13 May 2026

Covivio: rendimenti degli asset alberghieri a picco

Uno degli hotel ex Boscolo, la cui acquisizione da parte di Covivio dovrebbe essere finalizzata a breve

Per capire i reali effetti dell’emergenza sanitaria sul settore del turismo un buon punto di osservazione può sicuramente essere rappresentato dai bilanci dei principali operatori immobiliari, che abbiano in pancia un portfolio consistente di asset alberghieri. E’ il caso per esempio di Covivio, già protagonista dell’accordo per l’acquisizione degli ex Boscolo poi confluiti nel brand Dedica Anthology. Il patrimonio complessivo della società, pari a 25 miliardi di euro, è composto infatti per il 15% proprio da attività alberghiere locate o gestite direttamente da operatori come Accor, Ihg, B&B Hotels ed Nh.
Il gruppo italo-francese, il cui azionista di maggioranza è Leonardo Del Vecchio, ha chiuso in particolare il primo semestre dell’anno con risultati tutto sommato positivi. I ricavi da locazione sono ammontati a 302 milioni di euro, registrando un calo del 7,5% rispetto a giugno 2019, nonostante l’aumento dell’1,9% registrato a perimetro costante nel settore degli immobili a uso ufficio e residenziali. Allo stesso tempo il patrimonio di Covivio è cresciuto dell’1%, trainato ancora una volta dalla buona tenuta degli immobili residenziali e a uso ufficio.

A pesare sulle performance della società è stato quindi proprio il settore dell’ospitalità: “Il segmento alberghiero – si legge nella nota che accompagna i risultati di bilancio – è stato fortemente penalizzato da questa crisi, con la chiusura forzata delle strutture per diversi mesi e una ripresa molto lenta. In Europa, tale chiusura ha comportato un calo del 57% del ricavo medio per camera disponibile (revpar) dall’inizio dell’anno (-95% tra aprile e giugno). Al culmine della crisi, solo il 22% degli alberghi di Covivio era aperto. Al 30 giugno 2020 il 65% delle strutture è operativo, ma i tassi di occupazione sono ancora limitati (compresi tra il 10% e il 20%), in attesa di un miglioramento a partire da luglio, grazie in particolare alla riapertura dell’area Schengen”.

“Con riferimento agli immobili a uso alberghiero – prosegue la nota – Covivio ha lavorato per implementare soluzioni che aiutassero i principali operatori alberghieri, di cui è partner consolidato, a superare questa crisi. Gli accordi raggiunti con otto tenant, che rappresentano il 66% del patrimonio alberghiero locato, hanno consentito loro di preservare la liquidità grazie a canoni gratuiti o agevolazioni di pagamento, prolungando la durata fissa dei rispettivi impegni mediamente di quattro anni. Le locazioni alberghiere di Covivio mostrano quindi una durata media fissa di 14,7 anni a fine giugno 2020″.

Nel dettaglio, “nel segmento degli immobili a uso alberghiero, i proventi di Covivio hanno subito in modo diretto la chiusura straordinaria delle strutture. I ricavi variabili (6,9% del patrimonio; canoni indicizzati sul fatturato, principalmente Accor in Francia e hotel con contratto di management situati essenzialmente in Germania) sono diminuiti del 73% a perimetro costante. Gli hotel nel Regno Unito (2,2% del patrimonio di Covivio) sono stati direttamente interessati dalla chiusura amministrativa che per la Gran Bretagna è durata dal 25 marzo al 4 luglio e per la Scozia fino al 15 luglio. Solo quattro hotel su 12 hanno in programma di riaprire a luglio. Questa situazione eccezionale dovrebbe attivare nel 2020 una clausola di maggiore sottoperformance inclusa nella locazione, che riduce il canone nel caso in cui la perdita dell’operatore sul portafoglio superasse un terzo del canone annuo. In considerazione di quanto accaduto a oggi, Covivio ha deciso quindi di non contabilizzare alcun canone per questo perimetro con riferimento al 1° semestre 2020. Negli altri hotel in locazione (6% del patrimonio), gli accordi raggiunti con i tenant hanno consentito di limitare il calo dei proventi (-1,9%)”.

Nonostante le cattive performance del segmento, “grazie ai buoni fondamentali e agli accordi di locazione raggiunti, il valore di perizia del patrimonio alberghiero ha tenuto bene a fine giugno, diminuendo del 3,1% a perimetro costante”. Ecco quindi che in prospettiva, conclude la nota, Covivio è “fiduciosa nelle capacità di rimbalzo del comparto hotel a medio termine. Da quel momento il gruppo realizzerà come previsto l’acquisizione, per 248 milioni di euro (di pertinenza del gruppo), di otto hotel di fascia alta (gli ex Boscolo, ndr), situati nel cuore di alcune delle città più visitate d’Europa, ossia Nizza, Roma, Firenze, Venezia, Praga e Budapest”.

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