27 March 2026

Gnv raggiunge l’utile nel 2019 ma ora pesa la crisi sanitaria

Pietro Di Maio

Si è chiuso con un utile netto consolidato di 1,3 milioni di euro il 2019 di Grandi Navi Veloci che dopo anni difficili (nel 2018 il bilancio era in rosso di 13,2 milioni) è tornata finalmente a raggiungere il pieno equilibrio finanziario, grazie a una crescita dei ricavi del 5% (a quota 376 milioni), nonché a un incremento dei passeggeri del 4% e dei volumi merci rotabili del 7%.

“L’esercizio 2020 soffrirà però inevitabilmente dell’emergenza Covid-19 e delle limitazioni al movimento delle persone, anche se è ancora presto per stime accurate di risultato – sottolinea realisticamente il presidente esecutivo della compagnia, Pierfrancesco Vago -. Ciò che è certo è che Gnv non si è mai fermata: ha garantito servizi essenziali per il paese e ha lavorato intensamente allo sviluppo di rigorosi protocolli sanitari che consentono ai nostri clienti di continuare a fruire dei nostri servizi in piena sicurezza”.

Contestualmente all’approvazione del bilancio 2019, l’assemblea degli azionisti ha quindi proceduto al rinnovo del consiglio di amministrazione per ulteriori tre anni, con la conferma di Pierfrancesco Vago nel ruolo di executive chairman, Matteo Catani in quello di chief executive officer e la cooptazione di Pietro Di Maio, già cfo della società, al quale vengono ora attribuite formalmente specifiche deleghe e responsabilità in area finanza.

Prima di essere nominato cfo di Gnv, il 21 gennaio 2019, Di Maio è stato chief financial officer di Marinvest (del Gruppo Msc, che controlla la stessa Gnv, ndr) e ha lavorato a New York in Msc Usa, per poi passare, nel 1995, a Pwc, multinazionale dei servizi di consulenza e revisione contabile. A partire dal 2009 ha collaborato con i fondi d’investimento Synergo sgr e Halcor sarl, per i quali ha ricoperto il ruolo di cfo e a.d. in alcuni gruppi societari a valle dell’ingresso dei fondi nella compagine azionaria. Di Maio dirige da gennaio 2019 il settore Afc, riportando direttamente al ceo della compagnia, Matteo Catani.

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L’obiettivo non era infatti spiegare il funzionamento della piattaforma – volutamente semplice e accessibile – ma raccontarne il valore e l’evoluzione. «La piattaforma è molto semplice, chiunque può accedere e capirne il funzionamento, ma  vogliamo raccontarvi cosa c’è dietro e dove stiamo andando». Una riflessione che parte da una domanda chiave: come definire oggi RateHawk? Se spesso viene etichettata come una “banca letti”, per Graziani si tratta di una visione ormai limitante. «Mi piace presentarci più come un partner tecnologico che come una semplice piattaforma di prenotazione», ha sottolineato, evidenziando il ruolo sempre più centrale nel supporto agli operatori. La storia Per comprendere questa evoluzione, è utile guardare al percorso dell’azienda. 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RateHawk nasce nel 2016 all’interno di Emerging Travel Group, mentre l’ingresso nel mercato italiano risale al 2019, con un team iniziale di 5 persone. «All’inizio eravamo in pochi, con un nome difficile anche solo da pronunciare - ha ricordato - oggi invece possiamo contare su una presenza strutturata e riconosciuta».\r\nIl passaggio chiave è arrivato nel 2025, con la trasformazione in società italiana e l’apertura della sede operativa a Milano. Una scelta che rappresenta un segnale forte di investimento sul territorio. «In un momento in cui molte multinazionali riducono la presenza locale, noi abbiamo compiuto il percorso inverso -  ha evidenziato Graziani -, una dimostrazione concreta della fiducia che vogliamo dare ai nostri partner».\r\nI vantaggi per gli operatori sono immediati: fatturazione elettronica nel cassetto fiscale, pagamenti su conti italiani e maggiore tutela legale. «Oggi lavoriamo come una vera società italiana, e questo si traduce in semplificazione operativa e maggiore sicurezza». Parallelamente è cresciuto anche il team, con oltre 30 persone sul territorio. «Per noi è fondamentale che ogni cliente abbia un punto di riferimento umano, perché siamo una realtà tecnologica, ma il rapporto diretto resta centrale».\r\n\r\nVerso il futuro\r\nGuardando al futuro, l’azienda punta a rafforzare ulteriormente la propria presenza e ad ampliare i servizi, con particolare attenzione al business travel. «Stiamo investendo molto su questo segmento, con l’obiettivo di offrire strumenti concreti come la fatturazione per gli hotel domestici e l’integrazione delle tariffe corporate».\r\nUn altro elemento distintivo è la capacità di personalizzare il prodotto. «Non vogliamo essere un prodotto standard, ma uno strumento che si adatta alle esigenze specifiche di ciascun partner», superando la logica della soluzione unica.\r\n\r\nL'offerta\r\nDal punto di vista dell’offerta, RateHawk mette a disposizione oltre 2,9 milioni di strutture nel mondo, tra hotel, appartamenti, b&b, ostelli e soluzioni alternative come il glamping. L’inventory deriva da contratti diretti, partnership con grandi player internazionali e collaborazioni con fornitori locali. «Valorizziamo anche realtà più piccole, che spesso offrono un prodotto molto competitivo».\r\nIl core business resta l’hotellerie, con grande attenzione alla qualità e alla profondità dell’offerta. In questo ambito, i contratti diretti hanno registrato una crescita significativa: da circa 15.000 strutture nel 2020 a oltre 250.000 a livello globale (più di 2.500 in Italia). «Il prodotto diretto è per noi sempre più centrale», ha evidenziato Graziani, anche grazie agli accordi con catene alberghiere e alle integrazioni tramite provider tecnologici, che rafforzano ulteriormente la competitività sul mercato italiano.\r\nSul tema prezzi, Graziani ha voluto essere chiaro: «Non siamo sempre i più economici in assoluto, ed è normale». Il valore aggiunto sta nella capacità di analizzare ogni combinazione di prodotto e proporre la migliore opzione disponibile. «Valutiamo ogni singola caratteristica della camera e restituiamo l’offerta più competitiva, offrendo più scelta e trasparenza». I numeri confermano la portata della piattaforma: ogni giorno vengono elaborate oltre 35 milioni di tariffe alberghiere, intercettando una quota significativa del mercato globale. «Questo significa avere una visione estremamente ampia, e poter offrire un prodotto davvero completo».\r\n(Quirino Falessi)","post_title":"RateHawk accelera in Italia: focus su prodotto diretto e tecnologia","post_date":"2026-03-25T15:17:09+00:00","category":["mercato_e_tecnologie"],"category_name":["Mercato e tecnologie"],"post_tag":[]},"sort":[1774451829000]}]}}