3 July 2026

Campeche, un Messico da intenditori

Arnaldo PInazzi, Presidente gruppo Meca, Jorge E. Manos Esparragoza, ministro del turismo dello Stato di Campeche, Massimo Ariello, gruppo Meca

Arnaldo PInazzi, Presidente gruppo Meca, Jorge E. Manos Esparragoza, ministro del turismo dello Stato di Campeche, Massimo Ariello, gruppo Meca

Jorge E. Manos Esparragoza, ministro del turismo dello Stato di Campeche ha incontrato la delegazione italiana degli agenti di viaggio che nei giorni scorsi hanno visitato lo stato nel fam trip di Idee per Viaggiare, con la collaborazione di Alitalia, gruppo Meca e dell’ente di promozione del turismo messicano. «Il turismo italiano è una nostra ambizione – ha dichiarato il Segretario al Turismo dello stato della penisola dello Yucatàn – vorremmo attrarne molto di più perché l’Italiano è un ospite piacevole e interessante, perché con i tour operator italiani si lavora bene essendo competenti e attenti a proporre solo il meglio e nel modo migliore». Il turismo italiano ha iniziato a scoprire Campeche 12 anni fa, ma non ha mai conosciuto un boom come sui luoghi classici della riviera Maya, nonostante sia il III mercato europeo, dietro Germania e Francia, davanti alla Spagna.
«Il nostro turismo non si può raffigurare in “mar y playa” solamente, ma abbiamo da offrire molte altre possibilità – aggiunge il Segretario – dalla città stessa, dalle due porte della fortificazione con il museo Baluarte de San Carlos, alla Calle 59, strada dove si svolge la vita notturna, fra localini e musica dal vivo, case multicolori, allegra e sicura, alla “Plaza Principal” dove campeggia la Cattedrale e, proiettato sui muri del “Palacio Centro Cultural” si può ammirare uno spettacolo di luci e suoni, “Celebramos Campeche” che ripercorre la storia della città farcita di pirati, corsari, bucanieri e filibustieri all’imbrunire, ogni sera.  Un Malecon invitante, le strade sicure, come da nessuna altra parte in Messico, popolate di locali con musica e gente disposta a divertirsi, ai dintorni con le rovine Maya di Edzna, o i paesini come il villaggio di Hecelchakan famoso per la chiesa, l’antico convento e il museo del “camino Real” e un mercato rionale davvero incantevole. Poi Becal, luogo noto perché a tutt’oggi vi si producono i famosi cappelli di Panama, “jipijapa”, con  la zona archeologica di Edzna, un gioiello poco battuto, ma dal grande fascino ancestrale».
Campeche vale la pena, a soli 40 minuti di volo da Cancun per interpretare un Messico ancora vero e attraente, vivibile nella stagione migliore fra ottobre e febbraio.

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