24 April 2026

Singapore Airlines potenzia la capacità verso Oriente e Australia per la summer 2023

Singapore Airlines dà fiducia alla ripresa della domanda di viaggio e, per l’estate prossima (dal 26 marzo al 29 ottobre 2023), aumenterà le frequenze verso le destinazioni dell’Asia orientale e del Sud-est asiatico, riprenderà i voli per Busan e aumenterà l’utilizzo dell’Airbus A380 sulle rotte verso l’Australia. In base alla nuova programmazione, le frequenze raggiungeranno o supereranno i livelli pre-pandemia in diverse destinazioni dell’Asia orientale e del Sud-est asiatico entro marzo 2024. Tra queste, Bangkok, Busan e Seoul in Corea del Sud, Fukuoka, Nagoya e Osaka, Ho Chi Minh City, Kuala Lumpur, Siem Reap in Cambogia e Taipei a Taiwan.

Inoltre, in Australia, Melbourne avrà un nuovo servizio giornaliero con A380 e Sydney un secondo servizio giornaliero con A380. “Guardando al 2023, vediamo una maggiore domanda di voli verso le destinazioni del Sud-est asiatico, di alcune parti dell’Asia orientale e dell’Australia – ha dichiarato JoAnn Tan, senior vice president marketing Planning di Singapore Airlines -. Con il ripristino del nostro network in queste regioni più vicino ai livelli pre-pandemia, i passeggeri avranno ancora più opzioni di volo per pianificare le loro vacanze”.

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E, senza filtro alcuno, commenta il contesto e formula previsioni sui potenziali fallimenti di alcune compagnie aeree nel breve termine.\r\nIntanto, se la guerra in dovesse perdurare e lo stretto di Hormuz rimanere bloccato, il ceo stima un rischio concreto per il 10-20% delle proprie forniture di carburante. «Per maggio le compagnie petrolifere rassicurano, ma su giugno non abbiamo certezze - avverte il ceo, ripreso da Adnkronos -. Finché Trump gestirà così male la situazione in Medio Oriente, i prezzi rimarranno altissimi».\r\n\r\nInstabilità\r\nL'area più esposta sarebbe la Gran Bretagna «che dipende direttamente dal Kuwait». Nel breve termine, la situazione appare meno critica per il resto dell'Europa grazie alle diversificazioni dei rifornimenti - Norvegia, Africa Occidentale, Stati Uniti e Russia, «anche se questa non si può dire, ma il manager non nasconde che l’instabilità è totale: «Se anche la guerra finisse domani, ci vorrebbero mesi per tornare alla normalità». Il cherosene potrebbe tornare sotto i 100 dollari al barile solo a settembre.\r\n\r\nNonostante Ryanair abbia bloccato l'80% del carburante a 67 dollari al barile fino al 2027, il restante 20% subisce gli aumenti vertiginosi del greggio: dai 74 dollari, prezzati a febbraio, di marzo, ai 150 dollari di aprile e maggio. Un andamento che nel solo mese di aprile, è costato all'azienda 50 milioni di dollari extra. «Se il cherosene restasse a 150 dollari per un anno, il costo sarebbe di 600 milioni» spiega il ceo.\r\n \r\nUna pressione difficilmente sostenibile che potrebbe avere come conseguenza il termine delle operazioni di alcuni vettori: «Tra settembre e novembre compagnie come Wizz Air  ed airBaltic potrebbero fallire». Un'eventualità che sarebbe \"un'ottima notizia\" per il business della low cost irlandese. Ma il mercato è nervoso: Le nostre azioni sono scese da 32 a 25 euro da quando Trump ha iniziato a bombardare l’Iran\". 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