13 May 2026

Il Tucano presenta a Torino la mostra fotografica Enigmi del Perù

Sarà inaugurata il prossimo 19 settembre, presso il Torino Outlet Village, la mostra fotografica Enigmi del Perù organizzata dal Tucano Viaggi Ricerca. L’esposizione, che sarà disponibile fino al prossimo 6 ottobre, racconta di città leggendarie, miti e tradizioni antichissime che si intrecciano alle storie dei conquistadores: un pianeta dai sorprendenti contrasti di suoni e colori su cui domina la maestosità della Cordigliera andina. Sessanta immagini di vario formato, corredate da pannelli esplicativi che con una breve e veloce lettura consentono di immergersi nel Perù dalle mille ricchezze culturali e ambientali.

Molte le iniziative a corredo della mostra, tra le quali si segnala, il 4 ottobre, un incontro con le agenzie di viaggio, oltre che con la stampa e i viaggiatori. Nell’occasione gli esperti Tucano sulla destinazione illustreranno l’ampia collezione di viaggi del to, garantita da un puntuale controllo dei servizi e dalla presenza costante sul territorio. Sarà anche distribuito del materiale divulgativo del Tucano. Interverranno inoltre esperti dell’agenzia PromPerù in Italia. Il tutto arricchito da un momento dedicato alla scoperta del pisco e della gastronomia peruviana con l’intervento di Gloria Carpinelli D’Onofrio, che presenterà il libro “Il fiore della cannella”. A seguire un intrattenimento musicale con un’esibizione dedicata alla marinará norteña e una degustazione di pisco, nonché proiezione di filmati sulla destinazione Perù.

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Il bollettino diffuso dall’Agenzia europea per la sicurezza aerea apre quindi al “Jet A”, normalmente impiegato negli Stati Uniti e in Canada: gli aeroporti e le compagnie europee operano storicamente con il “Jet A-1”, ma la scarsità del prodotto sta spingendo Bruxelles e le autorità del settore a valutare soluzioni alternative per evitare ulteriori problemi al trasporto aereo.\r\n\r\nC'è però da considerare gli avvertimenti dell'Easa, secondo la quale il documento non rappresenta un’autorizzazione generalizzata né un invito ad abbandonare il carburante tradizionale. Si tratta piuttosto di una misura temporanea e operativa, destinata a gestire l’emergenza almeno fino alla prossima stagione invernale, salvo eventuali modifiche in base all’evoluzione delle forniture.\r\nLe deroghe di Bruxelles\r\nParallelamente anche la Commissione europea è intervenuta con alcune indicazioni rivolte al comparto dei trasporti. Bruxelles ha infatti previsto deroghe temporanee alle regole del programma ReFuelEu Aviation, in particolare all’obbligo di imbarcare almeno il 90% del carburante previsto negli aeroporti di partenza. L’obiettivo è alleggerire la pressione sugli scali che stanno registrando carenze di cherosene e consentire alle compagnie di gestire con maggiore flessibilità le rotte considerate più critiche.\r\n\r\nSecondo l’Easa il problema non riguarda tanto l’utilizzo del Jet A in sé, quanto il rischio di confusione in un sistema europeo costruito da anni attorno al Jet A-1. Se equipaggi, tecnici o operatori aeroportuali dovessero pianificare un volo pensando di avere a bordo un carburante con determinate caratteristiche, mentre nei serbatoi fosse presente un prodotto diverso, potrebbero emergere problemi operativi e di sicurezza.\r\n\r\nL’Agenzia parla apertamente di possibili criticità legate all’aeronavigabilità, alla comunicazione tra operatori e ai cosiddetti “fattori umani”, cioè errori derivanti da procedure non aggiornate o da informazioni incomplete.\r\n\r\nLe compagnie aeree preparano ogni volo utilizzando dati estremamente precisi relativi alla densità del carburante, all’autonomia prevista, ai pesi e alle temperature operative. Anche piccole variazioni nelle caratteristiche del combustibile possono modificare i calcoli del raggio d’azione dell’aereo o delle prestazioni del motore. Per questo motivo l’introduzione del Jet A richiede aggiornamenti nei software di pianificazione, nelle checklist operative e nelle comunicazioni tra aeroporti, equipaggi e società di rifornimento. Il rischio evidenziato dall’Easa è quello di un disallineamento tra il carburante realmente presente nei serbatoi e quello che i sistemi di bordo credono di avere.\r\nLa maggiore disponibilità del carburante negli Stati Uniti potrebbe aiutare il continente a superare i mesi estivi, ma non rappresenta una soluzione strutturale alla crisi del cherosene. Restano infatti i limiti legati ai trasporti transatlantici, alla capacità di stoccaggio negli aeroporti e alla necessità di mantenere separati i due tipi di carburante nei depositi e nei sistemi di distribuzione. \r\n ","post_title":"Crisi carburante: l'Ue apre al jet fuel Usa, ma l'Easa avverte sui rischi","post_date":"2026-05-11T10:18:17+00:00","category":["trasporti"],"category_name":["Trasporti"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1778494697000]}]}}