13 May 2026

Albatravel riorganizza le forze. Fabris: «Sereni per i 30 anni di attività»

Fabris, Albatravel, Riminucci,

Luca Riminucci e Aldo Fabris

Volti storici che se ne vanno ma anche nuove sedi che aprono. Il 2018 di Albatravel è indubbiamente un anno da ricordare: un anno di parziale cambiamento ma capace al contempo di guardare al futuro. «Sono usciti alcuni soci a Roma e Firenze, abbiamo aperto un nuovo ufficio a Messina e stiamo spacchettando le attività per redistribuirle meglio». Aldo Fabris, presidente di Albatravel guarda serenamente all’attività della sua azienda, nonostante le fuoriuscite di alcuni suoi manager abbiano comportato anche la creazione di società competitor.

«All’interno della nostra riorganizzazione – prosegue il presidente -, avremo nuove figure: inoltre avremo una nuova squadra informatica che sarà ancora più addentro il lavoro, per capire al meglio le problematiche». Comprendere le problematiche e anticipare le necessità della rete, come dimostra la nuova piattaforma treni, presentata in occasione di Ttg, che permette ricerche integrate in un ambiente tecnologicamente più avanzato e al contempo più semplice lato utente.

«A consuntivo potremo dirci soddisfatti del 2018 – aggiunge Fabris -, il brand Albatravel ha tenuto molto bene e, in particolare nel Sud Italia, abbiamo avuto riscontri veramente positivi. Questo ci permette anche di proseguire con gli investimenti: abbiamo messo a budget cifre consistenti per l’installazione di nuovi server che miglioreranno le performance, stiamo inoltre studiando la possibilità di usare i cloud di Amazon, per avere tempi di risposta ancora più rapidi e rispondere meglio alle esigenze degli uffici esteri, in particolare in Cina».
Proseguono inoltre le collaborazioni, con il co-marketing con gli enti, come spiega il direttore vendite Luca Riminucci, «vogliamo approcciarne anche altri, forti dell’ottimo lavoro svolto con la Svizzera. Penso al Messico, alla Thailandia e ai Caraibi in generale».
Basi solide e idee chiare per il futuro che, nel 2019, passa da un anniversario importante: i trent’anni di attività di Albatravel.

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L'occupazione complessiva nei due settori cresce di 351.000 unità (+8,4%), ma il saldo positivo è interamente trainato dal lavoro dipendente, che aumenta di 528.000 addetti (+18%), mentre quello autonomo arretra del 14,1%.\r\n\r\nL'indagine mostra come a pesare di più sul saldo negativo sia il commercio al dettaglio, che in sei anni perde 135.762 tra imprenditori, collaboratori e altri professionisti (-16,6%). In contrazione anche la ristorazione, con 45.523 autonomi in meno (-11,9%); stabili le agenzie di viaggio (-0,4%), mentre cresce l'alloggio: +3.766 indipendenti (+7,4%), un aumento - spiega l'associazione - legato all'affermarsi di forme di ospitalità diffusa, dalle case vacanza ai b&b.\r\n\r\nIl calo degli indipendenti, spiega la Confesercenti, interessa tutto il territorio. In valore assoluto le riduzioni più consistenti si registrano in Lombardia (-25.098), Lazio (-22.963), Veneto (-17.792), Emilia-Romagna (-16.037) e Toscana (-15.309) mentre n termini percentuali, le flessioni più marcate sono nelle Marche (-25%), nel Lazio (-20,4%), in Veneto (-18%), Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna (entrambe intorno al -17%).\r\n\r\n«Il dato segnala una tendenza che va contrastata - commenta il presidente di Confesercenti, Nico Gronchi -, un tessuto diffuso di piccole imprese e lavoratori autonomi svolge una funzione economica essenziale: sostiene la densità produttiva dei territori, alimenta concorrenza e pluralismo dell'offerta, crea occupazione e circolazione locale del reddito. Il lavoro autonomo - spiega - si sta riducendo per l'effetto combinato di più fattori: pressione fiscale e amministrativa, costi energetici, esplosi dopo la pandemia, locazioni commerciali, difficoltà di accesso al credito, squilibri competitivi con grandi operatori e piattaforme digitali. Una somma di vincoli che rende sempre più difficile avviare, mantenere o trasferire un'attività».\r\n\r\nL'associazione chiede «interventi macro, sui costi dell'energia per i piccoli e per riequilibrare la concorrenza e garantire il pluralismo. Sarebbero necessari però anche - conclude - sostegni agli investimenti privati e incentivi per il ricambio generazionale, che oggi è un punto critico per molte piccole imprese. Sono necessarie anche più tutele e strumenti di welfare, che per imprenditori e imprenditrici resta una questione lasciata alle proprie forze. Solo così tornare a mettersi in proprio potrà essere di nuovo una prospettiva sostenibile».  ","post_title":"Confesercenti: 177.000 autonomi in meno in 6 anni nel commercio e turismo","post_date":"2026-05-11T11:33:50+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1778499230000]}]}}