13 May 2026

Luca Battifora lascia il turismo. Si occuperà di asset management

Si respirava un’atmosfera strana questa mattina presso la sede torinese di Alpitour; un silenzio innaturale aleggiava tutto intorno, soprattutto se si considera che il gruppo si apprestava a presentare una nuova business unit dedicata al lusso e ai viaggi tailor made: contesto, quest’ultimo, che solitamente assicura ambienti decisamente più frizzanti. Se non altro per l’entusiasmo che qualsiasi novità porta sempre con sé.

Ma il motivo di un inizio tanto sotto tono è stato presto svelato. Dopo oltre 32 anni di attività, di cui gli ultimi sette passati in Turisanda / Hotelplan, Luca Battifora ha infatti rivelato la propria intenzione di lasciare il mondo del turismo, per occuparsi presto di asset management in una realtà del settore finanziario.

Certo, nel management presente (oltre a Battifora si contavano Pier Ezhaya, Paolo Guariento e Andrea Moscardini, ndr) c’era il chiaro imbarazzo di dover comunicare la notizia, senza dare l’impressione che Battifora fosse stato in qualche modo spinto ad allontanarsi. Soprattutto in vista dell’accorpamento dei brand Viaggidea e Turisanda, destinati a mantenere le proprie specificità all’interno della nuova business unit guidata proprio da Guariento. Ma c’era anche, palpabile, l’emozione di dover dire addio a una persona con cui si erano condivisi, da competitor e da colleghi, tanti momenti di vita insieme.

«Io sono perennemente alla ricerca di nuove sfide – ha spiegato quindi lo stesso Battifora -. Sento la continua necessità di misurarmi con qualcosa di nuovo e già in passato alcune mie scelte sono state poco convenzionali. Nella mia decisione non c’è nulla che riguarda quindi questioni legate al ruolo o all’ambiente di lavoro. Anzi, da questo punto di vista è stato davvero difficile dire di no alle offerte di Alpitour».

Il manager si è poi soffermato con orgoglio sui successi della sua ultima gestione Turisanda / Hotelplan: «Sette anni fa sono salito a bordo di una nave che imbarcava acqua. Sono felice di averla portata in un porto sicuro, che si è chiamato prima Eden Viaggi e ora Alpitour. Un risultato che mi dà oggi la serenità necessaria a intraprendere una nuova avventura. Al timone ci sarà un nuovo comandante. E sono contento di poter dire che se fossi stato io a doverlo scegliere, non avrei potuto scegliere di meglio».

Ma quello di Battifora non è necessariamente un addio: «Non mi piacciono gli addi e poi non so cosa mi accadrà domani. Chissà, forse ci rivedremo ancora presto. Anche perché rimango ancora adesso convinto che operare nel turismo sia una delle professioni più belle che esistano…».

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Se ne è parlato a Travel Re-Code, evento che ha analizzato modelli, processi e linguaggi dell’offerta turistica.\r\n\r\nAlcune tra le figure più rappresentative dell’ecosistema turistico e digitale hanno preso parte al workshop per esplorare come i brand del turismo possano ricodificare la propria offerta valorizzando l’identità delle destinazioni, co-creando prodotti flessibili e data-driven e integrando canali distributivi fisici e digitali in un ecosistema fluido e omnicanale.\r\n\r\n«Secondo la definizione dei Megatrends 2026 di Skift oggi il mondo del turismo è “restless and resigned” - spiega Mirko Lalli, imprenditore specializzato nell'integrazione Tea Ai e dati -: non si ferma, nonostante la guerra e continua a crescere. L’elemento che ha rivoluzionato la nostra epoca è stato il tweet di Sam Altman che annunciava la nascita di ChatGpt. Da quel momento ha preso il via una rivoluzione profondamente antropologica, ancor prima che tecnologica, che ha impattato in tanti aspetti della nostra vita. Il settore del turismo è in primo piano, perché gli utenti hanno scoperto un superpotere: la possibilità di fare cose prima impossibili. È molto importante capire quale sia l'impatto sul viaggiatore dell’Ai, che ha dei tassi di crescita inarrivabili in qualsiasi altra industria».\r\nNell'era TikTok\r\nGiuseppe Suma, director of consumer services di Tik Tok Italia, ha ricordato che il nostro Paese è il quarto più visitato al mondo, ma è solo del 40% la penetrazione su TikTok dei player del turismo, che non sono ancora presenti dove ogni giorno c'è la più alta attenzione di pubblico. «Le grandi realtà del mondo del turismo devono presidiare la piattaforma per far sentire la propria voce e competenza. Perché se non sarà l’adv o l'ente del turismo a raggiungere il pubblico, lo farà il creator. TikTok sta lanciando TikTok Go, la versione di TikTok Shop per il mondo del travel e della ristorazione. Offriamo a Ota, adv e rappresentanti del settore l'opportunità di essere integrati nella nostra piattaforma e di permettere agli utenti che si lasciano ispirare su TikTok di acquistare direttamente le esperienze di viaggio; diventeremo un emailer per migliorare il customer journey».\r\n\r\nDomenico Pellegrino ha offerto la propria esperienza nella duplice veste di ceo di Bluvacanze e di presidente di Aidit: «Spesso parliamo di travel intendendo la vacanza, ma il travel è molto di più: è uno spostamento, è legato alla mobilità. Quindi bisogna chiedersi perché le persone si muovono e poi capire come aiutarle e qual è il ruolo dell’Ai. Io sognavo il suo arrivo da 30 anni: inizialmente il mondo del turismo temeva di non sopravvivere. All’interno di Bluvacanze ho voluto da subito chiarire che l’Ai è solo uno strumento: intelligentissimo ed efficiente, ma comunque una macchina. Questa percezione ha creato un approccio diverso, la consapevolezza di poter “usare” l’Ai a proprio vantaggio. Per coniugare l’elemento umano Bluvacanze ha scelto di mettere su TikTok i propri influencer. Attraverso una sorta di talent abbiamo individuato due giovani che conoscessero il linguaggio dei social e amassero viaggiare e li abbiamo assunti. Sono nati così i Blupeople, che Bluvacanze manda in giro per il mondo per vivere diversi viaggi e poi raccontarli. Con la logica “dell’ibridazione” usiamo i social, il nuovo, attraverso dei testimoni umani».\r\nHa infine completato la panoramica offerta da Travel Re-Code Kyriaki Boulasidou, presidente di Adutei e direttrice per l'Italia dell’ente nazionale ellenico per il turismo, che ha offerto uno sguardo molto diretto sul tema, sottolineando l’importanza dell'elemento umano nel realizzare un itinerario di viaggio: «Perché l’esperienza dev’essere vissuta e poi raccontata. Una persona lo farà sempre con più emozione dell’Ai, un servizio che, bisogna sottolinearlo, dev’essere pagato per essere sostenibile».\r\n\r\nLuca Romozzi ha concluso il workshop Travel Re-Code ricordando che: «Oggi il vero lusso del viaggio è il tempo e sono in molti ad affidare il proprio tempo a un “agente” dell’Ai. La dimensione umana avrà sempre un grande valore, ma il consumatore/viaggiatore dovrà utilizzare sia piattaforme di ispirazione che piattaforme agentiche, ovvero capaci di pianificare ed eseguire autonomamente azioni complesse».\r\n(Chiara Ambrosioni)\r\n\r\n[gallery ids=\"513824,513823,513821\"]","post_title":"Travel Re-Code: l'intelligenza artificiale al centro dell'edizione 2026","post_date":"2026-05-11T12:51:55+00:00","category":["mercato_e_tecnologie"],"category_name":["Mercato e tecnologie"],"post_tag":[]},"sort":[1778503915000]}]}}