17 March 2026

Corti, Confturismo: ma il collegato turismo alla legge di bilancio dov’è?

Non c’è nulla da fare. Fiumi e fiumi di parole, impegni solenni, dichiarazioni d’intenti improrogabili… Tutto invano. Il turismo non riesce a entrare nei radar degli esecutivi italiani. “Negli ultimi anni, l’unico atto di indirizzo concreto concepito da un governo tricolore è stato l’Art bonus del 2014 – ha dichiarato Alberto Corti, in occasione di una tavola rotonda organizzata in Bit durante la presentazione del Rapporto sul turismo italiano -. Per il resto è stato realizzato il Piano strategico, ma è rimasto nel cassetto. L’ultima legge di bilancio contiene invece appena due riferimenti all’industria dei viaggi: la possibilità, data ai comuni, di alzare la tassa di soggiorno, e una menzione a comparti potenzialmente importanti ma decisamente marginali come l’oleoturismo e il volo-turismo. Ci era stato promesso un collegato ad hoc sul turismo ma a oggi non se ne sa nulla”.

La vena dissacratoria del direttore di Confturismo si è poi rivolta a un vero mantra del momento come i Big Data: per molti la soluzione a tutti i mali del turismo. “Se ne parla tantissimo, ma di Big Data si può anche morire – ha detto Corti -. Prendiamo per esempio la geolocalizzazione tramite smartphone. Certo, possiamo arrivare a sapere se un cittadino straniero si trova in una determinata destinazione. Ma come si fa a conoscere le motivazioni della sua presenza? È lì per lavoro o per turismo? Si dovrebbero incrociare i dati della carta di credito, ma naturalmente esistono le norme sulla privacy. Insomma non è semplice come può apparire a prima vista. E anche quando si riescono a ottenere numeri e informazioni attendibili, occorre avere gli strumenti per interpretarli correttamente. Altrimenti si finisce per elaborare teorie strampalate su mere coincidenze statistiche. Come è avvenuto quando qualcuno ha notato una correlazione numerica tra il fenomeno della luna piena e gli incidenti sul ponte di Brooklyn”.

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Non credo che dovremmo accettarlo». Nassetta ha sottolineato la  riduzione dei viaggi provenienti dal Canada, che sono diminuiti drasticamente a causa delle continue tensioni politiche. Recuperare anche solo la metà della quota di mercato globale perduta significherebbe «un'enorme attività economica incrementale e milioni di nuovi posti di lavoro».  \r\n\r\nNassetta ha inoltre fatto notare che Brand Usa è stato in gran parte privato dei finanziamenti.  «Dobbiamo assicurarci che questa entità venga finanziata. Molte persone vogliono venire in America. Ma ci sono anche molte altre opzioni».\r\nIngressi da semplificare\r\nNassetta si è anche battuto per semplificare l'ingresso dei viaggiatori negli Stati Uniti. «Dobbiamo rendere il sistema più fluido e accogliente, non aggiungere ostacoli imponendo costi aggiuntivi o richiedendo  informazioni superflue» ha affermato il manager, aggiungendo che la moderna tecnologia biometrica permette di essere «più sicuri che mai», eliminando al contempo la maggior parte degli ostacoli.\r\n\r\nNonostante le difficoltà, Nassetta si è detto ottimista, sottolineando i primi segnali di miglioramento nelle performance degli hotel di fascia media e diversi fattori macroeconomici favorevoli, come il rallentamento dell'inflazione, i tassi di interesse più bassi e un contesto fiscale favorevole.  «Tutte le strutture di fascia media, ogni piccolo Hampton Inn, Hilton Garden Inn, Homewood Suites e tutti questi prodotti che si rivolgono alla classe media, stanno iniziando a muoversi in una direzione molto diversa da quella che avevamo osservato finora».","post_title":"Nassetta, Hilton: «Gli Stati Uniti stanno perdendo competitività»","post_date":"2026-03-13T11:02:33+00:00","category":["alberghi"],"category_name":["Alberghi"],"post_tag":["nofascione"],"post_tag_name":["nofascione"]},"sort":[1773399753000]}]}}