13 May 2026

Wedding Travel Coordinator, proseguono gli incontri rivolti al mercato cinese

Grande successo per l’edizione milanese del corso di wedding travel coordinator China specialist. «Grande l’attenzione per questa nuova edizione milanese, che ci ha dato molte soddisfazioni – dichiarano Bianca Trusiani, ideatrice della nuova figura professionale del Wedding Travel Coordinator e Veronica Tasciotti Amati, sinologa , responsabile per il mercato cinese e partner – fin dalla prima edizione abbiamo selezionato, con attenzione i partner che ci hanno aiutato a realizzare questo progetto come: Fondazione Italia Cina, Sinaforum, Scuola di Formazione Permanente della Fondazione Italia Cina, Media partner Cina In Italia e l’unica interprete simultanea in Italia Ilaria Tipà . Questo ha portato al successo del corso e soprattutto dà la possibilità ai corsisti di entrare immediatamente in contatto diretto con la numerosa richiesta di questa figura professionale da parte del mercato». Tre giorni di full immersion, un programma ricco e dinamico che ha analizzato tutte le esigenze del mondo dell’accoglienza travel e wedding, ma soprattutto si è posta l’attenzione sulla mediazione culturale, sulle esigenze di accoglienza ed emotive del mercato cinese. Le corsiste, tutte donne, sinologhe, provenivano da ogni parte d’Italia dalle isole (Sicilia e Sardegna) al Veneto. Il project work si è svolto presso il prestigioso hotel Château Monfort, struttura certificata per il turismo cinese, dove si sono tenute le lezioni da parte dei professionisti e si è inscenato un matrimonio di destination wedding; uno shooting fotografico firmato da Gabriele Basilico, abito di Simone Marulli, make up di Elisa Bonandini, flower designer Riccardo Barattia. «Stiamo già lavorando su altre edizioni, Roma in aprile e a seguire Firenze, Cagliari e Napoli – dichiara Veronica Tasciotti Amati – e progettando una giornata ulteriore per la creazione di pacchetti destination wedding, dove il Wtc può avere un ruolo attivo nella consulenza per strutture ricettive, tour operator e wedding planner».

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Bruxelles ha infatti previsto deroghe temporanee alle regole del programma ReFuelEu Aviation, in particolare all’obbligo di imbarcare almeno il 90% del carburante previsto negli aeroporti di partenza. L’obiettivo è alleggerire la pressione sugli scali che stanno registrando carenze di cherosene e consentire alle compagnie di gestire con maggiore flessibilità le rotte considerate più critiche.\r\n\r\nSecondo l’Easa il problema non riguarda tanto l’utilizzo del Jet A in sé, quanto il rischio di confusione in un sistema europeo costruito da anni attorno al Jet A-1. Se equipaggi, tecnici o operatori aeroportuali dovessero pianificare un volo pensando di avere a bordo un carburante con determinate caratteristiche, mentre nei serbatoi fosse presente un prodotto diverso, potrebbero emergere problemi operativi e di sicurezza.\r\n\r\nL’Agenzia parla apertamente di possibili criticità legate all’aeronavigabilità, alla comunicazione tra operatori e ai cosiddetti “fattori umani”, cioè errori derivanti da procedure non aggiornate o da informazioni incomplete.\r\n\r\nLe compagnie aeree preparano ogni volo utilizzando dati estremamente precisi relativi alla densità del carburante, all’autonomia prevista, ai pesi e alle temperature operative. Anche piccole variazioni nelle caratteristiche del combustibile possono modificare i calcoli del raggio d’azione dell’aereo o delle prestazioni del motore. Per questo motivo l’introduzione del Jet A richiede aggiornamenti nei software di pianificazione, nelle checklist operative e nelle comunicazioni tra aeroporti, equipaggi e società di rifornimento. Il rischio evidenziato dall’Easa è quello di un disallineamento tra il carburante realmente presente nei serbatoi e quello che i sistemi di bordo credono di avere.\r\nLa maggiore disponibilità del carburante negli Stati Uniti potrebbe aiutare il continente a superare i mesi estivi, ma non rappresenta una soluzione strutturale alla crisi del cherosene. Restano infatti i limiti legati ai trasporti transatlantici, alla capacità di stoccaggio negli aeroporti e alla necessità di mantenere separati i due tipi di carburante nei depositi e nei sistemi di distribuzione. \r\n ","post_title":"Crisi carburante: l'Ue apre al jet fuel Usa, ma l'Easa avverte sui rischi","post_date":"2026-05-11T10:18:17+00:00","category":["trasporti"],"category_name":["Trasporti"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1778494697000]}]}}