30 June 2026

AccorHotels chiude il semestre con un calo del 23% dei profitti

Bazin SebastienI ripetuti attacchi terroristici degli ultimi mesi hanno lasciato il segno anche nella semestrale di AccorHotels. Il gruppo ha registrato un utile netto di 74 milioni di euro, in calo del 23% rispetto al dato del primo semestre dell’anno scorso. I ricavi si sono fermati a 2,6 miliardi di euro, il 4,7% in meno rispetto al 2015. «In questo momento chi può scegliere tra andare a New York oppure a Parigi sceglie New York, perché là si sente più sicuro» ha commentato Jean-Jacques Morin, cfo di Accor Hotels. Il revPar è sceso del 14% nell’area di Parigi, sempre durante il semestre; a Nizza, ha ricordato Morin, le vendite sono diminuite del 10% dallo scorso 14 luglio. «I prossimi tre mesi saranno vitali per il gruppo visto che in quel periodo – luglio, agosto e settembre – totalizziamo tra il 35% e il 40% dei nostri profitti». Sébastien Bazin, presidente di AccorHotels (nella foto), ha aggiunto: «Diversi nostri mercati, inclusi Francia e Brasile, sono stati scossi da crisi ed eventi tragici, ma a livello di gruppo abbiamo dimostrato una significativa resilienza. Continuiamo ad investire sulla crescita, sulla trasformazione per guadagnare terreno in nuove aeree di business che sono destinate a diventare fondamentali per il gruppo». Il gruppo stima per l’intero 2016 un ebit compreso tra i 670 e i 720 milioni di euro. AccorHotels ha tra l’altro aperto oggi la trattativa esclusiva per l’acquisizione di John Paul, leader nei servizi di fidelizzazione e relazione con i clienti: il gruppo dovrebbe acquisire circa l’80% di John Paul, la restante quota rimarrà a David Amsellem, fondatore dell’azienda, che ricoprirà il ruolo di ceo.

 

 

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Il progetto attuale dà continuità alla strategia avviata nel 2010 e si basa su quattro grandi assi d’azione: Impronta di carbonio zero, Gestione sostenibile dell’acqua, Consumo responsabile e Impegno sociale.\r\n\r\n ","post_title":"H10 Hotels: continua l'espansione high level in Europa e ai Caraibi","post_date":"2026-06-26T14:20:23+00:00","category":["alberghi"],"category_name":["Alberghi"],"post_tag":[]},"sort":[1782483623000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"517662","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"L'Adriatico cresce, ma non corre ancora quanto il resto del Mediterraneo. È il messaggio che emerge dall'Adriatic Sea Tourism Report 2026, presentato a Venezia in apertura dell'Adriatic Sea Forum.\r\n\r\nQuest'anno i 35 porti crocieristici dell'area movimenteranno circa 5,7 milioni di passeggeri, in crescita del 6% sul 2025, con 4.000 toccate nave (+7,7%). Numeri positivi che però non bastano a recuperare i livelli record del 2019.\r\nIl motivo è chiaro: tra il 2019 e il 2025 l'Adriatico è stata l'unica macroarea del Mediterraneo a perdere traffico (-8%), frenata da infrastrutture e regolamenti che limitano l'arrivo delle navi più grandi, mentre il Mediterraneo occidentale e quello orientale hanno continuato a crescere.\r\n\r\nL'Italia si conferma il primo mercato dell'area con oltre 2,1 milioni di passeggeri, davanti a Croazia e Grecia. Tra gli scali domina ancora Corfù, che raggiunge per la prima volta il milione di crocieristi, seguita da Dubrovnik e Kotor. 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