25 June 2026

Fiavet: «Basta con le “idee nuove” del ministro Franceschini»

Fortunato Giovannoni

Fortunato Giovannoni

«Il turismo italiano è malato. Le nostre imprese per troppi anni hanno subito le idee discutibili dei ministri che si sono succeduti. Adesso basta!». E’ questo il commento del presidente nazionale Fiavet Fortunato Giovannoni in merito alle dichiarazioni del ministro Franceschini sul fatto che l’Enit passa dalla promozione alla gestione commerciale dei prodotti turistici. Questo, costituirebbe un concorrente in più per le imprese. «Il nostro settore, fra le altre cose, ha bisogno urgente di una promozione mirata che venga fatta sui mercati internazionali per riportare i turisti nel nostro Paese. La nuova Enit si dovrebbe preoccupare di questo e  non certo di commercializzare i prodotti turistici. Questo è un ruolo che spetta alle aziende. Vista l’inefficienza cronica del settore pubblico – continua ancora Giovannoni – quali sarebbero i risultati attesi e reali? Quanto è avvenuto con il portale Italia.it  non ha insegnato niente? E con Promuovi Italia?». Fiavet ha da tempo richiesto un incontro al ministro Franceschini per presentare alcune linee guida per il rilancio del turismo nel nostro Paese. «Il turismo, nonostante le mille difficoltà, è uno dei pochi settori economici a creare reale valore aggiunto nel nostro Paese perché non può delocalizzare la produzione e a tenere viva l’economia del Mezzogiorno. Il turismo – continua Giovannoni – è anche uno dei pochi settori a creare lavoro per i nostri giovani in aree depresse. Con le teorie del ministro Franceschini quel poco che rimane di un settore radicato nel nostro Paese sarà spazzato via. Fiavet, a tutela delle imprese associate, si opporrà con ogni mezzo possibile a questa proposta, e non è nemmeno vero – conclude il presidente della Fiavet – che il web stia sostituendo l’agente di viaggi, come recentemente ha dichiarato il ministro: i dati oggettivamente rilevati da autorevoli fonti dimostrano il contrario. Se il ministro ci avesse ascoltato, forse sarebbe stato meglio informato sulla funzione storica dell’intermediazione».

 

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