14 febbraio 2020 09:45

Il Vivosa Apulia resort
In Salento, a Marina di Ugento, tra Gallipoli e Santa Maria di Leuca, il Vivosa Apulia Resort è un raro esempio di come la progettazione e la gestione di un resort non abbiano alterato la magia di un bellissimo luogo.
«Vorremmo essere identificati come un modello virtuoso che ha saputo concretizzare il concetto di sostenibilità turistica con eco-progetti dedicati agli ospiti – spiega il direttore Silvio Grilli, cagliaritano doc, prestato alla Puglia – e questo già accade. Siamo stati inseriti nella shortlist World travel awards 2020 come best eco resort italiano, perché ci piace distinguerci per essere green e luogo dove la qualità e la raffinatezza convivono con il progetto sostenibile».
Il Vivosa Apulia resort è direttamente affacciato sul mare salentino, uno dei pochi a godere di questo privilegio, nel contempo immerso nel parco naturale regionale Litorale di Ugento. «Il nostro segreto è il forte legame con il territorio salentino, rimasto immutato nel tempo: la filosofia del resort nasce dal rispetto per la natura – prosegue Grilli – e dalla vocazione di trasmetterlo agli ospiti, partendo proprio dai più piccoli» Le 333 camere sono situate in dieci corti realizzate in tufo della Puglia, a immagine dei borghi pugliesi, con le scale, gli archi, i fiori e i patii, per empatizzare immediatamente con il Salento. Camminando attraverso i giardini fioriti che circondano le scenografiche piscine disposte su diversi livelli si arriva in spiaggia, dopo avere attraversato la pineta e le dune.

Silvio Grilli
«Le iniziative legate al tema dell’ambiente sono tante – spiega Grilli -: c’è il laboratorio di apicoltura che tiene i bambini con il fiato sospeso a osservare il lavoro delle api tra i fiori e nell’alveare, emozionanti incontri con due falchi, un gufo, un barbagianni, un kookaburra e tre pappagalli, o la visita alla fattoria del resort, dove si incontrano cavalli, alpaca, draghi barbuti, puzzole, serpenti, scoiattoli. Gli ospiti più piccoli possono provare inoltre l’esperienza in una sorta di campo scout, dove giocano a costruire una zattera, coltivare l’orto didattico oppure partecipano alla divertente giornata del riciclo. Il tutto per comunicare agli ospiti di domani una filosofia di vita che, attraverso le numerose attività, insegna ed educa, giocando, al rispetto della natura, facendo loro vivere, senza imporlo un digital detox imperniato su giochi semplici e manuali al posto di quelli elettronici».
Il Vivosa Apulia Resort offre una particolare attenzione anche a genitori e adulti con lo sport all’aperto: yoga, spinning e pilates nella pineta, acquagym in piscina, nordic walking intorno al resort e pinewood spartan: un nuovo programma per i più sportivi. Un team specializzato, con personal trainer e anti-stress coach, aiuta gli ospiti a creare un programma su misura, da abbinare anche a una dieta sana. Per gli ospiti sono a disposizione 800 metri quadrati di centro spa, con due saune, hammam, percorso Kneipp e piscina con getti idromassaggio. Grazie alla filosofia legata al concetto naturale e biologico, la spa del resort ha vinto il prestigioso premio Food and travel 2019, la seconda edizione degli awards Food and travel Italia che riunisce ancora una volta l’Italia intera in un format che valorizza cibo, vino, turismo, imprenditoria e cultura territoriale.
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Dalle piantagioni storiche della Giamaica alle nuove tendenze della mixology internazionale, il rum si conferma il catalizzatore ideale per esperienze di viaggio immersive. La cultura del distillato trasforma l’offerta turistica giamaicana sotto l’egida di brand iconici come Appleton Estate.
L'acquisizione del 2012 da parte di Campari ha trasformato Appleton Estate in un'icona del lifestyle giamaicano in Europa. Le tenute rappresentano oggi una destinazione storica d’eccezione per i veri intenditori: l’eredità delle preziosissime botti del 1944 e l'incontro con il talento di Joy Spence, pioniera tra le master distiller mondiali.
Nel panorama del turismo esperienziale, l'oro bianco dei Caraibi — lo zucchero e il suo celebre distillato — rappresenta un’eredità profonda dove storia coloniale, maestria artigiana ed eccellenza produttiva si fondono, dando vita a itinerari immersivi di alto profilo.
Nella cornice dello storico Camparino in Galleria a Milano, è emerso un nuovo paradigma: il turista contemporaneo non si accontenta più di un semplice assaggio, ma ricerca un’esperienza multisensoriale profonda. Il distillato smette di essere solo un prodotto e si trasforma in un racconto di memoria e identità culturale.
Accompagnati dal rum expert Giovanni Belli si scopre come lo storytelling e la qualità del servizio siano pilastri fondamentali per trasformare l'analisi sensoriale in un'esperienza memorabile. «L'importanza del vetro e l'uso del bicchiere con lo stelo sono essenziali per preservare l'integrità aromatica del distillato, evitando che il calore e gli odori delle mani interferiscano con il bouquet. Inclinando il bicchiere di 30 gradi, permettiamo ai componenti volatili di stratificarsi: note agrumate e vaniglia in alto, sentori di legno e spezie in basso. Educare il palato del viaggiatore significa guidarlo verso l'autenticità: il vero rum giamaicano è secco e ogni percezione di dolcezza artificiale è spesso indice di additivi».
I nuovi "Rum Tours" in Giamaica rappresentano un racconto culturale, sintesi perfetta tra lusso e consapevolezza. Per il Travel Designer, significa offrire molto più di un tour: è un’immersione tra analisi sensoriali e narrazione storica, dove l'aroma del legno e delle spezie racconta l'orgoglio di un'intera nazione. Un'opportunità imperdibile per intercettare i viaggiatori in cerca di esperienze autentiche e di alto profilo. Proporre la Giamaica oggi significa vendere un'emozione liquida, radicata in una tradizione secolare proiettata verso l'innovazione della mixology internazionale.
(Anna Morrone)
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[post_content] => Nel 2025, il gruppo Mandarin Oriental ha registrato una solida crescita dei ricavi, sostenuta da una domanda costante nel segmento dell’ospitalità di lusso e da un’efficace esecuzione su tutto il portfolio globale.
Il RevPar è aumentato del 10% rispetto al 2024 grazie a miglioramenti sia nella tariffa media sia nei livelli di occupazione nei mercati chiave. Mandarin Oriental ha inoltre registrato un incremento della quota di mercato di tre punti percentuali.
Durante l’anno, Mandarin Oriental ha mantenuto il focus sull’offerta del suo “servizio leggendario” e di esperienze eccezionali, investendo allo stesso tempo nelle capacità necessarie a supportare la propria strategia di crescita a lungo termine. Laurent Kleitman, group chief executive di Mandarin Oriental, ha dichiarato: «Il 2025 è stato un anno positivo per il gruppo: abbiamo seguito una strategia chiara e rafforzato l’esecuzione. In linea con il nostro obiettivo di essere il miglior operatore dell’ospitalità di lusso, abbiamo registrato un incremento di 3 punti percentuali nel market share, una cresciata a doppia cifra del RevPar su base comparabile e una maggiore redditività nel portfolio, mantenendo l’eccellenza della nostra proposta di servizio. Allo stesso tempo, abbiamo effettuato investimenti in talento, capacità e cultura necessari per raggiungere i nostri ambiziosi obiettivi di crescita a lungo termine».
Espansione costante
Durante lo scorso anno, Mandarin Oriental ha continuato a espandere la sua presenza globale con l’apertura di due nuovi hotel e il rebranding di tre proprietà, aggiungendo cinque nuove destinazioni al portfolio. Attualmente Mandarin Oriental gestisce 45 hotel, 15 branded residences e 36 exceptional homes in 28 paesi e territori, riflettendo l’ambizione di crescere in destinazioni di rilievo internazionale, preservando la loro identità.
Quest’anno, il Gruppo celebra un altro importante traguardo con il 150° anniversario di uno dei suoi due hotel fondatori, Mandarin Oriental, Bangkok, inaugurato nel 1876. In prospettiva, il portfolio di sviluppo rimane solido, con oltre 30 progetti di aperture previste nei prossimi sei anni.
Mandarin Oriental ha anche raggiunto un importante obiettivo di sostenibilità, diventando il primo gruppo alberghiero a ottenere la certificazione Gstc per il 100% della sua rete. Questo riconoscimento dimostra l’impegno del gruppo verso pratiche responsabili, tra cui la riduzione della plastica monouso, l’approvvigionamento etico e iniziative a supporto delle comunità locali. Mandarin Oriental entra nel 2026 con una rinnovata attenzione sulla sua strategia di espansione e sulla presenza globale, oltre che sull’arricchimento delle esperienze offerte agli ospiti. Kleitman ha infine aggiunto: «Mandarin Oriental Hotel Group è consapevole dell’incertezza persistente in Medio Oriente, che continua a influenzare comunità, mercati e catene di approvvigionamento nella regione. I nostri pensieri vanno alle persone e alle compagnie colpite dalla guerra. Nonostante l’incertezza, la nostra strategia diversificata e il focus a lungo termine ci danno fiducia nella capacità di affrontare le condizioni attuali e continuare a costruire per il futuro».
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Bluserena Hotels & Resorts si evidenzia come azienda ideale in ambito lavorativo. La catena alberghiera è infatti stata premiata fra i Best Workplaces Italia 2026 in base alla classifica stilata da Great Place to Work.
Il riconoscimento si basa sui risultati della survey anonima Great Place to Work, somministrata ai dipendenti Bluserena e condotta dalla società internazionale che dal 1991 analizza la cultura organizzativa delle aziende e certifica gli ambienti di lavoro più virtuosi.
Al sondaggio ha partecipato oltre l’89% dei circa 2.100 dipendenti, e l’84% ha definito Bluserena un eccellente luogo di lavoro, sottolineando la possibilità di esprimere il proprio potenziale, crescere professionalmente e costruire il proprio futuro all’interno dell’azienda.
Il ceo di Bluserena, Marcello Cicalò, ha commentato: «Essere riconosciuti da Great Place to Work tra le migliori aziende italiane in cui lavorare ci riempie di orgoglio. È la conferma concreta che il percorso di crescita e trasformazione intrapreso da Bluserena negli ultimi tre anni sta andando nella direzione giusta. Questo risultato è il frutto del lavoro quotidiano di oltre duemila persone che, con professionalità e passione, contribuiscono ogni giorno a costruire la nostra azienda. In Bluserena crediamo che una grande azienda nasca prima di tutto dal sentirsi parte di una Community: un ambiente in cui le persone possano crescere, esprimere il proprio talento e sentirsi parte di un progetto comune, fondato su valori ed etica realmente praticati. Questo riconoscimento ci rende orgogliosi, ma soprattutto ci responsabilizza a continuare a investire nelle persone e nella qualità del nostro ambiente di lavoro».
Talent center crew
Il riconoscimento conferma il percorso che Bluserena sta portando avanti negli ultimi anni per rafforzare la propria cultura aziendale e costruire un ambiente di lavoro sempre più solido, partecipativo e orientato allo sviluppo delle persone.
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«I Best Workplaces mettono costantemente le proprie persone al centro - aggiunge Alessandro Zollo, amministratore delegato di Great Place to Work Italia - È ampiamente dimostrato che persone soddisfatte hanno un impatto positivo sul business e sono in grado di offrire esperienze di maggiore valore anche ai clienti. Ci auguriamo che aziende come Bluserena possano ispirare altri leader nel costruire organizzazioni sempre migliori».
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[post_content] => La programmazione estiva di Star Clippers nell’Adriatico è un omaggio alla tradizione marinaresca della Serenissima. Gli itinerari toccano alcune delle località più suggestive dell’Adriatico: dal fiordo di Kotor, in Montenegro, alle isole dalmate, fino all’Istria croata. Non mancano tappe lungo le coste italiane tra Marche, Puglia e Salento, in un susseguirsi di borghi affacciati sul mare, con escursioni facoltative alla scoperta delle località meno note.
Chi è già stato ospite a bordo di un veliero Star Clippers sa bene che l’esperienza è diversa da quella di una crociera tradizionale. Niente folle, ma un numero limitato di compagni di viaggio, con cui condividere il ritmo della navigazione a vela. E nell’epoca in cui il carburante è un tema sensibile, una fonte di energia come il vento è anche una scelta etica.
Un mare senza dress code e senza posta assegnati a tavola. Un mare che, come l’equipaggio, impara il tuo nome, in un rapporto che presto diventa diretto: già dopo il primo giorno i volti si riconoscono, le conversazioni si intrecciano sul ponte, al bar o durante le manovre delle vele. Non è raro che un marinaio ti spieghi come si issa una randa o che il comandante racconti la rotta della notte mentre il sole scende sul mare.
In particolare, di base a Venezia sarà l’ammiraglia Royal Clipper, un cinque alberi ispirato al leggendario Preussen. Le 42 vele e i suoi 134 metri di lunghezza gli sono valsi, nel 2001, l’iscrizione al Guinness dei primati per essere il più grande veliero a vele quadre al mondo.
Dalla stessa laguna che ha visto passare galeoni, fregate, bucintori e infinite navi mercantili della Repubblica di Venezia, si parte ancora oggi con quella sensazione antica di chi salpa alla scoperta del mondo. Non è un caso che proprio qui sia cresciuta una delle grandi civiltà marinare della storia.
Le rotte
L’Adriatico, e in particolare la rotta tra Venezia e la costa dalmata, è stato per secoli un formidabile campo di prova per navigatori e cantieri. Un mare relativamente raccolto, protetto dalle tempeste oceaniche, ma attraversato da venti regolari – bora, scirocco e maestrale – che cambiano direzione e intensità con rapidità. A questo si aggiunge una geografia unica: centinaia di isole lungo la costa croata, porti naturali, baie riparate e brevi distanze tra un approdo e l’altro.
E se sette giorni non bastano, Star Clippers offre anche rotte più lunghe. Con l’itinerario di undici notti a bordo del veliero quattro alberi Star Clipper, ad esempio, il viaggio unisce alla tappa croata una vera circumnavigazione dell’Italia meridionale, attraversando lo dtretto di Messina e raggiungendo Civitavecchia.
Dall’isola di Lussinpiccolo, l’Adriatico si scandaglia fino a Otranto, il porto più orientale dello stivale italiano. Poi il fascino di Taormina, quello vulcanico del profilo etneo e delle isole Eolie, la costa d’Amalfi e le casette di Ponza. Un viaggio circolare che attraversa tre mari – Adriatico, Ionio e Tirreno – e racconta l’Italia come la si vedeva una volta: dal ponte di una nave.
Undici notti, questa la durata della crociera sulla rotta inversa, che vedrà il quattro alberi Star Clipper muovere da Civitavecchia alla volta della Serenissima. Dopo Ponza, Amalfi, Lipari e Taormina, in questa occasione la compagnia approderà per la prima volta assoluta a Crotone, porto con 2800 anni di storia. Si rientra poi nell’Adriatico con ben tre scali in Puglia: oltre Otranto, Monopoli e Barletta. Prima di rientrare a Venezia, una tappa nell’Istria croata a Rovigno.
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Puglia Class Village non si ferma. Il gruppo ha completato un piano di ristrutturazione quinquennale da 8 milioni di euro e annuncia nuovi investimenti per 5 milioni.
Si conclude così ufficialmente un percorso di trasformazione durato cinque anni che ha ridefinito gli standard dell’ospitalità nel territorio salentino. Il gruppo Puglia Class Village, della famiglia de Finis, celebra il completamento di un importante progetto di ristrutturazione che ha visto un investimento complessivo di 8 milioni di euro con ulteriori 5 milioni già destinati al prossimo piano di sviluppo.
Un progetto ambizioso, che ha orientato la struttura verso il segmento medio-alto, puntando su qualità costruttiva, design esclusivo e servizi premium. Cuore di questa evoluzione è il The Village Salento, villaggio specializzato per l’accoglienza di famiglie e bambini. «Nel 2025, insieme all’Araba Fenice Village, altra struttura che fa parte del gruppo e che sta anch’essa attraversando una fase di ristrutturazione importante che terminerà nel 2029, abbiamo registrato quasi 122.000 presenze con un tasso di occupazione medio del 91,27% - spiega Gian Piero Linardi, direttore commerciale di Puglia Class Village -. L’obiettivo per il prossimo triennio è il rafforzamento dei brand del gruppo sui mercati internazionali». A completare l’esperienza esclusiva, I Caraibi del Salento, situato in una delle spiagge più belle d’Italia.
Una piscina da 1.800 metri quadrati
Tra le novità più significative una nuova piscina di 1.800 metri quadrati, tra le più grandi in Puglia, con area idromassaggio integrata e 2000 metri quadrati di solarium, pensata per offrire un’esperienza scenografica e immersiva tra relax e benessere. Inoltre, sono state realizzate 16 suite con vasca idromassaggio privata: un primato assoluto che rende il The Village Salento l’unico villaggio turistico della Puglia con un numero così elevato di suite dotate di questo servizio esclusivo. E ancora, nuove Family Room Comfort. La palestra Technogym è immersa nel verde e offre area fitness integrata armoniosamente nella natura.
Ogni intervento è stato pensato per elevare l’esperienza dell’ospite, valorizzando materiali selezionati, tecnologie moderne e un’estetica raffinata. L’obiettivo è stato chiaro fin dall’inizio: creare una struttura capace di distinguersi in modo netto nel panorama turistico pugliese. «Abbiamo investito con determinazione e visione – dichiara Antonio de Finis, general manager di Puglia Class Village – per offrire un prodotto che oggi rappresenta un’eccellenza nel Salento. La nuova piscina da 1.800 metri quadrati, le nostre suite con idromassaggio e l’esperienza unica dei Caraibi del Salento sono il simbolo di un progetto che guarda al futuro e al turismo di qualità».
Con il completamento di questo piano e l’avvio dei nuovi investimenti da 5 milioni di euro, il gruppo Puglia Class, guidato dal presidente Annino de Finis, consolida una posizione di leadership nel settore, contribuendo alla crescita del turismo di fascia medio-alta e alla valorizzazione del territorio salentino.
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Paola Puzzovio è stata nominata vice presidente vicario della Federazione Turismo della Confederazione Europea Professionisti e Imprese. La nomina è stata conferita dal presidente nazionale di Confepi, Francesco Spena Barretta.
Professionista di riferimento nel panorama del turismo enogastronomico e dell’ospitalità extralberghiera, Paola Puzzovio porta nel nuovo incarico oltre trent’anni di esperienza imprenditoriale, uniti a una visione strategica orientata allo sviluppo sostenibile, alla valorizzazione dei territori e alla crescita delle imprese turistiche italiane.
Un'esperienza trentennale
Founder & manager di Teging Italia, progetto dedicato al turismo enogastronomico italiano, e ideatrice dell'International Tourism EnoGastronomic Event, Puzzovio è inoltre presidente della sezione Turismi di Laica, associazione di imprese e professionisti del Salento, e direttrice per l’Italia di Beeyond Travel, tour operator newyorkese specializzato nell’incoming verso l’Italia. Nel suo percorso professionale si distingue anche come ambassador di Green Destinations, speaker, formatrice e docente per enti e accademie.
Tra le sue iniziative imprenditoriali e culturali figurano numerosi progetti di sviluppo territoriale e turistico, tra cui Salento Travel, Turismo Itinerante e Salento Itinerante, oltre alla fondazione della prima scuola di cucina salentina-pugliese.
Negli ultimi anni ha fondato PEevents, società al femminile specializzata nell’organizzazione di eventi sostenibili e inclusivi nei settori turismo, agroalimentare e sport. Tra i progetti più recenti c’è Skills4Tourism, progetto internazionale di Teging per la formazione e il lavoro per il turismo e e l'Ho-Re-Ca, con il quale, in questi mesi, sta formando nuove figure professionali altamente specializzate.
Nel nuovo ruolo di vice presidente vicario della Federazione Turismo, contribuirà a rafforzare la rappresentanza delle imprese turistiche all’interno della confederazione, promuovendo iniziative di sviluppo del turismo nazionale, servizi di consulenza e supporto agli operatori del settore, collaborazioni con istituzioni ed enti turistici e percorsi di formazione specialistica. Tra le sue principali funzioni rientreranno il monitoraggio delle tendenze del comparto turistico, la partecipazione a tavoli di lavoro e discussioni politiche sul turismo e il rafforzamento della presenza di Confepi nel settore.
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[post_content] => La crisi continua e con essa il battage mediatico e il ripretersi di allarmanti déjà vu. A prendere posizione è Pier Ezhaya, general manager tour operating di Alpitour e presidente di Astoi, che sul suo profilo Linkedin commenta la situazione.
Riportiamo di seguito il suo post.
“Ebbene sì, ci risiamo – scrive su Linkedin Ezhaya -. Non è passata nemmeno una settimana dall’inizio del conflitto in Medio Oriente che i primi “falchi del turismo nazionale” hanno già fatto capolino. Almeno durante il Covid ci è voluto qualche mese; qui, senza memoria per quell’evento (che evidentemente non ha insegnato niente) sono comparsi i primi commenti a difesa delle vacanze domestiche rispetto a quelle all’estero. Qualcuno si è anche avventurato a dire che è persino più sicuro. E allora dai, che i francesi restino in Francia, gli svizzeri in Svizzera, i tedeschi in Germania e gli americani in America se così deve essere. Almeno per coerenza. E, sempre per coerenza, smettiamola di desiderare o comprare macchine tedesche, orologi svizzeri e borse francesi. Inchiniamoci alla sovranità nazionale”.
Un copione che si ripete
“Da bambino - prosegue Ezhaya - ricordo che durante le festività natalizie trasmettevano un film, “The Time Machine”, tratto dal romanzo di H.G. Wells, in cui il protagonista - salendo su un improbabile apparecchio e girando una manopola - finiva in epoche molto lontane. Ecco, la sensazione che avverto quando sento parlare di italiani in Italia e turismo nazionale è un po’ simile a quella del protagonista della macchina del tempo, che finiva in epoche remote trovandosi accerchiato da persone che peroravano idee e valori di qualche secolo prima. Inevitabilmente mi sfiora un velo di tristezza per la straordinaria capacità che ha questo paese di ripetere, con rara costanza, gli stessi errori. Ciò è ancor più grave se il settore riguarda il turismo, quello che dovrebbe facilitare la scoperta dei luoghi, gli incontri tra i popoli, la conoscenza di altri mondi, la comprensione di altre culture, mai così preziose proprio in questo periodo storico fatto di soprusi e imposizioni del proprio pensiero".
Nessuna ha un'idea chiara del lavoro del turismo organizzato
"E come se non bastasse, a Radio 24 ho sentito Paolo Mieli citare un articolo di Claudia Osmetti di Libero che sosteneva che i turisti alle Maldive dormono in spiaggia e che le agenzie di viaggio taglieggiano i turisti con prezzi esorbitanti. È evidente che non si ha proprio idea dei costi enormi che il turismo organizzato sta sostenendo per riportare a casa i propri clienti sparsi nel mondo, del naturale aumento dei prezzi dei voli conseguenti all’interruzione del planning delle tre principali compagnie aeree del golfo che armano il Sud-est asiatico e l’oceano Indiano per non parlare dell’aumento del carburante aereo che è sostanzialmente raddoppiato, da 740 dollari alla tonnellata ad oltre 1.400.
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[post_content] => Aeroporti di Puglia comincia nel segno della crescita il 2026: nei primi due mesi dell'anno negli scali di Bari, Brindisi e Foggia sono transitati infatti 1.256.414 passeggeri confermando il buon andamento della mobilità aerea regionale.
In dettaglio 777.972 sono stati i passeggeri di linea nazionale e 472.502 i passeggeri della linea internazionale che continua a crescere facendo registrare un +14,7%. Un risultato questo che consolida la crescita e la solidità della rete aeroportuale pugliese.
Intanto, la stagione estiva porterà con sé diverse novità tra cui, la più significativa è quella che «riguarda il rafforzamento del collegamento intercontinentale tra Bari e New York - sottolinea il presidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Maria Vasile -: la rotta vedrà un importante incremento di frequenze grazie all’impegno di due vettori di primo piano: Neos passerà da una a due frequenze settimanali su Jfk, mentre United Airlines introdurrà, con quattro voli settimanali, il nuovo collegamento con il Newark Liberty Airport.
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Una sinergia che continua nel tempo, nata dalla profonda condivisione di alcune tematiche legate al viaggio: Turisanda1924 rinnova ancora una volta la sua collaborazione con il Mudec in occasione della mostra fotografica “100 fotografie per ereditare il mondo” in programma da domani al 28 giugno presso il Museo delle Culture di Milano.
Saper leggere il viaggio
«Il nostro modo di interpretare e proporre il turismo in chiave sostenibile – spiega il brand manager di Made by Turisanda1924, Stefano Sogne – è perfettamente in linea con il progetto del Mudec. Turisanda vuole comunicare il mondo in tutte le sue sfaccettature e la fotografia rappresenta sicuramente una chiave di lettura del modo autentico e individuale con il quale le persone si relazionano ad esso. E' questo un nuovo capitolo della collaborazione in essere, che vedrà anche nei prossimi mesi lo sviluppo di importanti progetti in comune».
La mostra curata da Denis Curti e inaugurata oggi si inserisce nella partnership biennale tra Alpitour World, con Turidsanda 1924, e 24Ore Cultura avviata a marzo 2025 con l’obiettivo di valorizzare il viaggio come strumento di conoscenza, scoperta e trasformazione personale.
La direttrice del Mudec Marina Pugliese ha posto l’accento sul significato della fotografia, ponte fra culture e mezzo che interpreta e rilegge la storia attraverso diversi punti di vista. Presenti all’inaugurazione anche Salvatore Silvestri, a.d. del gruppo 24Ore, e Bruno Scaroni, country ceo di Zurich Italia, main sponsor dell’evento.
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