20 settembre 2018 14:24

Olivier Kervella e Michele Mazzini
Con garbo e sorriso. Ma anche con un piano strategico ben preciso, un’offerta di prodotto variegata e un piano commissionale per le agenzie di viaggio in grado di smuovere consensi pesanti.
Ecco le linee guida di Kappa Viaggi, marchio del gruppo francese Versailles Voyages, parte della holding Ng Travel, pronto alla conquista – con tempo e metodo – del mercato italiano.
I numeri alle spalle ci sono tutti, con quei 240 milioni di fatturato e 200 mila passeggeri movimentati che ne fanno il quarto operatore francese ma anche le idee, con un’offerta di villaggi in formula all inclusive, commissioni sulle promo per adv al 13% e un accordo già siglato con Bluvacanze e altri tre prossimi a venire con altrettanti network.
«Abbiamo una gamma di prodotto completa che per gli italiani può rappresentare qualcosa di interessate – esordisce il direttore commerciale Michele Mazzini -, il nostro prodotto, che conta 45 club in giro per il mondo e arriverà a quota 60 nel 2019, continua ad allargarsi per offrire le migliori soluzioni ai nostri clienti. Bisogna abbandonare i pregiudizi sulle formule all inclusive, in primis perché il nostro all inclusive comprende tutto, anche il volo e in seconda battuta perché offriamo la possibilità di unire il riposo e il relax in un resort con la scoperta di un nuovo paese, dando un assaggio della dimensione culturale che si può gustare».
Se Mazzini rappresenta la parte operativa di Kappa Viaggi, pronto «a stringere accordi con nuovi network ma anche con tutte le agenzie indipendenti che vorranno lavorare con noi», la mente dietro il progetto è rappresentata da Olivier Kervella, ceo del gruppo Ng Travel, con un passato in Air France ma soprattutto con alle spalle una lunga esperienza nel mondo della tecnologia declinata per il turismo, grazie alla sua militanza in Sabre. «Abbiamo studiato il mercato italiano per due anni – afferma Kervella -, e crediamo ci sia il margine per fare bene. Abbiamo una tecnologia, sviluppata da noi, in sinergia con Sabre, che offre un motore di ricerca efficace sia per i voli che di letti. Inoltre crediamo che il mercato italiano sia complementare a quello francese, per le stagionalità che possono tranquillamente sovrapporsi e perché nei nostri resort, dove l’animazione è italo francese, la nostra clientela va già ampiamente d’accordo».
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Non lo avevamo prospettato. Pensavamo che avrebbe resistito di più. E invece niente. Evidentemente la pressione era insopportabile. Quello che ho scritto stamattina rimane immutato. Mentre il turismo organizzato è in una situazione di difficoltà l'aiuto del ministero, almeno per il momento, risulta zero.
C'è da dire un'altra cosa. Se al posto della Santanchè non mettessero una persona che sappia di turismo, il settore dovrà aspettare almeno quattro o cinque mesi affinché questa possa capire di cosa si tratta. Il turismo, come andiamo dicendo da anni, è una materia complessa. Alcuni la vorrebbero sintetizzare in una "industria", ma il turismo è molto più articolato dell'industria. E per comprenderlo ci vuole tempo.
Comunque, il ministro si è dimesso. Questa è la notizia. Domani scriveremo un bilancio del suo ministero.
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