25 April 2026

Torino Caselle, mancano i soldi pubblici per trattenere Ryanair

Il presidente della regione Piemonte Roberto Cota ha convocato una riunione per capire se Comune e Provincia fossero in grado di garantire la loro parte dei 4 milioni all’anno (che si aggiungono ad altri 4 messi a disposizione da Sagat), indispensabili per ancorare Ryanair all’aeroporto di Caselle. L’offerta della compagnia low cost prevedeva infatti una spesa di 40 milioni per 5 anni per aumentare, entro il 2017, del 50% i passeggeri, che oggi sono 580 mila l’anno, e aggiungere una ventina di nuove rotte per mezza Europa. Fassino e Saitta hanno alzato bandiera bianca: bilanci alla mano, i soldi non ci sono. Il rischio, ora, è che con la base voli via da Caselle tutta l’offerta Ryanair, o almeno quella che non frutta grandi guadagni. Gli accordi tra il vettore low cost e Torino valgono infatti fino a ottobre: a quel punto tutto potrà succedere. Difficile che siano smantellate tutte le attuali rotte (otto annuali più tre stagionali), visto che alcune hanno un buon rendimento e che Sagat ha rinnovato un accordo con la compagnia fino a fine 2013. Ma è altrettanto difficile che si prosegua con l’offerta di voli che c’è oggi.

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