13 May 2026

Riu Hotels apre a Taghazout Bay il suo sesto indirizzo in Marocco

Un hotel a 5 stelle con servizi all inclusive 24 ore a Taghazout Bay, località marocchina in pieno sviluppo turistico a 15 chilometri a nord di Agadir. E’ il Riu Palace Tikida Taghazout, sesto indirizzo del brand spagnolo nel paese maghrebino aperto in collaborazione con il partner locale gruppo Tikida. L’hotel si affaccia su una spiaggia bagnata dall’Oceano Atlantico e vanta una zona privata dotata di lettini prendisole in esclusiva per gli ospiti.

Il resort è costruito su un’area di 18 ettari nel cuore della principale località balneare del Piano azzurro atlantico del Marocco: un progetto che intende aumentare il numero di turisti nel Paese. La struttura dispone di 504 camere tra cui spiccano cinque lussuose suite swim-up, collegate direttamente a una delle piscine principali. Gli ospiti avranno inoltre a disposizione un ristorante internazionale principale, il Le Tara, a cui si aggiungeranno altri tre locali f&b a tema: il Krystal, la steakhouse Bâbor, aperta di sera, e Le Musk, dedicato ai piatti marocchini.

Il Riu Palace Tikida Taghazout vanta poi terrazze e giardini mozzafiato, per un totale di quasi 45.000 metri quadrati, dove troveranno posto cinque enormi piscine con cascate, circondate da letti a baldacchino. A ciò si aggiungono due piscine infinity affacciate sulla spiaggia, una al coperto e una dedicata ai più piccoli. L’hotel possiede pure una Tikida Spa con trattamenti, palestra, bagno turco, sauna e Jacuzzi.

Per le famiglie, la struttura offre  il RiuLand per i più piccoli, nonché programmi di intrattenimento per gli adulti durante il giorno, spettacoli e musica dal vivo di sera, e i laboratori RiuArt. La struttura si trova per di più a dieci minuti dal campo da golf di Tazegzout e a 5 chilometri dal villaggio di pescatori locale.

Con l’apertura del nuovo complesso, Riu arriva ad avere sei hotel in Marocco, tre dei quali nella zona di Agadir, due a Marrakech e uno a Taghazout. Per la prossima stagione invernale, si prevede la ristrutturazione completa del Riu Tikida Garden (Marrakech).

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Se equipaggi, tecnici o operatori aeroportuali dovessero pianificare un volo pensando di avere a bordo un carburante con determinate caratteristiche, mentre nei serbatoi fosse presente un prodotto diverso, potrebbero emergere problemi operativi e di sicurezza.\r\n\r\nL’Agenzia parla apertamente di possibili criticità legate all’aeronavigabilità, alla comunicazione tra operatori e ai cosiddetti “fattori umani”, cioè errori derivanti da procedure non aggiornate o da informazioni incomplete.\r\n\r\nLe compagnie aeree preparano ogni volo utilizzando dati estremamente precisi relativi alla densità del carburante, all’autonomia prevista, ai pesi e alle temperature operative. Anche piccole variazioni nelle caratteristiche del combustibile possono modificare i calcoli del raggio d’azione dell’aereo o delle prestazioni del motore. Per questo motivo l’introduzione del Jet A richiede aggiornamenti nei software di pianificazione, nelle checklist operative e nelle comunicazioni tra aeroporti, equipaggi e società di rifornimento. Il rischio evidenziato dall’Easa è quello di un disallineamento tra il carburante realmente presente nei serbatoi e quello che i sistemi di bordo credono di avere.\r\nLa maggiore disponibilità del carburante negli Stati Uniti potrebbe aiutare il continente a superare i mesi estivi, ma non rappresenta una soluzione strutturale alla crisi del cherosene. Restano infatti i limiti legati ai trasporti transatlantici, alla capacità di stoccaggio negli aeroporti e alla necessità di mantenere separati i due tipi di carburante nei depositi e nei sistemi di distribuzione. \r\n ","post_title":"Crisi carburante: l'Ue apre al jet fuel Usa, ma l'Easa avverte sui rischi","post_date":"2026-05-11T10:18:17+00:00","category":["trasporti"],"category_name":["Trasporti"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1778494697000]}]}}