19 dicembre 2019 14:50

Il Barceló Concorde Green Park di Port El Kantaoui
Nasce Barceló Caravel: la nuova società di gestione alberghiera tunisina frutto della joint venture tra Barceló Hotel Group e la compagnia locale Ufi Group. L’operatore sarà inizialmente dotato di un portfolio di sei strutture business e leisure a 4 e 5 stelle, per un totale di 1.485 camere situate a Tunisi, Sfax, Yasmine Hammamet, Port El Kantaoui e Sousse. Cinque di questi hotel sono di proprietà del gruppo Ufi, mentre il sesto è in gestione a Barceló dallo scorso maggio.
«Crediamo fermamente nel potenziale di sviluppo turistico della Tunisia – ha commentato il chief business development officer di Barceló Hotel Group, Jaime Buxó -. La creazione di una joint venture con partner locali è quindi la formula che ci sembra più adatta favorire la nostra espansione nel Paese. Siamo molto soddisfatti della qualità e dell’ubicazione degli alberghi e siamo fiduciosi che con le nostre piattaforme commerciali e operative saremo in grado di massimizzare la redditività di queste strutture e fare della Tunisia una destinazione di punta».
L’accordo tra le due società prevede anche un piano di miglioramento degli hotel per modernizzarne servizi ed edifici. Barceló Caravel intende anche far crescere il proprio portfolio grazie all’acquisizione di ulteriori gestioni alberghiere in Tunisia o in altre destinazioni della zona.
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Radisson Hotel Group continua nel percorso di crescita e sviluppo. Nel corso del 2025 la catena ha visto Radisson Blu imporsi come marchio upper-upscale in Europa, con una presenza in 154 città. Parallelamente, ha sviluppato nuove partnership strategiche, tra cui The Medlock, a Radisson Blu Hotel presso l’Etihad Stadium del Manchester City, la collaborazione con Mimco Group per The Butler e con Byron Gestion per il Radisson Hotel Cannes Seaside.
La sostenibilità e lo sviluppo responsabile si confermano centrali nella strategia di lungo termine di Radisson Hotel Group, come evidenziato dall’apertura dei primi due hotel net zero del settore: il Radisson Hotel Manchester City Centre e il Radisson Red Oslo City Centre, entrambi certificati Verified Net Zero.
«La fiducia dei nostri proprietari nei nostri brand e nel nostro team è per noi fondamentale. Continuiamo a creare valore e opportunità per investitori e ospiti in tutti i segmenti e mercati, dal midscale al lifestyle, dal lusso ai resort, fino a nuovi segmenti alternativi. Lo slancio degli ultimi anni, insieme alla competenza e alla determinazione dei nostri team, ci consentirà di rafforzare crescita, resilienza e opportunità nel 2026 e oltre» ha detto Elie Younes, executive vice president e global chief development officer di Radisson Hotel Group.
I risultati 2025
In Cina, Radisson Hotel Group ha firmato e aperto 170 hotel durante l’anno, portando il portafoglio a quasi 300 strutture. La crescita si è concentrata nei segmenti midscale e upper midscale, trainata da Country Inn & Suites by Radisson.
L’India ha continuato a distinguersi come uno dei mercati più dinamici del gruppo. Radisson Hotel Group ha superato il traguardo dei 200 hotel tra strutture operative e in fase di sviluppo.
Nell’area Emea, il gruppo ha registrato circa 70 firme e aperture, con un’attenzione continua all’Europa meridionale, al Regno Unito, alla Francia, alla Germania e alla Polonia. Tra i principali risultati figurano le firme di The Medlock, un Radisson Blu Hotel in partnership con il Manchester City Football Club; Banke Opera Paris, un Radisson Collection Hotel; Radisson Red Bucharest Old Town; Radisson Serviced Apartments Coy Sheikh Zayed City in Egitto; Prize by Radisson Osnabrück in Germania, il primo hotel Prize con il nuovo concept di interior design; Radisson Oriente Hotel Barcelona.
L’espansione guidata dal leisure ha continuato a rappresentare un fattore chiave, con il portafoglio resort di Radisson Hotel Group che ha superato le 160 strutture a livello globale. Tra gli sviluppi più rilevanti figurano Atiara Ubud Bali, un Radisson Collection Resort; Radisson Blu Resort & Spa, Çeşme;un urban resort a Bruxelles, Radisson Collection The National Hotel, Brussels.
Forte anche la crescita in Italia, con nuove aperture a Nord e Centro Italia. Tra gli sviluppi più rilevanti sotto la firma Radisson Collection figurano Palazzo San Gottardo Lake Como, a Radisson Collection Hotel e Palazzo Sanzio Rome, a Radisson Collection Hotel, mentre a Firenze è stato inaugurato il Radisson Blu Hotel, Florence.
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[post_content] => Gruppo Stay ha appena siglato un accordo con Melià Hotels International per l’affiliazione dello storico hotel Trento di Pozza di Fassa, nel cuore delle Dolomiti trentine. La sottoscrizione dell’intesa avrà come corollario un imponente piano di riqualificazione per un investimento programmato di oltre 1,5 milioni di euro, finalizzati all’ammodernamento della struttura e all’aumento del suo star ranking, dalle attuali 3 stelle al riposizionamento previsto nel segmento 4 stelle. Il tutto in tempo per l’avvio della stagione invernale 2026/27, quando l’albergo entrerà ufficialmente nel network con la dicitura “affiliated by Melià”.
Il complesso, situato in prossimità del centro di San Giovanni di Fassa, si compone di due edifici - l’hotel Trento e la dependance “Le Colonnine”- per un totale di 61 camere, oltre a ristorante, bar, piscina interna riscaldata, centro wellness, palestra, giardino e garage, e i lavori di ristrutturazione comporteranno il completo rinnovamento degli ambienti, allo scopo di valorizzarne l’identità alpina integrandola con gli standard qualitativi richiesti da Melià.
La collaborazione con Melià
Andrea Franceschi, fondatore e titolare di gruppo Stay, spiega: «Questa è la seconda operazione che sviluppiamo in concerto con Melià, dopo il progetto relativo all’hotel Auronzo in Cadore, che verrà finalizzato nel prossimo mese di maggio. Per noi si tratta di un traguardo strategico oltre che autorevole. Unire il nostro nome a quello di una realtà così forte, testimonia infatti la bontà del percorso fatto dal 2014, anno della nostra fondazione, ad oggi; oltre a darci un’ulteriore garanzia di qualità per le realtà che gestiamo e che, legandosi a un nome di tale risonanza internazionale, ne guadagnano certamente in prestigio. L’hotel Trento è già conosciuto e apprezzato e la Val di Fassa è sinonimo di successo per chiunque si occupi di turismo montano, rappresentando una delle mete più ambite dai visitatori italiani e stranieri. Confidiamo quindi che quest’ulteriore passo avanti possa contribuire in modo concreto alla crescita umana e professionale del nostro gruppo».
«Le Dolomiti rappresentano una delle destinazioni più spettacolari d’Europa e incarnano perfettamente i luoghi in cui vogliamo continuare a espanderci, dove natura e ospitalità di alto livello si uniscono per creare esperienze indimenticabili - aggiunge Gabriel Escarrer, presidente e ceo di Meliá Hotels International -. È inoltre un privilegio farlo insieme a gruppo Stay, la cui competenza sul territorio e visione condivisa ci permettono di creare sinergie e sviluppare un progetto solido per la regione».
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Si presentano al trade insieme, forti di una joint venture (insieme a Virgin Atlantic) tra le più solide e importanti nel mondo dell'aviazione: Air France-Klm e Delta Air Lines hanno illustrato questa mattina nel centro di Milano impegni e prospettive per l'estate 2026, inevitabilmente segnata dal difficile contesto internazionale.
Una situazione che però, almeno ad oggi, non ha comportato modifiche sensibili sugli investimenti previsti per il mercato italiano, dove la crescita - ma anche flessibilità - restano all'ordine del giorno.
«I dati in nostro possesso, relativi ai primi tre mesi del 2026, non mostrano rallentamenti della domanda di viaggio, anzi - afferma Cristina Casati, sales manager Italia, Grecia e Malta di Delta Air Lines -. L'andamento dagli Stati Uniti in particolare è molto solido, d'altra parte l'Italia rimane il secondo paese europeo nelle scelte degli americani per numero di passeggeri. Ma sono positivi anche i dati del point of sale locale». Certamente è più complicato allungare lo sguardo ai prossimi mesi: se è «difficile azzardare previsioni precise sul medio termine», la compagnia è pronta ad aprire l'ennesimo operativo estivo da record tra Europa e Stati Uniti, nonché il ruolo «di vettore leader dall'Italia verso gli Usa per numero di voli giornalieri e di posti offerti».
Sulla medesima lunghezza d'onda Eleonore Tramus, general manager East Mediterranean Air France-Klm: «L'andamento dell'advance booking per i mesi di aprile e maggio è stabile e almeno per ora non registriamo flessioni particolare della domanda di viaggio. Anche verso gli Stati Uniti. A fronte dell'inevitabile taglio di alcune destinazioni in Medio Oriente, abbiamo potenziato il network verso altre mete, ad esempio in Asia. Monitoriamo costante la situazione, giorno dopo giorno, ma certo, i costi sono altissimi».
La crescita di Delta in Italia
Si diceve un'altra stagione «da record per Delta, come ormai accade da tre anni a questa parte a conferma del crescente interesse della compagnia a investire su quest'area geografica». Tanta Europa quindi ma anche e soprattutto tanta Italia: «Il mercato Italia ricopre un ruolo sempre più strategico e in continua evoluzione - prosegue Cristina Casati -. L'anno scorso abbiamo trasportato 1,6 milioni di passeggeri sulle rotte Italia-America, +10%. E quest'anno la capacità aumenta di un altro 10%, offrendo fino ad un massimo di 19 voli giornalieri da sei aeroporti italiani verso sei hub negli Usa».
Le novità seguono l'investimento che mira a una copertura territoriale sempre più ampia: ecco quindi la Olbia-New York, dal 21 maggio, che si aggiunge all'altra new entry italiana, la Roma-Seattle (primo collegamento di Delta tra l'Italia e la costa Ovest Usa), dal 7 maggio.
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Air France-Klm
«L'Italia resta un mercato per noi fondamentale - riprende Eleonore Tramus -, dove operiamo da 15 aeroporti, da Nord a Sud. E per l'estate 2026 offriremo 14.500 frequenze verso i nostri hub di Amsterdam e Parigi, collegati a loro volta con oltre 300 destinazioni nel mondo». Tra gli aumenti di capacità previsti spiccano da Roma Fiumicino i 7 voli giornalieri per Parigi Cdg che si sommano ai 5 giornalieri per Amsterdam; da Firenze 7 voli giornalieri per Parigi Cdg, da Milano, 10 voli giornalieri per Parigi Cdg (da Malpensa e Linate) oltre ai 5 giornalieri sulla Linate-Amsterdam. Infine, da Cagliari il giornaliero per Amsterdam.
Da notare come «alcuni di questi voli saranno operati dagli Airbus A220 e dagli A321neo, i gioielli del nostro programma di rinnovo della flotta, orientato alla sostenibilità, con evidenti riduzioni delle emissioni di CO2, nell'ordine del 20-25% in meno».
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[post_content] => Il gruppo Lufthansa e l’aeroporto di Monaco ampliano la joint venture fino al 2056, mettendo in campo anche l'estensione del Terminal 2, con un molo che si collegherà ad angolo retto verso est, noto come “T-Pier”.
In questo modo, da entrambe le parti, si creano le condizioni strategiche per un'ulteriore crescita del traffico aereo nel secondo hub aeronautico più grande della Germania. Un fattore chiave in questo senso sarà l'espansione della flotta a lungo raggio a Monaco.
L'apertura del T-Pier è prevista per il 2035 e aumenterà la capacità di smistamento del Terminal 2 di ulteriori 10 milioni di passeggeri all'anno. Il percorso di crescita previsto apre prospettive economiche positive per entrambe le società, crea ulteriori posti di lavoro sicuri e attraenti nella regione aeroportuale e rafforza la Germania come hub aeronautico.
«A Monaco di Baviera insieme a FMG e ai suoi azionistiabbiamo creato un hub altamente performante che da molti anni figura tra i migliori aeroporti del mondo - ha dichiarato Carsten Spohr, presidente del consiglio di amministrazione e ad di Deutsche Lufthansa -. Grazie alla qualità eccellente, all’affidabilità e all’attenzione al cliente, Monaco è diventato un pilastro centrale della nostra rete di hub. L’ampliamento del Terminal 2, pianificato congiuntamente, e il conseguente aumento di capacità contribuiranno ulteriormente alla nostra partnership unica e alla nostra storia di successo condivisa.
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A soli otto anni dall’inaugurazione, il Terminal 2 di Monaco ha raggiunto il limite di capacità previsto di 25 milioni di passeggeri all’anno. L’edificio satellite, entrato in funzione nell’aprile 2016, ha segnato la prima fase di ampliamento congiunto. Il T2 è utilizzato esclusivamente dalle compagnie aeree del gruppo Lufthansa e dai vettori partner: nel 2025 l'infrastruttura ha servito più di 32 milioni di passeggeri. L'Aeroporto di Monaco detiene una quota del 60% nella società di gestione del Terminal 2, mentre il gruppo Lufthansa ne detiene il 40%.
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La guerra tra Israele e gli Stati Uniti contro l'Iran sta colpendo in modo particolarmente duro il turismo mediorientale, che fino allo scoppio del conflitto era in piena espansione. Attualmente, i tassi di occupazione in destinazioni come Dubai o l'Oman si attestano rispettivamente intorno al 19% e al di sotto del 10%, secondo quanto dichiarato a El País da Meliá e Barceló.
José Canals, direttore generale delle operazioni di Barceló per il Mediterraneo, il Medio Oriente e l'Asia, sottolinea intervistato da Preferente "non credo che l'attività alberghiera in Medio Oriente tornerà alla normalità prima di settembre o ottobre". "I budget di quest'anno sono stati azzerati e stiamo riducendo al minimo perdite e rischi", ammette.
Tuttavia, il dirigente conferma che la catena sta mantenendo il suo piano di investimenti nella regione. Inoltre, dichiara che "stiamo accelerando la ristrutturazione di due hotel in Egitto e anticipando i lavori di ristrutturazione in Oman e Arabia Saudita". Meliá ribadisce questo concetto, affermando che "manteniamo i nostri piani di crescita in Arabia Saudita, Dubai, Bahrein e Qatar".
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[post_content] => Nel 2025, il gruppo Mandarin Oriental ha registrato una solida crescita dei ricavi, sostenuta da una domanda costante nel segmento dell’ospitalità di lusso e da un’efficace esecuzione su tutto il portfolio globale.
Il RevPar è aumentato del 10% rispetto al 2024 grazie a miglioramenti sia nella tariffa media sia nei livelli di occupazione nei mercati chiave. Mandarin Oriental ha inoltre registrato un incremento della quota di mercato di tre punti percentuali.
Durante l’anno, Mandarin Oriental ha mantenuto il focus sull’offerta del suo “servizio leggendario” e di esperienze eccezionali, investendo allo stesso tempo nelle capacità necessarie a supportare la propria strategia di crescita a lungo termine. Laurent Kleitman, group chief executive di Mandarin Oriental, ha dichiarato: «Il 2025 è stato un anno positivo per il gruppo: abbiamo seguito una strategia chiara e rafforzato l’esecuzione. In linea con il nostro obiettivo di essere il miglior operatore dell’ospitalità di lusso, abbiamo registrato un incremento di 3 punti percentuali nel market share, una cresciata a doppia cifra del RevPar su base comparabile e una maggiore redditività nel portfolio, mantenendo l’eccellenza della nostra proposta di servizio. Allo stesso tempo, abbiamo effettuato investimenti in talento, capacità e cultura necessari per raggiungere i nostri ambiziosi obiettivi di crescita a lungo termine».
Espansione costante
Durante lo scorso anno, Mandarin Oriental ha continuato a espandere la sua presenza globale con l’apertura di due nuovi hotel e il rebranding di tre proprietà, aggiungendo cinque nuove destinazioni al portfolio. Attualmente Mandarin Oriental gestisce 45 hotel, 15 branded residences e 36 exceptional homes in 28 paesi e territori, riflettendo l’ambizione di crescere in destinazioni di rilievo internazionale, preservando la loro identità.
Quest’anno, il Gruppo celebra un altro importante traguardo con il 150° anniversario di uno dei suoi due hotel fondatori, Mandarin Oriental, Bangkok, inaugurato nel 1876. In prospettiva, il portfolio di sviluppo rimane solido, con oltre 30 progetti di aperture previste nei prossimi sei anni.
Mandarin Oriental ha anche raggiunto un importante obiettivo di sostenibilità, diventando il primo gruppo alberghiero a ottenere la certificazione Gstc per il 100% della sua rete. Questo riconoscimento dimostra l’impegno del gruppo verso pratiche responsabili, tra cui la riduzione della plastica monouso, l’approvvigionamento etico e iniziative a supporto delle comunità locali. Mandarin Oriental entra nel 2026 con una rinnovata attenzione sulla sua strategia di espansione e sulla presenza globale, oltre che sull’arricchimento delle esperienze offerte agli ospiti. Kleitman ha infine aggiunto: «Mandarin Oriental Hotel Group è consapevole dell’incertezza persistente in Medio Oriente, che continua a influenzare comunità, mercati e catene di approvvigionamento nella regione. I nostri pensieri vanno alle persone e alle compagnie colpite dalla guerra. Nonostante l’incertezza, la nostra strategia diversificata e il focus a lungo termine ci danno fiducia nella capacità di affrontare le condizioni attuali e continuare a costruire per il futuro».
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Bluserena Hotels & Resorts si evidenzia come azienda ideale in ambito lavorativo. La catena alberghiera è infatti stata premiata fra i Best Workplaces Italia 2026 in base alla classifica stilata da Great Place to Work.
Il riconoscimento si basa sui risultati della survey anonima Great Place to Work, somministrata ai dipendenti Bluserena e condotta dalla società internazionale che dal 1991 analizza la cultura organizzativa delle aziende e certifica gli ambienti di lavoro più virtuosi.
Al sondaggio ha partecipato oltre l’89% dei circa 2.100 dipendenti, e l’84% ha definito Bluserena un eccellente luogo di lavoro, sottolineando la possibilità di esprimere il proprio potenziale, crescere professionalmente e costruire il proprio futuro all’interno dell’azienda.
Il ceo di Bluserena, Marcello Cicalò, ha commentato: «Essere riconosciuti da Great Place to Work tra le migliori aziende italiane in cui lavorare ci riempie di orgoglio. È la conferma concreta che il percorso di crescita e trasformazione intrapreso da Bluserena negli ultimi tre anni sta andando nella direzione giusta. Questo risultato è il frutto del lavoro quotidiano di oltre duemila persone che, con professionalità e passione, contribuiscono ogni giorno a costruire la nostra azienda. In Bluserena crediamo che una grande azienda nasca prima di tutto dal sentirsi parte di una Community: un ambiente in cui le persone possano crescere, esprimere il proprio talento e sentirsi parte di un progetto comune, fondato su valori ed etica realmente praticati. Questo riconoscimento ci rende orgogliosi, ma soprattutto ci responsabilizza a continuare a investire nelle persone e nella qualità del nostro ambiente di lavoro».
Talent center crew
Il riconoscimento conferma il percorso che Bluserena sta portando avanti negli ultimi anni per rafforzare la propria cultura aziendale e costruire un ambiente di lavoro sempre più solido, partecipativo e orientato allo sviluppo delle persone.
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Nel 2025 oltre 2.400 collaboratori hanno partecipato ai programmi formativi, confermando la formazione come leva strategica per mantenere elevati e coerenti gli standard di accoglienza e servizio.
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«La settimana dello scoppio del conflitto iniziato il 28 febbraio, Viaggialdo aveva fra Oman, Maldive, Oriente ed Estremo Oriente quasi 200 passeggeri», racconta Marco Ghidoni, product manager di Viaggialdo. Rispetto alla gestione delle difficoltà legate al contesto di guerra, Ghidoni afferma: «Vorrei sottolineare alcuni punti chiave: il primo è che tutto quello che è stato raccontato sull’impegno della Farnesina va un po' rivisto e riportato a dimensioni ben più limitate. Il secondo punto è che sì, abbiamo vissuto una situazione difficile, ma non abbiamo portato nessuno a casa da sotto le bombe; secondo me anche in questo caso social e giornali hanno un po' ingigantito le proporzioni».
«Quello che Viaggialdo ha dimostrato – continua il manager – è che lavorare su destinazioni in cui si ha il pieno controllo cambia tutto. In Oman avevamo circa 20 passeggeri seguiti quotidianamente da me e dai colleghi italiani presenti in loco, con assistenza h24, senza causare ai nostri clienti ulteriori pensieri relativi a trasporti o cambi di hotel. Grazie ai rapporti sul posto, potevamo confermare fino a 50 camere al giorno, anche nel pomeriggio per la sera stessa. Credo che questo non sia semplicemente svolgere il proprio lavoro con passione e con cuore».
Ghidoni sottolinea inoltre: «Vorrei anche ringraziare le due agenzie che ci hanno aiutato con i gruppi, perché se gli ospiti sono stati tranquilli è stato grazie a chi ha organizzato i gruppi, permettendo agli ospiti di fidarsi ciecamente delle mie scelte, tutte sostenute dalle agenzie».
Oman Paese sicuro
Sulle prospettive future, il product manager di Viaggialdo aggiunge: «Da aprile Oman Air dovrebbe volare regolarmente e noi continuiamo a proporre le partenze, seppur con annullamento con penale, in quanto l’Oman è dichiarato Paese sicuro. Teniamo a sottolineare questo punto anche perché vogliamo sostenere i nostri partner in loco. A chi aveva voli con altre compagnie stiamo proponendo il cambio biglietto con Oman Air gratuitamente, con eventuale differenza a nostro carico e, ovviamente, adattamento del tour ove necessario».
Per quanto riguarda l’estate, Viaggialdo reinserisce alcune destinazioni, tra cui offerte con voli dal Nord su Marsa Matrouh, quindi Egitto mediterraneo, ma anche pacchetti elastici per Tunisia, Grecia e Baleari, con flessibilità sui voli giornalieri a tariffe garantite. «Sulle partenze verso l’Estremo Oriente non abbiamo problemi, perché tutto il nostro volato vuoto-pieno è con compagnie cinesi e abbiamo anche incrementato i posti; ad esempio, abbiamo partenze da Roma e Milano per Ferragosto su Singapore, da dove con altri vettori si possono raggiungere tutti gli altri Paesi. In più – conclude Ghidoni – stiamo anticipando l’inserimento degli Usa, comunque già in programma per il 2027».
(Elisa Biagioli)
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[post_content] => Debutto a maggio 2026 per la nuova ala dell’Hotel Bella Vista di Trafoi, progetto che porta la firma di Matteo Thun e segna un ulteriore step di posizionamento per lo storico indirizzo altoatesino di proprietà della famiglia di Gustav Thöni. Un investimento che punta a rafforzare l’appeal della struttura nel segmento upscale, con un’offerta sempre più orientata a design, sostenibilità e benessere.
Immerso nel Parco Nazionale dello Stelvio, ai piedi dell’Ortles, il Bella Vista – attivo dal 1875 – amplia così la propria capacità ricettiva e i servizi, intercettando una domanda in crescita legata al turismo esperienziale e rigenerativo in quota.
Il concept architettonico, definito dallo stesso Thun come un “nido” tra le montagne, si traduce in una struttura contemporanea a basso impatto, caratterizzata da un involucro in legno e da ampie superfici vetrate che valorizzano il paesaggio come asset primario dell’esperienza di soggiorno. Un approccio ormai centrale nello sviluppo dell’hôtellerie alpina, dove il dialogo con l’ambiente diventa leva competitiva.
"Il progetto è stato sviluppato per fasi: una prima tranche, completata a fine 2025, ha visto la realizzazione della nuova reception e del lounge bar “Home of Gold”, concept narrativo dedicato alla storia sportiva di Thöni e alla “Valanga Azzurra” - ha commentato Matteo Thun.
Un’operazione che rafforza l’identità della struttura, puntando su storytelling e heritage come elementi distintivi.
Cuore dell’ampliamento saranno però le 24 nuove suite, disponibili da maggio, progettate per massimizzare vista e luminosità, con layout orientati al comfort prolungato. Un prodotto pensato per una clientela alto-spendente, sempre più attenta a privacy, spazi e connessione con la natura.
Parallelamente, cresce in modo significativo anche l’offerta wellness: la nuova area adults only con spa, piscina infinity affacciata sul canyon di Trafoi, saune tematiche e spazi relax amplia il posizionamento dell’hotel nel segmento wellbeing, oggi tra i più dinamici del turismo alpino. Non manca una proposta family-oriented, con servizi dedicati che consentono di mantenere un target trasversale.
Nel complesso, commenta Gustav Thöni “l’operazione rappresenta un investimento strategico che non si limita all’incremento delle camere, ma ridisegna il prodotto in chiave contemporanea, puntando su architettura d’autore, esperienzialità e destagionalizzazione”.
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Un investimento che punta a rafforzare l’appeal della struttura nel segmento upscale, con un’offerta sempre più orientata a design, sostenibilità e benessere.\r\n\r\nImmerso nel Parco Nazionale dello Stelvio, ai piedi dell’Ortles, il Bella Vista – attivo dal 1875 – amplia così la propria capacità ricettiva e i servizi, intercettando una domanda in crescita legata al turismo esperienziale e rigenerativo in quota.\r\n\r\nIl concept architettonico, definito dallo stesso Thun come un “nido” tra le montagne, si traduce in una struttura contemporanea a basso impatto, caratterizzata da un involucro in legno e da ampie superfici vetrate che valorizzano il paesaggio come asset primario dell’esperienza di soggiorno. 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