora risentendo di una situazione internazionale che in realtà non lo vede in alcun modo implicato».
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[post_content] => Due tappe, oltre 40 proprietari coinvolti e un territorio che si conferma sempre più centrale per il turismo di pregio in Italia. Il roadshow 2026 di Emma Villas arriva in Sicilia, con gli appuntamenti di Catania e Palermo, dedicati al confronto con i proprietari delle dimore presenti nel portfolio aziendale e con potenziali nuovi prospect.
Il roadshow arriva in Sicilia in un momento di profonda evoluzione per il mercato turistico: cresce la ricerca di destinazioni percepite come rassicuranti, accessibili e capaci di garantire privacy, comfort e controllo della qualità dell’esperienza. In questo scenario, l’Italia continua a rappresentare un approdo privilegiato e la Sicilia consolida il proprio ruolo tra le mete per soggiorni esclusivi in villa.
Secondo i dati Emma Villas, la Sicilia registra per la stagione 2026 un incremento del +6% delle settimane prenotate rispetto al 2025 e una crescita del +3% del numero di prenotazioni. Aumenta anche la durata media dei soggiorni, che si attesta a 7,62 notti, segnale di una domanda sempre più orientata verso esperienze immersive e di più lunga permanenza. Emma Villas conta oggi nell’isola 58 proprietà in portfolio, distribuite sul territorio regionale.
«Le tappe siciliane del nostro roadshow confermano il ruolo sempre più strategico dell’isola all’interno del nostro portfolio e, più in generale, nel mercato del vacation rental di pregio - afferma Giammarco Bisogno, fondatore e ceo di Emma Villas. - I dati che stiamo registrando raccontano un cambiamento evidente nel modo di viaggiare: l’aumento del +6% delle settimane prenotate e, soprattutto, una durata media dei soggiorni che sale a 7,62 notti, dimostrano che l'isola intercetta perfettamente la richiesta di un turismo esperienziale e di qualità. Nonostante l'instabilità internazionale, la domanda non si ferma ma si riorganizza: lo dimostrano lo straordinario exploit del mercato tedesco, anche la crescita – ormai quasi a doppia cifra - della clientela italiana. Con questo roadshow abbiamo voluto rafforzare il patto di fiducia con i proprietari delle dimore. Sono loro, insieme alla bellezza del territorio, i veri custodi di un'offerta ricettiva autentica, sicura e competitiva a livello globale».
Tra gli ospiti stranieri in Sicilia, la Germania rappresenta oggi il primo bacino di provenienza, rappresentando il 74% delle presenze internazionali sull’isola, seguita da Paesi Bassi (8%) e Stati Uniti (7%), questi ultimi in calo rispetto alla scorsa stagione.
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In Italia abbiamo finalmente trovato la soluzione definitiva alle crisi: cambiarne il nome. Non inflazione: “dinamica vivace dei prezzi”. Non overtourism: “successo territoriale diffuso”. Non caos aeroportuale: “esperienza immersiva di attesa”.
E soprattutto, non ministro del turismo, ma ministro dell’ottimismo, come continua a ripetere il ministro Mazzi.
La definizione, ripetuta con tale convinzione da sembrare ormai un incarico ufficiale, apre scenari istituzionali affascinanti. Viene naturale immaginare il prossimo Consiglio dei ministri con nuove deleghe: Ministro della Fiducia Preventiva (Mifip), Sottosegretario alle Belle Sensazioni (Sobese), Commissario Straordinario per il “Dai che Andrà Bene Stavolta” (troppo lungo)
Del resto il turismo italiano si presta perfettamente a una gestione spirituale. È un settore in cui, se guardi bene, tutto può essere reinterpretato positivamente. I treni arrivano in ritardo? Il turista ha più tempo per contemplare la stazione. Le città sono invivibili ad agosto? È il calore umano del Mediterraneo. Paghi 22 euro uno spritz? Esperienza autentica.
L’ottimismo, in questa versione ministeriale, non è semplicemente uno stato d’animo. È una tecnica amministrativa. Una forma avanzata di arredamento linguistico. E andiamo avanti così.
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Con The Chicken Man e Red Cactus Bbq & Ribs, entrambi inclusi nella quota crociera, Msc Seashore introduce una nuova idea di ristorazione smart e conviviale, fatta di sapori autentici, preparazioni espresse e massima libertà.
L’introduzione dei nuovi format conferma l’impegno di Msc Crociere nel continuo miglioramento dell’esperienza per gli ospiti attraverso un’offerta food & beverage sempre più moderna, dinamica e diversificata. A bordo di Msc, i nuovi concept completano una proposta gastronomica già articolata, che spazia dalla ristorazione informale fino alle esperienze gourmet di alto livello.
I passeggeri potranno ora scegliere tra cinque ristoranti tematici, tra cui la steakhouse simbolo del brand, Butcher’s Cut, il ristorante di ispirazione messicana Hola! Tacos and Cantina, Kaito Sushi Bar e Kaito Teppanyaki, dove gustare sushi preparato da esperti e autentici piatti asiatici, oltre al ristorante di pesce Ocean Cay Restaurant. Inoltre, 18 bar e lounge offrono drink dal mattino fino a tarda notte, per ogni occasione.
Le novità
The Chicken Man propone chicken tenders e una selezione di sandwich di pollo preparati al momento. Affacciato sul ponte della piscina principale (Ponte 18), il nuovo concept accoglie gli ospiti con un pratico banco takeaway e una scenografica area ombreggiata a tema.
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I voli di lungo raggio con decollo da Milano Linate potrebbero diventare realtà? Forse. Almeno secondo quanto ipotizzato da Il Corriere.it, che ha avuto accesso al documento cartaceo sul nuovo Piano nazionale degli aeroporti, il documento strategico che definisce lo sviluppo dell’aviazione civile italiana fino al 2035.
In base a quanto compare nel documento, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti starebbe valutando l’apertura del city airport ai voli intercontinentali, soprattutto verso New York, purché operati con aerei a corridoio singolo configurati esclusivamente in classe business e gestiti da compagnie tradizionali.
Un futuro che dovrebbe inevitabilmente transitare da una modifica della normativa vigente: attualmente, infatti, Linate è soggetto a forti limitazioni stabilite dal cosiddetto “decreto Giovannini” del 2022, che consente solo voli punto a punto; utilizzo di aeromobili a fusoliera stretta; collegamenti entro 1.500 km e solo con aeroporti dell’Unione europea o Paesi convenzionati (è il caso del Regno Unito).
L’obiettivo del ministero sarebbe quello di offrire alle compagnie maggiore flessibilità commerciale e attrarre clientela premium direttamente nel centro di Milano, sfruttando la posizione strategica di Linate.
Sul tavolo c'è però un vincolo importante: l’aeroporto può gestire un massimo di 18 movimenti orari tra decolli e atterraggi. Poiché lo scalo è già molto congestionato, l’introduzione di voli a lungo raggio comporterebbe probabilmente la riduzione di alcune frequenze nazionali o europee.
Da non sottovalutare, infine, il fatto che la proposta andrebbe a pungolare sul vivo l'aeroporto di Milano Malpensa: se il progetto andasse a buon fine, quest'ultimo potrebbe perdere parte del proprio traffico più redditizio a vantaggio di Linate. Non a caso, le limitazioni sul city airport erano state introdotte proprio per favorire la crescita di Malpensa come hub internazionale, soprattutto dopo la crisi che aveva portato all'abbandono dello scalo da parte di Alitalia.
Tra le compagnie aeree potenzialmente più interessate ci sarebbe Ita Airways che, insieme al gruppo Lufthansa, già occupa una posizione dominante a Linate (circa il 52% dei voli programmati per l’intero 2026, secondo i dati Cirium).
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Dal prossimo 1° luglio quindi, la tassa tornerà ai livelli precedenti all’aumento del maggio 2024. In pratica, passerà da 15,53 € a 13,03 € per i voli a corto raggio in Europa, da 39,34 € a 33,01 € per i voli a medio raggio e da 70,83 € a 59,43 € per i voli a lungo raggio. Questa diminuzione che si attesta attorno al 16% dovrebbe costare circa 350 milioni di euro all'anno al bilancio dello Stato federale tedesco. E rientra tra gli impegni del contratto di coalizione tra Cdu/Csu e Spd, su iniziativa del cancelliere Friedrich Merz, per migliorare la competitività degli scali e delle compagnie aeree tedesche.
Di fatto, il traffico passeggeri in Germania risulta oggi ancora al di sotto dei livelli del 2019 in molti aeroporti, mentre hub vicini come Amsterdam, Parigi o Istanbul hanno raggiunto o superato i record pre-Covid. I costi elevati – tasse, spese di sicurezza, navigazione aerea – hanno spinto alcune compagnie aeree a ridurre la loro capacità in Germania.
L'Associazione tedesca del trasporto aereo (Bdl) definisce l'iniziativa del Bundestag come «un primo passo necessario». Tuttavia, sottolinea che questo taglio rimane insufficiente per invertire completamente la tendenza. «L’attuale riduzione della tassa sul trasporto aereo è un primo passo necessario, ma non è sufficiente a compensare gli svantaggi competitivi legati ai costi imposti dallo Stato rispetto agli altri paesi europei».
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[post_content] => Aeroitalia ha inaugurato oggi la sua nuova base all’Aeroporto di Salerno Costa d’Amalfi e del Cilento, con il posizionamento di un aeromobile dedicato e il lancio di 19 frequenze settimanali verso alcune delle principali destinazioni italiane: Milano Malpensa, Torino, Genova e Trieste.
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[post_content] => Si è chiusa al Litta Palace Hotel di Lainate l'edizione 2026 di Skill Up! With Naar, il format ideato dal tour operator b2b per consolidare il dialogo con il trade.
Quattro tappe che hanno coinvolto 40 partner tra compagnie aeree, hotel, enti del turismo, assicurazioni e fornitori di servizi, e 300 agenti di viaggio da tutta Italia. Il feedback delle agenzie, come ha sottolineato il managing director Luca Battifora, è più che positivo e dimostra quanto i momenti di relazione e confronto umano tra agenti, to e fornitori siano importanti: «La conferma di quanto oggi il trade abbia bisogno non solo di formazione ma anche di confronto diretto e relazioni solide, valori in cui noi crediamo molto». Una visione che si appoggia su una storia solida: 30 anni di attività, oltre 95 destinazioni in portafoglio e più di 350mila viaggiatori serviti nei tre decenni di programmazione.
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L'evento è stato l'occasione per fare il punto su un anno complicato ma importante. Sul piano commerciale, dopo le tensioni in Medio Oriente – che hanno richiesto al tour operator un investimento di 150.000 euro in 9 giorni per il rientro dei passeggeri «maggio si chiuderà leggermente sopra al 2025 – precisa Battifora –, per agosto è ancora presto, ma abbiamo un buon portafoglio». Lo scontrino medio di pratica si attesta sui 10.000 euro, con la fascia europea più contenuta tra i 7 e gli 8mila. A confermare la solidità operativa, anche il dato sull'1,3% di problemi registrati sul totale dei passeggeri movimentati. Stati Uniti, Giappone e Polinesia restano gli asset principali per volumi; crescono a doppia cifra Australia e Nuova Zelanda, Canada, Sud America (Perù, Argentina, Cile, Colombia e debutto sul Brasile) e Caraibi. «La Cina sarà protagonista dei prossimi 3 anni – sottolinea il manager –: la offriamo su base individuale con logiche simili al Giappone».
I mercati esteri
Buone notizie anche sul fronte dei mercati esteri, dove Naar opera con uffici a Parigi, Bruxelles, Francoforte e Zurigo, affiancati all’headquarter milanese e alle filiali di Roma e Napoli. La Svizzera, mercato recentemente attivato, sta dando i primi riscontri positivi in uno scenario che si sta ridisegnando dopo l'acquisizione di Hotelplan da parte di Dertour. In Germania, mercato complesso che ha richiesto una revisione dell'organizzazione interna, è stato inserito un nuovo country manager e si sta lavorando ai primi passi sul territorio. Il Belgio – che lo scorso anno ha registrato un ottimo risultato d'esordio, esteso anche al Lussemburgo – consolida la crescita e si sta espandendo sull'Olanda, seguita sempre dall'ufficio di Bruxelles. Prosegue infine il lavoro in Francia, alle prese con un anno complicato a livello di mercato locale ma in crescita, seppure a velocità più ridotta.
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(Alessandra Favaro)
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