Tucano e Lan: concluso il primo ciclo di roadshow sul Perù
18 giugno 2008 12:28
Il Tucano Viaggi Ricerca ha scelto di affidare gran parte del traffico passeggeri per il Perù a Lan, compagnia aerea in grado di offrire alti standard qualitativi e comodi voli diretti su Lima. Per celebrare questa partnership, il t.o. torinese ha organizzato, con il supporto di Lan, una serie di serate promozionali dirette alle migliori adv partner. La completezza dei due cataloghi monotematici SoloPerù e Perù per tutti e la presenza in Perù di quattro uffici di proprietà garantiscono al viaggiatore un servizio attento e l’assistenza 24 ore su 24.
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Un viaggio all'insegna del benessere, secondo un ritmo più lento, in cui natura, cultura e paesaggio diventano parte integrante dell’esperienza: nel Sud del Perù, Arequipa rappresenta una porta d’accesso privilegiata a questa dimensione del viaggio.
A circa un’ora e mezza di volo da Lima, la regione è dominata da una geografia vulcanica e da un forte legame con il paesaggio andino. Il Canyon del Colca, nella provincia di Caylloma, è considerato uno dei canyon più profondi al mondo e uno dei principali attrattori turistici della regione, dove natura, cultura e attività outdoor convivono in un itinerario di grande valore esperienziale.
Nella Valle del Colca, il benessere trova una delle sue espressioni più riconoscibili nelle acque termali. Tra le esperienze più note ci sono i bagni termali di La Calera, vicino a Chivay, indicati da Perú Travel come una tappa ideale per rinnovare le energie dopo la visita al canyon.
A pochi minuti da Yanque, i bagni termali di Chacapi sono un’altra esperienza particolarmente rappresentativa del territorio: si trovano nella Valle del Colca, sulle rive del fiume Colca, a circa 1,4 km dalla piazza di Yanque, e le loro acque di origine vulcanica raggiungono temperature massime fino a 50 °C.
A completare l’offerta termale della zona ci sono anche i bagni termali La Calera, vicino a Chivay, nella provincia di Caylloma. Nella Valle del Colca, la cucina racconta il paesaggio attraverso ingredienti locali come mais, patate native, cereali andini e prodotti coltivati sulle terrazze agricole che caratterizzano la zona.
Un itinerario wellness nel Colca non può prescindere dai suoi villaggi. Perú Travel segnala località come Sibayo, Yanque, Callalli e Coporaque tra i luoghi dove avvicinarsi alle tradizioni locali e al turismo comunitario, con la possibilità di conoscere attività culturali e stili di vita tramandati nel tempo.
La Valle del Colca propone un’offerta di ospitalità tanto varia quanto la sua geografia, con soluzioni pensate per diversi stili di viaggio: dal soggiorno immersivo nella natura al lodge di charme, fino agli indirizzi più esclusivi dedicati al relax. Pernottare nel valle permette di vivere il paesaggio con tempi più distesi, lasciando spazio alla contemplazione e a un ritmo di viaggio più lento.
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[post_content] => Da ieri è possibile candidarsi al nuovo dottorato di ricerca italiano interamente dedicato alla meeting industry. Un'iniziativa unica nel panorama nazionale, nata per portare in modo strutturato ricerca scientifica, innovazione e analisi dei dati all'interno di uno dei comparti strategici del turismo italiano.
Il progetto è promosso da Convention Bureau Italia nell'ambito di Italian Knowledge Leaders, in collaborazione con l'Università degli Studi Internazionali di Roma (Unint), Federcongressi&eventi e con il sostegno dei principali centri congressi italiani – Veronafiere S.p.A, Bologna Fiere Group, Padova Hall S.p.A., Italian Exhibition Group Spa, Riva del Garda Fierecongressi , Roma Convention Center “La Nuvola” – che parteciperanno attivamente alla definizione delle linee di ricerca e delle priorità strategiche del settore.
Il nuovo bando, pubblicato dall'Università, apre ufficialmente la selezione del secondo ciclo del percorso di dottorato, destinato a formare figure altamente specializzate capaci di mettere ricerca, dati e innovazione al servizio della crescita della meeting industry.
“Per anni – spiega Carlotta Ferrari, presidente di Convention Bureau Italia - il settore congressuale è stato raccontato soprattutto attraverso i suoi risultati economici. Oggi vogliamo fare un passo ulteriore: costruire conoscenza scientifica, produrre dati e sviluppare strumenti che aiutino imprese e destinazioni a prendere decisioni sempre più efficaci. Questo dottorato rappresenta un investimento sul futuro della meeting industry italiana e sulla sua capacità di innovare”.
Ad accompagnare il progetto sarà un network composto dai principali operatori del settore, che contribuiranno alla definizione delle priorità di ricerca e al trasferimento dei risultati verso il mercato.
“Il dialogo tra università e imprese è una delle sfide decisive per la competitività del nostro settore - conclude Ferrari -. Con questo progetto vogliamo creare un ecosistema permanente in cui ricerca accademica e industria congressuale crescano insieme, contribuendo a rafforzare la leadership internazionale dell'Italia”.
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L'estate ideale, tutta da vivere open air grazie ad un equilibrio unico tra natura e oceano, con gli alisei che mantengono le temperature intorno ai 26 °C per tutta la stagione. Le Isole Canarie sono, oggi più che mai, uno dei luoghi perfetti per un viaggio all'insegna della natura, delle passeggiate lungo la costa o fra i numeri sentieri interni. Ma anche per assaporare la cucina locale.
A La Gomera, il parco nazionale di Garajonay, patrimonio Unesco, custodisce una foresta di laurisilva che gli studiosi definiscono una reliquia vivente, testimonianza di come doveva apparire il Mediterraneo oltre venti milioni di anni fa.
A La Palma, i sentieri della Caldera de Taburiente si snodano tra boschi di pini all'interno di uno dei più grandi crateri di erosione del mondo, dove un fiume perenne alimenta suggestive cascate. Più a sud, la Ruta de los Volcanes conduce tra crateri spenti e colate laviche fino all'oceano, mentre a El Hierro il sentiero di La Llanía attraversa foreste immerse nella nebbia atlantica e conduce allo spettacolare anfiteatro naturale di El Golfo.
Tra La Gomera e Tenerife le acque ospitano una delle aree più ricche d'Europa per l'osservazione di balene e delfini. A El Hierro, la riserva marina di Mar de las Calmas rivela un mondo sommerso di montagne vulcaniche e torri di roccia, popolate di tartarughe e razze: è considerato uno dei migliori luoghi per le immersioni in Europa.
Chi preferisce ritmi più tranquilli può scegliere le piscine naturali di Charco Azul o quelle scavate tra le rocce vulcaniche di Lanzarote. Poco distante, La Graciosa offre un'esperienza completamente diversa: strade di sabbia, poche auto e spiagge raggiungibili solo a piedi trasformano ogni giornata in un invito a rallentare.
L'arcipelago è però in grado di sorprendere anche per i sapori della tradizione enograstronomica. A La Gomera esiste una tradizione enologica unica: solo qui è possibile assaggiare il miele di palma, ricavato dalla linfa della palma canaria, e i vini della Forastera Gomera. A la Palma quando il sole tramonta, il centro storico di Santa Cruz de La Palma cambia volto: i balconi in legno affacciati sul lungomare diventano la cornice di cene all'aperto e passeggiate senza meta, mentre l'atmosfera si fa più raccolta e autentica.
Perché alle Isole Canarie il tempo all'aria aperta non finisce con un'escursione o un bagno nell'oceano, ma continua a tavola, tra piazze, porti e piccoli ristoranti dove la gastronomia diventa parte integrante del viaggio.
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Dovrebbe diventare un gigantesco complesso immobiliare con un investimento del valore di circa 1,5 miliardi di dollari. Il progetto, sviluppato con il marchio del presidente degli Usa Donald Trump, dovreebbe essere realizzato nel nord del Vietnam e il governo locale ha cominciato la fase degli espropri dei terreni coinvolti nel progetto.
L'area coinvolta
L'area, come riporta La Stampa, si trova nella provincia di Hung Yen e copre circa 900 ettari. Il piano prevede la realizzazione di un resort di lusso con alberghi a cinque stelle, campi da golf, ville esclusive, aree commerciali e strutture ricreative distribuite su un'area di enormi dimensioni.
Per fare spazio all'intervento sarà però necessario sgomberare vaste aree agricole oggi coltivate da decine di famiglie. Oltre alla perdita dei terreni, molti residenti denunciano che l'esproprio comprometterà anche l'accesso ai cimiteri familiari, dove riposano gli antenati, un elemento di particolare rilevanza nella tradizione vietnamita.
Secondo i comitati vietnamiti, l'indennizzo proposto dalle autorità corrisponderebbe a circa un anno di reddito agricolo, una compensazione ritenuta insufficiente da numerosi abitanti, che per mesi hanno tentato di bloccare il progetto attraverso ricorsi e contestazioni amministrative.
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[post_content] => Saranno 36,2 milioni gli italiani che partiranno verso destinazioni scelte con cura, programmate con un mese o due di anticipo. Non ci si affida al caso per la stagione clou dell’anno, che vede la gran parte dei viaggiatori concentrare il proprio interesse proprio in Italia. L’87,6% infatti, sceglierà di rimanere nel nostro Paese, consegnando alle località di mare e al mese di agosto il top delle preferenze.
Per coloro che si recheranno all’estero (12,4%), a vincere sarà ancora una volta il mare, seguito dalle grandi capitali europee. In particolare, si prediligeranno le acque di paesi vicini all’Italia, come Croazia, Grecia e Spagna, a dimostrazione del fatto che, anche una volta pianificato il viaggio lontano dai confini di casa, la scelta si orienta comunque su destinazioni facilmente raggiungibili.
Si profila così il quadro del movimento turistico degli italiani per questa estate 2026, secondo l’indagine realizzata da Tecnè per Federalberghi.
Malgrado agosto si confermi il “re” dell’estate, risultando il centro della vacanza principale per il 41,4% dei vacanzieri, anche luglio, con il suo 28,8% di preferenze, consente di prevedere una buona performance e, assieme al mese di giugno (che ha ottenuto il gradimento per il 24,4% degli intervistati) registra una crescita non indifferente.
Vacanza più strutturata
“La sensazione che si ha è che questa estate 2026, ovvero la stagione centrale del calendario turistico nazionale, sarà goduta appieno dagli italiani in viaggio – ha commentato a caldo il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca -. La vacanza si spalma in modo più strutturato in tutti e quattro i mesi estivi, il che porta ad affinare la capacità di attivare i territori, con tutto ciò che essi esprimono in termini di imprese e filiere. Interessante rilevare poi, che una buona parte dei viaggiatori farà più di un periodo di vacanza oltre quello principale, confermando anche qui la nuova tendenza, ovvero frammentare e spalmare la vacanza su tutto l’arco estivo”.
“Dall’indagine emerge anche che la sistemazione favorita, è quella dell’albergo e del villaggio turistico, seguita subito dopo dalla casa di parenti e amici,– ha proseguito Bocca – Continuo a sostenere che nulla come l’hotel sappia rappresentare la dimensione della vacanza, e credo che gli italiani abbiano cominciato ad apprezzare il valore aggiunto dei servizi proposti all’interno di una struttura ricettiva”.
“Nel complesso l’estate italiana 2026 sembra non tradire le aspettative – ha concluso Bocca –. Non possiamo dirci “tutti felici e contenti”, perché siamo consapevoli delle difficoltà provocate dall’aumento del costo della vita. Oggi, siamo portati a valorizzare al meglio ciò che si conquista giorno per giorno. Ma la speranza è che la situazione economica torni ad uno standard che renda il viaggio accessibile davvero a tutti”.
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Cinzia Chiaramonti è la nuova presidente di Fiavet Toscana Confcommercio: titolare della Yanez Viaggi di Firenze, con una pluriennale esperienza professionale ed una apprezzata militanza associativa, Chiaramonti subentra a Pier Carlo Testa che ora ricoprirà il ruolo di vicepresidente vicario, affiancato dal vicepresidente Jacopo de Ria. La Giunta Esecutiva è composta da Alessandro Baldecchi, Elena Gonfiantini, Luca Menni, Marco Campagna, Jacopo De Ria e Pier Carlo Testa.
“La nostra associazione regionale proiettata verso il futuro deve ascoltare, coinvolgere e valorizzare le professionalità di ogni associato – ha dichiarato la neo eletta Cinzia Chiaramonti – ed è per questo che tra i passaggi chiave vi è la realizzazione di ‘laboratori di competenza’ permanenti, aperti al contributo degli associati che non saranno gruppi consultivi, ma veri e propri luoghi dove affrontare i problemi concreti della categoria e in grado di produrre soluzioni praticabili.
“Le aree già individuate riguardano i trasporti con le criticità legate ai vettori aerei e ferroviari, agli operatori marittimi e su gomma; l’incoming, attraverso il consolidamento del dialogo con le istituzioni locali e gli operatori specializzati per una concreta valorizzazione del territorio regionale; l’outgoing con un supporto alle agenzie nella vendita dei prodotti, un costante aggiornamento sui mercati ed un paritetico confronto con i tour operator che valorizzi davvero la professionalità delle agenzie e, non certo da ultimo, l’area fiscale dove Fiavet Toscana intende assicurare aggiornamenti tempestivi e incontri con i professionisti di queste materie».
Altri capisaldi nell’attività futura di Fiavet Toscana riguardano una forte attenzione alla formazione professionale con webinar periodici, un serio contrasto all’abusivismo con varie attività di sensibilizzazione presso le istituzioni locali per ottenere adeguati strumenti di controllo; e ancora rapporti istituzionali da consolidare attraverso una ‘autorevole interlocuzione’.
Dialogo che l’associazione intende avviare sia con enti pubblici che con le altre associazioni di categoria e partner del settore. E non certo marginale sarà l’impegno dell’associazione nella Comunicazione con newsletter periodiche e forte presenza sui canali digitali. «Crediamo in una Fiavet Toscana costruita sulla partecipazione – ha concluso Chiaramonti – con un efficace contributo di idee, esperienze e competenze da parte degli associati, e con uno stile di lavoro pacato ma ben determinato».
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L'organizzazione di un viaggio internazionale comporta una pianificazione meticolosa che spazia dalla prenotazione dei voli alla scelta delle strutture ricettive. Tuttavia, un aspetto che viene spesso sottovalutato riguarda l'enorme disparità dei costi legati all'assistenza sanitaria nelle diverse aree del mondo. In molte delle mete turistiche più sognate e frequentate, un banale contrattempo di salute può infatti trasformarsi in un problema finanziario di proporzioni inedite per chi non ha predisposto adeguate coperture economiche. Sul mercato esistono diverse soluzioni per tutelarsi durante il soggiorno all'estero, tra cui spicca l'assicurazione medica da viaggio di Allianz, un prodotto che consente di delegare la gestione delle emergenze e di coprire le spese per il ricovero ospedaliero e gli interventi chirurgici fino a un massimale di 3 milioni di euro, garantendo così la protezione necessaria per esplorare il mondo in totale sicurezza.
Il primato dei costi sanitari nel continente nordamericano
Gli Stati Uniti d'America si posizionano indiscutibilmente al vertice della classifica globale per quanto concerne l'onerosità delle prestazioni ospedaliere. Il sistema, essendo basato su logiche di mercato e su strutture quasi esclusivamente private, prevede tariffe d'accesso estremamente rigide. Un comune esame diagnostico o il trattamento di una piccola frattura in un reparto di pronto soccorso può comportare fatture da diverse migliaia di dollari. Nei casi più complessi, come un intervento chirurgico d'urgenza seguito da alcuni giorni di degenza in terapia intensiva, i costi complessivi superano frequentemente la soglia dei centomila dollari. Anche il Canada adotta politiche tariffarie particolarmente gravose nei confronti dei non residenti; la permanenza in un letto d'ospedale canadese può costare svariate migliaia di dollari al giorno, escludendo dal computo i farmaci, i materiali sanitari e le parcelle dei medici specialisti.
L'elevato impatto economico nelle località esotiche e insulari
Spostando lo sguardo verso l'Asia, nazioni dal forte richiamo turistico come la Thailandia, l'Indonesia e il Giappone offrono eccellenti standard di cura all'interno di cliniche private destinate alla clientela internazionale. L'efficienza di questi centri medici si accompagna però a costi proibitivi per i pazienti stranieri, dove i trattamenti per curare le frequenti infezioni tropicali o i traumi derivanti da incidenti stradali raggiungono cifre notevoli in pochi giorni. Uno scenario altrettanto critico si delinea nelle isole dei Caraibi o della Polinesia, dove l'insularità e la limitata disponibilità di macchinari d'avanguardia costringono spesso i medici a disporre il trasferimento del paziente verso hub sanitari meglio attrezzati sul continente. Il trasporto aereo d'urgenza in eliambulanza rappresenta una delle voci di spesa più elevate in assoluto.
Le garanzie richieste nel resto del mondo e i costi indiretti
In molte aree dell'America Latina e dell'Africa, la sanità pubblica non riesce a garantire gli standard qualitativi attesi dai viaggiatori europei, rendendo il ricorso alle strutture private l'unica opzione percorribile in caso di necessità. Molti di questi istituti richiedono la presentazione di una carta di credito con un massiccio plafond o il versamento di un deposito cauzionale prima ancora di autorizzare l'accettazione del malato. A tutto ciò si sommano i costi indiretti, quali il prolungamento del soggiorno in hotel per la convalescenza o il viaggio di ritorno assistito da personale medico qualificato. Valutare attentamente questi fattori prima della partenza permette di comprendere come la sicurezza medica costituisca il vero presupposto per la riuscita di qualunque itinerario a lungo raggio.
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Creare un grande gruppo turistico nazionale, in grado di competere ad armi pari con le grandi catene internazionali: il "Debellini pensiero" torna in primo piano nell'intervista rilasciata a Il Nordest e ripresa sul profilo Linkedin del presidente di Th Group.
Inanzitutto, i numeri: in dieci anni, il gruppo è passato dai 25-30 milioni di fatturato agli attuali 300 milioni di euro, con l'obiettivo di arrivare a 500 milioni in due anni o due anni e mezzo. L’ultima operazione è quella relativa a Peschiera del Garda, dove Th Group svilupperà un importante intervento di riqualificazione dell’ex Caserma XXX Maggio. «Sono sicuro che il valore complessivo dell’operazione sarà sopra i 100 milioni di euro - spiega Graziano Debellini -; gli appartamenti avranno proprietari diversi, ma entreranno dentro un complesso nel quale forniremo tutti i servizi: custodia, pulizie, ristorazione, benessere. È un modello destinato a crescere».
Spazio ai gruppi italiani
«È importante che ci sia l’attenzione dell’Europa e del mondo sul turismo, però, se possibile, che ci siano anche dei gruppi italiani». Il timore è che il settore perda via via il controllo della parte più redditizia della filiera. «Molti gruppi stranieri puntano sull’immobiliare, comprano gli immobili di pregio e poi lasciano agli italiani le pulizie e un po’ di ristorazione. Quando fai white label, il marchio si porta via tutta la parte commerciale, cioè i ricavi. È questo che sta capitando».
La crescita in montagna
La crescita di Th Group parte dalla montagna. «Siamo stati leader sulla montagna. Oggi abbiamo Courmayeur, Sestriere, La Thuile, Madonna di Campiglio, Corvara. La montagna non è più il completamento del mare: oggi è il mare che completa la montagna. L’accoppiata tra montagna e mare voleva dire stabilizzare una parte del personale con due stagioni, inverno e estate».
Sul tema del personale, il manager ha idee chiare: «Eravamo una cooperativa di produzione e lavoro, siamo diventati il primo gruppo italiano del leisure partendo dalla cosa più difficile ma più importante: le persone. Lo dico sempre: il primo lusso non sono i rubinetti d’oro. Il primo lusso è il livello dell’ospitalità delle persone che lo fanno. Quello che colpisce un cliente è come viene accolto, il modo in cui gli porgi le chiavi o i documenti».
Th Group arriva a gestire circa 5.000 contratti nella stagione estiva e dispone di circa 1.500 collaboratori stabilizzati. «Me li devo tenere stretti. Devo pensare alle loro famiglie, agli stipendi, alla casa, alla possibilità di crescere. È un disegno importante, perché senza questo non fai qualità. Gli altri operatori raccontano situazioni drammatiche. Noi abbiamo problemi, certo, ma forse il due per cento rispetto agli altri».
Da qui nasce anche l’investimento nella formazione. Th Group sostiene il corso universitario professionalizzante di Tourism Management sviluppato a Venezia. «Ogni anno forma circa sessanta ragazzi che poi entrano in Th oppure nei principali gruppi italiani e internazionali. Io vorrei che in Italia ce ne fossero dieci. In Svizzera ce ne sono undici».
Per Debellini il turismo deve finalmente essere considerato un settore industriale. «Dopo il Covid è diventato una delle gambe dell’economia italiana, ma ancora non viene percepito fino in fondo. Continuiamo a raccontare solo gli aspetti negativi e i luoghi comuni. Invece c’è tanta gente che lavora bene».
Una visione industriale
«Bisogna portare il turismo a una visione industriale. Vuol dire guardare tutti i fattori della crescita: il marketing, il revenue management, la vendita, la qualità del prodotto». Tra i progetti che il presidente di Th vorrebbe promuovere c'è anche la realizzazione di una grande banca dati del turismo. «Oggi ognuno pubblica numeri diversi», si parla di Pil, di presenze, di clienti, ma manca una base informativa unica e affidabile». L'obiettivo sarebbe raccogliere e integrare i dati provenienti da alberghi, residence, b&b, impianti di risalita, servizi e attività commerciali, così da disporre di uno strumento capace di misurare con precisione il peso economico del comparto, orientare gli investimenti e contribuire a una programmazione più efficace del settore.
Un'offerta per 365 giorni all'anno
Sul fronte destagionalizzazione, le Olimpiadi invernali hanno rappresentato un’enorme operazione di marketing per le Dolomiti. «Una buona parte del mondo ha finalmente capito dove sono e quanto sono belle. Adesso bisogna portare le persone a vederle». L’obiettivo è trasformare località come San Vito di Cadore e Borca in destinazioni aperte tutto l’anno. «Sempre più stranieri vengono semplicemente a vedere le Dolomiti, come noi andiamo a visitare i grandi parchi americani».
Dopo montagna e villaggi turistici, la sfida del gruppo si concentra ora sulle città e sull’hotellerie di alta gamma. «Mi sono chiesto dove potevamo crescere. Il mare è più debole perché il 70% del pianeta è mare e la concorrenza è enorme. Allora siamo partiti con le città: Assisi, Roma, il lago di Garda, Venezia». Il progetto prevede un forte sviluppo proprio nel Nordest. «Vorrei creare in Veneto un polo di otto alberghi».
Il futuro
«Per un gruppo gestionale il 5% di Ebitda è il livello minimo di equilibrio. La vera maturità è il 10%, ma per arrivarci bisogna raggiungere gli 800-900 milioni di fatturato. Solo così riesci ad ammortizzare i costi, rinnovare il prodotto e affrontare le fasi difficili del mercato».
Per raggiungere questo traguardo,«le strade sono due: una fusione con uno o più gruppi italiani oppure la Borsa. Mi interessa che in Italia ci sia un grande gruppo turistico. Oggi sono il primo operatore italiano, ma rispetto ai grandi gruppi europei e mondiali siamo ancora piccolissimi».
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[post_content] => La crisi di Hormuz presenta il conto alle vacanze degli italiani: il rincaro dei carburanti seguito al riacutizzarsi del conflitto potrebbe determinare, nei soli mesi di luglio e agosto, una maggiore spesa per famiglie di circa 700 milioni di euro. Una stangata alla pompa che rischia di sottrarre risorse ai consumi turistici nel momento più importante della stagione. A stimarlo è l'Ufficio erconomico Confesercenti.
A essere preso in esame è il periodo dal 4 luglio - giorno in cui è ripartito il "prezzo di mercato" dopo la scadenza del precedente decreto "taglia accise" - al 22 luglio: il prezzo della benzina è aumentato di 13,5 centesimi (7,5%) al litro, mentre quello del gasolio è cresciuto di circa 23 centesimi (12,5%). Per un rifornimento da 50 litri significa spendere rispettivamente 7 e 11 euro in più.
L'accelerazione si è concentrata dopo l'interruzione della tregua tra Iran e Stati Uniti e il nuovo blocco dello Stretto di Hormuz: in appena una decina di giorni i prezzi sono saliti in media di circa 12 centesimi al litro, con un aggravio per gli automobilisti stimabile in circa 140 milioni di euro solo in questo periodo. Se i prezzi dovessero mantenersi sugli attuali livelli, l'impatto complessivo tra luglio e agosto raggiungerebbe dunque i 700 milioni di euro per le famiglie e le piccole imprese che si riforniscono sulla rete ordinaria.
Spostamenti e vacanze
Il rincaro arriva infatti alla vigilia del picco degli spostamenti: il calendario di "Viabilità Italia" segna il rosso per il pomeriggio di giovedì 30 e per l'intera giornata di venerdì 31 luglio, e assegna il bollino nero alle mattine di sabato 1 e sabato 8 agosto. L'auto resta il principale mezzo di spostamento delle vacanze di prossimità, e il costo del pieno finisce direttamente sul budget della vacanza, in una stagione che il Centro Studi Turistici per Assoturismo Confesercenti dà in crescita contenuta, +1,1% di arrivi e +1,3% di pernottamenti.
A preoccupare, però, non sono soltanto i prezzi alla pompa. Gli ultimi mesi hanno registrato un ritorno delle tensioni anche sull’energia che, combinate con le temperature eccezionalmente elevate e con l'incremento dei consumi elettrici per il raffrescamento, rischia di trasformarsi in una vera e propria bomba per i bilanci di famiglie e imprese.
"Servono interventi di contenimento dei prezzi, nella modalità che il governo ritiene, ma è urgente un provvedimento, calibrato sulla durata dell'esodo, che restituisca alle famiglie parte di quanto il rialzo delle quotazioni sta già trasferendo sul gettito", commenta il presidente di Confesercenti Nico Gronchi.
"Benzina e gasolio sono spese difficilmente comprimibili, soprattutto d'estate, quando si intensificano gli spostamenti. La maggiore spesa per il pieno dell'auto o del camper, i possibili rincari di voli e traghetti, gli eventuali supplementi carburante e l'aumento delle tariffe del trasporto turistico ridurranno inevitabilmente le risorse che i vacanzieri potranno destinare a consumi, ristorazione, shopping, con un forte impatto negativo per i sistemi economici territoriali. Bisogna dunque agire subito per contrastare la fiammata attuale dei carburanti, ma anche tracciare una strada per il futuro. Gli interventi emergenziali, da soli, non bastano: serve una strategia per ridurre la vulnerabilità strutturale del Paese agli shock energetici”.
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In Svizzera ce ne sono undici».\r\n\r\nPer Debellini il turismo deve finalmente essere considerato un settore industriale. «Dopo il Covid è diventato una delle gambe dell’economia italiana, ma ancora non viene percepito fino in fondo. Continuiamo a raccontare solo gli aspetti negativi e i luoghi comuni. Invece c’è tanta gente che lavora bene».\r\nUna visione industriale\r\n«Bisogna portare il turismo a una visione industriale. Vuol dire guardare tutti i fattori della crescita: il marketing, il revenue management, la vendita, la qualità del prodotto». Tra i progetti che il presidente di Th vorrebbe promuovere c'è anche la realizzazione di una grande banca dati del turismo. «Oggi ognuno pubblica numeri diversi», si parla di Pil, di presenze, di clienti, ma manca una base informativa unica e affidabile». 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L’obiettivo è trasformare località come San Vito di Cadore e Borca in destinazioni aperte tutto l’anno. «Sempre più stranieri vengono semplicemente a vedere le Dolomiti, come noi andiamo a visitare i grandi parchi americani».\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\nDopo montagna e villaggi turistici, la sfida del gruppo si concentra ora sulle città e sull’hotellerie di alta gamma. «Mi sono chiesto dove potevamo crescere. Il mare è più debole perché il 70% del pianeta è mare e la concorrenza è enorme. Allora siamo partiti con le città: Assisi, Roma, il lago di Garda, Venezia». Il progetto prevede un forte sviluppo proprio nel Nordest. «Vorrei creare in Veneto un polo di otto alberghi».\r\n\r\n\r\nIl futuro\r\n\r\n«Per un gruppo gestionale il 5% di Ebitda è il livello minimo di equilibrio. La vera maturità è il 10%, ma per arrivarci bisogna raggiungere gli 800-900 milioni di fatturato. Solo così riesci ad ammortizzare i costi, rinnovare il prodotto e affrontare le fasi difficili del mercato».\r\nPer raggiungere questo traguardo,«le strade sono due: una fusione con uno o più gruppi italiani oppure la Borsa. Mi interessa che in Italia ci sia un grande gruppo turistico. Oggi sono il primo operatore italiano, ma rispetto ai grandi gruppi europei e mondiali siamo ancora piccolissimi».\r\n \r\n\r\n\r\n\r\n\r\n","post_title":"Th Group, Graziano Debellini: «Proiettati verso i 500 milioni di fatturato»","post_date":"2026-07-23T10:36:06+00:00","category":["alberghi"],"category_name":["Alberghi"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1784802966000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"519485","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"La crisi di Hormuz presenta il conto alle vacanze degli italiani: il rincaro dei carburanti seguito al riacutizzarsi del conflitto potrebbe determinare, nei soli mesi di luglio e agosto, una maggiore spesa per famiglie di circa 700 milioni di euro. Una stangata alla pompa che rischia di sottrarre risorse ai consumi turistici nel momento più importante della stagione. A stimarlo è l'Ufficio erconomico Confesercenti.\r\n\r\nA essere preso in esame è il periodo dal 4 luglio - giorno in cui è ripartito il \"prezzo di mercato\" dopo la scadenza del precedente decreto \"taglia accise\" - al 22 luglio: il prezzo della benzina è aumentato di 13,5 centesimi (7,5%) al litro, mentre quello del gasolio è cresciuto di circa 23 centesimi (12,5%). Per un rifornimento da 50 litri significa spendere rispettivamente 7 e 11 euro in più.\r\n\r\nL'accelerazione si è concentrata dopo l'interruzione della tregua tra Iran e Stati Uniti e il nuovo blocco dello Stretto di Hormuz: in appena una decina di giorni i prezzi sono saliti in media di circa 12 centesimi al litro, con un aggravio per gli automobilisti stimabile in circa 140 milioni di euro solo in questo periodo. Se i prezzi dovessero mantenersi sugli attuali livelli, l'impatto complessivo tra luglio e agosto raggiungerebbe dunque i 700 milioni di euro per le famiglie e le piccole imprese che si riforniscono sulla rete ordinaria.\r\nSpostamenti e vacanze\r\nIl rincaro arriva infatti alla vigilia del picco degli spostamenti: il calendario di \"Viabilità Italia\" segna il rosso per il pomeriggio di giovedì 30 e per l'intera giornata di venerdì 31 luglio, e assegna il bollino nero alle mattine di sabato 1 e sabato 8 agosto. L'auto resta il principale mezzo di spostamento delle vacanze di prossimità, e il costo del pieno finisce direttamente sul budget della vacanza, in una stagione che il Centro Studi Turistici per Assoturismo Confesercenti dà in crescita contenuta, +1,1% di arrivi e +1,3% di pernottamenti.\r\n\r\nA preoccupare, però, non sono soltanto i prezzi alla pompa. 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Th Group, Graziano Debellini: «Proiettati verso i 500 milioni di fatturato»
