2 March 2024

Corti, Confturismo: ma il collegato turismo alla legge di bilancio dov’è?

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Non c’è nulla da fare. Fiumi e fiumi di parole, impegni solenni, dichiarazioni d’intenti improrogabili… Tutto invano. Il turismo non riesce a entrare nei radar degli esecutivi italiani. “Negli ultimi anni, l’unico atto di indirizzo concreto concepito da un governo tricolore è stato l’Art bonus del 2014 – ha dichiarato Alberto Corti, in occasione di una tavola rotonda organizzata in Bit durante la presentazione del Rapporto sul turismo italiano -. Per il resto è stato realizzato il Piano strategico, ma è rimasto nel cassetto. L’ultima legge di bilancio contiene invece appena due riferimenti all’industria dei viaggi: la possibilità, data ai comuni, di alzare la tassa di soggiorno, e una menzione a comparti potenzialmente importanti ma decisamente marginali come l’oleoturismo e il volo-turismo. Ci era stato promesso un collegato ad hoc sul turismo ma a oggi non se ne sa nulla”.

La vena dissacratoria del direttore di Confturismo si è poi rivolta a un vero mantra del momento come i Big Data: per molti la soluzione a tutti i mali del turismo. “Se ne parla tantissimo, ma di Big Data si può anche morire – ha detto Corti -. Prendiamo per esempio la geolocalizzazione tramite smartphone. Certo, possiamo arrivare a sapere se un cittadino straniero si trova in una determinata destinazione. Ma come si fa a conoscere le motivazioni della sua presenza? È lì per lavoro o per turismo? Si dovrebbero incrociare i dati della carta di credito, ma naturalmente esistono le norme sulla privacy. Insomma non è semplice come può apparire a prima vista. E anche quando si riescono a ottenere numeri e informazioni attendibili, occorre avere gli strumenti per interpretarli correttamente. Altrimenti si finisce per elaborare teorie strampalate su mere coincidenze statistiche. Come è avvenuto quando qualcuno ha notato una correlazione numerica tra il fenomeno della luna piena e gli incidenti sul ponte di Brooklyn”.

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