6 February 2026

Val Gardena: Peter Runggaldier, l’eterno ragazzo della discesa libera e del super G

Peter Runngaldier con la coppa del mondo di SuperG nel 1995

Il Sud Tirolo (o Alto Adige che dir si voglia) è molto attivo nella promozione del proprio patrimonio montano, sia estivo che invernale. IDM Südtirol – Alto Adige ha ultimamente promosso il giro delle “tre nere FIS” di coppa del mondo: a Plan De Corones (Erta), Alta Badia (Gran Risa) e Val Gardena (Saslong).
Una delle sorprese che possono capitare è una bella sciata con Peter Runggaldier, supegigantista e liberista degli anni ’90, periodo “Tomba” ma anche periodo legato all’ “Italjet” dove assieme a Ghedina, Peratoner, Vitalini sfrecciava sulle nere ghiacciate da discesa libera di tutt’Europa per la coppa del mondo di Sci Alpino, che vinse, per il Super G, primo Italiano, nel 1995.
Peter, nativo di Bressanone, ha rappresentato un vanto dell’Italia della velocità su sci, che al tempo dell’ ”Italjet” si piazzava meglio dei grandi Svizzeri e Austriaci. E’ possibile organizzare una sciata attraverso l’IDM Südtirol – Alto Adige  con il grande campione, che appare un buontempone, allegro, sorridente, con un sacco di storie da raccontare…anche perché ne ha viste delle belle nella sua carriera il cui picco fu, dopo una leggendaria medaglia d’argento in libera al trofeo Topolino, fucina di grandi campioni a 12 anni, nel 1980, e la coppa del mondo di Super G (1994/’95) ai Mondiali di Saalbach-Hinterglemm nel 1991, l’argento nella discesa libera.

«Begli anni e ricordi indelebili di un circo bianco davvero interessante – narra Runggaldier, classe ’68, ancor oggi circondato dall’affetto dei suoi estimatori e conterranei – eravamo una bella squadra. La cosa bella del “Circo Bianco” è che sono ancora in contatto con molti sciatori leggendari, uno su tutti Franz “Kaiser” Klammer, con cui condivido eventi e momenti ludici e una datata amicizia». Oggi, dopo avere fatto il direttore della scuola di sci di Selva di Valgardena,  , resta nel settore accompagnando a sciare persone che vogliono provare l’emozione di sciare con un campione e ha assunto la direzione agonistica del Porsche ski club.
Parlando di carriera ci dice ancora: «Dietro al rimpianto di non essere mai riuscito a conquistare una vittoria in discesa libera c’è un altro piccolo cruccio: quello di non essere mai riuscito a brillare nella mia valle. Io non avevo il fisico e la pesantezza giusta per emergere su certi percorsi e oltre i cento all’ora non sempre la tecnica basta. Ma, ripeto, della mia carriera non mi lamento».
E su questa positività, in una gloriosa giornata di sole siamo tornati in pista.

 

 

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Le quattro realtà di Rhc Group in Italia - Palazzo Montemartini Rome, La Plage Resort Taormina, hotel Raito e Paradiso Relais a Vietri sul Mare -  rappresentano un indicatore chiave per le destinazioni stesse, tra Roma, Costiera Amalfitana e Taormina, con un mix di clientela nel settore del lusso.\r\n\r\nTra i mercati principali, oltre all’Italia, spiccano Stati Uniti e Regno Unito, che evidenziano una clientela fortemente orientata all’esperienza.\r\n\r\nRecord di performance per il segmento mice, con riunioni aziendali, matrimoni, eventi privati e manifestazioni di primo piano, come il Film Festival di Taormina che ha coinvolto La Plage Resort e il Giffoni Film Festival per l’hotel Raito, teatro questo di oltre 250 eventi privati nel corso della stagione. 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Guardiamo al 2026 con fiducia, sostenuti da trend di domanda molto solidi nei mercati internazionali e da una strategia che mette al centro qualità, persone, sostenibilità ed esperienza».\r\nIl piano strategico\r\nPer il 2026, insieme alle attività dedicate alle singole strutture, il piano strategico di Rhc Group è fortemente orientato alla formazione e crescita dei collaboratori e al rafforzamento della guest experience che oggi è uno dei pilastri distintivi del modello di ospitalità Rhc Group, con l’ulteriore evoluzione degli strumenti digitali e dei processi operativi a supporto dell’esperienza dell’ospite.\r\n\r\n[caption id=\"attachment_506366\" align=\"alignleft\" width=\"300\"] La Plage Resort - Taormina[/caption]\r\n\r\n \r\n\r\n ","post_title":"Rhc Group, Marchese: «Prosegue il nostro piano strategico»","post_date":"2026-02-02T12:47:10+00:00","category":["alberghi"],"category_name":["Alberghi"],"post_tag":[]},"sort":[1770036430000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"506101","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Il Touristic Eastern Express è oggi uno dei simboli del turismo ferroviario sostenibile in Turchia, un itinerario ferroviario che ha trasformato il tempo del viaggio in parte integrante della scoperta.\r\n\r\nNon solo collega Ankara a Kars attraversando l’Anatolia centrale e orientale, ma propone un’idea di viaggio alternativa allo spostamento rapido. Un modello che intercetta una domanda crescente di esperienze responsabili e consapevoli e che ha portato questa linea a essere citata tra i viaggi su rotaia più significativi a livello internazionale.\r\n\r\nIl convoglio si muove tre volte a settimana in entrambe le direzioni, con un tempo di percorrenza di circa 24 ore. Il ritmo è volutamente disteso: la velocità media non supera gli 80km/h e consente di attraversare Kırıkkale, Kayseri, Sivas, Erzincan ed Erzurum seguendo la naturale trasformazione del paesaggio. Dalle steppe dell’Anatolia centrale ai rilievi innevati dell’est, il viaggio si trasforma in una forma di osservazione continua.\r\n\r\nA seconda della direzione, il treno si ferma in alcune città selezionate, permettendo ai passeggeri di scendere e visitare centri storici e siti di particolare rilevanza culturale. Sul tragitto di ritorno verso Ankara, ad esempio, è prevista la fermata a Divriği, dove la Grande Moschea e l’ospedale medievale, patrimonio Unesco, rappresentano uno dei massimi esempi dell’architettura anatolica.\r\n\r\nAnche la vita a bordo riflette la filosofia del viaggio lento. Le carrozze letto, dotate di comfort essenziali come letti, lavabo e frigorifero, favoriscono un uso personale e informale dello spazio.\r\n\r\nL’arrivo a Kars segna l’ingresso in un territorio di confine: tra le città più antiche dell’Anatolia, Kars conserva nel suo tessuto urbano le tracce di un passato multiforme, dagli edifici di epoca zarista ai grandi spazi aperti che raccontano una regione di transito più che di approdo. Poco distante si trova Ani, sito Unesco dal 2016, antica capitale medievale nota come la “città delle mille e una chiesa”.\r\n\r\nÈ però l’inverno a definire in modo più netto l’identità contemporanea di Kars.  Il Lago di Çıldır, al confine tra le province di Kars e Ardahan, tra dicembre e marzo si trasforma in una distesa ghiacciata percorribile a piedi, in bicicletta o in slitta trainata da cavalli.\r\n\r\nLa cucina di Kars è basata su prodotti locali, filiere corte e sapori consolidati, adattati a un clima rigido. 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