24 June 2026

Florida: disaccordo totale fra Casa Bianca e governi locali sulle misure anti Covid-19

Miami

Nelle ultime due settimane, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha esercitato pressioni sui governatori dei vari stati dell’Unione affinché riaprissero i loro territori.
Nel caso dei governatori democratici, come Andrew Cuomo di New York, c’è un chiaro confronto. Con i governatori repubblicani, la situazione pare essere ancora più complessa.
Quando Brian Kemp, in Georgia, ha annunciato la settimana scorsa che avrebbe riaperto il suo stato, inizialmente ha ricevuto il placet del presidente; poi Trump ha fatto retromarcia, dichiarando in conferenza stampa che non era, forse, ancora il momento.

Ron De Santis, governatore della Florida

Il governatore della Florida, Ron De Santis, invece, ha optato per la sicurezza, ed è andato di persona a confrontarsi con Trump, in un vis a vis, prima di annunciare qualsiasi tipo di apertura nel suo Stato.
Secondo indiscrezioni il viaggio di DeSantis a Washington si è tenuto in un clima difficile: il governatore è stato duramente criticato per la lenta reazione all’inizio della pandemia e gli abitanti dello stato non sono ancora riusciti a redimere i contributi per la disoccupazione.
Nonostante le previsioni si focalizzassero sul fatto che la Florida sarebbe diventata il nuovo tragico epicentro pandemico, i numeri sono rimasti relativamente bassi rispetto ad altri Stati, senza sminuire la gravità di oltre 32.000 infetti e 1.000 morti, ma con un tasso mortalità inferiore alla media nazionale e, soprattutto, un sistema ospedaliero tutt’altro che intasato, come è accaduto a New York, ad esempio.
Un punto oscuro, invece, riguarda ciò che accadrà degli aeroporti. DeSantis si è sempre opposto all’idea di limitare il traffico aereo, ma durante l’incontro con il presidente, la possibilità si è palesata sempre più reale.

Francis Suarez, sindaco di Miami

Secondo De Santis, la decisione di Trump di chiudere i collegamenti con Cina ed Europa, non è stata poi così determinante, come sostenuto dal presidente, per la Florida.
Al contrario, per il governatore, la preoccupazione riguarda l’ingresso di passeggeri dall’America Latina, soprattutto dal Brasile, additato come epicentro delle infezioni. DeSantis ha anche dichiarato che i voli non dovranno necessariamente essere cancellati, ma serve un attento controllo da parte delle compagnie nell’esaminare i passeggeri. L’aeroporto internazionale di Miami, porta di accesso agli Stati Uniti per l’America Latina, con 50 milioni di passeggeri che transitano ogni anno e operano senza alcun protocollo di controllo rigoroso, è diventato un punto di discordia fra lo stato e l’amministrazione centrale.
Il sindaco di Miami, Francis Suárez, sta chiedendo da oltre un mese di limitare i voli da città con alti livelli di infezione da COVID-19 (nazionale e internazionale), mentre il suo omologo della di Miami-Dade Carlos Giménez si è fortemente opposto alla richiesta. La realtà è che, al di là del pensiero degli amministratori locali, l’autorità per adottare queste misure spetta solo alla Casa Bianca. Ed è proprio qui che entra in gioco il peso oggettivo del governatore DeSantis.

Massimo Terracina

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