3 luglio 2015 08:38

Sir Timothy Clark, presidente e ceo di Emirates
«Le compagnie tradizionali degli Stati Uniti sbagliano sui fatti: Emirates non è sovvenzionata – spiega nel documento il presidente di Emirates, Sir Timothy Clark, rispondendo alle accuse delle “big 3” americane – non ha mai ricevuto sovvenzioni da 6 miliardi di dollari a copertura del carburante o l’acquisto di beni e servizi da terze parti collegate a condizioni al di sotto del prezzo di mercato, beneficio sproporzionato rispetto alle infrastrutture aeroportuali, o avere un vantaggio di costo artificiale attraverso la struttura del diritto del lavoro degli Usa». Le accuse di sovvenzione sono palesemente false. «I nostri bilanci sono positivi da 27 anni consecutivi, e, a differenza dei nostri accusatori, non abbiamo mai dipeso da salvataggi di governo o da protezionismi; il governo emiratino ci ha dato l’input di produrre utili e essere autonomi. Dubai non ha praticamente riserve di petrolio, e ha quindi intrapreso una strategia ben documentata di diversificazione della propria economia, con il trasporto aereo come fattore chiave. La nostra espansione è finanziata dal nostro cash flow, e attraverso banche e istituzioni finanziarie in un contesto di libero mercato. Fino ad oggi abbiamo pagato al nostro azionista, il governo di Dubai, oltre 3 miliardi di dollari di dividendi, come certificato nei bilanci da Pricewaterhouse Coopers». Emirates collega Dubai con 84 voli a settimana nove gateway negli Usa: Boston, Chicago, Dallas/Fort Worth, Houston, Los Angeles, New York, San Francisco, Seattle e Washington DC. Il valore economico annuo stimato di servizi di Emirates a questi aeroporti è 2,9 miliardi di usd. Inoltre, tramite accordi interline, Emirates ha fornito più di 775 mila passeggeri a compagnie degli Stati Uniti, producendo 133 milioni dollari in benefici finanziari negli ultimi cinque anni.
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Lo riferisce Travel Mole, citando la dichiarazione di Thourn Sinan, presidente della sezione cambogiana della Pacific Asia Travel Association e presidente della B2B Cambodia Co., Ltd.
La Cambogia sta affrontando una forte contrazione dell’attività turistica, con una sensibile flessione degli arrivi dall’inizio dell’anno, che nei primi sei mesi 2026 ha segnato un meno 47,9%, con 1.751.886 visitatori stranieri. Si tratta del risultato peggiore tra tutti i paesi dell’Asean. Ciascuno dei primi 10 mercati di provenienza dei turisti in Cambogia ha registrato una diminuzione, che va dal -96% della Thailandia al -10,7% dell’Australia.
La flessione è legata alla chiusura del confine terrestre tra Cambogia e Thailandia, alla pubblicità negativa sulle truffe online e all’impatto del conflitto in Medio Oriente. I voli settimanali tra la Cambogia e il Medio Oriente sono scesi di fatto a 44 dai circa 52 registrati tra febbraio e luglio.
Gli arrivi dall’estero via aerea sono diminuiti del 22,8%, mentre quelli via terra e via acqua sono crollati del 66,4%. Secondo i dati riportati, gli introiti derivanti dalla vendita dei biglietti al Parco Archeologico di Angkor sono scesi del 29,8%, attestandosi a 18,5 milioni di dollari.
“Vediamo chiaramente che il governo sta affrontando la questione della crisi del turismo, poiché questo settore rappresenta la quarta fonte più importante di reddito e di posti di lavoro per la Cambogia - ha dichiarato Thourn Sinan -. Le misure vengono messe in atto, ma ci vuole tempo. Accolgo con favore, ad esempio, il giro di vite del governo sulle reti di truffe online, poiché contribuisce a ripristinare l’immagine della Cambogia. Tuttavia, permangono ancora dei punti deboli che il governo deve affrontare rapidamente».
Secondo il manager sarebbe necessario "potenziare il marketing delle destinazioni e la trasformazione digitale. Dobbiamo inoltre ideare itinerari o prodotti specifici per mercati di nicchia quali il turismo per i senior, il turismo nel Golfo, il trekking nella giungla e in montagna. La comunicazione digitale è quindi fondamentale e dobbiamo investire di più per svilupparla".
Altro capitolo delicato quello della connettività aerea, che "è essenziale e continuiamo a registrare una carenza di voli. La situazione è addirittura peggiorata di recente a causa del conflitto nel Golfo. L’aumento dei prezzi del carburante per aerei ha costretto alcune compagnie aeree a sospendere temporaneamente i propri servizi verso Phnom Penh o Siem Reap. Dobbiamo fornire maggiori incentivi per attrarre i vettori aerei e moltiplicare le possibilità di collegarci a nuovi hub e offrire nuovi servizi aerei diretti. Poiché la situazione con la Thailandia rimane incerta, dobbiamo ottenere più voli con Cina, India, Malesia, Singapore e Vietnam per potenziare la connettività aerea”.
Infine, la questione visti: sebbene la Cambogia offra condizioni di ingresso relativamente semplici, con il visto gratuito concesso ad alcuni paesi e il visto elettronico disponibile per gli altri, la mancanza di flessibilità nella tipologia di visto sta diventando un problema. La maggior parte dei turisti può entrare solo con un visto per ingresso singolo, del costo di 30 dollari.
"L’obbligo di acquistare un visto ogni volta che un turista entra in Cambogia può rappresentare un fattore dissuasivo. Per questa Green Season il governo sta sperimentando il visto gratuito all’arrivo per i viaggiatori cinesi. Non conosciamo ancora l’esito di questa politica, ma posso affermare che il governo estenderà sicuramente questa opzione ad altri paesi. Il cambiamento della politica sui visti includerebbe anche alcuni mercati di provenienza a lungo raggio, come la Francia…".
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[post_content] => Segno meno per la domanda di viaggio globale nel mese di giugno: la Iata segnala una flessione dell’1,7% rispetto a giugno 2025. Escludendo il Medio Oriente, la domanda è scesa dello 0,6%. La capacità totale, misurata in posti-chilometri disponibili è diminuita dell’1,3% su base annua, e il load factor è stato dell’84,2% (-0,4 ppt rispetto a giugno 2025).
La domanda internazionale è scesa dello 0,9% rispetto a giugno 2025 ma, escludendo il Medio Oriente, la stessa è cresciuta dell’1,1%. La capacità è diminuita dello 0,6% su base annua e il coefficiente di riempimento è stato dell’84,2% (-0,2 ppt).
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Il calo registrato a giugno «è dovuto in gran parte alla contrazione dei mercati interni in Cina, negli Stati Uniti e in Giappone, nonché alla domanda internazionale per i vettori del Medio Oriente. - ha commentato il direttore generale Iata, Willie Walsh -. Sebbene i risultati del Medio Oriente siano migliorati, le rinnovate tensioni non favoriranno la ripresa della regione e l’effetto a catena dell’aumento dei prezzi del carburante continuerà a gravare sui viaggiatori con tariffe aeree più elevate.
«Le persone continuano a viaggiare, il che rappresenta un importante fattore di crescita economica globale. Non c’è dubbio, tuttavia, che la stabilizzazione della situazione in Medio Oriente e la normalizzazione delle forniture di petrolio migliorerebbero le prospettive per le compagnie aeree, le economie e le società di tutto il mondo».
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Da ricordare che, a causa dei lavori di manutenzione programmati presso l'aeroporto di Napoli, dal 1° al 30 novembre 2026, flydubai opererà i voli giornalieri per Dubai dall'aeroporto di Salerno Costa d’Amalfi e del Cilento, prima di ripristinare i servizi da Capodichino, il 1° dicembre 2026.
Durante questo periodo, i passeggeri in possesso di prenotazioni per Napoli saranno automaticamente riprotetti sui voli da Salerno, garantendo così la continuità del viaggio. Questa soluzione temporanea assicura collegamenti efficienti tra Dubai e Napoli, rafforzando al contempo il ruolo di Dubai come hub globale per viaggi, commercio e turismo.
Grazie all’incremento delle frequenze, la compagnia opererà in Italia due collegamenti giornalieri da Milano Bergamo, voli giornalieri da Napoli, tre frequenze settimanali da Catania e i servizi stagionali estivi da Olbia, operati due volte alla settimana fino alla fine di agosto.
«Napoli e Milano sono diventate porte d’accesso strategiche all’interno del nostro network in Italia e siamo lieti di aver ampliato le frequenze dei collegamenti da entrambe le città - ha dichiarato il ceo di flydubai, Ghaith Al Ghaith -. La nostra priorità è continuare a garantire ai passeggeri un accesso comodo e diretto alla regione, in linea con il nostro impegno a lungo termine nel rafforzare la connettività verso destinazioni ancora poco servite e nel sostenere i flussi di turismo e persone tra gli Emirati Arabi Uniti e l’Italia, soprattutto in vista dell’aumento della domanda di viaggi durante la stagione invernale».
«Attraverso il nostro hub di Dubai e la copertura combinata dei network di flydubai ed Emirates, oggi offriamo ai passeggeri ancora più opzioni di viaggio verso alcune delle mete più richieste al mondo, con collegamenti agevoli verso Kenya, Oman, Maldive, Sri Lanka, Zanzibar e molte altre destinazioni» ha sottolineato Jeyhun Efendi, divisional senior vice president commercial operations and Ee-commerce del vettore.
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[post_content] => «Rimini, smettiamola di raccontarci che va tutto bene. Il vero problema è che non ci facciamo più le domande giuste». Mauro Santinato, esperto di marketing turistico e consigliere alberghiero, commenta la prima parte dell'estate in corso.
«Ogni estate si ripete lo stesso copione - spiega Santinato in un intervento riportato da Newsrimini.it -. Escono i primi dati della stagione turistica, emergono segnali evidenti di difficoltà e, puntualmente, arriva qualcuno a rassicurarci: la stagione è partita bene, gli stranieri compensano il calo degli italiani, il problema è il caro benzina, il costo della vita, l'inflazione, le guerre, il meteo. Quest'anno l'ultima proposta è addirittura quella di chiedere al governo un nuovo bonus vacanze per rilanciare la domanda italiana. Francamente credo che questo modo di affrontare la realtà sia il vero problema del turismo riminese».
Stagione in chiaroscuro
«Basta fare una passeggiata sul lungomare in una qualsiasi giornata feriale di luglio per capire che non siamo davanti a una stagione esaltante. Le spiagge si riempiono soprattutto nei weekend, mentre durante la settimana mostrano ampi spazi vuoti. Molti alberghi continuano a praticare tariffe sorprendentemente basse anche nel pieno dell'estate, un segnale inequivocabile di una domanda che fatica a sostenere i prezzi. Altri riescono a riempire le camere quasi esclusivamente grazie agli eventi, persino in luglio, il mese che una volta garantiva occupazioni elevate senza particolari sforzi commerciali. Questi non sono giudizi. Sono indicatori di mercato. Nel frattempo, altre destinazioni italiane registrano il tutto esaurito, con incrementi sia dell'occupazione sia del ricavo medio per camera. Evidentemente il problema non è soltanto il potere d'acquisto degli italiani. La domanda che dovremmo porci è un'altra. Perché un turista con una buona capacità di spesa oggi sceglie sempre meno Rimini per la propria vacanza balneare? È una domanda scomoda, ma indispensabile».
Domande indispensabili
Le domande da porsi: «Noi oggi conosciamo davvero il nostro consumatore? Sappiamo cosa cerca? Sappiamo perché sceglie altre destinazioni? Sappiamo quali aspetti della vacanza a Rimini lo entusiasmano e quali invece lo deludono? Esistono indagini sistematiche sulla soddisfazione degli ospiti? Misuriamo il Net promoter score della destinazione? Quanti dei nostri ospiti consiglierebbero oggi Rimini a un amico? Quanti tornerebbero? Quanti, invece, scelgono di non ritornare? Nel turismo moderno non basta misurare le presenze: bisogna misurare la soddisfazione, perché è dalla soddisfazione che nascono la fidelizzazione, il passaparola e la crescita del valore economico di una destinazione. Analizziamo le recensioni in maniera scientifica? Studiamo le motivazioni di chi non torna più?».
Una nuova fase
«Nel turismo riminese, invece, spesso continuiamo a raccontarci che tutto sommato le cose vanno bene. Forse è arrivato il momento di riconoscere che il prodotto balneare riminese sta vivendo una fase di maturità avanzata e necessita di una profonda evoluzione. Non basta rifare il lungomare se poi l'esperienza complessiva di vacanza non riesce più a sorprendere. Non basta attirare milioni di presenze se il valore economico prodotto continua a diminuire. Non basta celebrare l'aumento degli arrivi stranieri se questi appartengono prevalentemente a segmenti con una limitata capacità di spesa. Il vero indicatore non dovrebbe essere soltanto il numero dei turisti. Dovremmo chiederci quanto valore economico generano, quanto spendono, quanto sono soddisfatti e soprattutto se desiderano tornare. Perché un cliente soddisfatto torna. Uno molto soddisfatto diventa il nostro miglior ambasciatore».
«La vera sfida - chiude Santinato - è rendere Rimini una destinazione che le persone scelgono perché la desiderano, non perché costa meno delle altre. Per riuscirci serve meno autocelebrazione e più capacità di analisi. Servono ricerche di mercato indipendenti, ascolto dei clienti, confronto con i competitor, coraggio di mettere in discussione modelli che hanno funzionato per decenni ma che oggi mostrano tutti i loro limiti. Il turismo non si governa con gli slogan. Si governa con i dati».
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Le scelte di viaggio dei piemontesi per l’estate premiano le grandi capitali europee – grazie anche ai voli diretti – l’Egitto e il Mar Rosso, il Centro e Sud America, Kenya e Tanzania, le crociere nel Mediterraneo e il turismo interno con una preferenza per le località balneari della Penisola. In ripresa le prenotazioni per Medio ed Estremo Oriente. Per quanto riguarda l’incoming l’Italia continua a essere percepita come una meta sicura dagli stranieri; in Piemonte crescono le richieste provenienti da turisti centro e nordeuropei per i retreat e le vacanze rilassanti nei borghi del Monferrato.
Outgoing
L’Europa rimane la scelta principale dei piemontesi, con un interesse particolare per le grandi capitali. Cracovia registra un incremento significativo grazie al collegamento diretto con l’aeroporto di Torino. Grecia, Croazia e Albania si confermano mete solide e molto richieste. Chi sceglie l’Africa privilegia l’Egitto e le località del Mar Rosso, insieme a Kenya e Tanzania. Buona la performance anche del Centro e Sud America, che continuano a esercitare attrattiva per i viaggiatori in cerca di esperienze più strutturate.
Si registra inoltre un ritorno marcato ai viaggi organizzati, percepiti come garanzia di maggiore tutela, assistenza e sicurezza in un contesto internazionale complesso.
Le crociere all-inclusive nel Mediterraneo restano tra le opzioni più apprezzate. La durata media delle vacanze si attesta attorno ai 7 giorni, confermando il trend che privilegia soggiorni più brevi ma distribuiti in più periodi dell’anno.
Si registra una ripresa delle prenotazioni anche per Medio ed Estremo Oriente, grazie anche ai voli assicurati da vettori come Emirates.
Incoming
L’Italia continua a essere percepita dagli stranieri come una meta sicura, ricca di patrimonio culturale e ideale per una vacanza rilassante. In Piemonte si consolida un nuovo segmento: turisti del Centro e Nord Europa scelgono i borghi del Monferrato per soggiorni detox, retreat di yoga, pittura e attività rigenerative, alla ricerca di luoghi immersi nella natura e lontani dalla routine quotidiana.
“Il turismo outgoing conferma i trend dello scorso anno con poche differenze e con una ripresa dei flussi diretti verso il Medio ed Estremo Oriente. L’Italia, come accaduto già durante il Covid, viene identificata come meta sicura e appetibile sia dagli italiani che in molti casi tornano al turismo interno e a corto raggio, sia dagli stranieri che restano innamorati del nostro Paese – dichiara Laura Audi, presidente di Fiavet Piemonte – .
"Per quanto riguarda l’incoming sta invece emergendo un trend interessante che vede i turisti del Centro, Nord ed Est Europa scegliere i piccoli borghi piemontesi e soprattutto quelle realtà che offrono la possibilità di trascorrere una vacanza di assoluto relax, immersi nella natura e in attività rilassanti per disintossicarsi da un anno di routine lavorativa e dallo stress.
"Torino resta poi una destinazione molto apprezzata dagli stranieri che scoprono una città elegante e raffinata, con un’offerta turistica ampia e adatta a tutti; molti turisti abbinano la visita della città al soggiorno nei borghi di Langhe e Monferrato. Riteniamo inoltre positivo che sempre più persone si affidino ai viaggi organizzati, ai tour operator e alle agenzie di viaggio, scegliendo di puntare sulla sicurezza e sull’affidabilità degli operatori qualificati”.
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[post_content] => Taglio del nastro all'aeroporto di Roma Fiumicino per 'Open - Fco Smart Workplace', il nuovo e avanguardistico centro direzionale realizzato nell’area di fronte al Terminal 1 del “Leonardo da Vinci”.
Realizzata tra gennaio 2024 e aprile 2026, la struttura è in grado di ospitare fino a 600 persone in 70 uffici e 35 sale meeting, e diventerà l’headquarter degli uffici di diversi vettori – tra cui Ita Airways, Emirates, American Airlines, Alaska Air, Delta e Air Canada – oltre che di società di handling e rent-a-car operativi nello scalo.
Con una superficie complessiva di 16.000 metri quadrati, Open mette a disposizione spazi modulari, sia ad uso esclusivo sia condiviso, oltre ad aree dedicate a incontri di business, conferenze, eventi e workshop, affiancate da ambienti progettati per favorire collaborazione, relazione e networking.
La struttura ha visto l'impiego dei più avanzati criteri di sostenibilità e innovazione architettonica volti all'ottenimento della certificazione Leed; il centro è stato realizzato con materiali a basso impatto ambientale, incluse facciate inclinate appositamente studiate per limitare il surriscaldamento dell'edificio e migliorare il comfort interno.
Durante la fase di costruzione sono state adottate soluzioni innovative per la sicurezza sul lavoro, incluso un sistema di videosorveglianza intelligente basato su intelligenza artificiale in grado di monitorare costantemente le attività e di rilevare automaticamente eventuali accessi ad aree non autorizzate o il mancato utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, contribuendo ad aumentare gli standard di sicurezza.
In linea con la strategia di sostenibilità di Mundys e Adr, Open vede anche installato un impianto fotovoltaico in copertura da circa 67 kWp. Il centro è dotato inoltre di un sistema di Building Management System per il monitoraggio intelligente dei consumi e degli spazi, di un impianto di illuminazione Led a basso consumo e di una rete duale per l'utilizzo di acqua industriale nei servizi e negli impianti.
“Lavorando con tenacia e creatività, Adr ha saputo trasformare l’hub della Capitale nel miglior aeroporto europeo, mettendo al primo posto la qualità dei servizi al passeggero, la crescita sostenibile, l’innovazione - ha dichiarato Alessandro Benetton, presidente di Mundys, società madre di Adr -. La capacità di innovare sé stessi, sempre, e di percorrere strade nuove è fondamentale per ottenere risultati tangibili. In questo senso, continueremo a supportare Adr, anche e soprattutto nella sfida di realizzare in tempo utile il piano di sviluppo sostenibile dell’aeroporto, un progetto di rilevante interesse pubblico, che potrà generare valore condiviso per la comunità di Fiumicino e il sistema produttivo nazionale”
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[post_content] => Sono in vendita i voli interlinea di Ita Airways e Aeroitalia, che includono l'intero network e copriranno la parte restante dell'estate nonché la winter 2026/27. E' quindi possibile prenotare itinerari integrati attraverso il sito web e tutti i canali di vendita di Ita, beneficiando di molteplici collegamenti giornalieri tra la rete globale del vettore e le destinazioni servite da Aeroitalia in Sardegna (Cagliari, Alghero e Olbia), in Sicilia (Catania, Palermo e Comiso) oltre che Genova.
Allo stesso tempo, attraverso inizialmente i canali di vendita indiretta di Aeroitalia, sarà possibile prenotare itinerari in connessione su destinazioni della rete domestica di Ita Airways, tra cui Bari, Brindisi, Torino, Venezia e Reggio Calabria. Saranno inoltre completate a breve le implementazioni tecniche che consentiranno l’acquisto dei biglietti in connessione con l’intera rete internazionale di Ita Airways anche attraverso il sito web di Aeroitalia.
Maggiore facilità di spostamento
I voli interlinea garantiranno ai passeggeri una maggiore facilità di spostamento e un potenziamento dell’offerta di connessioni da parte di entrambi i vettori con “Coa italiano”. Questa collaborazione consentirà inoltre di generare flussi di traffico di qualità anche a beneficio del sistema aeroportuale italiano, che potrà così contare su un ecosistema integrato che ne incrementerà la competitività e aumenterà l’attrattività del Paese.
«Ita Airways vuole continuare a investire insieme ad Aeroitalia nel miglioramento complessivo della propria offerte, mantenendo l’interesse del Cliente al primo posto - ha dichiarato Joerg Eberhart, amministratore delegato e direttore Generale di Ita Airways -. La partnership con Aeroitalia si affianca ad altre collaborazioni già avviate con diversi vettori aerei e operatori ferroviari, nel solco della strategia già avviata con l’obiettivo di sviluppare più connessioni capaci di alimentare il nostro network internazionale e intercontinentale, garantendo al tempo stesso collegamenti capillari sul territorio italiano e maggiore efficienza industriale».
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[post_content] => Emirates pioniera quando si tratta di innovare il modo di viaggiare: la compagnia di Dubai ha introdotto, prima al mondo, il poggiatesta U-Dream, dedicato ai passeggeri di economy class e in grado di garantire un livello di sostegno e comfort a bordo decisamente nuovo.
U-Dream è una soluzione regolabile in più direzioni, progettata per offrire un supporto completo a testa e collo durante il riposo o i momenti di relax. Sarà installato sui sedili di economy class di tutti gli A350 Emirates e sulla maggior parte degli A380 e dei Boeing 777 della flotta.
Integrato nell’innovativo sedile Z400 di Safran Seats sviluppato per Emirates, il poggiatesta in pelle è imbottito e dotato di ali laterali flessibili che possono essere ripiegate verso l’interno per avvolgere delicatamente testa e collo. Questo permette ai passeggeri di mantenere una posizione più confortevole durante il sonno, evitando che la testa cada in avanti o lateralmente. Il poggiatesta può inoltre essere regolato verticalmente e inclinato per adattarsi a passeggeri di diverse altezze e corporature, offrendo un comfort personalizzato per tutta la durata del viaggio.
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[post_content] => Secondo la società di consulenza One Investments, solo una compagnia aerea europea, Ryanair, figura tra le dieci più redditizie al mondo. Emirates è la più redditizia, con profitti previsti di 4,7 miliardi di euro nel 2025. Segue la compagnia aerea americana Delta Air Lines, con 4,3 miliardi di euro. Subito dietro si posiziona United Airlines, anch'essa americana, con 3 miliardi di euro di profitti.
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