24 June 2026

Successo del terzo Botswana travel & trade show

Il ceo di Botswana Touism, Thabo Brian Dithebe

Il ceo di Botswana Tourism, Thabo Brian Dithebe

Si è chiusa la tre giorni di lavori della Btte, la fiera del turismo incoming del Botswana giunta alla terza edizione. Centotrenta delegati fra operatori stranieri e stampa, con l’aggiunta di altri paesi come Usa, Canada, Regno Unito, Australia e Nuova Zelanda che si sono aggiunti a Germania, Austria, Italia, Francia, Olanda, Belgio, Polonia, hanno segnato un discreto aumento nelle cifre, sottolineando l’intenzione della Botswana tourism organisation di marciare spedita verso il futuro. «Il nostro Paese ha grandissime potenzialità non solo per quello che ha da offrire individualmente – spiega il ceo di Botswana Tourism, Thabo Brian Dithebe – ma perché è il crocevia dell’Africa della natura selvaggia: nel raggio di 500 km da Gaborone, ci sono sette aeroporti internazionali, 37 aree protette 4 siti patrimonio dell’Umanità (due dei quali in Botswana). Questo per dire che di fatto siamo il cuore di un sistema turistico». Sono 2 milioni 400 mila gli arrivi in Botswana e di questi 500 mila circa da mercati intercontinentali. «Gli Usa sono il nostro primo emissore – prosegue Dithebe – seguiti da Uk e poi dall’Europa continentale. Il nostro desiderio è di diversificare gli interventi per avvicinare anche nuovi mercati. Per esempio quelli dell’area Bric dove Brasile, Russia e Cina ci interessano in maniera particolare. Il nostro obiettivo è quello di formare il personale affinché sia in grado di parlare nella lingua di questi paesi. Per l’Australia e la Nuova Zelanda, a parte il lungo volo, non abbiamo problemi anche perché parliamo la stessa lingua». Sono in programma le aperture di nuovi uffici di rappresentanza del Botswana, oltre quello in Uk, anche a Washington, Los Angeles, San Paolo (o Rio) e Camberra, per dare più peso alla promozione del turismo. «Anche la capienza delle strutture è in aumento. Attualmente contiamo su poco più di 500 strutture in tutto il Paese, cui si aggiungeranno presto altre 14 concessioni in aree protette. Ci concentreremo anche sul segmento mice e a questo punto resta solo da risolvere il problema di un volo diretto su Gaborone dall’Europa e/o dagli Usa, con un interesse da parte delle compagnie del Golfo già espresso».

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Più che a un semplice incremento della domanda sull’Italia, stiamo assistendo a una sua evoluzione qualitativa, dal momento che l’estate 2026 conferma appieno l’attrattività straordinaria del Belpaese per il turismo internazionale. I viaggiatori risultano sempre più orientati verso esperienze autentiche, servizi personalizzati e itinerari su misura».\r\nL’Italia, dunque, mantiene invariato il suo appeal come destinazione unica. A confermane l’immagine top sono ancora una volta i mercati storici di matrice angloamericana, cioè Stati Uniti, Canada e Australia, ma indubbia è la svolta 2026 impressa dai viaggiatori latinoamericani di fascia alta: Messico e Brasile appaiono oggi i due bacini più dinamici e strategici, evidenziando incrementi molto significativi rispetto all’estate 2025, sebbene performance significative emergano anche dai dati registrati su Argentina e resto dell’America Latina. 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