14 gennaio 2019 11:32
L’estate sottotono non affonda il turismo. Nonostante le difficoltà oggettive rilevate dagli operatori nel corso della stagione estiva, il 2018 si chiude su una nota positiva: le stime indicano un totale di 426 milioni di presenze, oltre 5,7 milioni in più dello scorso anno (+1,4%), anche se in rallentamento rispetto alla crescita del 4,4% messa a segno nel 2017. A contribuire maggiormente all’aumento sono ancora una volta gli stranieri: nel 2018 le presenze di turisti provenienti dall’estero sono state 214,3 milioni (+1,8% rispetto al 2017), mentre quelle italiane si fermano a 212,2 milioni (+1,0%). È quanto emerge dalle stime sui flussi turistici nel 2018 elaborate da Cst per Assoturismo Confesercenti, sulla base di un survey somministrato a 1613 operatori ricettivi.
L’andamento migliore si registra nel comparto alberghiero, che mette a segno una crescita del +1,9%, delle presenze, mentre l’extralberghiero si attesta al +0,3%. Si registrano andamenti positivi per tutte le aree, anche se le presenze sono aumentate in particolare nel Nord Ovest e Centro Italia (rispettivamente +2,3% e +2,5%). Un ritmo di crescita decisamente superiore a quello di Sud e Isole (+1,1%) e Nord Est (+0,3%).
Non tutte le risorse turistiche, però, hanno avuto gli stessi livelli di crescita. In assoluto le aree con le performance migliori risultano quelle della montagna (+2,8%), le città/centri d’arte (+2,3%) e le aree collinari (+2%). Abbastanza positive le località termali (+0,9%) e i laghi (+0,8%). Invece, le imprese attive nelle aree balneari, più colpite dal rallentamento della stagione estiva, conseguono un risultato di stabilità (+0,2%).
Anche sul fatturato delle aziende le segnalazioni degli imprenditori fanno emergere un trend positivo: +0,8% rispetto al 2017. A crescere sono però solo i fatturati delle strutture alberghiere (+1,3%), a differenza di quelli delle attività extralberghiere che riportano valori negativi (-0,3%). Ancora una volta emerge la differenza di valori tra le diverse macro-aree: +2,1% il fatturato segnalato dagli intervistati nell’area del Nord Ovest e del Centro, in negativo le indicazioni degli imprenditori del Nord Est (-0,8%) e di Sud e Isole (-0,1%).
«L’aumento dei visitatori nelle città d’arte non conferma solo la cifra ‘culturale’ del nostro turismo, ma anche il buon lavoro svolto dai nostri operatori. E nelle aree montane: l’impegno per la destagionalizzazione delle nostre montagne sta dando i suoi frutti, con flussi turistici in crescita tutto l’anno commenta Vittorio Messina, presidente Assoturismo Confesercenti, Preoccupa in modo invece il rallentamento dei turisti italiani. Una frenata dovuta al clima economico, che ha inciso fortemente sulle località balneari italiane, che hanno sofferto anche la ripartenza dei competitor mediterranei. Nonostante questo, l’anno si chiude in crescita: segno delle grandi potenzialità del settore. Il governo deve sostenere il settore con maggiore convinzione, a partire dal ripristino del bonus riqualificazione per le strutture ricettive».
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[post_content] => Saranno 36,2 milioni gli italiani che partiranno verso destinazioni scelte con cura, programmate con un mese o due di anticipo. Non ci si affida al caso per la stagione clou dell’anno, che vede la gran parte dei viaggiatori concentrare il proprio interesse proprio in Italia. L’87,6% infatti, sceglierà di rimanere nel nostro Paese, consegnando alle località di mare e al mese di agosto il top delle preferenze.
Per coloro che si recheranno all’estero (12,4%), a vincere sarà ancora una volta il mare, seguito dalle grandi capitali europee. In particolare, si prediligeranno le acque di paesi vicini all’Italia, come Croazia, Grecia e Spagna, a dimostrazione del fatto che, anche una volta pianificato il viaggio lontano dai confini di casa, la scelta si orienta comunque su destinazioni facilmente raggiungibili.
Si profila così il quadro del movimento turistico degli italiani per questa estate 2026, secondo l’indagine realizzata da Tecnè per Federalberghi.
Malgrado agosto si confermi il “re” dell’estate, risultando il centro della vacanza principale per il 41,4% dei vacanzieri, anche luglio, con il suo 28,8% di preferenze, consente di prevedere una buona performance e, assieme al mese di giugno (che ha ottenuto il gradimento per il 24,4% degli intervistati) registra una crescita non indifferente.
Vacanza più strutturata
“La sensazione che si ha è che questa estate 2026, ovvero la stagione centrale del calendario turistico nazionale, sarà goduta appieno dagli italiani in viaggio – ha commentato a caldo il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca -. La vacanza si spalma in modo più strutturato in tutti e quattro i mesi estivi, il che porta ad affinare la capacità di attivare i territori, con tutto ciò che essi esprimono in termini di imprese e filiere. Interessante rilevare poi, che una buona parte dei viaggiatori farà più di un periodo di vacanza oltre quello principale, confermando anche qui la nuova tendenza, ovvero frammentare e spalmare la vacanza su tutto l’arco estivo”.
“Dall’indagine emerge anche che la sistemazione favorita, è quella dell’albergo e del villaggio turistico, seguita subito dopo dalla casa di parenti e amici,– ha proseguito Bocca – Continuo a sostenere che nulla come l’hotel sappia rappresentare la dimensione della vacanza, e credo che gli italiani abbiano cominciato ad apprezzare il valore aggiunto dei servizi proposti all’interno di una struttura ricettiva”.
“Nel complesso l’estate italiana 2026 sembra non tradire le aspettative – ha concluso Bocca –. Non possiamo dirci “tutti felici e contenti”, perché siamo consapevoli delle difficoltà provocate dall’aumento del costo della vita. Oggi, siamo portati a valorizzare al meglio ciò che si conquista giorno per giorno. Ma la speranza è che la situazione economica torni ad uno standard che renda il viaggio accessibile davvero a tutti”.
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Le scelte di viaggio dei piemontesi per l’estate premiano le grandi capitali europee – grazie anche ai voli diretti – l’Egitto e il Mar Rosso, il Centro e Sud America, Kenya e Tanzania, le crociere nel Mediterraneo e il turismo interno con una preferenza per le località balneari della Penisola. In ripresa le prenotazioni per Medio ed Estremo Oriente. Per quanto riguarda l’incoming l’Italia continua a essere percepita come una meta sicura dagli stranieri; in Piemonte crescono le richieste provenienti da turisti centro e nordeuropei per i retreat e le vacanze rilassanti nei borghi del Monferrato.
Outgoing
L’Europa rimane la scelta principale dei piemontesi, con un interesse particolare per le grandi capitali. Cracovia registra un incremento significativo grazie al collegamento diretto con l’aeroporto di Torino. Grecia, Croazia e Albania si confermano mete solide e molto richieste. Chi sceglie l’Africa privilegia l’Egitto e le località del Mar Rosso, insieme a Kenya e Tanzania. Buona la performance anche del Centro e Sud America, che continuano a esercitare attrattiva per i viaggiatori in cerca di esperienze più strutturate.
Si registra inoltre un ritorno marcato ai viaggi organizzati, percepiti come garanzia di maggiore tutela, assistenza e sicurezza in un contesto internazionale complesso.
Le crociere all-inclusive nel Mediterraneo restano tra le opzioni più apprezzate. La durata media delle vacanze si attesta attorno ai 7 giorni, confermando il trend che privilegia soggiorni più brevi ma distribuiti in più periodi dell’anno.
Si registra una ripresa delle prenotazioni anche per Medio ed Estremo Oriente, grazie anche ai voli assicurati da vettori come Emirates.
Incoming
L’Italia continua a essere percepita dagli stranieri come una meta sicura, ricca di patrimonio culturale e ideale per una vacanza rilassante. In Piemonte si consolida un nuovo segmento: turisti del Centro e Nord Europa scelgono i borghi del Monferrato per soggiorni detox, retreat di yoga, pittura e attività rigenerative, alla ricerca di luoghi immersi nella natura e lontani dalla routine quotidiana.
“Il turismo outgoing conferma i trend dello scorso anno con poche differenze e con una ripresa dei flussi diretti verso il Medio ed Estremo Oriente. L’Italia, come accaduto già durante il Covid, viene identificata come meta sicura e appetibile sia dagli italiani che in molti casi tornano al turismo interno e a corto raggio, sia dagli stranieri che restano innamorati del nostro Paese – dichiara Laura Audi, presidente di Fiavet Piemonte – .
"Per quanto riguarda l’incoming sta invece emergendo un trend interessante che vede i turisti del Centro, Nord ed Est Europa scegliere i piccoli borghi piemontesi e soprattutto quelle realtà che offrono la possibilità di trascorrere una vacanza di assoluto relax, immersi nella natura e in attività rilassanti per disintossicarsi da un anno di routine lavorativa e dallo stress.
"Torino resta poi una destinazione molto apprezzata dagli stranieri che scoprono una città elegante e raffinata, con un’offerta turistica ampia e adatta a tutti; molti turisti abbinano la visita della città al soggiorno nei borghi di Langhe e Monferrato. Riteniamo inoltre positivo che sempre più persone si affidino ai viaggi organizzati, ai tour operator e alle agenzie di viaggio, scegliendo di puntare sulla sicurezza e sull’affidabilità degli operatori qualificati”.
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[post_content] => «Gli alberghi sono luoghi aperti a tutti, un luogo non solo per dormire, ma dove vivere un lusso informale e stare bene. Luoghi dove diventa “lusso” anche trascorrere un’oretta piacevole su una terrazza nel cuore di Milano» esordisce così Pippo Russotti, managing director di Russotti Gestioni Hotels (Rgh) - il principale franchisee del gruppo Marriott in Italia - raccontando il valore della terrazza del Milan Marriott Hotel, in Via Washington a Milano.
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Caratteristica la posizione della terrazza che non si trova sul rooftop dell’hotel, ma si affaccia sulla via e si inserisce nella vita delle strade di Milano, facilitando l’ingresso agli ospiti. La terrazza viene presentata al pubblico con un allestimento temporaneo estivo, pronta a diventare punto di riferimento per gli ospiti dell’hotel e della vita dei milanesi e del quartiere, anche grazie al cocktail bar interno.
«L'idea che stiamo perseguendo in questa struttura e in tutte le strutture della proprietà è quella di aprirci al mondo locale: l’hotel non dev’essere vissuto solo come location per i nostri ospiti internazionali, ma come destinazione aperta e integrata con la città - sottolinea Chiara Della Torre, director of business development di Marriott International - Quest'anno abbiamo ristrutturato tutto il Milan Marriott che ha 317 camere completamente rinnovate. Essendo Marriott un brand internazionale circa il 50% dei nostri ospiti sono internazionali, ma abbiamo una clientela italiana perché siamo molto forti anche nel segmento Mice: il nostro centro congressi offre la sala più grande di Milano e diverse aziende organizzano i loro meeting al Milan Marriott». Attenta anche l’offerta gastronomica, con un mix di cucina mediterranea e internazionale. L’hotel sta pensando a nuovi progetti per richiamare la clientela locale, come il ristorante Seb: un all day dining restaurant dove, dopo la colazione, ci sarà una continuità durante la giornata con il pranzo e poi la cena.
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[post_content] => Un tonfo del 70% dell'utile per il terzo trimestre dell'esercizio in corso: easyJet sconta pesantemente l'aumento dei costi e il calo della fiducia dei consumatori indotti dalla guerra in Medio Oriente.
L'utile ante-imposte del gruppo si è fermato a 85 milioni di sterline (quasi 100 milioni di euro) rispetto ai 286 milioni dell'anno precedente: in altri termini un calo del 70%. I passeggeri trasportati nel trimestre sono stati 25,8 milioni, con un load factor dell'88,9% (-1 punti percentuali su anno), mentre i ricavi hanno raggiunto quota 2,983 miliardi di sterline (+2%) su anno, con l'ebitda sceso del 38% a 304 milioni e l'ebit diminuito del 65% a 104 milioni.
Allungando lo sguardo ai prossimi mesi, easyJet indica una ripresa della fiducia dei consumatori e ha dichiarato di aver venduto il 68% della propria capacità di trasporto aereo per i tre mesi fino a settembre, il suo quarto trimestre.
«Durante il trimestre - ha dichiarato il ceo, Kenton Jarvis - abbiamo continuato a gestire l'impatto del conflitto in Medio Oriente, nonché le sue conseguenze sui prezzi del carburante e sull'andamento delle prenotazioni». Il ceo ha spiegato che i passeggeri stanno iniziando a effettuare prenotazioni con maggiore anticipo, poiché «i clienti continuano a dare priorità ai viaggi e ad approfittare delle nostre tariffe vantaggiose».
Il vettore ha poi ricordato che la spesa per il carburante è aumentata di 105 milioni di sterline rispetto allo stesso periodo del 2025, e rimane quindi ancora sotto pressione per mantenere le tariffe più basse al fine di stimolare la domanda da parte di consumatori cauti. «Se trasferissimo i costi del carburante, chiaramente i prezzi sarebbero più alti», ha sottolineato Jarvis.
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Sicily by Car comunica i principali KPI operativi relativi al primo semestre chiuso al 30 giugno 2026, posti a confronto con l'analogo periodo dell'esercizio precedente.
Tommaso Dragotto, presidente di Sicily by Car: “Il primo semestre 2026 conferma la validità delle nostre scelte strategiche e la forte capacità di esecuzione del gruppo. Sul mercato domestico abbiamo dimostrato un solido pricing power, con una tariffa media in crescita dell'11%, frutto di un'attenta politica di yield management e di ottimizzazione dei canali di vendita. Sul fronte internazionale, nel corso del 2026 abbiamo incrementato la nostra presenza in mercati ad alto potenziale, con l’ulteriore espansione delle attività in Portogallo e Spagna, assicurando così una diversificazione geografica del flusso di ricavi.”
I ricavi da noleggio a livello di gruppo si attestano a 71,5 milioni di euro (+20,8% sui primi sei mesi del 2025 ed in crescita di 12,3 milioni). La robusta espansione dei ricavi consolidati è trainata dalla duplice progressione della Revenue per Day (+8,6%) e dei volumi di noleggio (+11,3%). L'efficienza operativa è sottolineata da una crescita della flotta media volutamente più contenuta (+5,1%), dinamica che evidenzia un assorbimento ottimale della capacità produttiva.
L'incidenza dei ricavi generati sui mercati esteri (Croazia, Portogallo e Spagna) cresce all'11,7% del totale consolidato, attestandosi a Euro 8,3 milioni (+111% YoY). Tale dinamica riflette sia il miglioramento della performance organica in Croazia (+22,6% YoY), sia l’ampliamento del perimetro e il rafforzamento delle attività in Spagna e Portogallo, che complessivamente hanno contribuito per 5,0 mln euro (rispetto a 0,9 mln euro del primo semestre 2025).
Nel primo semestre 2026 la flotta media consolidata si attesta a 13.848 autovetture (+5,1% rispetto alle 13.172 del primo semestre 2025). Contestualmente, il tasso di utilizzo registra una decisa crescita posizionandosi al 71,1%, in miglioramento di 3,9 punti percentuali rispetto al 67,2% del 30 giugno 2025.
Sul perimetro domestico nel primo semestre 2026 i ricavi da noleggio ammontano a Euro 63,1 mln (+14,3% rispetto al pari periodo 2025 ed in crescita di Euro 7,9 milioni), con una crescita da attribuire principalmente ad un effetto prezzo (+11,0% di RpD media rispetto al primo semestre 2025). I volumi crescono del 3,0% in termini di giornate di noleggio, supportati da un incremento del 9,3% del numero di contratti.
La flotta media decresce di 250 unità attestandosi a 11.491 veicoli. L’utilizzo della flotta è aumentato nel periodo di oltre 3,6 punti percentuali, raggiungendo il 72,3%.
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Creare un grande gruppo turistico nazionale, in grado di competere ad armi pari con le grandi catene internazionali: il "Debellini pensiero" torna in primo piano nell'intervista rilasciata a Il Nordest e ripresa sul profilo Linkedin del presidente di Th Group.
Inanzitutto, i numeri: in dieci anni, il gruppo è passato dai 25-30 milioni di fatturato agli attuali 300 milioni di euro, con l'obiettivo di arrivare a 500 milioni in due anni o due anni e mezzo. L’ultima operazione è quella relativa a Peschiera del Garda, dove Th Group svilupperà un importante intervento di riqualificazione dell’ex Caserma XXX Maggio. «Sono sicuro che il valore complessivo dell’operazione sarà sopra i 100 milioni di euro - spiega Graziano Debellini -; gli appartamenti avranno proprietari diversi, ma entreranno dentro un complesso nel quale forniremo tutti i servizi: custodia, pulizie, ristorazione, benessere. È un modello destinato a crescere».
Spazio ai gruppi italiani
«È importante che ci sia l’attenzione dell’Europa e del mondo sul turismo, però, se possibile, che ci siano anche dei gruppi italiani». Il timore è che il settore perda via via il controllo della parte più redditizia della filiera. «Molti gruppi stranieri puntano sull’immobiliare, comprano gli immobili di pregio e poi lasciano agli italiani le pulizie e un po’ di ristorazione. Quando fai white label, il marchio si porta via tutta la parte commerciale, cioè i ricavi. È questo che sta capitando».
La crescita in montagna
La crescita di Th Group parte dalla montagna. «Siamo stati leader sulla montagna. Oggi abbiamo Courmayeur, Sestriere, La Thuile, Madonna di Campiglio, Corvara. La montagna non è più il completamento del mare: oggi è il mare che completa la montagna. L’accoppiata tra montagna e mare voleva dire stabilizzare una parte del personale con due stagioni, inverno e estate».
Sul tema del personale, il manager ha idee chiare: «Eravamo una cooperativa di produzione e lavoro, siamo diventati il primo gruppo italiano del leisure partendo dalla cosa più difficile ma più importante: le persone. Lo dico sempre: il primo lusso non sono i rubinetti d’oro. Il primo lusso è il livello dell’ospitalità delle persone che lo fanno. Quello che colpisce un cliente è come viene accolto, il modo in cui gli porgi le chiavi o i documenti».
Th Group arriva a gestire circa 5.000 contratti nella stagione estiva e dispone di circa 1.500 collaboratori stabilizzati. «Me li devo tenere stretti. Devo pensare alle loro famiglie, agli stipendi, alla casa, alla possibilità di crescere. È un disegno importante, perché senza questo non fai qualità. Gli altri operatori raccontano situazioni drammatiche. Noi abbiamo problemi, certo, ma forse il due per cento rispetto agli altri».
Da qui nasce anche l’investimento nella formazione. Th Group sostiene il corso universitario professionalizzante di Tourism Management sviluppato a Venezia. «Ogni anno forma circa sessanta ragazzi che poi entrano in Th oppure nei principali gruppi italiani e internazionali. Io vorrei che in Italia ce ne fossero dieci. In Svizzera ce ne sono undici».
Per Debellini il turismo deve finalmente essere considerato un settore industriale. «Dopo il Covid è diventato una delle gambe dell’economia italiana, ma ancora non viene percepito fino in fondo. Continuiamo a raccontare solo gli aspetti negativi e i luoghi comuni. Invece c’è tanta gente che lavora bene».
Una visione industriale
«Bisogna portare il turismo a una visione industriale. Vuol dire guardare tutti i fattori della crescita: il marketing, il revenue management, la vendita, la qualità del prodotto». Tra i progetti che il presidente di Th vorrebbe promuovere c'è anche la realizzazione di una grande banca dati del turismo. «Oggi ognuno pubblica numeri diversi», si parla di Pil, di presenze, di clienti, ma manca una base informativa unica e affidabile». L'obiettivo sarebbe raccogliere e integrare i dati provenienti da alberghi, residence, b&b, impianti di risalita, servizi e attività commerciali, così da disporre di uno strumento capace di misurare con precisione il peso economico del comparto, orientare gli investimenti e contribuire a una programmazione più efficace del settore.
Un'offerta per 365 giorni all'anno
Sul fronte destagionalizzazione, le Olimpiadi invernali hanno rappresentato un’enorme operazione di marketing per le Dolomiti. «Una buona parte del mondo ha finalmente capito dove sono e quanto sono belle. Adesso bisogna portare le persone a vederle». L’obiettivo è trasformare località come San Vito di Cadore e Borca in destinazioni aperte tutto l’anno. «Sempre più stranieri vengono semplicemente a vedere le Dolomiti, come noi andiamo a visitare i grandi parchi americani».
Dopo montagna e villaggi turistici, la sfida del gruppo si concentra ora sulle città e sull’hotellerie di alta gamma. «Mi sono chiesto dove potevamo crescere. Il mare è più debole perché il 70% del pianeta è mare e la concorrenza è enorme. Allora siamo partiti con le città: Assisi, Roma, il lago di Garda, Venezia». Il progetto prevede un forte sviluppo proprio nel Nordest. «Vorrei creare in Veneto un polo di otto alberghi».
Il futuro
«Per un gruppo gestionale il 5% di Ebitda è il livello minimo di equilibrio. La vera maturità è il 10%, ma per arrivarci bisogna raggiungere gli 800-900 milioni di fatturato. Solo così riesci ad ammortizzare i costi, rinnovare il prodotto e affrontare le fasi difficili del mercato».
Per raggiungere questo traguardo,«le strade sono due: una fusione con uno o più gruppi italiani oppure la Borsa. Mi interessa che in Italia ci sia un grande gruppo turistico. Oggi sono il primo operatore italiano, ma rispetto ai grandi gruppi europei e mondiali siamo ancora piccolissimi».
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[post_content] => Dubai offrirà sconti e offerte per un valore di oltre 800 dollari ai residenti che porteranno amici e parenti in visita. Lo ha annunciato l'ufficio stampa dell'emirato, in un momento in cui mesi di guerra hanno duramente colpito il settore turistico.
"Il Dipartimento dell'economia e del turismo di Dubai lancia 'A Dubai Invite', invitando i residenti a diventare ambasciatori della città accogliendo i propri cari a Dubai", ha dichiarato l'ufficio stampa di Dubai in un post su X, aggiungendo che il programma sarà attivo fino alla fine di ottobre.
L'estate è solitamente bassa stagione per i turisti negli Emirati Arabi Uniti, un paese prevalentemente desertico dove le temperature possono raggiungere i 50 gradi.
Il sito web del governo di Dubai afferma che i residenti che desiderano invitare amici e parenti in visita dal 20 luglio al 31 ottobre possono "ricevere vantaggi per un valore di oltre 3.000 Aed (816 dollari), tra cui soggiorni in hotel, esperienze culinarie, biglietti per attrazioni e altro ancora".
Con 19,5 milioni di turisti all'anno, Dubai è tra le principali destinazioni della regione ed è da tempo considerata un luogo di ritrovo per i ricchi e famosi di tutto il mondo.
Sebbene gli Emirati Arabi Uniti non siano stati finora colpiti dall'ultima escalation tra Stati Uniti e Iran, la guerra scoppiata a febbraio ha infranto l'immagine del Golfo come oasi di stabilità. A maggio, il governo di Dubai ha approvato un pacchetto economico del valore di oltre 400 milioni di dollari per aiutare le imprese in difficoltà a far fronte alle conseguenze della guerra e del blocco iraniano nello Stretto di Hormuz.
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Pur essendo circoscritta al mercato spagnolo, la notizia è di interesse generale e riguarda il mondo delle assicurazioni di viaggio. E' l'Intermundial Traveler Barometer riportato da Hosteltur a lanciare l'allarme: il 91,9% degli spagnoli ritiene che un evento imprevisto durante le vacanze avrebbe un impatto finanziario significativo, ma solo il 30% di coloro che viaggeranno nei prossimi sei mesi ha acquistato o prevede di acquistare un'assicurazione di viaggio. La mancanza di informazioni sembra essere uno dei principali ostacoli: il 66,4% ammette di non conoscere la copertura o di avere dubbi, mentre tra coloro che conoscono il prodotto, il 78,4% lo considera essenziale o consigliabile.
I numeri
Il 30,2% degli intervistati ritiene che la necessità di assistenza medica, la cancellazione del viaggio o il rientro anticipato comporterebbero un impatto finanziario significativo. Un ulteriore 61,7% considera che ciò rappresenterebbe un notevole sforzo o disagio. Nonostante ciò, sette viaggiatori su dieci non possiedono, né intendono acquistare, un'assicurazione di viaggio per i loro prossimi viaggi.
Il 55,4 % degli spagnoli ha acquistato questo prodotto almeno una volta. Questa percentuale sale al 60,9% tra gli over 60 e al 60,5% nella fascia d'età 45-59 anni. Tra coloro che non l'hanno mai acquistato, il 34,3% ritiene di essere già coperto dalla propria carta di credito o assicurazione sanitaria. Inoltre, il 54,9% considera la Tessera Europea di Assicurazione Malattia o l'assistenza sanitaria pubblica sufficienti per viaggiare in Europa.
Manuel Lopez , ceo di Intermundial e Grupo Atlantigo , afferma che «c'è ancora molto da fare per educare le persone su un prodotto che va ben oltre l'assistenza medica». Spiega che l'azienda sta lavorando per chiarire«cosa può offrire l'assicurazione di viaggio, quale copertura fornisce e in quali situazioni fa la differenza».
L'assistenza medica a destinazione è in cima alla lista delle coperture più apprezzate, citata dal 64% degli intervistati. Seguono la protezione contro lo smarrimento, il furto o il ritardo del bagaglio, con il 53,2%, e l'assistenza 24 ore su 24, con il 51,5%.
«I viaggiatori non cercano solo un risarcimento in caso di problemi; desiderano anche informazioni chiare, assistenza e tempestività nelle risposte quando si verifica un imprevisto», sottolinea Lopez, aggiungendo che la chiave è che il cliente sappia «cosa sta acquistando, quale copertura ha e a chi può rivolgersi in caso di bisogno»..
Il barometro indica inoltre che il 69,5% degli intervistati tiene conto dei conflitti armati o delle tensioni geopolitiche nella scelta di una destinazione, mentre il 69,4% è preoccupato per la saturazione turistica.
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A essere preso in esame è il periodo dal 4 luglio - giorno in cui è ripartito il "prezzo di mercato" dopo la scadenza del precedente decreto "taglia accise" - al 22 luglio: il prezzo della benzina è aumentato di 13,5 centesimi (7,5%) al litro, mentre quello del gasolio è cresciuto di circa 23 centesimi (12,5%). Per un rifornimento da 50 litri significa spendere rispettivamente 7 e 11 euro in più.
L'accelerazione si è concentrata dopo l'interruzione della tregua tra Iran e Stati Uniti e il nuovo blocco dello Stretto di Hormuz: in appena una decina di giorni i prezzi sono saliti in media di circa 12 centesimi al litro, con un aggravio per gli automobilisti stimabile in circa 140 milioni di euro solo in questo periodo. Se i prezzi dovessero mantenersi sugli attuali livelli, l'impatto complessivo tra luglio e agosto raggiungerebbe dunque i 700 milioni di euro per le famiglie e le piccole imprese che si riforniscono sulla rete ordinaria.
Spostamenti e vacanze
Il rincaro arriva infatti alla vigilia del picco degli spostamenti: il calendario di "Viabilità Italia" segna il rosso per il pomeriggio di giovedì 30 e per l'intera giornata di venerdì 31 luglio, e assegna il bollino nero alle mattine di sabato 1 e sabato 8 agosto. L'auto resta il principale mezzo di spostamento delle vacanze di prossimità, e il costo del pieno finisce direttamente sul budget della vacanza, in una stagione che il Centro Studi Turistici per Assoturismo Confesercenti dà in crescita contenuta, +1,1% di arrivi e +1,3% di pernottamenti.
A preoccupare, però, non sono soltanto i prezzi alla pompa. Gli ultimi mesi hanno registrato un ritorno delle tensioni anche sull’energia che, combinate con le temperature eccezionalmente elevate e con l'incremento dei consumi elettrici per il raffrescamento, rischia di trasformarsi in una vera e propria bomba per i bilanci di famiglie e imprese.
"Servono interventi di contenimento dei prezzi, nella modalità che il governo ritiene, ma è urgente un provvedimento, calibrato sulla durata dell'esodo, che restituisca alle famiglie parte di quanto il rialzo delle quotazioni sta già trasferendo sul gettito", commenta il presidente di Confesercenti Nico Gronchi.
"Benzina e gasolio sono spese difficilmente comprimibili, soprattutto d'estate, quando si intensificano gli spostamenti. La maggiore spesa per il pieno dell'auto o del camper, i possibili rincari di voli e traghetti, gli eventuali supplementi carburante e l'aumento delle tariffe del trasporto turistico ridurranno inevitabilmente le risorse che i vacanzieri potranno destinare a consumi, ristorazione, shopping, con un forte impatto negativo per i sistemi economici territoriali. Bisogna dunque agire subito per contrastare la fiammata attuale dei carburanti, ma anche tracciare una strada per il futuro. Gli interventi emergenziali, da soli, non bastano: serve una strategia per ridurre la vulnerabilità strutturale del Paese agli shock energetici”.
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