27 June 2026

Museo Lia e le visite virtuali, con “un’opera al giorno” la cultura alla Spezia non si ferma

Al via le visite virtuali al Museo Amedeo Lia della Spezia. «In questo momento difficilissimo per tutti a causa dell’emergenza coronavirus, la cultura non si ferma – commenta il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini –  il Museo Amedeo Lia non si ferma. Attraverso la tecnologia, il museo ogni giorno esporrà un’opera della sua collezione accompagnata da un approfondimento curato dal direttore Andrea Marmori e da Francesca Giorgi grazie al quale potremmo virtualmente visitare il nostro “piccolo Louvre” e, forse, far nascere in noi una nuova curiosità per andare alla sua riscoperta una volta che questa emergenza sarà alle nostre spalle. Dostoevskij diceva che la bellezza salverà il mondo: i servizi culturali del Comune della Spezia fanno la loro parte, sempre al servizio della nostra comunità».

La rubrica quotidiana include tra i tanti artisti Tiziano Vecellio, Pieve di Cadore (BL), 1488/90-Venezia,1576, Ritratto d’uomo, inv.182. Fortemente debitore della maniera di Giorgione, e pertanto cronologicamente riferibile a ridosso del 1510, anno della morte del grande maestro del giovane Tiziano, il dipinto sembra programmaticamente compiuto per esaltare le qualità della luce sulla superficie delle vesti e in particolare dell’epidermide del giovane gentiluomo, senza che la cesura di segni grafici giunga a definirne i contorni dei volumi e l’esattezza dell’anatomia dell’effigiato. Il tonalismo, vale a dire il passaggio dei timbri cromatici senza campitura, appare una delle caratteristiche principali della cultura figurativa lagunare e veneta in genere, in particolare nei decenni compresi tra il tardo Quattrocento e il Cinquecento. Niente ci distrae dall’effigiato, non un particolare superfluo, nessuna architettura che lo ospiti, niente di niente, solo la figura umana fra buio e luce. Non ci è dato sapere chi sia quell’uomo dalle labbra serrate e dallo sguardo puntuto, quale ruolo ricopra nella società di cui fa parte, la formazione ricevuta, la vita che svolge alla luce del sole, con le passioni, gli oggetti amati, quel che vuole intorno a sé a riflettere, come segni evidenti, desideri e sentimento. «Il dipinto ha fatto parte di notevoli collezioni – spiega la direzione del museo –  prima di approdare nella raccolta Lia e poi in museo, dapprima in Scozia, nella collezione del conte di Crawford, poi in Portogallo, in quella di Julian Leacock, per essere quindi messo in vendita da Sotheby’s nel 1970, dove Amedeo Lia lo acquista. Il confronto con altri testi figurativi di Tiziano collega la nostra tela con alcuni altri ritratti, capolavori giovanili del pittore cadorino, conservati oggi al Metropolitan di New York, ad Hampton Court e ancora con il Gentiluomo con i guanti del Museo Fesch di Ajaccio, tutti in debito con lo smagliante cosiddetto Ritratto di Ariosto, conservato alla National Gallery di Londra, firmato e datato 1512».

 

 

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