9 febbraio 2020 15:28
Nel turismo è la questione del momento: mentre cresce l’allarme coronavirus in tutto il mondo, il panico da contagio sta diffondendosi a ritmi ben superiori a quelli del batterio, tanto che tra le agenzie circolano già voci di turisti spaventati, pronti a cancellare persino voli Italia su Italia.
Ma quanto peserà effettivamente il fenomeno sulle dinamiche del comparto? Difficile ovviamente dirlo, ma Mara Manente ha provato a fare almeno una seppur provvisoria stima sulle sue ricadute sul comparto incoming. Durante la presentazione del Rapporto sul turismo italiano, il direttore del Ciset di Venezia ha per prima cosa tracciato il valore del turismo proveniente dall’area asiatica, che nel 2018 valeva circa 1,6 miliardi di euro, pari al 4% della spesa turistica internazionale in Italia. Un dato in crescita, salito a 1,7 miliardi nel 2019 e che si pensava potesse raggiungere quest’anno quota 1,8 miliardi. “Ovviamente l’avvento del coronavirus ha mutato completamente lo scenario, tanto che stando alle nostre prime rilevazioni, temiamo che l’impatto dell’epidemia possa tradursi in un calo del 30% rispetto alle nostre previsioni iniziali relative ai flussi dall’Asia verso la nostra Penisola“.
Il tutto va inoltre inserito in un contesto che, seppur di crescita, già a inizio 2020 preconizzava ritmi di sviluppo in rallentamento rispetto agli anni precedenti. Stando ai primi numeri, infatti, i flussi internazionali erano dati in salita del 3,1%. “E ciò – ha sottolineato Mara Manente – a seguito dell’incremento di un sentimento di incertezza a livello globale, dovuto soprattutto alla questione Brexit e alle tensioni legate all’inasprirsi delle relazioni commerciali tra gli Usa e la Cina e l’Europa”
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L'occasione è quella di un evento che ha portato a Milano la cucina firmata dallo chef stellato Rudolf Štefan, proprietario del ristorante Pelegrini a Sebenico, nel cuore della Dalmazia (1 stella Michelin dal 2018 ad oggi), poiché «la passione per il cibo rappresenta un forte legame tra la Croazia e l'Italia, che si conferma stabilmente tra i primi dieci mercati di provenienza».
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Il mondo dell’ospitalità risponde alle richieste dei clienti e si impegna nelle scelte sostenibili, ambientali e sociali. Una scelta in cui il gruppo Accor è stato pioniere e che ha trovato ampia adesione da parte della clientela.
Questa consapevolezza è stata sottolineata da Ettore Cavallino, vice president development luxury Southern & Eastern Europe di Accor, intervenuto nel panel del Netccom Forum di Deloitte intitolato “Luxury Hospitality & Sustainability”, nell’ambito del confronto sul tema “Luxury Hospitality Reloaded” voluto da Deloitte.
Come ha ricordato il moderatore Franco Amelio, partner di Deloitte Climate & Sustainability, «In un contesto globale in cui cresce l'attenzione agli aspetti ambientali e sociali, i fattori Esg non sono più una scelta etica, ma un imperativo strategico che incide su competitività, reputazione e sostenibilità economica delle strutture ricettive».
«Il mondo dell'ospitalità riflette il mondo esterno - ha aggiunto Cavallino -. Per questo Accor pone particolare attenzione alle tematiche legate alla sostenibilità, che affronta con un impegno serio e costante che le viene riconosciuto dai clienti. Oggi il cliente guarda e premia chi si impegna in modo responsabile a migliorare la qualità dell'ambiente e della vita nelle destinazioni che propone. I nostri ospiti sono disposti a spendere un po' di più, premiando chi restituisce valore al territorio e lo fa in modo serio e convinto. Basti pensare a esempi semplici: solo dieci anni fa era impensabile utilizzare un dispenser per shampoo e bagno schiuma nelle camere; oggi è una realtà apprezzata, che consente di ridurre in modo considerevole l'uso della plastica».
Il manager fa poi riferimento a un approccio «tailor made dedicato a ogni singolo progetto, in modo tale da farlo diventare qualcosa di autentico, in grado di creare un legame forte con il tessuto sociale e la cultura locale».
(Chiara Ambrosioni)
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E' quanto emerge da una ricerca della Confesercenti sui dati camerali relativi al commercio e alla filiera turistica - alloggio, ristorazione e agenzie di viaggio. È una controtendenza netta. L'occupazione complessiva nei due settori cresce di 351.000 unità (+8,4%), ma il saldo positivo è interamente trainato dal lavoro dipendente, che aumenta di 528.000 addetti (+18%), mentre quello autonomo arretra del 14,1%.
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L'associazione chiede «interventi macro, sui costi dell'energia per i piccoli e per riequilibrare la concorrenza e garantire il pluralismo. Sarebbero necessari però anche - conclude - sostegni agli investimenti privati e incentivi per il ricambio generazionale, che oggi è un punto critico per molte piccole imprese. Sono necessarie anche più tutele e strumenti di welfare, che per imprenditori e imprenditrici resta una questione lasciata alle proprie forze. Solo così tornare a mettersi in proprio potrà essere di nuovo una prospettiva sostenibile».
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[post_content] => Settantacinque milioni di passeggeri e 750.000 voli previsti tra il 21 maggio e l'8 settembre 2026: sono i numeri dell'estate firmata American Airlines che, nell'anno del suo centenario, si appresta a superare il precedente record registrato nel 2019.
Durante il picco della stagione estiva il vettore Usa sta moltiplicando gli adeguamenti operativi e commerciali, con cinque nuove rotte a lungo raggio verso l'Europa e una serie di strumenti digitali destinati a rendere più fluido il percorso del cliente.
Tra il 21 maggio e l'8 settembre 2026, American effettuerà 750.000 voli, pari ad una media di cinque partenze al minuto, e quasi 7.000 voli al giorno nei picchi di luglio. La compagnia stima che circa 75 milioni di clienti transiteranno attraverso il network a livello mondiale, un volume superiore al record del 2019 e in forte aumento rispetto alle estati post-pandemia.
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Le cinque nuove rotte europee
Sono dunque cinque le nuove rotte verso l’Europa: da Philadelphia, la compagnia aprirà voli per Budapest e Praga, operati con Boeing 787-8, che decolleranno il 21 maggio 2026.
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[post_content] => FlixBus debutta in Sardegna, il prossimo 12 giugno, con la sua prima linea regionale, che collega l'isola da sud a nord. La nuova linea unirà Cagliari, Sanluri, Oristano, Sassari e Alghero, includendo fermate strategiche direttamente presso gli aeroporti di Cagliari-Elmas e Alghero-Fertilia. Il servizio sarà operativo per tutta l’estate, sette giorni su sette, con l’obiettivo di facilitare gli spostamenti nella regione durante l’alta stagione turistica.
«L’arrivo in Sardegna non è solo una nuova linea: è il momento in cui la nostra rete abbraccia finalmente l’intero territorio nazionale - ha commentato Cesare Neglia, ad di FlixBus Italia e Vice President Europe West di Flix -. Portiamo nell'isola un modello che mette al centro il diritto alla mobilità e la libertà di scoprire il patrimonio sardo in modo efficiente e alla portata di chiunque. È un traguardo che sognavamo e che oggi diventa realtà grazie alla sinergia con i nostri partner locali».
L'intermodalità compie quindi un nuovo passo in avanti in Sardegna: con i nuovi collegamenti, chi deve partire dagli aeroporti di Fertilia ed Elmas potrà raggiungere il terminal ogni giorno, in una soluzione unica, da Cagliari, Sanluri, Oristano, Sassari e Alghero.
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Infatti, grazie alle tratte attive fra gli aeroporti e aree meno battute dell’isola, come Oristano e Sanluri, la nuova linea potrà contribuire a promuovere una Sardegna più inedita rispetto a quella tradizionalmente contemplata dai grandi circuiti turistici, attraendo in questi luoghi un pubblico internazionale grazie alla notorietà globale di FlixBus e la sua interfaccia di prenotazione multicanale in 30 lingue.
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[post_content] => Il terzo decreto-legge sui carburanti approvato dal Consiglio dei ministri, che proroga la riduzione delle accise, è un passo avanti nella giusta direzione ma resta largamente insufficiente a fronte delle difficoltà strutturali che stanno colpendo le imprese del noleggio con conducente e del trasporto passeggeri non di linea: anche considerando il taglio delle accise, per un’attività di medie dimensioni l’esborso mensile per il gasolio può arrivare a pesare fino a 3mila euro in più rispetto allo scorso anno a febbraio scorso.
È quanto afferma Federnoleggio Confesercenti, commentando il nuovo provvedimento che conferma lo sconto di 20 centesimi al litro sul gasolio e di 5 centesimi sulla benzina.
“Per le nostre imprese – dichiara Giuseppe Contrafatto, presidente di Federnoleggio Confesercenti – questo intervento continua a essere una goccia nel mare. L’incremento dei costi energetici incide in modo insostenibile sui bilanci aziendali, con aggravi che per un’impresa media possono arrivare fino a 3mila euro in più al mese rispetto allo scorso anno, rendendo sempre più difficile rispettare contratti già sottoscritti e garantire la continuità dei servizi, in particolare nel trasporto scolastico, mobilità locale e turismo e nel trasporto passeggeri non di linea”.
“C’è un’evidente disparità di trattamento. Anche nei più recenti decreti accise e carburanti – prosegue Contrafatto – il trasporto passeggeri non di linea continua a essere escluso dalla misura del credito d’imposta per le maggiori spese per carburante, dalle quali invece sono stati progressivamente recuperati altri comparti, come la pesca ed il settore agricolo. Si tratta di un’asimmetria che non trova giustificazione né sul piano economico né su quello funzionale”.
Secondo Federnoleggio Confesercenti, la combinazione tra l'esclusione dal credito d’imposta e i mancati interventi temporanei e frammentati sulle accise rischia di accentuare ulteriormente la fragilità di un comparto che svolge un ruolo essenziale per la mobilità, il turismo e l’economia dei territori.
“
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[post_content] => I salatissimi costi del carburante impongono ad Air France-Klm la revisione al ribasso delle previsioni di crescita della capacità per l'anno in corso. Il gruppo franco-olandese stima infatti che la spesa per il jet fuel aumenti di 2,4 miliardi di dollari nel 2026, dall'inizio del conflitto in Medio Oriente.
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[post_content] => Un Adriatico sempre più laboratorio di investimenti e visione condivisa. È quanto emerge dalle prime anticipazioni dell’Adriatic Sea Tourism Report 2026, la mappatura firmata da Risposte Turismo che sarà presentata in occasione dell’ottava edizione di Adriatic Sea Forum – Cruise, Ferry, Sail & Yacht, in programma a Venezia il 25 e 26 giugno.
Il dato più immediato parla di oltre 340 milioni di euro di investimenti completati entro fine 2026 lungo le coste adriatiche, di cui 252 milioni concentrati in Italia e circa 90 milioni nei Paesi della sponda balcanica. Una dinamica che conferma il turismo via mare come asset strategico per lo sviluppo della macroarea.
Obiettivo Italia
Sul fronte italiano, gli interventi si distribuiscono lungo tutta la dorsale. Tra i principali, l’avvio della nuova stazione marittima e del sistema di cold ironing a Porto Corsini, a Ravenna (68 milioni), l’elettrificazione delle banchine per i traghetti nel porto di Ancona (9,8 milioni) e i progetti a Venezia, che assorbono circa 90 milioni tra città insulare, Porto Marghera e Fusina. A Chioggia si affiancano interventi di cold ironing e dragaggi per migliorare l’accessibilità nautica.
Rilevanti anche i lavori nei porti dell’Adriatico meridionale: movimentazione dei sedimenti a Bari e Brindisi, oltre agli interventi su fondali a Manfredonia e Barletta. A completare il quadro, il secondo terminal crocieristico di Bari (11,5 milioni) e il potenziamento di marina e approdi turistici.
Speculare il fermento sulla sponda balcanica, con la Croazia in prima linea: dal nuovo Aci Marina Rijeka (50 milioni) al terminal traghetti di Spalato, fino al polo crocieristico di Sebenico. Interventi diffusi anche tra Montenegro e Slovenia rafforzano l’offerta nautica complessiva.
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(Enzo Scudieri)
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[post_content] => Il DL Carburanti è stato approvato senza modifiche in sede di prima lettura al Senato: l’autotrasporto merci rimane l’unico beneficiario nel trasporto su gomma di un contributo straordinario erogato sotto forma di credito d’imposta. Nessun sostegno, al contrario, è previsto per il trasporto passeggeri su gomma – una mancanza che FlixBus constata con profonda delusione.
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