12 dicembre 2025 10:14
Nuovo record di traffico al Torino Airport che ieri – quando cioè mancano ancora venti giorni al termine dell’anno – con un totale di 4.694.975 passeggeri movimenti ha già oltrepassato il precedente record stabilito a chiusura del 2024 (4.693.977 passeggeri).
Il mese di novembre ha superato per la prima volta la soglia dei 400.000 passeggeri ed è stato in crescita del 15% rispetto allo stesso mese del 2024. La stagione invernale 2025/2026, avviatasi lo scorso 26 ottobre, si apre così all’insegna della crescita e con la più ampia offerta di posti mai messi in vendita per volare da e per lo scalo piemontese.
A questo forte incremento stanno contribuendo il terzo aeromobile Ryanair in base a Torino con le nuove rotte per Liverpool e Pescara e con l’aumento di frequenze su moltissime destinazioni; le nuove rotte verso l’Est Europa, come Budapest e Sofia di Wizz Air, e la vasta offerta legata al turismo della neve.
Ma ci sono ulteriori novità: da domani, 13 dicembre, partirà il volo per Chisinau di Wizz Air e dal 20 dicembre Aer Lingus collegherà Torino e Dublino fino a due volte alla settimana. Infine, la novità per le festività natalizie è il volo verso la destinazione regina del mar Rosso, Sharm el Sheikh, servita da Neos (Alpitour World).
Con 20 Paesi collegati, 12 nuove rotte, 7 nuove destinazioni e 15 mete – di cui 8 internazionali – che vedono un forte aumento di frequenze, l’aeroporto si conferma dunque un punto di riferimento strategico per il turismo e per la connettività del Nord-Ovest.
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[post_content] => Tre divisioni per presidiare il mercato del turismo di lusso con un’unica vision: Ag Group arriva a Milano per rilanciare la sua strategia di crescita nei settori legati a hospitality, incoming e consulenza alberghiera. Vicino al giro di boa dei 30 anni di attività nel settore turistico, il gruppo ha registrato un’evoluzione profonda soprattutto nel periodo post pandemia, come sottolineato dal presidente e a.d. Andrea Girolami. «Nel 2025 il gruppo, formato da Ag Hotels, Ag Boutique Journey e Ag Hotel Consulting, ha totalizzato un fatturato consolidato pari a 47,5 milioni di euro, con la previsione nel 2026 di avvicinarci agli 89 milioni di euro totali. Un obiettivo alla nostra portata, grazie allo sviluppo di un modello di business integrato, basato su diverse direttrici: posizionamento sul segmento upper scale-lusso; intensa attività di formazione del personale; sviluppo tecnologico; approccio al mercato con una visione di lungo periodo». Ma soprattutto, una grande attenzione alla marginalità, con risultati a doppia cifra in grado di sostenere un progetto che ha nella sartorialità e nella qualità dell’offerta i suoi aspetti qualificanti.
Le novità in arrivo
Tante le novità nel segmento hospitality evidenziate da Maria Chiara Picardi, direttore vendite, marketing e pr: «Il 2026 sarà un anno importante per Ag Hotels, con un ciclo di aperture di hotel a 5 stelle che comincerà con il Thompson Rome by Hyatt». Il piano di espansione prevede anche la sinergia con il gruppo Accor attraverso il brand Emblems Collection, con le previste aperture della Masseria Furnirussi in Salento e di Palazzo Sozzini Malavolti a Siena nel 2026, ai quali seguirà nel 2027 il Relais San Clemente a Perugia.
A completare l’espansione del portfolio di Ag Hotels anche Borgo Tre Vaselle a Torgiano, in Umbria, come spiegato da Matteo Moretti, cluster operations manager.
Le partnership con Hyatt e Accor rappresentano già di per sé un’indicazione importante sulla via di sviluppo tracciata per Ag Group, votata al segmento upper level e interessata ad ampliare il ventaglio delle destinazioni non solo nelle principali città italiane, ma anche nei centri minori e in montagna.
Il presidio dei mercati stranieri
Lo sviluppo di Ag Hotels si integra perfettamente con quello dell’operatore incoming Ag Boutique Journey, che propone viaggi per piccoli gruppi e per individuali offrendo sia pacchetti sia un servizio tailor made. «I nostri principali mercati sono quelli nordamericani, ma l’obiettivo è quello di crescere molto anche nei Paesi dell’America Latina, a cominciare dal Brasile – ha spiegato Rocco Moscariello, direttore di divisione -. La proposta si concentra su tutto ciò che rappresenta la cultura italiana all’estero, compreso l’aspetto relativo all’esperienza food & wine».
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«Siamo orgogliosi di annunciare oggi un progetto unico nel panorama nazionale - dichiara Elena Sorlini, ceo di Grandi Stazioni Retai -. L’arrivo della prima struttura alberghiera in una stazione italiana rappresenta un passaggio fondamentale nel processo di trasformazione delle stazioni in ecosistemi complessi e plurali, luoghi sempre più integrati al tessuto urbano e capaci di offrire servizi ed esperienze sempre più diversificate».
L'affiliazione a un marchio internazionale
A conferma dell’elevato posizionamento e della visione internazionale del progetto, la futura struttura sarà affiliata a un primario marchio alberghiero internazionale che verrà annunciato nei prossimi mesi.
Per la progettazione architettonica dell’intera struttura Grandi Stazioni Retail ha scelto lo studio Roma dell’architetto Roberto Murgia mentre per il design degli interni, Pacini Group ha coinvolto lo Studio Marco Piva, realtà di riferimento nel panorama internazionale del design e dell’ospitalità di alto livello.
«Questo progetto rappresenta per Pacini Group una sfida di grande valore strategico e simbolico - commenta Emidio Pacini, ceo e founder di Pacini Group -. Portare per la prima volta l’ospitalità all’interno di un luogo iconico come la Stazione Centrale di Milano, significa coniugare rispetto per la storia, visione contemporanea e capacità di interpretare le esigenze di una clientela internazionale. La selezione da parte della proprietà conferma il nostro ruolo di qualificato partner industriale in grado di sviluppare e gestire progetti complessi di alto profilo, valorizzando asset unici attraverso un’offerta distintiva e di qualità». Ulteriori dettagli sul progetto, incluse le caratteristiche della struttura e l’identità del marchio alberghiero, verranno comunicati nei prossimi mesi.
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Tokyo resta protagonista delle scelte di viaggio dei turisti italiani in Giappone. Nel 2025 che ha visto il paese segnare un nuovo record di arrivi internazionali - 42.683.600, per una crescita del 15,8% sul 2024, secondo i dati della Jnto -, gli italiani sono stati 309.400, +34,6%.
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A rendere l’esperienza ancora più “su misura” è l’ospitalità: Tokyo continua ad ampliare la propria offerta alberghiera con nuove aperture pensate per stili di viaggio diversi, dal city break all’esperienza luxury. Nel 2026 è prevista l’inaugurazione di nuovi hotel, tra cui un debutto atteso: Waldorf Astoria Tokyo Nihonbashi, primo Waldorf Astoria in Giappone (gruppo Hilton), pronto a portare in città un nuovo accento di eleganza e comfort.
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[post_content] => Ottimismo in casa United Airlines per l'anno appena cominciato, sulla scorta di un 2025 che ha prodotto il più alto fatturato della storia della compagnia aerea. Il vettore prevede che la domanda premium e internazionale rimarrà stabile nel 2026, con un utile per azione rettificato compreso tra 12 e 14 dollari.
Come anticipato da Skift, United ha registrato un fatturato operativo di 53,8 miliardi di dollari e un utile di 3,4 miliardi di dollari. In particolare, le vendite premium sono aumentate del 9% nel quarto trimestre e dell'11% nell'anno. I ricavi derivanti dai programmi fedeltà sono aumentati del 10% nel quarto trimestre e del 9% nel 2025. I ricavi della classe economica base sono cresciuti del 7% nel quarto trimestre e del 5% nell'anno.
Le prospettive rosee di United arrivano dopo che anche Delta Air Lines ha riportato un quarto trimestre forte. Entrambe le compagnie aeree hanno registrato profitti record grazie alle loro offerte premium e internazionali. Il boom dei voli premium è stato così forte che anche altre compagnie aeree come Southwest e JetBlue stanno ora cercando di attirare i viaggiatori che spendono di più con più posti in business class e l'apertura di lounge.
United ha dichiarato che continua a registrare un forte slancio nel primo mese del 2026, con la settimana del 4 gennaio che è stata la settimana con il fatturato più alto della sua storia.
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[post_content] => Brand specializzato nella gestione professionale di trulli e ville, Puglia Paradise consolida il proprio posizionamento nel segmento del quiet luxury e chiude il 2025 con risultati che confermano la solidità del modello di gestione e la capacità di intercettare una domanda internazionale di fascia alta, sempre più orientata verso esperienze autentiche e personalizzate.
Nel 2025 Puglia Paradise ha registrato una crescita del 26% delle prenotazioni, trainata dalle performance delle strutture già presenti in portfolio. Un andamento che ha supportato l’espansione programmata per il 2026, con l’ingresso di quattro nuove proprietà – Villa Maggio, Trullo Regiorgio, Trullo in Cima e Casale La Cupa – portando a 34 le unità complessive nella Valle d’Itria, tra Ostuni, Alberobello, Martina Franca e Monopoli.
Valore aggiunto
Parallelamente, cresce in modo significativo il peso delle esperienze e dei servizi a valore aggiunto, che nel 2025 hanno segnato un +56% e oggi rappresentano circa il 10% del fatturato complessivo. Tra le proposte più richieste, le escursioni in barca e le cene con chef privato, confermando come l’integrazione tra ospitalità e offerta esperienziale sia un fattore chiave per aumentare la marginalità e la qualità del cliente finale.
In quest’ottica si inseriscono anche gli investimenti avviati nel 2025, tra cui il lancio di “Moments at Sea”, nuova business unit dedicata alle esperienze in mare, operativa dal 2026. Il progetto prevede l’introduzione della barca privata PIA, un gozzo sorrentino artigianale che opererà tra Savelletri e Taranto per escursioni esclusive da tre a sette ore e attività stagionali come il dolphin watching. L’iniziativa, completamente integrata nei sistemi digitali dell’azienda e nel servizio Guest Angel, è stimata contribuire per circa il 5% al fatturato complessivo, rappresentando un nuovo driver di crescita.
Rafforzare
«Guardando al 2026 – afferma Massimo Valentini, fondatore di Puglia Paradise – l’obiettivo è rafforzare ulteriormente l’identità del brand, ampliando l’offerta esperienziale e consolidando il posizionamento come riferimento del quiet luxury in Puglia e nel panorama internazionale dell’hospitality di alta gamma».
Sul fronte digitale, il 2025 ha visto Puglia Paradise raggiungere 2 milioni di utenti a livello globale. Il sito web ha superato i 150.800 visitatori unici, con un tasso di engagement del 47,7% e oltre 71.900 utenti che hanno verificato disponibilità e prezzi, a conferma di un traffico altamente qualificato. Le attività SEO hanno inoltre generato una crescita del 38% del traffico organico anno su anno e un incremento del 30% delle keyword in prima pagina, rafforzando la visibilità internazionale del brand.
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[post_content] => Il Giappone ha raggiunto i 42,7 milioni di visitatori nel 2025: secondo i dati resi noti dal governo, la spesa turistica ha inoltre toccato il nuovo massimo storico di 9,5 trilioni di yen (60,1 miliardi di dollari), grazie all'indebolimento dello yen e all'aumento dei voli verso il Paese.
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Il numero complessivo di visitatori ha superato per la prima volta i 40 milioni, con un totale stimato di circa 6 milioni di persone in più rispetto al 2024. Kaneko ha affermato che il paese «si impegnerà in una promozione strategica del turismo giapponese» in un mercato in entrata sempre più diversificato, caratterizzato da un aumento degli arrivi dall'Australia, dall'Europa e dagli Stati Uniti.
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[post_content] => Il 2025 ha segnato un punto di svolta significativo per l’industria dell’ospitalità. Non più una semplice fase di recupero post-pandemico, ma l’ingresso in una trasformazione strutturale guidata dalla tecnologia, dai nuovi modelli di business e da una profonda evoluzione delle competenze. A fotografare questo passaggio è Spark – The State of Hospitality Report 2025–2026, il report di ricerca pubblicato da Les Roches.
Curato da Francesco Derchi, professore associato, insieme a Ivana Nobilo, responsabile esecutiva dell’area accademica, e a Rachel Germanier, professoressa e responsabile dello sviluppo del corpo docente, lo studio inquadra un settore che ha superato i 5.000 miliardi di dollari di valore globale e che, secondo le stime, continuerà a crescere con un tasso annuo compreso tra il 5,5% e il 6,5% per il resto del decennio.
Il report individua tre trend convergenti destinati a determinare il vantaggio competitivo nel 2026, mettendo al centro un tema chiave: la necessità di riqualificare il capitale umano per accompagnare l’innovazione tecnologica senza perdere autenticità nell’esperienza ospite.
Asset-light: cresce il valore, non gli asset
Il primo segnale arriva dai grandi gruppi alberghieri internazionali, sempre più orientati verso modelli “asset-light”. Le recenti operazioni di mercato – dall’acquisizione di Ruby Hotels da parte di Ihg, all’ingresso di Marriott in citizenM, fino all’acquisto di The Standard da parte di Hyatt – confermano una strategia chiara: il valore oggi risiede nel brand, nel concept e nell’efficienza operativa, più che nel possesso degli immobili.
«I portafogli asset-light sono il motore della crescita - spiega Carlos Díez de la Lastra, ceo di Les Roches -. Nel 2026 il successo significherà saper scalare in modo efficiente i concept lifestyle, sfruttando la tecnologia per massimizzare i margini». Una direzione che richiede nuove competenze manageriali, dalla strategia digitale alla progettazione dell’esperienza.
Distribuzione AI-first: cambiano le regole del booking
Il secondo trend riguarda la distribuzione, sempre più influenzata dall’intelligenza artificiale. Gli agenti AI stanno ridefinendo il modo in cui gli ospiti cercano, confrontano e prenotano. Piattaforme verticali come Mindtrip e Layla AI, insieme a strumenti generalisti come Google Gemini e ChatGpt impongono alle strutture un’infrastruttura tecnologica Api-ready e offerte sempre più guidate dalla loyalty.
Da quanto emerge nel report di Les Roches, entro il 2026 revenue management basato sull’AI e sistemi gestionali cloud-native non saranno più un’opzione, ma uno standard di mercato. «La sfida è ottimizzare l’offerta per gli agenti AI attraverso dati di qualità, integrazioni sicure e programmi fedeltà capaci di generare raccomandazioni», osserva Francesco Derchi. Un cambiamento che richiede nuove competenze in data literacy, AI integration e marketing digitale.
Robotica e automazione: da sperimentazione a standard operativo
Il terzo pilastro è l’automazione. La robotica, un tempo percepita come elemento accessorio, sta diventando una risposta concreta alla carenza di manodopera e alla pressione sui margini. Robot per le consegne e le pulizie sono già operativi in molte strutture e il mercato cresce a ritmi sostenuti, con un tasso di crescita annuo stimato intorno al 25% fino al 2030.
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Se la tecnologia abilita il cambiamento, è il talento a renderlo sostenibile. Per Ivana Nobilo la riqualificazione delle competenze non è più rinviabile: «Prepariamo gli studenti a guidare questa trasformazione integrando competenze digitali, intelligenza emotiva e creatività. Solo così l’innovazione si traduce in esperienze autentiche».
Come commenta Carlos Díez de la Lastra, «la prossima ondata di successo nell’hospitality nascerà dalla convergenza tra modelli asset-light, distribuzione AI-first e automazione, sostenuta da capitale umano riqualificato». Una roadmap chiara per chi, nel trade, vuole restare competitivo nel 2026 e oltre.
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