28 giugno 2019 11:05
Raddoppia il fatturato di Going rispetto allo scorso anno, mostrando l’ambizione del gruppo di voler diventare un tour operator di media dimensione entro il 2020. «Il marchio è riconosciuto, pulito e soprattutto ha l’affetto dei clienti – ha affermato Claudio Busca, direttore generale leisure del Gruppo Bluvacanze -. L’obiettivo è quello di raddoppiare il fatturato ogni anno per i prossimi tre e per ora stiamo rispettando il programma. Siamo un caso atipico. Abbiamo registrato un aumento del 100% per quanto riguarda il Goresort Perdepera in Sardegna, non tanto e non solo per la destinazione, ma soprattutto per il fatto di essere un brand in forte crescita dopo la riqualificazione degli ultimi anni».
Tra le destinazioni di punta spicca in particolare l’ottima stagione del villaggio Jacaranda di Watamu in Kenya e tutta l’offerta del Giappone. Molto bene anche Mauritius, Maldive, dove da settembre inizieranno i lavori per il pre-lancio di un nuovo resort, e tutto il prodotto Elisir. Per quanto riguarda il ritorno in Egitto è concreta l’idea per la prossima stagione di ampliare e prendere interamente il Goresort Abo Nawas di Marsa Alam.
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[post_content] => È la primavera la stagione ideale per soggiorni esclusivi all’Excelsior Dolomites Life Resort di San Vigilio di Marebbe che spalanca le sue porte a chi desidera vivere la montagna in modo rigenerante.
La Dolomites Sky Spa (adults only) accoglie con l’infinity pool panoramica con vista sulle cime patrimonio dell’umanità Unesco, la sauna panoramica, la forest sauna a infrarossi e lounge outdoor. Il castello di Dolasilla è il luogo dei trattamenti esclusivi.
Le famiglie trovano spazio, relax e divertimento nella Dolomites Family Spa, con piscina coperta con cascata, scivolo per i bambini, vasca idromassaggio esterna e saune dress-on.
Il programma Dolomites Life Hiking Plus garantisce escursioni guidate sei giorni su sette con le guide certificate e la famiglia Call, ma anche noleggio di zaini, bastoncini e mappe. Gli appassionati di bici trovano nel Dolomites Life Bike Plus un punto di riferimento completo: tour guidati con il proprietario di casa Werner Call e la Bike School di San Vigilio, noleggio di mountain bike ed e-bike, garage attrezzato, shuttle e servizio lavanderia gratuito per gli indumenti da ciclista. Il Guest Pass Plan de Corones arricchisce le possibilità, grazie alla navetta gratuita per il parco naturale di Fanes-Sennes-Braies e il passo Furcia, e l’accesso libero a tutti i mezzi pubblici dell'Alto Adige.
A fare da filo conduttore di ogni giornata è la Dolomites Life Pensione Gourmet ¾ Plus: la ricca colazione per qualsiasi tipo di esigenza.
Le proposte
Per vivere tutto questo, il resort propone tre offerte stagionali, con tutti i servizi compresi. Dal 30 maggio al 28 giugno 2026, le vacanze Spring Special sono pensate per chi vuole scoprire il territorio dolomitico, on oltre 15 esperienze da vivere in gran parte gratuite o con sconti esclusivi: escursioni tra i sentieri panoramici delle Dolomiti e del Plan de Corones, visite ai musei della cultura ladina, o la zipline più lunga d'Europa. Per chi preferisce una vacanza su misura di pochi giorni, i Vital Days — dal 30 maggio al 24 luglio 2026 propongono un soggiorno di 4 notti che racchiude l'essenza di Excelsior. Il Summer Feeling, il pacchetto da 7 notti disponibile nello stesso periodo, pensato per chi vuole lasciarsi avvolgere dall'estate dolomitica nella sua forma più bella.
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[post_content] => Dal 18 al 20 maggio La Spezia ospiterà il Blue Design Summit, tre giorni di incontri, visioni e networking nel cuore del principale hub italiano dei superyacht.
L'evento è dedicato al settore dei superyacht e a tutto ciò che riguarda il design in relazione all'acqua: dalle crociere ai resort, dai waterfront fino alle marine e agli yacht club.
Il titolo che accompagna questa terza edizione è The Next Wave Now, un claim che esprime come il futuro del design sia già presente.
In questo scenario, La Spezia rafforza il proprio ruolo con il titolo di Città Creativa Unesco per il Design, un riconoscimento permanente, che premia l'eccellenza del territorio, in particolare nel settore del design nautico. Il Blue Design Summit si inserisce in modo naturale in questo percorso e rappresenta una delle principali piattaforme di confronto e valorizzazione di questa identità.
«La nostra città - spiega Pierluigi Peracchini, sindaco della Spezia - ha saputo costruire nel tempo un’identità unica, fondata sulla cultura del mare, sull’innovazione e sull’eccellenza progettuale e il Blue Design Summit rappresenta oggi uno degli appuntamenti più autorevoli a livello internazionale dedicati al design nautico. La Spezia è ormai riconosciuta come capitale mondiale della nautica, grazie alla presenza dei più grandi brand della produzione di yacht e superyacht e a una filiera industriale e creativa che rappresenta un’eccellenza assoluta del Made in Italy, con il 26% della produzione mondiale concentrata proprio qui sul nostro territorio. Il Miglio Blu è il simbolo concreto di questa leadership internazionale: un distretto in cui tecnologia, design, manifattura e visione imprenditoriale si incontrano ogni giorno dando vita a progetti apprezzati in tutto il mondo».
«Nel corso delle sue prime tre edizioni - aggiunge Patrizia Saccone, Assessore allo Sviluppo Economico della Spezia - il Blue Design Summit ha registrato una crescita costante, affermandosi come punto di riferimento per il design nautico, navale e del blue lifestyle: il numero di speaker è quasi raddoppiato passando dai 56 della prima edizione ai 90 del 2025; le realtà coinvolte sono aumentate di oltre il 30% così come i partecipanti complessivi. Fin dall’inizio, il Summit ha riunito alcuni tra i più autorevoli studi di design nautico divenuti, nel tempo, presenze consolidate della manifestazione. L’edizione di quest’anno segna un ulteriore passo avanti in questa direzione: la manifestazione si conferma sempre più internazionale con player provenienti da tutto il mondo, senza perdere il suo legame con il Made In Italy e con il ruolo strategico che rappresenta per la crescita economica e la valorizzazione del territorio spezzino. Fin dalla prima edizione, il Summit ha ampliato il proprio sguardo oltre la nautica ampliandolo ai waterfront e al cruise design».
Promosso dal Comune della Spezia e organizzato dalla Fondazione Promostudi e Clickutility Team, il Blue Design Summit si conferma punto di riferimento per i protagonisti della filiera nazionale e internazionale del design di alta gamma, affrontando i temi più innovativi e strategici del settore.
«Il Blue Design Summit rappresenta una vetrina internazionale straordinaria per la Liguria e per il distretto nautico spezzino, eccellenza mondiale capace di coniugare innovazione, design e cultura del mare - continua l’assessore regionale allo Sviluppo economico Alessio Piana - Regione Liguria sostiene convintamente questa manifestazione anche attraverso Liguria International, per accompagnare la crescita e l’internazionalizzazione delle nostre imprese e rafforzare il posizionamento del territorio sui mercati globali».
Il contesto di mercato conferma la solidità del comparto: l'Italia rafforza la propria leadership globale, raggiungendo il 53% del portafoglio ordini mondiale, nonostante una riduzione degli ordini complessivi da 1.138 a 978 unità secondo le anticipazioni sul Global Order Book 2026. In questo scenario, il settore superyacht chiude il 2025 con il 50% delle aziende che prevede una crescita del proprio fatturato.
«Questa terza edizione del Blue Design Summit - sottolinea Federica Montaresi, Segretario Generale dell’Adsp Mar Ligure Orientale - conferma il successo di un’iniziativa dedicata all’industria nautica e al design navale che, come Autorità di Sistema Portuale, insieme agli altri attori istituzionali e agli operatori coinvolti, abbiamo sostenuto e condiviso sin dall’inizio, riconoscendone il valore strategico per un settore che nel nostro territorio rappresenta un’eccellenza di primissimo piano e che, negli ultimi vent’anni, ha conosciuto uno sviluppo straordinario. Ancora una volta La Spezia e il suo Golfo si confermano quindi protagonisti ai vertici del panorama nazionale e internazionale. Un sistema integrato che sta contribuendo a definire nuovi standard di eccellenza e competitività per la blue economy del nostro Paese, con un focus specifico sugli aspetti di innovazione e sostenibilità, a cui il nostro sistema portuale sta dando un contributo determinante».
Per tre giorni, il summit riunirà designer, cantieri, armatori, aziende della filiera e stakeholder internazionali, offrendo un programma articolato tra conferenze, incontri e momenti di networking.
«Il punto di partenza del Blue Design Summit - conclude Antonella Cotta Ramusino, Art Director di Blue Design Summit - nella sua prima edizione, è stato il design nautico. Ma già allora era evidente quanto il mare e l'acqua fossero elementi capaci di connettere mondi differenti: dall'ospitalità alle crociere, dal waterfront design al lifestyle.Abbiamo scelto dunque di costruire un evento che non fosse un riferimento per un settore isolato, ma che potesse diventare un think tank di un ecosistema culturale, industriale e progettuale molto più ampio, in cui le diverse competenze e professionalità fossero accomunate dalla centralità dell'acqua, come driver economico del made in Italy. La nautica resta il cuore dell'evento, ma attorno a questo cuore vogliamo continuare a crescere e portare nuovi spunti e nuove idee di sviluppo per tutti gli stakeholder».
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[post_content] => L’ Umbria non vuole più raccontarsi "solo" come una destinazione da visitare, ma come un territorio da vivere, attraversare, abitare. È questo il senso del nuovo piano di comunicazione presentato ieri a Milano dalla Regione Umbria, alla presenza della presidente Stefania Proietti, dell’assessore regionale al Turismo Simona Meloni e di Federico Sistico per la Camera di Commercio dell’Umbria.
Il messaggio è chiaro: uscire dalla logica della cartolina e dare più personalità al racconto del “cuore verde d’Italia”, puntando su qualità della vita, arte, cultura, paesaggio, aree verdi e autenticità. Non solo per conquistare turisti, ma anche per intercettare aspiranti residenti, nomadi digitali e lavoratori in smart working. Una linea sintetizzata bene dall’idea, emersa durante l’incontro, di un’Umbria in cui «si arriva e si vorrebbe restare a vivere».
La strategia
Tra i cardini della strategia c’è il turismo lento. L’assessore Meloni ha richiamato il valore della lentezza come esperienza capace di rigenerare corpo e mente, anche in vista degli 800 anni dalla morte di San Francesco, occasione che rafforza il posizionamento spirituale e culturale della regione.Tra gli appuntamenti dei prossimi mesi figurano le iniziative dedicate allo speciale anniversario, con un programma diffuso tra Assisi, Gubbio, Perugia e l’area ternana; la mostra “Giotto e San Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento”, alla Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia fino al 14 giugno; e la mostra “Michelangelo Pistoletto. Franciscus. Fratello in arte” alla Rocca Maggiore di Assisi.
A questi si aggiungono i grandi festival culturali e musicali dell’estate, dal Festival dei Due Mondi di Spoleto a Umbria Jazz, fino a Umbria che Spacca, Suoni Controvento, Moon in June e Todi Festival. In Valnerina, accanto alla riapertura del centro storico di Norcia e della Basilica di San Benedetto, resta centrale la fioritura di Castelluccio, mentre nell’area di Terni il racconto passa anche dalla Cascata delle Marmore e dal nuovo Borgo Muse Festival di Collescipoli, in programma a settembre. Un calendario che conferma la volontà della regione di legare natura, cultura, spiritualità e contemporaneità in un’unica proposta di viaggio. Magari condotto a ritmo lento, a piedi o in bicicletta.
Un'Umbria meno ovvia
Cammini, percorsi bike e itinerari nascosti diventano così strumenti per scoprire un’Umbria meno ovvia, fatta di borghi, paesaggi e comunità.In questa direzione va anche il lavoro sulle cinque aree interne umbre, che coinvolgono 59 comuni, e il potenziamento della rete ciclopedonale. Il Trasimeno, con la sua ciclovia e il sistema museale integrato accessibile con biglietto unico, rappresenta uno degli esempi più concreti di questa visione. Ma la regione guarda con decisione anche a mountain bike, e-bike e cicloturismo, oggi resi più accessibili dalla diffusione della pedalata assistita. Come ricordato da Ludovica Casellati (Ladybici), la bicicletta è diventata uno strumento alla portata di molti e l’Umbria ha caratteristiche ideali per valorizzarla.
Il 22 maggio, inoltre, grazie al progetto “Bici in Comune” promosso da Sport e Salute e con il supporto della Camera di Commercio dell’Umbria, alla Sala delle Colonne di Palazzo Graziani a Perugia si terrà un momento di approfondimento dedicato a mobilità sostenibile, cicloturismo e nuove opportunità per i territori.
Accanto allo sport, cresce il racconto integrato di gusto, cinema e cultura. L’Umbria sarà protagonista a Identità Golose, dal 7 al 9 giugno, con una presenza che valorizzerà la filiera dall’agricoltura all’ospitalità. «Non c’è miglior ambasciatore di un grande cuoco del proprio territorio e dei suoi prodotti», è stato sottolineato da Claudio Ceroni, imprenditore e fondatore di Identità Golose.
Il nuovo racconto passerà anche da strumenti digitali rinnovati, come Umbria Tourism, spazi ad hoc per il cicloturismo e il nuovo spot per superare lo slogan del “mollo tutto” e tradurlo in una proposta concreta: un’Umbria dove turismo, servizi, cultura e qualità della vita possono diventare una scelta stabile.
(Alessandra Favaro)
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Una «notizia positiva in uno scenario complicato». Parte da qui l'analisi della situazione attuale messa a punto dal ceo di Idee per Viaggiare, Danilo Curzi, che ha recentemente annunciato l'acquisizione dello storico marchio Cts Viaggi. «Un'operazione dettata più dal cuore che dal business - ha spiegato il manager a Milano -, voluta per mettere il marchio in sicurezza». Il futuro del brand Cts è ancora da scrivere, ma potrebbe portare alla creazione di una linea di prodotto ad hoc, che vada a intercettare quella fascia di viaggiatori che ha vissuto "l'effetto Cts" nel periodo del suo massimo splendore, a cavallo degli anni Ottanta.
L'analisi di Curzi
Cts Viaggi a parte, Idee per Viaggiare si trova come tutti i player del turismo organizzato a fare i conti con gli effetti di una crisi internazionale che si fatica a contenere. «Nei giorni immediatamente successivi allo scoppio del conflitto abbiamo istituito una task force per rimpatriare e fornire assistenza ai nostri clienti in giro per il mondo. Siamo andati ben oltre il dovuto, investendo una cifra importante per provvedere al rientro di tutti nel più breve tempo possibile. Nel periodo seguente abbiamo lasciato sul campo qualcosa come 3,5-4 milioni di euro in cancellazioni, da sommarsi ai 5 milioni di mancate conferme persi negli ultimi due mesi lato t.o.».
Inoltre, l'effetto domino creato dai problemi registrati dai tre principali vettori mediorientali - Emirates, Qatar Airways ed Etihad - ha avuto ripercussioni importanti in tutte le rotte a est, «con ad esempio cali dell'80% sulle Maldive» sottolinea Curzi. In verità, uno dei nodi principali ancora da sciogliere riguarda proprio la condotta delle compagnie aeree: «sono fuori controllo. In alcuni casi il costo dei biglietti è raddoppiato.; si è arrivati a spendere 2.500 euro per un biglietto in economy per la Repubblica Dominica. Con questi prezzi, è chiaro che il mercato ha registrato una battuta d'arresto, indipendentemente dalle tensioni geopolitiche e dalle informazioni spesso allarmistiche che hanno finito per danneggiare anche destinazioni che nulla avevano a che vedere con le zone teatro del conflitto».
Al momento, una lenta ripresa è cominciata. «Cina, Giappone ma anche l'America Latina con il Perù stanno ottenendo risultati brillanti. Anche il Canada sta riscuotendo grande interesse. Gli Stati Uniti, nostra prima destinazione, già da tempo erano in calo, anche se in numeri assoluti continuano a essere un nostro prodotto di punta. Stiamo invece spingendo sui Caraibi con attività in collaborazione con enti del turismo e vettori».
Tutto è però proiettato a dopo l'estate. «Sarà il vero spartiacque per capire come andremo a chiudere il 2026. Per intanto, confermo un'accelerazione di preventivi e prenotazioni per il prossimo inverno, che riguarda anche destinazioni attualmente un po' ferme come Emirati o Maldive». Cresce anche la quota media pratica, attualmente pari a circa 3.800 euro a persona, che potrebbe contribuire a migliorare ulteriormente il giro d'affari totale, nel 2025 pari a 160 milioni di euro
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[post_content] => Evolution Travel ha rinnovato il proprio portale dedicato all'arcipelago dell'Oceano Indiano, grazie all’apporto di Monia Dionigi, consulente di viaggi online con una specializzazione maturata nel tempo sulle destinazioni di quest'area del globo, che si affianca a Cristina Giro già promotrice di riferimento della destinazione.
Un progetto nato dalla passione prima ancora che dalla professione. «Ho visitato le Seychelles per la prima volta nel 2018 e me ne sono follemente innamorata - spiega Monia Dionigi -. Ho iniziato a investire in prima persona per far conoscere le Seychelles sui miei social, guidata semplicemente dalla passione. Da lì è stato un percorso naturale, costruito passo dopo passo: il tour operator interno ha riconosciuto questo impegno e, quando si è resa disponibile l’opportunità, è stato naturale che venissi coinvolta. Un ruolo che sento profondamente mio fin dall’inizio».
Le Seychelles non sono una meta commerciale. Vanno proposte in maniera emozionale, sono adatte a chi ama la natura, non vuole la movida, l'animazione o il classico villaggio italiano. La clientela ideale è composta da coppie, famiglie con bambini, viaggiatori in cerca di relax attivo tra trekking, snorkeling e passeggiate nella natura. «Non c'è il villaggio con il giochino pre-aperitivo - precisa Dionigi -. Il lusso qui è il contesto stesso. Per questo ai miei clienti dico sempre di non puntare troppo sulla struttura: meglio scegliere bene la posizione e la costa, che fa tutta la differenza».
Le isole principali sono Mahé, dove si trova una delle capitali più piccole al mondo, Praslin, la più suggestiva per natura e spiagge, e La Digue, la più piccola, esplorabile in bicicletta.
«A chi non è mai stato alle Seychelles, di solito propongo un itinerario di 7 notti e 9 giorni: le prime quattro a Praslin e le ultime tre a Mahé. L’altra isola si può visitare comodamente in giornata con il traghetto - aggiunge Dionigi - Il trattamento consigliato è la mezza pensione. Chi prenota solo la colazione ha l’illusione di risparmiare, ma poi si ritrova a spendere molto di più. Mangiare alle Seychelles è costoso. È esattamente questo il valore del consulente di viaggi: dare suggerimenti che il cliente da solo non può immaginare».
Le Seychelles sono uno scrigno di biodiversità unico al mondo, e le esperienze naturalistiche rappresentano il cuore stesso della destinazione.
Non esistono voli diretti dall'Italia: il tempo di volo effettivo è di circa dieci ore e mezza, a cui si aggiunge lo scalo: il momento ideale per prenotare è tra i sei e gli otto mesi prima della partenza.
Sul fronte budget, il punto di partenza per un soggiorno è di circa 2.000 euro a persona, in periodo ordinario. «Collaboriamo solo con strutture certificate - conclude Dionigi - molto curate. Anche le più semplici sono selezionate con attenzione».
Un plus del servizio Evolution Travel è la presenza di assistenti italofoni in loco su tutte le isole principali, a disposizione dei clienti per qualsiasi necessità, dalle prenotazioni di attività alle eventuali emergenze.
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[post_content] => Biman Bangladesh Airlines è pronta a raddoppiare la propria flotta con un ordine a Boeing per 14 nuovi Boeing 787 Dreamliner e 737 Max, che rappresenta anche un record per la stessa compagnia.
L’ordine comprende 8 Boeing 787-10, primo ordine per questa variante, destinati alle rotte ad alta richiesta verso il Medio Oriente; 2 Boeing 787-9, a supporto delle operazioni lungo raggio verso Europa e Nord America; 4 Boeing 737-8, primo ordine della compagnia per la famiglia 737 Max, per collegare in modo efficiente il Bangladesh con destinazioni in Medio Oriente, India e Sud-est asiatico.
«I nuovi aeromobili, efficienti nei consumi e tecnologicamente avanzati, consentiranno di modernizzare la flotta, migliorare le performance operative ed espandere il network internazionale, rafforzando la posizione del Bangladesh nel mercato globale dell’aviazione», ha dichiarato Kaizer Sohel Ahmed, managing director e ceo del vettore.
Attualmente Biman opera con una flotta di 14 aeromobili Boeing, tra cui 787-8, 787-9, 777 e 737 di nuova generazione, che da Dhaka servono un network di 22 destinazioni internazionali, tra cui importanti hub in Medio Oriente, Asia ed Europa. La rotta più lunga è il collegamento con Toronto via Istanbul, operato con Boeing 787-9.
«Questo ordine rafforza la nostra partnership con Biman e supporta la loro strategia di crescita, focalizzata su modernizzazione della flotta, espansione del network e miglioramento dell’esperienza di viaggio», ha dichiarato Paul Righi, vice president commercial sales and marketing di Boeing per Eurasia, India e Asia meridionale.
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[post_content] => Le principali compagnie aeree mondiali hanno annunciato una riduzione dei voli offerti per i prossimi mesi in risposta diretta all'impatto della guerra in Iran, che continua a perturbare il traffico aereo e a far lievitare i costi operativi. Come si legge su Preferente, la capacità programmata per maggio è diminuita del 3% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso, secondo gli ultimi dati di Cirium Aviation Analytics.
L'adeguamento è dovuto a due fattori evidenti: le restrizioni allo spazio aereo e agli aeroporti in Medio Oriente e il forte aumento dei prezzi del carburante a seguito della chiusura dello stretto di Hormuz, che ne ha raddoppiato il costo. In questo contesto, la maggior parte delle compagnie aeree ha ridotto i propri orari fino al 5%, sebbene alcune abbiano apportato modifiche significative.
Gli adeguamenti in programma
Qatar Airways ha ad esempio ridotto la propria capacità del 33% rispetto a maggio dell'anno precedente, mentre Emirates mantiene una previsione di crescita del 2,4% nonostante operi da una delle aree più colpite dal conflitto. Nel frattempo, IndiGo prevede una riduzione del 17% e ha già iniziato ad applicare supplementi carburante sui propri biglietti.
Come riporta El Economista, l'aggiustamento ha colpito anche le compagnie più piccole. Tra le prime 100 compagnie aeree, Spirit Airlines ha registrato i tagli maggiori, superiori al 50%, prima di dichiarare bancarotta lo scorso fine settimana. A livello globale, tutte le regioni hanno ridotto i propri voli, tra cui Nord America, Europa e Asia-Pacifico. Anche le compagnie aeree specializzate in rotte a corto raggio hanno attuato tagli di circa l'1%.
Per contro, compagnie aeree spagnole come Iberia, Vueling e Air Europa mantengono invariati i loro orari estivi, grazie alle coperture sui prezzi del carburante e alla forte domanda. Nonostante ciò, il ministero dell'economia spagnolo ha messo in guardia sul potenziale impatto di una carenza di cherosene sul turismo nei prossimi mesi.
In Europa, il gruppo Lufthansa ha annunciato l'eliminazione di 20.000 voli entro ottobre, con l'obiettivo di risparmiare carburante. Ha inoltre deciso di sospendere le operazioni della sua controllata CityLine, che operava con aeromobili più vecchi e meno efficienti. Anche British Airways ridurrà la sua capacità del 2,5%, pur potenziando le rotte verso l'India e l'Africa per compensare il calo in Medio Oriente, mentre Air France-Klm ha optato per la cancellazione di 80 voli di andata e ritorno da Amsterdam.
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[caption id="attachment_513292" align="alignright" width="300"] Hamza Abzakh, nuovo area manager per Italia e Malta di Royal Jordanian[/caption]
A un mese dal suo insediamento come area manager per Italia e Malta di Royal Jordanian, Hamza Abzakh si presenta al trade italiano portando con sé una lunga esperienza all’interno della compagnia, maturata anche sul mercato libanese.
Negli ultimi anni, in uno scenario internazionale complesso, Royal Jordanian ha garantito la continuità delle proprie operazioni. «Non abbiamo mai interrotto completamente le attività, se non nei casi in cui alcuni aeroporti sono stati chiusi per ragioni legate allo spazio aereo. Per il resto abbiamo continuato a volare, soprattutto in Europa, assicurando la massima regolarità possibile».
Uno scenario non privo di criticità, in particolare sul fronte dei costi. «L’aumento del prezzo del carburante ha avuto un impatto importante. Abbiamo lavorato per gestire al meglio sia il fuel sia i costi assicurativi, con l’obiettivo di contenere gli effetti sulle tariffe. Tuttavia, gli aumenti sono stati inevitabili, anche se differenziati a seconda delle aree».
Italia mercato chiave e sviluppo del network
Nonostante ciò, la compagnia guarda avanti, puntando con decisione sul rilancio del turismo verso la Giordania. «Il Paese si è confermato una delle destinazioni più sicure della regione. Il turismo non si è mai fermato del tutto: abbiamo registrato solo una lieve flessione, più legata a una generale cautela nei viaggi che a timori specifici. Ora ci aspettiamo una ripresa della domanda».
In questa direzione, Royal Jordanian sta lavorando a stretto contatto con il trade. «Sono in programma diverse iniziative con i partner italiani e i tour operator, che conoscono bene la destinazione e sono pronti a rilanciare i programmi».
Parallelamente, la compagnia prosegue il piano di rinnovamento della flotta. «Abbiamo già introdotto nuovi aeromobili e aggiornato gran parte della flotta con servizi moderni: nuovi sedili, sistemi di intrattenimento e Wi-Fi. Anche la flotta Airbus è stata rinnovata con A320 e A321 di nuova generazione».
Sul lungo raggio, l’attenzione è rivolta ai Boeing 787. «Stiamo aggiornando gli interni dei 787 con le tecnologie più avanzate e prevediamo l’arrivo di nuovi 787-9, più capienti, per sostenere l’espansione del network».
Espansione del network che riguarda diverse aree geografiche: «Stiamo riaprendo rotte in India e Africa precedentemente sospese e continuiamo a crescere in Europa e negli Stati Uniti».
L’Italia rappresenta uno dei mercati chiave. «Operiamo voli giornalieri su Roma e stiamo lavorando per rendere giornaliere anche le frequenze su Milano. Inoltre, Venezia è tra le destinazioni in programma, con alcune frequenze settimanali». Un legame, quello con il nostro Paese, che affonda le radici nella storia della compagnia. «Il primo volo di Royal Jordanian è stato proprio su Roma: per noi l’Italia ha un valore storico e strategico».
Guardando avanti, il piano industriale è chiaro: «Entro il 2028 puntiamo a una flotta di 40–45 aeromobili, tra Embraer, Airbus e Boeing 787, per coprire tutte le tipologie di rotte».
Già oggi, sottolinea Abzakh, la flotta è relativamente giovane, soprattutto sul segmento narrow-body.
Sul fronte commerciale, la stagionalità resta un fattore determinante. «L’estate è sempre un periodo importante: la domanda si mantiene su livelli positivi e confidiamo in un buon andamento della stagione, pur in un contesto ancora variabile. Continuiamo a lavorare per mantenere prezzi competitivi e una disponibilità adeguata».
In parallelo, arrivano segnali incoraggianti dal mercato turistico. «Stiamo registrando un progressivo miglioramento della domanda verso la Giordania, soprattutto in vista dell’alta stagione e con prospettive interessanti anche per l’autunno. Riceviamo diverse richieste da parte di gruppi e operatori, con prenotazioni che iniziano ad allungarsi su orizzonti più lunghi, fino alla Pasqua 2027. In un contesto internazionale ancora incerto, il quadro resta positivo, pur mantenendo un approccio prudente».
Sul piano operativo, la compagnia ha dimostrato capacità di adattamento. «Non abbiamo cancellato voli, ma modificato alcune rotte quando necessario, mantenendo la continuità delle operazioni e garantendo collegamenti efficienti e sicuri».
(Quirino Falessi)
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I rappresentanti del mondo del tour operating non ci stanno. A poco più di due mesi dallo scoppio del conflitto in Medio Oriente, il coro che si leva è quasi unanime. Fra le ultime dichiarazioni pubblicate sui social c'è quella di Alessandro Simonetti, amministratore unico di World Explorer - African Explorer.
In un intervento sul suo profilo Linkedin, Simonetti tuona: «E' ora di smetterla di giocare in difesa. Il turismo organizzato merita rispetto. Ancora una volta, puntuale come l'estate, assistiamo al solito "terrorismo mediatico" dei grandi quotidiani nazionali. Titoli allarmistici, pericoli ovunque e un messaggio subliminale neanche troppo sottile: "Restate in Italia, che fuori è un inferno"».
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«Stop al piede in due scarpe»
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Nonostante ciò, il ministero dell'economia spagnolo ha messo in guardia sul potenziale impatto di una carenza di cherosene sul turismo nei prossimi mesi. \r\n\r\nIn Europa, il gruppo Lufthansa ha annunciato l'eliminazione di 20.000 voli entro ottobre, con l'obiettivo di risparmiare carburante. Ha inoltre deciso di sospendere le operazioni della sua controllata CityLine, che operava con aeromobili più vecchi e meno efficienti. 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Per il resto abbiamo continuato a volare, soprattutto in Europa, assicurando la massima regolarità possibile».\r\nUno scenario non privo di criticità, in particolare sul fronte dei costi. «L’aumento del prezzo del carburante ha avuto un impatto importante. Abbiamo lavorato per gestire al meglio sia il fuel sia i costi assicurativi, con l’obiettivo di contenere gli effetti sulle tariffe. Tuttavia, gli aumenti sono stati inevitabili, anche se differenziati a seconda delle aree».\r\n\r\n\r\nItalia mercato chiave e sviluppo del network\r\n\r\nNonostante ciò, la compagnia guarda avanti, puntando con decisione sul rilancio del turismo verso la Giordania. «Il Paese si è confermato una delle destinazioni più sicure della regione. Il turismo non si è mai fermato del tutto: abbiamo registrato solo una lieve flessione, più legata a una generale cautela nei viaggi che a timori specifici. Ora ci aspettiamo una ripresa della domanda».\r\nIn questa direzione, Royal Jordanian sta lavorando a stretto contatto con il trade. «Sono in programma diverse iniziative con i partner italiani e i tour operator, che conoscono bene la destinazione e sono pronti a rilanciare i programmi».\r\nParallelamente, la compagnia prosegue il piano di rinnovamento della flotta. «Abbiamo già introdotto nuovi aeromobili e aggiornato gran parte della flotta con servizi moderni: nuovi sedili, sistemi di intrattenimento e Wi-Fi. Anche la flotta Airbus è stata rinnovata con A320 e A321 di nuova generazione».\r\nSul lungo raggio, l’attenzione è rivolta ai Boeing 787. «Stiamo aggiornando gli interni dei 787 con le tecnologie più avanzate e prevediamo l’arrivo di nuovi 787-9, più capienti, per sostenere l’espansione del network».\r\nEspansione del network che riguarda diverse aree geografiche: «Stiamo riaprendo rotte in India e Africa precedentemente sospese e continuiamo a crescere in Europa e negli Stati Uniti».\r\nL’Italia rappresenta uno dei mercati chiave. «Operiamo voli giornalieri su Roma e stiamo lavorando per rendere giornaliere anche le frequenze su Milano. Inoltre, Venezia è tra le destinazioni in programma, con alcune frequenze settimanali». Un legame, quello con il nostro Paese, che affonda le radici nella storia della compagnia. «Il primo volo di Royal Jordanian è stato proprio su Roma: per noi l’Italia ha un valore storico e strategico».\r\nGuardando avanti, il piano industriale è chiaro: «Entro il 2028 puntiamo a una flotta di 40–45 aeromobili, tra Embraer, Airbus e Boeing 787, per coprire tutte le tipologie di rotte».\r\nGià oggi, sottolinea Abzakh, la flotta è relativamente giovane, soprattutto sul segmento narrow-body.\r\nSul fronte commerciale, la stagionalità resta un fattore determinante. «L’estate è sempre un periodo importante: la domanda si mantiene su livelli positivi e confidiamo in un buon andamento della stagione, pur in un contesto ancora variabile. Continuiamo a lavorare per mantenere prezzi competitivi e una disponibilità adeguata».\r\nIn parallelo, arrivano segnali incoraggianti dal mercato turistico. «Stiamo registrando un progressivo miglioramento della domanda verso la Giordania, soprattutto in vista dell’alta stagione e con prospettive interessanti anche per l’autunno. Riceviamo diverse richieste da parte di gruppi e operatori, con prenotazioni che iniziano ad allungarsi su orizzonti più lunghi, fino alla Pasqua 2027. In un contesto internazionale ancora incerto, il quadro resta positivo, pur mantenendo un approccio prudente».\r\nSul piano operativo, la compagnia ha dimostrato capacità di adattamento. «Non abbiamo cancellato voli, ma modificato alcune rotte quando necessario, mantenendo la continuità delle operazioni e garantendo collegamenti efficienti e sicuri».\r\n(Quirino Falessi)\r\n\r\n\r\n ","post_title":"Royal Jordanian e la vision di Hamza Abzakh: \"Italia al centro della crescita\"","post_date":"2026-05-05T09:45:38+00:00","category":["trasporti"],"category_name":["Trasporti"],"post_tag":[]},"sort":[1777974338000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"513251","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"[caption id=\"attachment_364049\" align=\"alignleft\" width=\"300\"] Alessandro Simonetti[/caption]\r\n\r\nI rappresentanti del mondo del tour operating non ci stanno. A poco più di due mesi dallo scoppio del conflitto in Medio Oriente, il coro che si leva è quasi unanime. Fra le ultime dichiarazioni pubblicate sui social c'è quella di Alessandro Simonetti, amministratore unico di World Explorer - African Explorer.\r\n\r\nIn un intervento sul suo profilo Linkedin, Simonetti tuona: «E' ora di smetterla di giocare in difesa. Il turismo organizzato merita rispetto. Ancora una volta, puntuale come l'estate, assistiamo al solito \"terrorismo mediatico\" dei grandi quotidiani nazionali. Titoli allarmistici, pericoli ovunque e un messaggio subliminale neanche troppo sottile: \"Restate in Italia, che fuori è un inferno\"».\r\n«Sia chiaro - prosegue Simonetti nel post -: i problemi esistono e vanno gestiti. Ma qui siamo davanti a una narrazione che puzza di protezionismo spicciolo. A chi giova questo clima di paura? A chi vuole convincere gli italiani che varcare il confine sia un azzardo patriottico. Si maschera la \"paura dell'estero\" come sostegno all'economia nazionale, ignorando che il turismo è libertà di scelta, non un obbligo autarchico. Chi oggi prenota un viaggio complesso in Uganda o in Giappone non è lo stesso cliente che cerca il weekend last-minute in Puglia o Sicilia. Noi operatori del turismo organizzato viviamo di professionalità e garanzie, non di confini chiusi»\r\n«Stop al piede in due scarpe»\r\n«Basta con il \"piede in due scarpe\". Non possiamo più permetterci il silenzio. Le nostre associazioni di categoria devono smetterla di stare a guardare nella vana speranza di intercettare qualche briciola di turismo domestico \"per disperazione\". Dobbiamo pretendere una posizione chiara dai ministeri competenti e dai media: stop alla demonizzazione dei viaggi all'estero. Tutela reale per chi il turismo lo fa seriamente, garantendo sicurezza e assistenza ai viaggiatori ovunque nel mondo. 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