10 luglio 2013 11:48
Estate calda per l’Ibar che scende in campo, di nuovo, contro l’Iresa: «Alla guerra contro l’introduzione dell’Iresa, che stiamo cercando di far sospendere anche nel Lazio, si aggiungono casi problematici come quello di Venezia Airport – ha dichiarato Umberto Solimeno, presidente dell’Italian board airline representatives – che pur essendo uno degli scali aeroportuali più importanti per il nostro Paese è costretto in una situazione di blocco a causa del braccio di ferro con l’Enac, o quello delle royalties fissate sul servizio di catering, su cui non è stata neanche effettuata una consultazione con i vettori. L’Ibar sta lottando in tutte le sedi istituzionali e legali competenti per veder riconosciuti gli interessi e le necessità delle compagnie aeree che rappresenta – continua Solimeno -. Ma come associazione cerchiamo di tenere vivo un dibattito più ampio sulle criticità di tutto il comparto aereo, vessato da una politica di tassazioni e limitazioni fortemente penalizzante». Nel mirino dell’Ibar, dunque, un nuovo ricorso da presentare contro il provvedimento Enac che ha fissato royalties sui servizi di catering effettuati dalle compagnie; la sospensione dell’Iresa, la nuova tassa sulle emissioni sonore degli aeromobili appena introdotta dalla Finanziaria 2013, già sospesa in Lombardia e sulla quale l’associazione ha richiesto anche l’intervento del Ministero dei trasporti in attesa dell’esito del ricorso al Tar.
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Roma Fiumicino conquista il sesto posto nella classifica stilata da AirAdvisor dei migliori aeroporti per i viaggiatori in vacanza ed è l’unico tra i 23 scali analizzati ad aver ottenuto una valutazione Skytrax di 5 stelle. L’aeroporto romano si posiziona inoltre al primo posto ex aequo con Londra Heathrow per l’esperienza di shopping, mentre Venezia Marco Polo si colloca all’undicesimo posto a pari merito.
Lo studio vede al primo posto Londra Heathrow, che nel 2025 ha registrato un tasso di puntualità del 79,1% su 84,5 milioni di passeggeri. Dublino si è classificata seconda, davanti agli aeroporti internazionali di Los Angeles, Roma Fiumicino e Amsterdam Schiphol: un risultato destinato a sorprendere chi pensava che i nomi più importanti avrebbero dominato la classifica.
I primi tre
Il primo posto di Heathrow è frutto della sua costanza, nonostante le dimensioni. Nel 2025 l'aeroporto ha gestito 84,5 milioni di passeggeri, il volume più alto dello studio con un ampio margine, mantenendo comunque un tasso di puntualità delle partenze del 79,1%, il terzo migliore tra tutti i 23 aeroporti analizzati. Raggiungere un simile livello di affidabilità con un traffico di queste proporzioni è più difficile di quanto possa sembrare.
Dublino e Tenerife Sud entrano nella top tre grazie a una formula diversa: terminal compatti, un traffico gestibile e collegamenti economici con il centro città. L'autobus che collega Dublino al centro costa 2,60 euro. Tenerife Sud ha mantenuto un tasso di puntualità del 75% durante il picco estivo, caratterizzato quasi interamente da voli charter e turistici. Nessuno dei due è un hub riconosciuto a livello globale. Eppure, entrambi superano Los Angeles, Roma e Amsterdam.
Puntualità
La puntualità incide per il 40% sul punteggio totale, il peso maggiore attribuito a un singolo criterio, perché è l'unica variabile sulla quale i passeggeri non possono intervenire una volta effettuata la prenotazione.
Il risultato migliore dello studio appartiene a Bordeaux-Mérignac, con l'83,5%: oltre cinque voli su sei partono in orario. Bordeaux si colloca al decimo posto nella classifica generale, penalizzato dai punteggi più bassi ottenuti per lo shopping e il costo del trasferimento, ma guida tutti e 23 gli aeroporti nel parametro che provoca i maggiori disagi ai passeggeri.
Segue l'aeroporto internazionale di Los Angeles con l'81,7%, il risultato migliore tra i tre scali statunitensi inclusi nell'analisi. Londra Heathrow è terzo con il 79,1%: circa quattro partenze su cinque avvengono secondo l'orario previsto.
All'estremo opposto si trova Parigi Charles de Gaulle, con appena il 61,1% dei voli in orario. Solo poco più di tre partenze su cinque rispettano l'orario previsto. La media dei 23 aeroporti è del 74%.
Il divario di 22 punti percentuali tra il risultato migliore e quello peggiore non è un semplice dato statistico: per i passeggeri con coincidenze in giornata, check-in anticipati in hotel o attività prenotate a ridosso dell'arrivo, trovarsi nell'aeroporto in fondo alla classifica significa partire svantaggiati ancora prima di raggiungere il gate.
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[post_content] => Austrian Airlines ha registrato una perdita operativa rettificata di 93 milioni di euro nel primo semestre del 2026, in calo di 50 milioni di euro rispetto all'anno precedente. L'impennata dei prezzi del carburante e la sospensione forzata di diverse rotte in Medio Oriente hanno compensato i benefici derivanti dal precedente forte trend di crescita della domanda di passeggeri.
Medio Oriente
Per la compagnia la crisi non è solo una questione di aumento dei costi del carburante. La chiusura o la restrizione di diversi spazi aerei, unitamente ai requisiti di sicurezza, ha portato alla sospensione temporanea dei voli per Amman, Erbil, Tel Aviv e Teheran. Queste sole cancellazioni di voli hanno causato perdite stimate in decine di milioni di euro.
Questo episodio mette in luce la particolare vulnerabilità del modello hub di Vienna: le rotte verso il Levante, l'Iraq e l'Iran alimentano sia il traffico locale sia i collegamenti tra l'Europa centrale, il Medio Oriente e l'Asia. Oltre ai voli cancellati, le deviazioni imposte ad alcuni voli aumentano meccanicamente i costi operativi a causa dei tempi di percorrenza più lunghi, del maggiore consumo di carburante e delle limitazioni nella pianificazione degli equipaggi.
Redditività ridotta
La domanda, tuttavia, è rimasta sostenuta. Austrian Airlines ha trasportato 6,96 milioni di passeggeri tra gennaio e giugno, con un incremento del 6% rispetto all'anno precedente, mentre i ricavi sono aumentati del 4% a 1,22 miliardi di euro. Il tasso di occupazione dei posti è migliorato di 3,4 punti percentuali, raggiungendo l'80,6%, mentre la capacità, misurata in chilometri per posto disponibile, è rimasta pressoché invariata a 13,53 miliardi.
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[post_content] => Saranno oltre 96,7 milioni i pernottamenti previsti in Italia per il mese di agosto 2026, con una crescita dell'1,1% rispetto allo stesso mese del 2025. È quanto emerge dalle stime di Assoturismo Cst, elaborate dal Centro Studi Turistici di Firenze per Confesercenti su un panel di oltre mille imprenditori italiani della ricettività.
Il 53,8% delle presenze sarà di turisti italiani, per un volume stimato di circa 52 milioni di pernottamenti (+1%), mentre la componente straniera si attesterà al 46,2% del totale, con 44,7 milioni di presenze e una crescita prevista dell'1,3%.
Il trend del mese ‘apice’ della stagione resta dunque complessivamente positivo, anche se si inserisce in un'estate segnata dai rincari di prezzi dei carburanti e trasporti: per farvi fronte, gli operatori si attendono soggiorni più brevi, una preferenza più marcata per le destinazioni a breve e medio raggio e una contrazione della spesa nelle località di soggiorno.
Mercato frammentato
Il mercato si presenta comunque frammentato, con andamenti differenziati per area geografica e tipologia di prodotto. Il caldo intenso e la stabilità del meteo continuano a favorire mare, laghi e montagna, con prospettive positive almeno fino alla settimana di Ferragosto. Le città d'arte registrano invece un rallentamento della domanda, soprattutto italiana, penalizzata dalle temperature elevate: la crescita attesa si ferma al +0,3%, per un totale di 13,6 milioni di presenze, pur restando la principale meta di richiamo per i turisti stranieri in arrivo in Italia.
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Per il settore termale è atteso un trend di crescita leggerissima (+0,2%, 2,1 milioni di presenze), trainato dalle strutture all'aperto e dai percorsi benessere immersi nella natura, mentre il termale tradizionale vive il consueto calo fisiologico del mese di agosto.
Turismo forte
“Il turismo si conferma forte, anche se resta aperto il nodo della spesa”, commenta Vittorio Messina, presidente di Assoturismo Confesercenti. “Su questo fronte potrebbe pesare, in particolare, il caro-carburanti e trasporti. L’aumento dei costi alla pompa si tradurrà in una stangata di circa 700 milioni di euro proprio nel piccolo della stagione, ed è la variabile da monitorare: ulteriori rincari potrebbero tradursi in una riduzione degli spostamenti brevi legati al turismo del weekend – un fenomeno prevalentemente domestico – oltre che in una contrazione della durata media del soggiorno da parte di chi prenota last minute, sia italiani che stranieri, per compensare l'aumento dei costi di viaggio”.
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[post_content] => A un anno dal lancio, Dynamiko, la piattaforma B2B di Going pensata per offrire alle agenzie di viaggio tariffe competitive, accesso a un’ampia offerta e possibilità di personalizzazione, traccia un primo bilancio con 1.500 agenzie registrate e oltre 600 già attive.
«Abbiamo voluto offrire alle adv uno strumento che garantisse autonomia e libertà operativa, mantenendo alle spalle la solidità di un tour operator», spiega Maurizio Casabianca, chief commercial & operations officer di Going. Le agenzie possono costruire pacchetti combinando voli di linea e low cost, treni, hotel, trasferimenti, tour ed esperienze, accedendo a quotazioni nette e definendo prezzo e margine.
Going resta l’organizzatore del viaggio, con tutte le responsabilità connesse e un’assistenza in italiano attiva 24 ore su 24, sette giorni su sette. Il booking verifica ogni prenotazione dopo la conferma e prima della partenza; in caso di cancellazioni o criticità, anche sui voli low cost, interviene il team interno. La piattaforma riunisce in un unico ambiente i principali fornitori del mercato, evitando alle adv di lavorare su più sistemi e ampliando l’accesso a destinazioni e prodotti oltre la programmazione Going. Cresce inoltre l’impiego di Dynamiko per itinerari multidestinazione e combinazioni articolate.
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L’obiettivo resta raggiungere 20 milioni di euro di fatturato sulla componente dinamica. Un traguardo che Going considera ancora alla portata, sostenuto dalla ripresa delle transazioni dopo una fase di lieve rallentamento e da una domanda che tende a concentrarsi sempre più vicino alla data di partenza.
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Il nuovo cavalcaferrovia, del peso di circa 550 tonnellate, sarà collocato al posto della precedente struttura rimossa durante la prima tranche dei lavori. L’operazione rappresenta uno dei passaggi più complessi del cantiere, in un’area fortemente urbanizzata e strategica per la mobilità ferroviaria e cittadina. L’intervento rientra nel programma di rinnovo e potenziamento della sicurezza dell’infrastruttura che collega il centro di Firenze con l’area di Campo di Marte.
Per consentire l’esecuzione delle attività verrà quindi modificata la circolazione ferroviaria nei giorni tra il 26 e il 30 luglio: le modifiche interesseranno diversi servizi, dall’Alta Velocità ai treni InterCity e Regionali, con possibili cancellazioni, limitazioni di percorso, variazioni di orario e allungamenti dei tempi di viaggio. Su alcune relazioni potranno essere previsti anche servizi sostitutivi o collegamenti bus tra le principali stazioni fiorentine.
I viaggiatori possono verificare il proprio collegamento prima della partenza attraverso i canali digitali di Trenitalia, il personale di assistenza clienti e le biglietterie.
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[post_content] => Gaetano Intrieri, amministratore delegato di Aeroitalia, non ha dubbi nel commentare - negativamente - la proposta della Commissione europea di riforma del sistema europeo di scambio delle quote di emissione, il famigerato Ets.
«Quella approvata è, purtroppo, una riforma incompleta: ancora una volta ci troviamo di fronte a una normativa che penalizza, principalmente, le compagnie aeree europee in tema di emissioni. Non è accettabile che le quote Ets abbiano un valore di mercato opaco, di cui nessuno conosce a fondo i criteri di formazione, né tantomeno si comprende come l’Unione europea utilizzi i consistenti fondi che tutte le compagnie sono obbligate a versare nell’ambito di questa normativa».
«Sarebbe doveroso - osserva Intrieri - attendersi maggiore trasparenza, specie considerando che si tratta di risorse cospicue raccolte a nome della salvaguardia ambientale. Il sistema Ets deve essere profondamente riformato, soprattutto per quanto riguarda il settore del trasporto aereo, e non possiamo permettere che le politiche ambientali, in teoria condivisibili, penalizzino nella pratica le compagnie europee, rafforzando, invece, la competitività di quelle extraeuropee che spesso non sono soggette agli stessi vincoli.
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[post_content] => I bassi livelli dell'acqua in Europa hanno causato disagi ad alcuni itinerari di crociere fluviali, costringendo le compagnie a modificare le partenze a causa della siccità e delle ondate di calore che stanno colpendo la regione.
Alcuni tratti del Danubio e del Reno sono stati colpiti dalla siccità, con il Danubio in Romania che ha raggiunto il livello più basso degli ultimi trent'anni, secondo Reuters. I team operativi delle compagnie di crociere fluviali stanno lavorando senza sosta per valutare i livelli dell'acqua e adeguare gli itinerari di conseguenza, con alcune compagnie che optano per la sostituzione delle navi e l'utilizzo di autobus per gli spostamenti laddove non è possibile navigare su alcuni tratti dei fiumi.
Come riporta TravelWeekly, le compagnie di navigazione hanno alcune limitazioni nella capacità di far fronte ai diversi livelli dell'acqua. Gli operatori con flotte più numerose e navi gemelle si affidano all'utilizzo di due navi per completare una crociera, mentre quelli che offrono anche escursioni guidate a terra sfruttano questa proposta per garantire la continuità degli spostamenti dei passeggeri.
Le misure in atto
Riviera Travel «non ha cancellato e non cancellerà alcuna crociera» ha dichiarato la compagnia in un comunicato. Il marchio sta invece modificando i programmi delle escursioni e cambiando le destinazioni quando necessario.
Scenic Group, proprietaria di Scenic Luxury Cruises & Tours e Emerald Cruises & Tours, ha segnalato che un tratto del Danubio in Germania, tra Ratisbona e Passau, è stato interessato da problemi. Scenic ha dichiarato in un comunicato che alcuni orari delle compagnie Scenic ed Emerald sono stati modificati tramite lo scambio di navi e la variazione dei porti di imbarco o sbarco.
Tauck ha modificato un "numero limitato" di crociere sul Reno e sul Danubio, ha dichiarato il marchio in un comunicato. «Nei nostri oltre 20 anni di esperienza sui fiumi europei, Tauck ha affrontato con successo numerose volte condizioni di bassa marea e, fortunatamente, disponiamo di piani di emergenza collaudati, tra cui trasferimenti con navi gemelle, punti di imbarco rivisti, hotel di prima categoria e trasporti alternativi, il tutto progettato per preservare l'itinerario con il minor disagio possibile», ha dichiarato l'operatore. Poiché Tauck offre anche tour via terra, l'operatore è in grado di fare affidamento sulla sua esperienza operativa a terra e sulla rete dei partner.
Viking, che possiede una vasta flotta di navi gemelle, si affida anch'essa al metodo di scambio per superare eventuali interruzioni causate dalle variazioni del livello dell'acqua. «Questo approccio contribuisce a preservare gli itinerari e a ridurre al minimo i disagi per gli ospiti» ha dichiarato la compagnia in un comunicato.
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[post_content] => JetBlue Airways si è aggiudicata la gara per l’acquisizione degli slot di Spirit Airlines all’aeroporto LaGuardia di New York.
Con un'offerta da 58,5 milioni di dollari, il vettore ha superato quella da 57,5 milioni di dollari presentata da Frontier Airlines per i 22 slot di decollo e atterraggio, come risulta dai documenti depositati il 20 luglio presso il tribunale fallimentare del Distretto Meridionale di New York.
L’offerta di Frontier è stata selezionata come opzione di riserva nel caso in cui l’acquisizione da parte di JetBlue non dovesse andare a buon fine.
E' prevista per domani, 22 luglio, un’udienza per decidere se approvare il trasferimento degli slot a JetBlue, che già opera dall’aeroporto LaGuardia.
Spirit Airlines ha cessato l’attività il 2 maggio dopo aver quasi esaurito la liquidità. Il mese successivo, la sua società madre, Spirit Aviation Holdings, ha messo all’asta i propri beni, compresi gli slot di LaGuardia e diverse decine di aeromobili della famiglia Airbus A320.
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L’Osservatorio Astoi fotografa per l’estate 2026 un mercato che, dopo un avvio d’anno molto positivo e una brusca frenata tra marzo e maggio, mostra concreti segnali di recupero. Le tensioni geopolitiche, i timori per la carenza del carburante aereo e l’incertezza economica avevano fortemente condizionato la domanda turistica in primavera con rallentamenti a doppia cifra. Le rilevazioni effettuate presso i Tour Operator aderenti ad Astoi indicano oggi una flessione media delle prenotazioni molto più contenuta, nell’ordine del 5% rispetto allo stesso periodo del 2025, grazie alla ripresa della domanda registrata da giugno.
Il dato conferma che l’estate 2026 non racconta una crisi strutturale, ma un cambiamento nei tempi e nei criteri di scelta. Gli italiani continuano a considerare la vacanza una priorità, ma attendono più a lungo prima di confermare, valutano con maggiore attenzione destinazioni e condizioni di viaggio e privilegiano formule capaci di garantire flessibilità, affidabilità, sicurezza e tutela. Il turismo organizzato intercetta questo nuovo comportamento d’acquisto, offrendo consulenza, assistenza e garanzie.
Sicurezza
Sul fronte delle destinazioni si evidenzia una redistribuzione della domanda più che un cambiamento radicale delle preferenze. In uno scenario internazionale complesso, gli italiani orientano le proprie scelte verso mete percepite come più sicure, facilmente raggiungibili e affidabili sotto il profilo operativo.
L’Italia conferma un andamento molto positivo, in crescita rispetto al 2025 di circa il 3%, con buone performance per Sardegna, Sicilia, Calabria e Puglia. Nel Mediterraneo, Baleari, Grecia e Tunisia si confermano tra le destinazioni più richieste, insieme a Capo Verde, mentre il Mar Rosso evidenzia segnali di progressivo recupero. Anche il Nord Europa registra un forte interesse.
Il lungo raggio continua a mostrare vitalità, a conferma che la distanza non rappresenta di per sé un freno quando la destinazione è percepita come stabile e attrattiva. Giappone e Cina risultano le mete più richieste della stagione, insieme a East Africa, Repubblica Dominicana, Messico e Sud America.
Il rallentamento più marcato riguarda Medio Oriente e Paesi dell’area del Golfo, seguiti dall’Oceano Indiano e dal Sud-est asiatico, che registrano una flessione nell’ordine del 7%. Il calo è riconducibile principalmente alla sensibile diminuzione delle prenotazioni con vettori che effettuano scalo nel Golfo e all’aumento dei costi applicati da altre compagnie. Più distante il Nord America, penalizzato soprattutto dagli effetti della politica internazionale del Paese sulla percezione dei viaggiatori.
L’Egitto rappresenta uno dei casi più emblematici della stagione: pur confermandosi una destinazione molto competitiva e storicamente rilevante per il mercato italiano, ha risentito di alcuni riflessi delle tensioni in Medio Oriente pur non essendo mai stata coinvolta in nessun episodio bellico. La flessione media, intorno al 5% rispetto allo scorso anno, appare quindi legata soprattutto a questa errata percezione piuttosto che ad elementi oggettivi. Nell’ultimo mese, tuttavia, si registra una ripresa significativa della domanda e un graduale ritorno alla normalità.
Anche il comparto crocieristico conferma la ricerca di vacanze percepite come sicure, facilmente organizzabili e con maggiore prevedibilità della spesa. La domanda privilegia soprattutto Italia ed Europa: il Mediterraneo resta la destinazione di riferimento, affiancato da un crescente interesse per il Nord Europa, in particolare per gli itinerari nei fiordi norvegesi e fino a Capo Nord.
Il sotto data
I dati raccolti confermano che non cambia la vacanza, ma il modo di acquistarla.
La durata media dei soggiorni resta sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, tra i 7 e i 10 giorni con permanenze più lunghe per i viaggi di lungo raggio e su misura.
I costi medi dei pacchetti variano in funzione della tipologia di prodotto: dai circa 900-1.200 euro a persona per il corto raggio e il prodotto Mare Italia, ai 2.500-2.700 euro per il medio raggio fino ad oltre 4.000 euro a persona per lungo raggio, tour individuali e viaggi “Tailor Made”, con pratiche più articolate. Per le prenotazioni dell’estate 2026, a modificarsi è soprattutto il processo decisionale: nonostante una quota significativa di vendite sia stata realizzata con formule di advance booking prima dell’acuirsi della crisi in Medio Oriente, cresce il peso delle prenotazioni effettuate nelle settimane immediatamente precedenti la partenza. Il cliente valuta con maggiore attenzione destinazioni, condizioni di viaggio, flessibilità e garanzie offerte dal turismo organizzato.
Il prezzo resta un elemento rilevante nelle scelte dei viaggiatori, ma non emerge come la variabile decisiva della stagione. Secondo le indicazioni raccolte, gli aumenti applicati al cliente finale risultano complessivamente contenuti, e nella maggior parte dei casi non superano incrementi medi del 5%, nonostante la crescita dei costi sostenuti dalla filiera. In molti casi gli operatori hanno assorbito parte degli aumenti per preservare la competitività dell’offerta e mantenere elevato il rapporto qualità-prezzo percepito dal cliente. Ne beneficiano le formule all inclusive, i villaggi e resort e anche il comparto crocieristico, che conferma una significativa resilienza grazie a un modello di vacanza integrato.
Flessibilità
Il contesto di maggiore incertezza rafforza anche la richiesta di protezione e flessibilità. Le polizze assicurative, le garanzie di annullamento, la possibilità di modificare la prenotazione, la stabilizzazione del prezzo in fase di conferma e l'assistenza in caso di imprevisti sono sempre più percepite come componenti essenziali della vacanza organizzata, non più come servizi accessori. Il cliente chiede di poter partire con maggiore serenità, sapendo di poter contare su un interlocutore in grado di intervenire in caso di cambiamenti dello scenario internazionale, criticità operative o necessità personali. È in questa evoluzione che il turismo organizzato rafforza il proprio ruolo. In una fase di prenotazioni più complesse e meno lineari, i Tour Operator stanno mettendo in campo una serie di strumenti pensati per rassicurare il cliente finale: formule più flessibili, tutele integrative, maggiore assistenza e, laddove necessario, soluzioni di riprotezione o rimborso nel caso in cui il viaggio non fosse più fruibile per cause di forza maggiore.
«L’Osservatorio conferma che il mercato sta attraversando una fase complessa, ma non strutturalmente compromessa - commenta Pier Ezhaya, presidente Astoi -. Dopo il rallentamento della primavera, da giugno la domanda è tornata progressivamente a crescere dimostrando che la voglia di viaggiare degli italiani resta solida. Il consumatore è più prudente e selettivo: attende più a lungo, cerca informazioni chiare, valuta con attenzione le destinazioni e chiede flessibilità, affidabilità e tutele concrete. In questo scenario il valore del turismo organizzato emerge con particolare chiarezza: chi acquista un pacchetto turistico può contare su un unico referente, in grado di assistere il cliente prima, durante e dopo il viaggio, individuare soluzioni alternative e, nei casi previsti, attivare riprotezioni o procedere al rimborso. Il nostro compito è continuare a offrire prodotti affidabili, informazioni corrette e tutte le tutele necessarie affinché il viaggio resti un’esperienza accessibile, sicura e di valore».
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La domanda privilegia soprattutto Italia ed Europa: il Mediterraneo resta la destinazione di riferimento, affiancato da un crescente interesse per il Nord Europa, in particolare per gli itinerari nei fiordi norvegesi e fino a Capo Nord.\r\n\r\nIl sotto data\r\nI dati raccolti confermano che non cambia la vacanza, ma il modo di acquistarla.\r\nLa durata media dei soggiorni resta sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, tra i 7 e i 10 giorni con permanenze più lunghe per i viaggi di lungo raggio e su misura.\r\nI costi medi dei pacchetti variano in funzione della tipologia di prodotto: dai circa 900-1.200 euro a persona per il corto raggio e il prodotto Mare Italia, ai 2.500-2.700 euro per il medio raggio fino ad oltre 4.000 euro a persona per lungo raggio, tour individuali e viaggi “Tailor Made”, con pratiche più articolate. Per le prenotazioni dell’estate 2026, a modificarsi è soprattutto il processo decisionale: nonostante una quota significativa di vendite sia stata realizzata con formule di advance booking prima dell’acuirsi della crisi in Medio Oriente, cresce il peso delle prenotazioni effettuate nelle settimane immediatamente precedenti la partenza. Il cliente valuta con maggiore attenzione destinazioni, condizioni di viaggio, flessibilità e garanzie offerte dal turismo organizzato.\r\n Il prezzo resta un elemento rilevante nelle scelte dei viaggiatori, ma non emerge come la variabile decisiva della stagione. Secondo le indicazioni raccolte, gli aumenti applicati al cliente finale risultano complessivamente contenuti, e nella maggior parte dei casi non superano incrementi medi del 5%, nonostante la crescita dei costi sostenuti dalla filiera. In molti casi gli operatori hanno assorbito parte degli aumenti per preservare la competitività dell’offerta e mantenere elevato il rapporto qualità-prezzo percepito dal cliente. Ne beneficiano le formule all inclusive, i villaggi e resort e anche il comparto crocieristico, che conferma una significativa resilienza grazie a un modello di vacanza integrato.\r\n\r\nFlessibilità\r\nIl contesto di maggiore incertezza rafforza anche la richiesta di protezione e flessibilità. Le polizze assicurative, le garanzie di annullamento, la possibilità di modificare la prenotazione, la stabilizzazione del prezzo in fase di conferma e l'assistenza in caso di imprevisti sono sempre più percepite come componenti essenziali della vacanza organizzata, non più come servizi accessori. Il cliente chiede di poter partire con maggiore serenità, sapendo di poter contare su un interlocutore in grado di intervenire in caso di cambiamenti dello scenario internazionale, criticità operative o necessità personali. È in questa evoluzione che il turismo organizzato rafforza il proprio ruolo. In una fase di prenotazioni più complesse e meno lineari, i Tour Operator stanno mettendo in campo una serie di strumenti pensati per rassicurare il cliente finale: formule più flessibili, tutele integrative, maggiore assistenza e, laddove necessario, soluzioni di riprotezione o rimborso nel caso in cui il viaggio non fosse più fruibile per cause di forza maggiore.\r\n«L’Osservatorio conferma che il mercato sta attraversando una fase complessa, ma non strutturalmente compromessa - commenta Pier Ezhaya, presidente Astoi -. Dopo il rallentamento della primavera, da giugno la domanda è tornata progressivamente a crescere dimostrando che la voglia di viaggiare degli italiani resta solida. Il consumatore è più prudente e selettivo: attende più a lungo, cerca informazioni chiare, valuta con attenzione le destinazioni e chiede flessibilità, affidabilità e tutele concrete. In questo scenario il valore del turismo organizzato emerge con particolare chiarezza: chi acquista un pacchetto turistico può contare su un unico referente, in grado di assistere il cliente prima, durante e dopo il viaggio, individuare soluzioni alternative e, nei casi previsti, attivare riprotezioni o procedere al rimborso. Il nostro compito è continuare a offrire prodotti affidabili, informazioni corrette e tutte le tutele necessarie affinché il viaggio resti un’esperienza accessibile, sicura e di valore».","post_title":"Astoi: buoni segnali di recupero. Sicurezza e flessibilità le parole d'ordine","post_date":"2026-07-10T11:07:46+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1783681666000]}]}}