25 August 2026

Per il ministro Franceschini il turismo organizzato non esiste

«La digitalizzazione è una delle richieste fondamentali del turista che va in qualsiasi parte del mondo». Questo in sintesi il pensiero di Dario Franceschini sul turismo e sui turisti. Poi ha proseguito: «Il turista vuole il WiFi, la banda larga, dei servizi di accoglienza turistica online – ha detto Franchescini -. Per questo abbiamo previsto negli anni scorsi un tax credit per aiutare la digitalizzazione delle strutture ricettive. Dobbiamo andare avanti e insistere su questo, con una gamma di prodotti infinita, digitale, che può aiutare i turisti nell’organizzare il viaggio, nel visitare un museo o nello scegliere un albergo».

Bastano queste quattro frasi per capire definitivamente che il buon Dario di turismo non capisce niente. Non sa cosa sia la struttura di fondo del turismo, nazionale e internazionale, non vede gli scenari di background, non considera il sistema del turismo organizzato. Per lui i turisti arrivano perché hanno voglia di arrivare e tanto basta. E quando arrivano vogliono il wifi. Gli è sufficiente questo. Il resto è zero.

Ora comprendiamo in modo più chiaro i motivi per cui il turismo organizzato, cioè agenzie di viaggio e tour operator, organizzazioni che portano i turisti in giro per il mondo, e quindi anche in Italia, non ha avuto pressocchè nulla dal Decreto rilancio. E’ evidente: se per Franceschini il sistema del turismo organizzato non esiste perché prevedere dei fondi o degli strumenti fiscali, o altro? Ciò che non esiste non c’è e se non c’è è inutile prenderlo in considerazione. Con buona pace di Burgio, di Astoi, della Jelinic, di Serra, dei network, di Gattinoni eccetera eccetera eccetera. Rassegnatevi: voi non esistete. 

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Attendiamo l’evoluzione della situazione internazionale per capire come muoverci. Comunque, già una buona parte della nostra offerta per Capodanno è disponibile sul sito e credo che nelle prossime settimane scioglieremo le riserve inserendo anche il Capodanno a Dubai».\r\n\r\nPer ora, si viaggia a freno tirato, sperando però che la situazione si sblocchi anche perché le destinazioni mediorientali, fra le quali Emirati Arabi e Arabia Saudita, hanno il loro periodo di punta proprio nel periodo invernale. Una stagione che non bisogna assolutamente perdere.\r\n\r\n ","post_title":"Mappamondo, Mele: «I giochi sull'estate sono fatti. 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Secondo l'osservatorio sulla montagna estiva di Jfc, si stimano circa 7,8 milioni di arrivi (+14,4% rispetto all'estate precedente) che porteranno a superare i 79 milioni di presenze nelle aree montane e appenniniche italiane (+5,8%), generando un fatturato complessivo per il sistema della montagna estiva pari a 6,6 miliardi di euro (+8,2%).\r\n\r\nUn fatturato sostenuto anche dall'incremento del +6,3% dei costi da sostenere per effettuare questa tipologia di vacanza. \"Per quanto riguarda la vacanza principale in montagna - afferma Massimo Feruzzi, amministratore unico di Jfc e responsabile dell'osservatorio - quest'estate gli italiani spenderanno mediamente 1.113,30 euro a persona e 344,20 euro per uno short break, sempre a persona\".\r\nAgosto e settembre\r\nL'estate 2026 presenta, per la montagna italiana, indici in positivo, soprattutto sui mercati esteri. Per quanto riguarda gli italiani, si prevede una riduzione della permanenza media (da 10,9 giorni dello scorso anno a 9,2 giorni nell'estate 2026) Sui mercati internazionali, si assiste quest'anno ad un ampliamento della forbice tra coloro che allungano il loro soggiorno (per fare attività sportive, bike, trekking, etc.) e coloro che soggiornano al massimo due notti nelle località di montagna, all'interno di un itinerario più ampio.\r\n\r\nSi segnala un anticipo delle prenotazioni ai margini della stagione estiva, che condiziona quindi le destinazioni ad essere \"vive ed attive\" per un periodo più lungo del solo luglio/settembre. Il livello più alto di occupazione si registra per gli ultimi quindici giorni di agosto e la terza settimana di settembre. 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