13 May 2026

Thomas Cook in bancarotta. 150 mila turisti (600 mila in totale) da rimpatriare

Thomas Cook

Una storia lunga 178 anni che si interrompe nel peggiore dei modi, con la richiesta di liquidazione giudiziaria. E’ questo l’epilogo – in parte già scritto negli ultimi giorni –  per Thomas Cook: a nulla infatti sono valsi i tentativi di accordo con i creditori per evitare il fallimento e tentare di raccogliere ulteriori finanziamenti per 200 milioni di sterline. In una nota la società ha spiegato che, «nonostante i suoi considerevoli sforzi» non è riuscita a trovare un accordo tra gli azionisti e gli investitori. «Il board delle compagnia non ha quindi avuto altra scelta che avviare i passi necessari per entrare in bancarotta con effetto immediato».

A rischio ora ci sono 22.000 posti di lavoro nel mondo, di cui 9.000 in Gran Bretagna. Per contro, sono circa 150.000 i turisti britannici ancora in vacanza con il tour operator (su un totale di circa 600.000, senza contare le prenotazioni per i prossimi giorni) che dovranno essere rimpatriati. Il ministro degli esteri, Dominic Raab, ha garantito che potranno tornare a casa, se necessario con l’aiuto di un ponte aereo del governo: è scattata quindi quella che è stata definita “Operazione Matterhorn” per riportare a casa i turisti

Fosun (il colosso cinese principale azionista di Thomas Cook) – come riporta oggi La Stampa – il mese scorso aveva già iniettato 450 milioni di sterline nella società all’interno di un pacchetto di salvataggio di 900 milioni di sterline. In cambio di quell’investimento Fosun aveva acquisito una quota del 75% della divisione operativa di Thomas Cook e un 25% della sua compagnia aerea.

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