29 June 2026

Cwt sull’Osservatorio Congressi: «Segnali incoraggianti ma occorre uno scatto in avanti»

Cwt, Armando Mastrapasqua, Osservatorio Congressi, Segnali positivi ma occorre uno scatto in avanti di tutto il sistema congressuale. Questo, in sintesi, il pensiero della divisione Meetings & Events di Carlson Wagonlit Travel a seguito della presentazione del nuovo rapporto dell’Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi. 

La ricerca, promossa da Federcongressi e realizzata da ASERI-Alta Scuola in Economia e Relazioni Internazionali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, mette in luce un comparto vitale, con rialzi significativi per il numero di partecipanti (oltre 28 milioni, +8,4%) e soprattutto di presenze generate sul territorio (42,7 milioni, +21,5%).
«Il rapporto OICE è un riferimento fondamentale per il nostro settore, assolutamente povero di dati e indagini sul mercato – evidenzia Armando Mastrapasqua, senior director Cwt Meeting & Events Italia, Egitto, Grecia e Marocco -. Il nostro sostegno, iniziato già nel 2015, deriva proprio dalla volontà di contribuire a colmare questa lacuna, dare più riconoscibilità al settore e mettere a disposizione di aziende e operatori uno strumento che permetta di tenere sotto controllo le dinamiche del mercato».

Ed entrando nel dettaglio dei dati, aggiunge. «Sono performance molto incoraggianti, che consentono di guardare con maggiore ottimismo al futuro rispetto agli anni scorsi – sottolinea Mastrapasqua -. Tuttavia nel settore non vediamo ancora quello scatto in avanti che sarebbe auspicabile e che potrebbe derivare da un impegno a livello di sistema, una strategia lungimirante e maggiori investimenti pubblici e privati».  Alcuni segnali positivi si registrano riguardo alla provenienza geografica dei partecipanti agli eventi, ancora in maggioranza locali (55,4%) benché in calo rispetto all’edizione precedente, nazionali per il 34,71% e di provenienza internazionale nel 9,9% dei casi. «Sebbene la direzione del mercato sia verso la crescita di eventi di più ampio respiro, registriamo ancora un pesante gap sulla vocazione internazionale rispetto ad altre realtà a noi vicine, come Austria, Francia, Germania e Spagna, che sono riuscite – grazie a investimenti mirati e sforzi condivisi anche con le istituzioni – a internazionalizzare molto di più la propria industria degli eventi – conclude il manager -. Ecco perché bisognerebbe valorizzare meglio le potenzialità dei nostri territori e sviluppare le professionalità del settore in questa direzione».

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Non parliamo di un vero e proprio boom, ma ciò che emerge è una buona capacità del prodotto di mantenere la propria attrattività, sostenuta da una domanda che continua a mostrarsi solida e costante».\r\n\r\nQuanto alle tariffe, «la dinamica dei prezzi resta molto altalenante. Alcune realtà stanno intervenendo con offerte e azioni commerciali mirate, mentre altre sono riuscite a mantenere un posizionamento più stabile e normalizzato. Come Ota Viaggi, il nostro primo obiettivo resta sempre quello di tutelare i clienti che hanno prenotato in advance booking, preservando il valore delle scelte fatte in anticipo».\r\nProgressiva normalizzazione\r\nMalgrado gli sforzi, «il ricorso al last minute continua a essere presente, soprattutto in relazione alle partenze di fine giugno e alle esigenze di chi tende a decidere a ridosso della data di viaggio. Tuttavia, negli ultimi giorni stiamo registrando una progressiva normalizzazione dei tempi di prenotazione sul medio periodo, un segnale positivo che indica una graduale ripresa della capacità di programmazione da parte dei viaggiatori».\r\n\r\nPassando alle mete di punta, Diana non ha dubbi: «Il nostro core business continua a essere rappresentato dalla Sardegna, una destinazione sulla quale Ota Viaggi vanta una forte specializzazione. Parallelamente, stiamo osservando buone performance anche per Sicilia e per il Sud Italia, territori che stanno beneficiando di una maggiore accessibilità e flessibilità negli spostamenti. In particolare, la possibilità di raggiungere queste destinazioni in auto rappresenta un elemento di competitività importante, permettendo ai viaggiatori di contenere l’incidenza dei costi legati a voli e traghetti e di mantenere più equilibrato il prezzo complessivo del pacchetto».\r\n\r\nFra i cambiamenti più evidenti segnalati dal manager nelle modalità di acquisto della vacanza, emerge la richiesta di una maggiore flessibilità. «Ota Viaggi ha lavorato molto su questo aspetto, comunicando al mercato una nuova policy commerciale con minimum stay ridotti a 2, 3, 4 o 5 notti e con ingressi sempre più liberi in struttura. Oggi oltre il 70-80% della nostra programmazione consente formule più flessibili rispetto al passato, sia sulla durata del soggiorno sia sui giorni di arrivo».\r\n\r\nUn altro dato interessante riguarda la bassa stagione: «I mesi di spalla continuano a registrare livelli di riempimento molto significativi, sostenuti anche dal lavoro portato avanti sul segmento gruppi, incentive ed eventi, che rappresenta un importante elemento di diversificazione della domanda. Luglio e agosto, al momento, non registrano ancora lo stesso livello di riempimento della bassa stagione, ma confidiamo che l’andamento delle vendite delle ultime settimane possa contribuire a recuperare progressivamente il gap».","post_title":"Massimo Diana, Ota Viaggi: «Booking estivo in miglioramento»","post_date":"2026-06-25T09:56:09+00:00","category":["tour_operator"],"category_name":["Tour Operator"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1782381369000]}]}}