3 April 2026

Iulm, Th Resorts e Cdp insieme per il progetto hospitality school

In Italia solo il 15% delle aziende del turismo trova le competenze che cerca. Lo dice uno studio Manpower di un paio di anni fa, i cui contenuti sono però ancora decisamente validi. E’ l’irrisolto gap tra la domanda e l’offerta di lavoro, che pesa oggi sulla qualità dei servizi della imprese dei viaggi e soprattutto dell’ospitalità tricolore. A parlarne è stata la docente dello Iulm di Milano, Manuela De Carlo, durante la presentazione del progetto hospitality school inserito nel contesto della riqualificazione dell’ex Ospedale a Mare del Lido di Venezia: ispirata ai modelli svizzeri in stile Glion o Les Roches, nonché all’americana Cornell, si tratta di un’iniziativa portata avanti dall’istituto meneghino insieme a Cdp e Th Resorts, che metterà a disposizione le proprie strutture per i momenti di learning-on-the-job.

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L’obiettivo della nuova hospitality school è quindi ambizioso: nel giro di sette – otto anni entrare nella top 50 dei migliori istituti formativi dell’ospitalità al mondo, secondo il Qs employer reputation ranking, vero punto di riferimento per chi valuta la qualità didattica dell’offerta scolastica di livello globale. Una classifica in cui oggi non compare nessuna realtà italiana, ma che è invece dominata dagli Usa, con 13 istituti, seguiti dalla Svizzera con 11.

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