17 March 2026

Un commissario per Alitalia. Il governo esclude la nazionalizzazione

E adesso l’attesa è per la nomina di un commissario. Dopo l’esito negativo del referendum tra i dipendenti di Alitalia chiamati a valutare il preaccordo siglato dai sindacati, il consiglio di amministrazione della compagnia ha ufficialmente avviato le procedure per la richiesta al governo di amministrazione straordinaria. Ieri il presidente Luca Montezemolo ha comunicato infatti all’Enac la decisione del cda di procedere alla nomina di un commissario. La parola adesso passa all’assemblea dei soci, in calendario per il prossimo 2 maggio, che dovrebbe ratificare questa scelta. Non ci sarà quindi nessuna ricapitalizzazione e la società si avvia verso un percorso a ostacoli che potrebbe portarla fino alla svendita pezzo per pezzo. Il governo, che ha più volte fermamente escluso la possibilità di una nazionalizzazione del vettore,  si muove per cercare di gestire al meglio la nuova fase. «La cosa più plausibile è che si vada verso un breve periodo di amministrazione straordinaria che si potrà concludere nel giro di sei mesi o con una vendita parziale o totale degli asset di Alitalia oppure con la liquidazione – ha dichiarato il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda in un’intervista -. Se ci saranno aziende interessate a rilevarla, è prematuro dirlo». L’esecutivo ha quindi annunciato che negozierà con l’Unione europea il via libera ad un aiuto pubblico «per un orizzonte di sei mesi». Si tratta di un prestito ponte, ha ribadito Calenda, e «non di una nazionalizzazione».  Quanto alla scelta del commissario, l’ipotesi più accreditata è quella del commercialista Enrico Laghi, già commissario dell’Ilva. Tra i nomi circola anche quello di Luigi Gubitosi, membro del consiglio di amministrazione di Alitalia e presidente esecutivo in pectore, che sembrerebbe però non intenzionato a ricoprire questo ruolo.

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