25 April 2026

Sas archivia un trimestre pesantemente segnato dal Covid

Passeggeri in calo dell’86% e ricavi totali in flessione dell’81%: Sas archivia con dati pesantemente negativi il terzo trimestre del suo anno fiscale (maggio-luglio) a causa del crollo della domanda indotto dalla pandemia. La timida ripresa del traffico durante l’estate è il risultato degli spostamenti sulla rete domestica, che ha rappresentato la gran parte delle entrate trimestrali.

Nonostante le misure immediate, la riduzione dei costi del 67% non ha compensato il forte calo dei ricavi. Di conseguenza, l’utile prima delle imposte è stato negativo per 2,1 miliardi di corone svedesi. “Siamo incoraggiati nel vedere che la domanda sta tornando lentamente – ha commentato Rickard Gustafson, presidente e ceo di Sas -. Finora, la domanda di viaggio aerei si è sviluppata in linea con le nostre aspettative, trainata dal traffico nazionale. Al contempo stiamo facendo progressi nell’adattare la nostra struttura dei costi a un mercato caratterizzato da una domanda inferiore. Sebbene ci siano sfide significative da affrontare, sono fiducioso che SAS tornerà come compagnia aerea sostenibile e redditizia grazie al piano di ricapitalizzazione”.

Sas ha operato a luglio 8.700 partenze, il 25% della capacità offerta l’anno precedente, che rappresenta comunque un aumento di circa 20 punti percentuali rispetto al mese di maggio 2020. “Durante il quarto trimestre, continueremo ad aumentare la capacità puntando ad arrivare al 30%-40% in termini di Ask rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente”.

Intanto la compagnia ha posticipato le consegne di 8 A320neo e 2 A350-900: “In questo modo riduciamo le nostre spese in conto capitale per il periodo 2021-2024 e allineiamo al meglio le consegne di nuovi aeromobili con il ritorno della domanda”.

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Secondo Confindustria Alberghi, questa crescita impone una profonda riflessione sugli adempimenti e gli oneri amministrativi che gravano quotidianamente sulle strutture ricettive.\r\n\r\nL’Associazione ribadisce con forza che il gettito della tassa di soggiorno deve essere rigorosamente destinato al turismo, alimentando investimenti che tornino a beneficio del settore e della competitività delle destinazioni. In questo scenario, Confindustria Alberghi chiede con urgenza l’istituzione di un tavolo tecnico sulla tassa di soggiorno, volto a condividere criteri chiari di utilizzo delle risorse e modalità applicative uniformi.\r\n\r\nL’albergo non può infatti essere considerato un esattore al servizio degli enti locali. Va sollevata con fermezza la questione dei costi di gestione legati all'imponente lavoro amministrativo richiesto per la riscossione: ad oggi, le strutture alberghiere agiscono di fatto come esattori senza alcun compenso, sostenendo oltretutto direttamente gli oneri legati alle commissioni delle carte di credito per il versamento dell'imposta.\r\n\r\n“È fondamentale che i proventi tornino ad alimentare il circolo virtuoso del turismo. Chiediamo trasparenza e un coinvolgimento attivo nella programmazione degli investimenti, affinché il contributo dei nostri ospiti – che secondo le stime JFC potrebbe toccare 1,2 miliardi nel 2026 – sia realmente finalizzato al miglioramento dei servizi e dell'accoglienza italiani”, ha sottolineato Elisabetta Fabri Presidente di Confindustria Alberghi.","post_title":"Fabri (Confindustria Alberghi): «La tassa di soggiorno deve ritornare al turismo»","post_date":"2026-04-21T11:50:07+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1776772207000]}]}}