4 ottobre 2018 15:08
L’inverno di Norwegian prevede un incremento del 34% dei posti disponibili da e per l’Italia rispetto allo stesso periodo del 2017, pari ad un totale di 501.000 biglietti in vendita. Dal nostro Paese la compagnia decolla verso 9 destinazioni in Europa, una in Israele e due negli Stati Uniti. Quest’inverno Norwegian opererà da 3 aeroporti italiani: Milano Malpensa, Catania e Roma Fiumicino, unica base del vettore in Italia. E proprio a Roma si concentra il 90% della capacità di trasporto del vettore durante il periodo invernale: a Fiumicino, infatti, la low cost rafforza la sua presenza incrementando del 43% (vs. 2017) il numero di posti disponibili: 451.000 biglietti in vendita. In particolare sono 320.000 (+49%) i biglietti per volare verso 7 destinazioni a corto-medio raggio – Copenaghen, Stoccolma, Oslo, Helsinki, Tenerife Sud, Tel Aviv e Reykjavík (queste ultime 2 novità 2018) – mentre sono 131.000 (+31%) i biglietti per volare verso gli Stati Uniti, volta di New York/Newark e Los Angeles.
A livello intercontinentale, Norwegian ha sospeso il lancio della Roma-Miami/Fort Lauderdale, il cui volo inaugurale era previsto per il 30 ottobre con 2 frequenze settimanali. «Questa sospensione – spiega una nota del vettore – è dovuta al perdurare di una problematica ai motori Rolls Royce di alcuni degli aeromobili Boeing 787 Dreamliner della flotta Norwegian a lungo raggio. La decisione di sospendere la nuova rotta è stata adottata per tutelare i passeggeri, preservando così l’integrità operativa del programma voli firmato Norwegian. Tutti i passeggeri che hanno già prenotato un volo sulla rotta Roma-Miami/Fort Lauderdale saranno riprotetti, senza alcun costo aggiuntivo, attraverso voli in connessione con le capitali scandinave verso la Florida. Si tratta di un problema comune anche ad altre compagnie aeree che utilizzano Dreamliner equipaggiati con questo motore».
Norwegian aprirà il 28 ottobre i due nuovi collegamenti da Roma verso Tel Aviv (frequenza 7/7) eReykjavík (ogni giovedì e domenica), che saranno operativi per tutto l’anno.
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[post_content] => La domanda di viaggio monitorata da Ag Boutique Journey mostra quest’anno un ritmo di vendite discontinuo, ma consolidato da improvvise e sorprendenti accelerazioni: con partenze sempre più ravvicinate rispetto al momento della prenotazione, la crescita registrata in termini di passeggeri e volumi dalla divisione tour operator/dmc di Ag Group risulta già a +35% rispetto all’estate 2025.
«I risultati conseguiti sino a ora consolidano la fiducia - dichiara Salvatore Gioiosa, chief commercial officer di Ag Boutique Journey - e siamo perciò convinti di poter raggiungere l’obiettivo prefissatoci di 34mila passeggeri entro la fine dell’anno. Più che a un semplice incremento della domanda sull’Italia, stiamo assistendo a una sua evoluzione qualitativa, dal momento che l’estate 2026 conferma appieno l’attrattività straordinaria del Belpaese per il turismo internazionale. I viaggiatori risultano sempre più orientati verso esperienze autentiche, servizi personalizzati e itinerari su misura».
L’Italia, dunque, mantiene invariato il suo appeal come destinazione unica. A confermane l’immagine top sono ancora una volta i mercati storici di matrice angloamericana, cioè Stati Uniti, Canada e Australia, ma indubbia è la svolta 2026 impressa dai viaggiatori latinoamericani di fascia alta: Messico e Brasile appaiono oggi i due bacini più dinamici e strategici, evidenziando incrementi molto significativi rispetto all’estate 2025, sebbene performance significative emergano anche dai dati registrati su Argentina e resto dell’America Latina. Complessivamente, l’area Latam cresce del 35% sulla stagione precedente, confermandosi una componente fondamentale per l’incoming italiano.
«L’attuale andamento dimostra che l’Italia viene percepita come destinazione stabile e sicura - evidenzia Salvatore Gioiosa - non dando segni di rallentamento o indebolimento della domanda, quanto di intensità diversificata: l’incoming cresce come in passato, ma quest’anno cresce a picchi, soprattutto per il contributo dei visitatori d’oltreoceano. Il dato è particolarmente significativo, perché attesta l’Italia come Paese altamente desiderabile, al di là delle tensioni geopolitiche o di eventuali crisi internazionali».
A contribuire all’affermazione tricolore è oggi un fattore quanto mai strategico: il mantenimento di un’offerta competitiva sotto il profilo dei collegamenti aerei, grazie al sostegno della domanda da parte delle principali compagnie di mercato. Anche laddove siano stati registrati aumenti più sensibili sul costo del carburante, i mercati americani hanno dato prova di essere meno suscettibili alle fluttuazioni economiche rispetto a una parte dei viaggiatori europei, contribuendo in tal modo a ribilanciare la propensione a visitare l’Italia. Diverso, invece, il discorso sull’anticipo di prenotazione: la riduzione delle finestre di conferma è innegabile e inizia a toccare anche il viaggiatore luxury. In continua crescita appare infatti il numero di finalizzazioni tra uno e due mesi prima della partenza, un intervallo quanto mai ravvicinato rispetto alle abitudini passate della fascia high-end.
La mappa delle più desiderate
Non muta, invece, la mappa delle mete italiane più desiderate: se Roma e Venezia prevalgono sul fronte delle città d’arte, Toscana, Costiera Amalfitana, Sicilia e Sardegna conquistano la domanda internazionale, confermando il successo del lago di Como anche nel periodo estivo. Il dato più sorprendente, però, viene dall’affermazione dell’Umbria: per una buona fetta dei visitatori internazionali, in particolare statunitensi, brasiliani e messicani, è oggi uno dei gioielli nascosti dell’Italia, grazie a un’offerta giudicata autentica sia sotto il profilo delle destinazioni territoriali che delle risorse enogastronomiche, in virtù dei suoi borghi storici, ma soprattutto per riuscire a garantire esperienze di viaggio più esclusive e rilassate. Il turista straniero, secondo i rilevamenti di Ag Boutique Journey, ha ormai superato la dimensione prettamente balneare o culturale della vacanza, a favore di soggiorni privati attenti allo stile di vita delle comunità locali, ma pur sempre in modalità di fruizione esclusiva.
Da una parte i viaggiatori nordamericani - provenienti da Stati Uniti e Canada - fruiscono di viaggi tra le sette e le nove notti, mentre i clienti provenienti dall’America Latina, dall’Australia e dai mercati asiatici tendono a permanere tra le 10 e le 18 notti, costruendo dunque itinerari maggiormente articolati e approfonditi. I
Di riflesso la stagionalità dei soggiorni continua a espandersi (le prenotazioni estive sono oggi foriere di un 38% del volume complessivo di Ag Boutique Journey), confermando l’Italia come meta ideale tutto l’anno, nonostante i flussi più consistenti siano registrati tra maggio e gli inizi di novembre: un poco più inoltrati nel periodo autunnale, dunque, rispetto al passato. Sostenuta rimane infine la spesa media, grazie alla scelta di investire maggiormente in servizi esclusivi, guide private, attività personalizzate e strutture di alto livello abbinate a programmi su misura. Per soggiorni brevi, il valore medio pratica si attesta tra 12 e 15 mila euro, mentre per viaggi più lunghi, di norma della durata di due settimane circa, si colloca tra 35 e 45 mila euro.
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La giuria del Green Road Award 2026, l'oscar italiano del cicloturismo, ha premiato la regione Toscana per i 347 km di viaggio sensoriale e intermodale tra mare, borghi e le oasi inserite nel progetto "Il Senso del Silenzio", che si sviluppa in un percorso da Rosignano Marittimo a Piombino.
La regione sale così per la terza volta sul podio del Green Road Award, dopo i riconoscimenti ottenuti in passato con il Grand Tour Val di Merse e la Ciclopedonale Puccini.
«È motivo di particolare orgoglio per la Regione Toscana – dichiara David Barontini assessore all'ambiente della regione Toscana - essere presente a una manifestazione che negli anni è diventata un punto di riferimento nazionale per la promozione del cicloturismo e della mobilità sostenibile. Questo premio interpreta perfettamente alcuni dei valori più profondi del cicloturismo: la capacità di immergersi nella natura, ascoltare i luoghi e vivere il paesaggio senza alterarne gli equilibri. È un riconoscimento che premia un territorio straordinario e il lavoro di squadra svolto da istituzioni, operatori turistici, associazioni e comunità locali».
«Questa menzione speciale dedicata al tema del silenzio – aggiungeLeonardo Marras, assessore all'Economia, turismo e agricoltura della Regione Toscana - premia una visione del turismo che guarda alla qualità dell’esperienza e al benessere delle persone. Il Grand Tour Costa degli Etruschi propone una Toscana da vivere con lentezza, attraversando paesaggi straordinari e comunità autentiche, mentre il progetto ‘Il Senso del Silenzio’ valorizza luoghi dove la natura diventa occasione di ascolto, equilibrio e scoperta. È un riconoscimento che conferma la capacità della Toscana di innovare l’offerta turistica attraverso la mobilità dolce, integrando vacanza attiva, sostenibilità, benessere ed eccellenze territoriali».
La giuria ha riconosciuto il valore del tracciato presentato dalla Regione per la sua capacità di restituire al viaggiatore la quiete profonda e l'eredità culturale della civiltà etrusca, definita storicamente come la “civiltà del silenzio”. Nella valutazione degli esperti è emersa la facilità d’accesso ad una esperienza cicloturistica moderna e modulare che invita all’immersione completa nel paesaggio ed è supportata da un’efficiente organizzazione territoriale.
I lavori stradali e di messa in sicurezza del percorso, conclusi a marzo 2026, sono stati realizzati grazie ai fondi PNRR del progetto Green Community Costa degli Etruschi, che hanno permesso il recupero della viabilità esistente, dei tratti sterrati e l'integrazione con direttrici storiche come la Via Francigena e la Via Etrusca.
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[post_content] => Norse Atlantic Airways amplia in modo significativo l'operativo voli verso la Thailandia per l’inverno 2026-27, aumentando la capacità da Regno Unito, Norvegia e Svezia in risposta alla forte e costante domanda di viaggio verso il Sud-est asiatico.
I voli aggiuntivi rafforzano la posizione della Thailandia come una delle mete più gettonate del network di Norse Atlantic e riflettono la costante attenzione del vettore nell’allocare la capacità laddove la soddisfazione dei clienti e la domanda sono più elevate.
L’espansione prevede il lancio di un nuovo collegamento con tre voli settimanali tra Londra Gatwick e Phuket, oltre a un aumento dei voli tra Manchester e Bangkok a quattro voli settimanali a partire da dicembre 2026. Inoltre, Norse Atlantic continuerà a servire le destinazioni “sole d’inverno”, come le rotte tra Londra Gatwick e Bangkok e Città del Capo per tutta la stagione.
In Scandinavia, il rafforzamento dell'offerta include le partenze sia da Oslo che da Stoccolma e più precisamente: Oslo-Bangkok fino a 5 voli settimanali; Oslo- Phuket fino a 2 voli settimanali; Stoccolma Arlanda-Bangkok fino a 5 voli settimanali; Stoccolma Arlanda-Phuket fino a 2 voli settimanali.
«La Thailandia continua a essere una delle destinazioni più popolari della nostra rete e siamo quindi lieti di offrire per l'inverno nuove opportunità per visitare sia Bangkok che Phuket, in linea con la nostra strategia di aumentare la capacità laddove la domanda è più forte» ha dichiarato Eivind Roald, ceo di Norse Atlantic Airways.
«Negli ultimi mesi abbiamo intrapreso misure importanti per rafforzare l’azienda, migliorare l’efficienza e affinare il nostro orientamento commerciale. Desideriamo ringraziare i nostri clienti per aver scelto Norse Atlantic e per la fiducia che continuano a riporre nel nostro prodotto».
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[post_content] => Taglio del nastro all’aeroporto internazionale di Palermo per la nuova sala riservata alle famiglie con bambini, uno spazio attrezzato per offrire un ambiente accogliente e riservato.
La sala, si trova nei pressi del gate A11 ed è sempre aperta: l’accesso è gratuito, nell’area è compresa una nursery e le family toilets; nei due bagni sono presenti i fasciatoi per il cambio e la cura dei bimbi piccoli, così come nei bagni dell’aeroporto. Un bagno è dedicato ai viaggiatori con disabilità, per garantire agevolmente l’accessibilità.
Inoltre, l’antibagno è stato trasformato in una mini lounge, arredata con un piccolo divano e un tavolino per rendere più comodo l’allattamento e l’attesa.
La nursey- family lounge è soltanto l’ultima novità in fatto di servizi ai passeggeri. Nell’ultimo anno sono state installati 25 nuovi punti di ricarica per telefoni, pc e tablet; due work area attrezzate di prese, luci e impianti senza fili per la ricarica veloce dei telefoni; il wi-fi gratuito in tutta l’aerostazione; sette nuove fontanelle d’acqua refrigerata gratuita e distributori d’acqua gratuiti per refill in zona partenze; nuove sedute; nuovi parcheggi e un’area pet tra le più grandi in Italia.
«Il nostro obiettivo è fare dell’aeroporto di Palermo non solo una moderna infrastruttura di trasporto, ma un luogo capace di accogliere le persone con attenzione, qualità e sensibilità verso le diverse esigenze dei viaggiatori - dichiara Gianfranco Battisti, amministratore delegato di Gesap, la società di gestione del Falcone Borsellino -. La nuova family lounge rappresenta un ulteriore passo in questa direzione e conferma la volontà di Gesap di investire costantemente nel miglioramento dell’esperienza aeroportuale. Abbiamo realizzato uno spazio dedicato alle famiglie con bambini, pensato per offrire comfort, privacy e funzionalità durante tutte le fasi del viaggio.
Si tratta di un servizio gratuito, sempre disponibile e facilmente accessibile, che si aggiunge agli altri interventi realizzati negli ultimi mesi per rendere l’aeroporto sempre più accogliente, inclusivo e orientato al benessere dei passeggeri. La qualità di un aeroporto oggi si misura non soltanto attraverso l’efficienza operativa - conclude l’ad di Gesap - ma anche dalla capacità di offrire servizi che migliorano concretamente l’esperienza di viaggio. Vogliamo che chi arriva o parte da Palermo percepisca immediatamente attenzione, ospitalità e qualità, elementi che rappresentano al meglio l’immagine della Sicilia e del nostro territorio».
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[post_content] => Royal Air Maroc è operativa sulla nuova rotta da Verona a Casablanca, che viene servita con tre voli settimanali, il mercoledì, il venerdì e la domenica.
La compagnia rafforza così il presidio sul mercato italiano, il secondo più rilevante in Europa per il vettore, e consolida il ruolo del Nord-Est italiano all’interno della strategia di sviluppo di Royal Air Maroc nel nostro paese.
Con il Catullo salgono a otto gli aeroporti serviti in Italia dalla compagnia: Napoli, Catania, Roma, Milano, Bologna, Torino, Venezia e Verona.
«L’avvio del collegamento Verona-Casablanca ci permette di essere ancora più vicini ai passeggeri del Nord-Est italiano, un’area dinamica, con una forte vocazione internazionale e una domanda crescente di connessioni verso il Marocco e oltre», dichiara Walid El Khassal, direttore regionale Royal Air Maroc Italia. «Con questa nuova rotta rendiamo più semplice e immediato raggiungere Casablanca da Verona, offrendo ai passeggeri la possibilità di accedere con continuità alle principali destinazioni servite dal nostro network internazionale. Casablanca è oggi un hub moderno, efficiente e affidabile, da cui è possibile viaggiare in modo sereno e sicuro verso l’Africa, le Americhe, il Medio Oriente e il resto del mondo».
«L'apertura del diretto Verona-Casablanca segna un passo significativo nel percorso di sviluppo internazionale del Catullo. La nuova rotta costituisce non solo una porta verso il Marocco, ma amplia concretamente le opportunità di accesso verso un ampio ventaglio di destinazioni africane. In questo contesto, il flusso di 290.000 passeggeri che nel 2025 hanno viaggiato tra Verona e l’Africa, con un incremento del 22% rispetto all’anno precedente, conferma il forte potenziale di sviluppo di questo mercato e la crescente centralità dell’area nei collegamenti intercontinentali», afferma Camillo Bozzolo, direttore sviluppo aviation del gruppo Save. «La nuova linea si identifica inoltre come un volo strategico per il territorio, dalla componente industriale e commerciale, sempre più orientata ai mercati extraeuropei, fino al potenziale turistico, favorendo nuovi flussi incoming e outgoing e rispondendo in maniera efficace alle esigenze di mobilità delle comunità etniche presenti nell’area».
La strategia di sviluppo
Allargando lo sguardo ai piani di sviluppo globali di Royal Air Maroc, nel 2026 la compagnia integrerà in flotta 10 nuovi aeromobili (per un totale di 72) e lancerà 10 rotte internazionali. Tra queste spicca l'inedito volo diretto verso Los Angeles, prima connessione in assoluto tra l'Africa e la costa pacifica degli Stati Uniti. Saranno inoltre potenziate le frequenze su direttrici chiave come San Paolo, Miami, Washington e Dubai.
In vista della Coppa del Mondo Fifa 2030, il piano prevede una flotta di 130 aerei e circa 40 nuove rotte. Lo sviluppo sarà supportato dal nuovo Terminal 3 di Casablanca (dedicato esclusivamente alla compagnia), che entro il 2029 porterà la capacità dell'hub da 15 a 35 milioni di passeggeri. L'infrastruttura sarà collegata all'Alta Velocità ferroviaria (Lgv), consolidando il Marocco come ponte naturale tra Europa, Africa e Americhe.
«L’Italia è un mercato dallo straordinario potenziale che risponde con entusiasmo alla nostra offerta», ha ribadito El Khassal. «Siamo entusiasti delle ottime performance del nuovo volo per Verona, in linea con le nostre aspettative. Questa apertura coincide con l’inizio dell’alta stagione, il momento di picco per il traffico verso il Marocco e il resto del continente africano».
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Quality Group mantiene dritta la barra. In un contesto segnato dagli effetti del conflitto nel Golfo e da una domanda condizionata da una forte variabilità, l’outgoing registra una flessione del 6,8% rispetto al 2025, che si riduce al -4,5% considerando anche l’incoming. La progressiva normalizzazione dei conti attesa per la stagione autunno-inverno rappresenta però un segnale concreto della resilienza del gruppo e della sua capacità di reagire con rapidità alle oscillazioni del mercato.
Le attese
In una fase caratterizzata da forte attenzione mediatica, alcune criticità circoscritte o solo paventate hanno contribuito ad alimentare un clima di prudenza, estendendo gli effetti negativi di una crisi regionale anche a destinazioni non direttamente coinvolte. Si tratta tuttavia di criticità che Quality Group ha affrontato con pragmatismo grazie ad un ampio portafoglio di prodotti e a un consolidato posizionamento sul mercato. In questo scenario, un ulteriore impulso alle vendite arriverà tra fine giugno e inizio settembre con l’uscita dei nuovi cataloghi dei brand di Quality Group, cui seguiranno i lanci previsti a metà novembre, insieme alla conferma e alla prosecuzione, anche durante l’estate, delle attività formative dedicate al trade.
«Siamo ancora nella fase iniziale di rilancio - spiega Marco Peci, direttore commerciale e marketing di Quality Group - ma già nelle prossime settimane, con una stabilizzazione del quadro geopolitico, ci aspettiamo un'accelerazione. Al momento le prenotazioni sono in calo del 7% per i mesi a venire, naturalmente con ampie differenze tra destinazione e destinazione. Alcune aree restano in sofferenza — Stati Uniti, India, alcune destinazioni africane. Bene, invece, l'Oriente oltre il Golfo e dunque Giappone, Cina e Indocina, altrettanto bene il Centro-Sudamerica, l'Europa, l'Italia e, tutto sommato, anche l'Africa del Nord».
«Dietro la normalizzazione delle vendite - prosegue Marco Peci - va colto il lavoro certosino e quotidiano dei nostri addetti al booking e all’operativo. Elasticità, competenza e capacità di fornire un quadro realistico della situazione emergono come le tre virtù di chi come noi conosce a fondo le destinazioni offerte. Il fatto che le prenotazioni siano ora in equilibrio, fra un 50% di viaggi organizzati e un 50% di viaggi individuali, evidenzia la fiducia e l’ampio raggio della domanda che ci viene sottoposta. La percentuale di chiusura dei preventivi risulta di riflesso più alta che nel 2025; chi chiede di viaggiare in questo momento è piuttosto determinato ad acquistare».
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[post_content] => Creta, da sempre crocevia di civiltà, oggi unisce a questa eredità una proposta enogastronomica raffinata e un’offerta balneare capace di soddisfare ogni tipo di viaggiatore, il tutto a poco più di due ore di volo dall’Italia. Eppure il suo potenziale resta ancora largamente inespresso sul mercato italiano: una considerazione che vale la pena fare proprio alla vigilia di un’estate in cui il trade ha tutti gli strumenti per spingere con decisione sulla destinazione.
easyJet conferma infatti il proprio impegno sulla Grecia e su Creta in particolare: oggi la compagnia raggiunge l’isola da Milano Malpensa e Napoli, con voli diretti su entrambi gli scali, Heraklion e Chania, e tariffe che restano accessibili anche nei mesi centrali dell’estate. Un network che, insieme alla rete più ampia sulla Grecia, rende la destinazione facilmente raggiungibile e flessibile da programmare.
Il 2025 ha portato per l’isola una novità di rilievo: i Centri Palaziali Minoici di Creta sono infatti entrati a far parte del patrimonio mondiale Unesco. Il sito seriale comprende sei aree archeologiche e il palazzo di Cnosso, il più noto, accoglie circa un milione di visitatori ogni anno. Proprio per la complessità storica e simbolica del sito — che grazie alla componente mitologica affascina molto le famiglie con bambini — la visita guidata fa la differenza, trasformando un percorso archeologico in un racconto coinvolgente. Il museo archeologico di Heraklion, visitabile in circa un’ora e venti minuti, completa la proposta culturale, gratuita per gli under 25.
Tradizioni da scoprire
Ma l’identità cretese è un patrimonio vivo che si rinnova nelle tradizioni popolari, protagoniste di rievocazioni e festival organizzati nei centri storici dell’isola, da Heraklion ai villaggi dell’entroterra. Tra questi, Archanes merita una menzione speciale, perché custodisce una cooperativa di sette donne che da vent’anni tramanda le ricette centenarie della tradizione cretese nella loro forma più autentica e apre la sua cucina a chiunque desideri un’esperienza immersiva.
Non lontano da qui si trova anche Moinoterra, una delle circa quaranta cantine cretesi — quasi tutte con proposte di degustazione — che si concentra sull’esperienza boutique e sul racconto dei vitigni autoctoni, con percorsi pensati anche per persone con disabilità motorie e sensoriali.
Non manca una proposta gastronomica all’altezza, con una concentrazione di taverne capaci di unire un ambiente semplice e genuino a una cucina locale di qualità, economica e sempre accompagnata da un’accoglienza che mette a proprio agio il visitatore.
Anche il mare merita un posto di rilievo nella programmazione: Heraklion resta il punto di partenza ideale ma — trattandosi di un’isola estesa — bisogna mettere in conto spostamenti in auto per raggiungere le località costiere più interessanti, dalla vicina Bali alla rinomata Balos, una delle spiagge più fotografate della Grecia, ma anche Rhethymno, Elafonissi e Chania. Un ventaglio che spazia da arenili attrezzati (e spesso attenti all’accessibilità) e facilmente raggiungibili, a baie più isolate, ideali per chi cerca un mare ancora autentico.
Perchè Creta è un’isola che si rivela per gradi, tra archeologia, tavola e costa — e che non a caso conquista i viaggiatori al punto da farli tornare più volte.
(Micol Rossi)
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[post_content] => Italia si conferma la destinazione turistica più attrattiva d'Europa. Il 54% degli europei la indica come meta preferita per le prossime vacanze estive, davanti a Spagna (51%), Grecia (46%), Francia (41%), Croazia (34%) e Regno Unito (30%).
L'attrattività dell'Italia supera ampiamente la media europea tra gli spagnoli, che esprimono un gradimento del 61%, tra i polacchi (60%), tra i cittadini dell'Europa meridionale (62%) e dell'Europa centro-orientale (60%). Emerge dai dati di un focus su "Le vacanze estive degli europei" realizzato da Confturismo Confcommercio in collaborazione con Swg&PollingEurope.
All'interno di una ristretta lista di Paesi, l'Italia è considerata il posto più interessante da visitare, la Spagna il posto con il miglior clima, la Grecia il più autentico. L'Italia è considerata anche il secondo miglior Paese come qualità delle strutture ricettive e come destinazione più divertente per fare un viaggio .
Ad attrarre gli europei nel nostro Paese sono soprattutto le grandi città storiche (46%), ma anche i musei e i siti archeologici (31%). Non solo storia e cultura al centro degli interessi dei potenziali visitatori europei: più di uno su quattro vorrebbe avere una esperienza enogastronomica in un territorio tipico (28%) e visitare i piccoli borghi (27%).
Evitare overtourism
Se la storia e l'arte si confermano essere il principale attivatore del desiderio di visitare l'Italia, appare sempre più importante favorire la scoperta dei tanti siti fuori dai percorsi principali, per ridurre il rischio di overtourism sulle principali destinazioni e favorire esperienze più autentiche e di qualità, che consentano di intercettare il bisogno di scoprire le tradizioni e il folklore italiano (tra le tre cose preferite dal 24% dei viaggiatori europei) e di immergersi nei cammini lenti all'interno della natura (22%).
Più contenuto risulta invece l'interesse per le attività legate all'intrattenimento e ai consumi: solo il 12% degli europei associa una vacanza in Italia allo shopping o ai luoghi del divertimento, il 9% alla vita notturna e appena il 6% alle attività sportive.
L'indagine conferma dunque la forza del brand turistico Italia nel panorama europeo. In una fase caratterizzata da forti incertezze economiche e geopolitiche, il nostro Paese continua a rappresentare il principale punto di riferimento per il turismo continentale grazie alla ricchezza del suo patrimonio culturale, artistico, paesaggistico ed enogastronomico.
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[post_content] => Un ritorno all'abbondanza di petrolio potrebbe offrire un gradito sollievo al trasporto aereo globale. Secondo le ultime proiezioni dell'Agenzia internazionale dell'energia (Aie), il mercato petrolifero potrebbe passare a un significativo surplus già nel 2027 , dopo un 2026 caratterizzato da tensioni geopolitiche e prezzi del carburante alle stelle.
Mercato petrolifero
Nel suo rapporto mensile pubblicato il 17 giugno 2026, l'Aie prevede un aumento dell'offerta globale di petrolio di quasi 8 milioni di barili al giorno nel 2027, a fronte di un incremento limitato della domanda di circa 2 milioni di barili al giorno. Questa differenza aprirebbe la strada a un surplus superiore a 5 milioni di barili al giorno.
Questa inversione di tendenza è dovuta principalmente alla graduale normalizzazione della produzione in Medio Oriente, dopo le interruzioni legate al conflitto con l'Iran e alla temporanea chiusura dello Stretto di Hormuz, una via navigabile strategica per quasi il 20% del petrolio mondiale. La ripresa delle esportazioni nella regione, unita a un aumento della capacità di raffinazione, dovrebbe quindi attenuare le pressioni sui mercati energetici.
Fondamentale per le compagnie aeree
Per le compagnie aeree, questo sviluppo rappresenta una sfida importante. Il carburante rappresenta in media quasi il 30% dei costi operativi, secondo la Iata. Qualsiasi fluttuazione dei prezzi del petrolio ha quindi un impatto diretto sulla redditività del settore.
Nel 2026, l'aumento dei prezzi del cherosene, esacerbato dalle tensioni geopolitiche, ha pesato notevolmente sui bilanci delle compagnie aeree. La Iata ha quindi rivisto al ribasso le sue previsioni di profitto globale, stimando ora 23 miliardi di dollari, rispetto ai 41 miliardi previsti in precedenza e ai 45 miliardi registrati nel 2025. "Due fattori principali sono in gioco: il significativo aumento dei prezzi del carburante, ben oltre le previsioni, e le interruzioni che stanno colpendo le compagnie aeree nella regione del Golfo", ha dichiarato Willie Walsh, direttore generale della Iata, citato da Reuters .
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