28 July 2026

Le Regioni ricorrono contro gli stanziamenti per il turismo. Bocca: «Stupefatto»

Alcune Regioni avrebbero presentato ricorso alla Corte costituzionale per eliminare gli stanziamenti previsti per il turismo nella Finanziaria 2007. «La cosa ci lascia stupefatti – dice Bernabò Bocca presidente di Federturismo e Federalberghi – . Chiedere per esempio, l’incostituzionalità per i 30 milioni di euro aggiuntivi stanziati per l’Agenzia del turismo-Enit, indispensabili per consentire all’ente di avviare una adeguata campagna promozionale sui mercati internazionali, oppure per i 48 milioni di euro stanziati per la costituzione di un fondo volto alla riqualificazione del sistema turistico nazionale, ci sembra francamente un atto incomprensibile, che finisce solo per danneggiare un settore in lento e faticoso recupero».

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Sono i dati che emergono dall’ultimo report di JLL Italia su \"Italian Hotel Investment Outlook and Strategy Survey\" e che portano Confindustria Alberghi a esprimere grande soddisfazione per un interesse che non riguarda più solo le grandi città, ma si estende a nuove destinazioni, dal Lago di Como alla Sicilia, e che vede l’ingresso di capitali provenienti da Asia, Medio Oriente e Sud America.\r\n\r\n«Sono dati che confermano quanto il nostro Paese sia oggi al centro dell’attenzione degli investitori globali – dichiara Elisabetta Fabri, presidente di Confindustria Alberghi – e questo è un ottimo segnale per tutto il comparto turistico italiano. Ma proprio questa crescita di interesse deve spingerci a fare chiarezza su un punto: l’Italia è il primo Paese in Europa per numero di hotel, ma resta tra i mercati con la più bassa percentuale di penetrazione delle catene, con una prevalenza di strutture indipendenti e a conduzione familiare. È una ricchezza identitaria che va preservata, non ostacolata per evitare il rischio che la frammentazione del settore, unita a passaggi generazionali sempre più complessi, spinga molte imprese familiari a cedere il passo a capitali privi di qualsiasi legame con il territorio, anziché crescere e aggregarsi restando italiane».\r\n\r\nPer questo Confindustria Alberghi torna a sollecitare l’introduzione di una misura contro la frammentazione dimensionale delle imprese del settore: una norma che, attraverso la rivalutazione dei beni strumentali – materiali e immateriali, incluso l’avviamento – consentirebbe alle imprese alberghiere e termali di rafforzare i propri bilanci, attrarre capitali e affrontare i passaggi generazionali attraverso l’aggregazione.\r\nDi contro\r\nFin qui Confindustria Alberghi. Non bisogna però sottovalutare il fatto che non si può mediante una legge cambiare la fisionomia di un settore. Sarebbe un input arrivato dall'alto che non ha niente a che fare con la storia delle imprese coinvolte. Secondo, c'è sempre il sospetto che dietro alle aggregazioni ci siano capitali esteri, per cui ciò che prima era italiano e frammentato, diventa aggregato ed estero. Consiglerei di non ripetere l'errore fatto con Autostrade, Telecom e via seguitando.\r\n\r\nPer quanto riguarda la mia posizione, per quello che vale, è che la frammentazione è il dna di un certo modo di fare albergo. E quel dna è solo nostro, direi di nonc ambiarlo.","post_title":"Confindustria Alberghi: bisogna aggregare. (Forse è meglio di no)","post_date":"2026-07-22T11:16:40+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1784719000000]}]}}