13 May 2026

Jen Hotel Malè, le Maldive dalla prospettiva della capitale secondo Shangri La

Il Jen Hotel Malè

La catena di city hotel, Jen Hotel, annovera 9 strutture tutte in oriente.
E’ un marchio indipendente, ma che gravita nell’orbita di Shangri La con le stesse attenzioni, sebbene per un target diverso di clientela.
Certo alle Maldive non si va per stare a Malè, ma un day use, un overnight per problemi di connessioni, o anche solo la curiosità di visitare la capitale  meriterebbero una sosta.
All’uscita dell’Ibrahim Nasir International Airport, dove ci sono gli attracchi, con 7  minuti di  barca si arriva all’hotel, nel centro della piccolissima capitale e proprio da questa posizione si possono scoprire i segreti e le peculiarità di Malè.
La posizione, a 100 passi dal molo di attracco, è esattamente nel centro nevralgico a metà fra il distretto delle ambasciate e istituzionale e quello finanziario.
Le 114 stanze si dividono in 4 categorie, tutte dotate di wi fi e delle più moderne “amenity”.
Le Deluxe sono 92, categoria base, dai 24 ai 28mq, cui si aggiungono 13 stanze dello stesso tipo, ma con vista Oceano. Le Executive, da 38 mq sono 8, e a completamento della gamma delle sistemazioni la Deluxe Suite da 80 mq chiude la rassegna.

Il rooftop del Jen hotel Malè

L’hotel offre l’ airport transfer con speedboat ma soprattutto all’ultimo piano la suggestiva terrazza dove al centro, affacciata sul vuoto, campeggia l’infinity pool con vista oceano.
Completano il Quadro la Aristo spa e il centro fitness sempre aperto. A richiesta potrete essere guidati a fare un giro per Malè al mercato coperto, quello del pesce, al palazzo presidenziale, al monumento ai caduti del tentato colpo di stato del 3 novembre 1988, alla antica moschea in corallo.
La ristorazione  è curata, con una cucina fusion: dal sushi, a base di tonno maldiviano appena pescato, alle carni grigliate, al ristorante sul tetto. Oppure al primo piano dello stabile, dove si fa anche l’abbondante prima colazione, il Lime specializzato nei sapori del sud est asiatico. Fra le 8 del mattino alle 2 di notte funziona il Jen’s Kitchen  per snack  caffè “on-the-go”. Naturalmente, nelle prerogative di un “city hotel” è contemplato lo spazio anche per meeting e congressi, oltre che eventi.

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Parte da qui l'analisi della situazione attuale messa a punto dal ceo di Idee per Viaggiare, Danilo Curzi, che ha recentemente annunciato l'acquisizione dello storico marchio Cts Viaggi. «Un'operazione dettata più dal cuore che dal business - ha spiegato il manager a Milano -, voluta per mettere il marchio in sicurezza». Il futuro del brand Cts è ancora da scrivere, ma potrebbe portare alla creazione di una linea di prodotto ad hoc, che vada a intercettare quella fascia di viaggiatori che ha vissuto \"l'effetto Cts\" nel periodo del suo massimo splendore, a cavallo degli anni Ottanta.\r\nL'analisi di Curzi\r\nCts Viaggi a parte, Idee per Viaggiare si trova come tutti i player del turismo organizzato a fare i conti con gli effetti di una crisi internazionale che si fatica a contenere. «Nei giorni immediatamente successivi allo scoppio del conflitto abbiamo istituito una task force per rimpatriare e fornire assistenza ai nostri clienti in giro per il mondo. Siamo andati ben oltre il dovuto, investendo una cifra importante per provvedere al rientro di tutti nel più breve tempo possibile. Nel periodo seguente abbiamo lasciato sul campo qualcosa come 3,5-4 milioni di euro in cancellazioni, da sommarsi ai 5 milioni di mancate conferme persi negli ultimi due mesi lato t.o.».\r\n\r\nInoltre, l'effetto domino creato dai problemi registrati dai tre principali vettori mediorientali - Emirates, Qatar Airways ed Etihad - ha avuto ripercussioni importanti in tutte le rotte a est, «con ad esempio cali dell'80% sulle Maldive» sottolinea Curzi. In verità, uno dei nodi principali ancora da sciogliere riguarda proprio la condotta delle compagnie aeree: «sono fuori controllo. In alcuni casi il costo dei biglietti è raddoppiato.; si è arrivati a spendere 2.500 euro per un biglietto in economy per la Repubblica Dominica. Con questi prezzi, è chiaro che il mercato ha registrato una battuta d'arresto, indipendentemente dalle tensioni geopolitiche e dalle informazioni spesso allarmistiche che hanno finito per danneggiare anche destinazioni che nulla avevano a che vedere con le zone teatro del conflitto».\r\n\r\nAl momento, una lenta ripresa è cominciata. «Cina, Giappone ma anche l'America Latina con il Perù  stanno ottenendo risultati brillanti. Anche il Canada sta riscuotendo grande interesse. Gli Stati Uniti, nostra prima destinazione, già da tempo erano in calo, anche se in numeri assoluti continuano a essere un nostro prodotto di punta. Stiamo invece spingendo sui Caraibi con attività in collaborazione con enti del turismo e vettori».\r\n\r\nTutto è però proiettato a dopo l'estate. «Sarà il vero spartiacque per capire come andremo a chiudere il 2026. Per intanto, confermo un'accelerazione di preventivi e prenotazioni per il prossimo inverno, che riguarda anche destinazioni attualmente un po' ferme come Emirati o Maldive». Cresce anche la quota media pratica, attualmente pari a circa 3.800 euro a persona, che potrebbe contribuire a migliorare ulteriormente il giro d'affari totale, nel 2025 pari a 160 milioni di euro","post_title":"Curzi, Idee per Viaggiare: «Compagnie aeree fuori controllo»","post_date":"2026-05-11T15:33:36+00:00","category":["tour_operator"],"category_name":["Tour Operator"],"post_tag":[]},"sort":[1778513616000]}]}}