19 maggio 2026 11:03
Entra nel vivo l’iter di privatizzazione della Sac, la società di gestione degli aeroporti di Catania e Comiso, che prevede la cessione di una quota di almeno il 51% del capitale.
Il punto è stato fatto nel corso di un incontro all’aeroporto di Catania tra la presidente di Sac, Anna Quattrone, l’amministratore delegato Nico Torrisi e il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, dedicato all’avvio della procedura per la raccolta delle manifestazioni d’interesse finalizzate all’ingresso di nuovi investitori nella società.
«Abbiamo presentato al ministro Urso un percorso che già conosceva e che ha accompagnato istituzionalmente sin dall’avvio, un percorso storico che vede la pubblicazione della manifestazione di interesse, con scadenza entro la prima settimana di giugno, e che apre un nuovo scenario per il sistema aeroportuale del Sud Est – ha dichairato Torrisi -. Ci aspettiamo l’interesse di numerosi investitori, ma il punto centrale resta lo sviluppo della rete aeroportuale, con ricadute su tutta l’area e in particolare su Catania, Siracusa e Ragusa».
Torrisi ha sottolineato la necessità di un rafforzamento infrastrutturale attorno agli scali: «Tutti devono fare la propria parte. A Comiso penso agli investimenti per l’intermodalità, alla necessità di strade e autostrade adeguate, così come di collegamenti ferroviari efficienti. Guardando a Catania, immagino il completamento della metropolitana. Gli investitori dovranno non solo presentare la migliore offerta economica ai soci, ma garantire performance elevate e migliorare il piano industriale che abbiamo predisposto con i nostri advisor».
Sui tempi dell’operazione, l’ad di Sac ha spiegato che «questa prima fase si completerà ai primi di giugno, poi si aprirà la fase delle manifestazioni non vincolanti e la decisione passerà ai soci, che dovranno deliberare se vendere e in quale misura, attraverso i necessari passaggi istituzionali». Quanto alle quote, «l’orientamento dei soci è di non scendere sotto il 51%, con la possibilità di arrivare al 65% o oltre. Sarà scelto il soggetto che garantirà i migliori investimenti sul territorio».
Quanto ai potenziali investitori, Torrisi ha confermato l’apertura a proposte internazionali. «Saranno valutate tutte le offerte. Negli anni, prima dell’apertura alla privatizzazione, ho incontrato investitori provenienti dal Giappone, dall’Australia, dai Paesi del Golfo, dall’Europa, dagli Stati Uniti e dal Sud America. Da siciliano auspico che venga individuato il soggetto migliore, capace di investire concretamente nel futuro del territorio».
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Cala il sipario sul potenziale sviluppo intercontinentale dell'aeroporto di Milano Linate. Sulla prospettiva inizialmente delineata dal nuovo Piano nazionale degli aeroporti è lo stesso Enac a fare marcia indietro, per cui il city airport milanese continuerà ad avere soltanto i voli punto a punto e i collegamenti con una distanza massima di 1.500 chilometri.
Era stato Il Corriere.it a svelare che Linate «potrebbe essere aperto a nuove rotte extra Ue anche oltre i 1.500 chilometri» riportando il contenuto di una bozza del piano. A patto che le rotte venissero «operate esclusivamente con velivoli in configurazione business da compagnie legacy, per assicurare ai vettori una maggiore efficienza e una più ampia scelta nel definire i loro servizi di linea, conformemente ai diversi profili di domanda dei passeggeri, in modo trasparente e sulla base di criteri oggettivi».
La reazione di Sea, società di gestione degli scali milanesi di Malpensa e Linate era stata chiaramente contraria: «Il sistema dei due aeroporti è equilibrato: entrambi sono cresciuti, entrambi hanno trovato la loro vocazione. E ha funzionato - aveva dichiarato l'ad Armando Brunini - Non vedo motivo di rimettere in discussione qualcosa che ha dimostrato di reggere nel tempo».
Ma a dichiarare la propria contrarietà al ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, secondo quanto riferito dal quotidiano, sarebbero stati anche diversi soggetti istituzionali nazionali e regionali.
Ora l'Enac, «A seguito di successive valutazioni e approfondimenti» ritiene «che la modifica della previsione normativa di limitazione non possa essere affrontata nell’ambito del Piano stesso, ma piuttosto in un percorso di modifica del decreto ministeriale 01/09/2022. Si propone pertanto di eliminare dal Piano tale passaggio per lo scalo di Linate».
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[post_content] => Un investimento di circa 40 milioni di euro nell'arco dei prossimi quattro anni: Il Forte Village avvia un importante piano di investimenti per migliorare ulteriormente l'offerta. In un intervento riportato dal Sole 24Ore, il resident manager Magno Cristiano indica fra gli interventi futuri cita la realizzazione di tre ulteriori ville da 180 – 370 metri quadrati, che porteranno il totale di queste soluzioni con piscina privata a 16.
Innalzamento qualitativo
«Le sistemazioni con quattro camere da letto sono le best-seller del complesso» spiega il manager al Sole 24Ore. Al termine del business plan il Forte Village disporrà di 702 camere totali, rispetto alle attuali 716 e alle 900 del 1995. Per quest’anno è inoltre previsto il ritorno dello chef stellato Michelin Andrea Berton, che andrà ad aggiungersi ad Heinz Beck e a Carlo Cracco.
Il 2025 del resort si è chiuso con ricavi per 93 milioni e un Ebit di 38 milioni, mentre per l’anno in corso si prevedono ricavi per 95,8 milioni e un Ebit di 41 milioni, fino ad arrivare al 2027, quando si punta al traguardo dei 100 milioni di fatturato con un Ebit compreso tra i 47 e i 48 milioni.
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[post_content] => Inizio della stagione in netta crescita per il mercato balneare online.
I dati diffusi da Spiagge.it, piattaforma italiana per la prenotazione online di stabilimenti balneari e la digitalizzazione della gestione delle spiagge, registrano un valore complessivo delle prenotazioni pari a 11.3 milioni di euro, in crescita del +48% anno su anno, con il numero di prenotazioni che sale da 63.000 a 105.000 unità (+66%).
Nel ponte del 2 giugno sono state registrate 44.000 prenotazioni contro le 25.000 dello stesso periodo del 2025, con una crescita del +76%. Il 90% delle prenotazioni è attribuibile a utenti italiani, mentre il restante 10% proviene dall'estero. Tra i turisti stranieri, gli statunitensi sono la nazionalità più presente con il 31% di prenotazioni totali, seguiti da tedeschi (19%), britannici (10%) e austriaci (7%). Le città più scelte sono Jesolo (2.000 prenotazioni), Grado (1.600), Monopoli (1.500), Vico Equense (1.300), Castel Volturno (1.110), Meta (1.000) e Bacoli (1.000).
Nel confronto anno su anno, le prenotazioni attribuibili a utenti italiani passano da 45.000 a 79.000, con una crescita del +73%. La quota italiana sale dal 72% al 75% del numero totale, confermando la solidità della domanda domestica. Cresce in modo significativo anche la componente internazionale: le prenotazioni dall'estero passano da 18.000 a 26.000 (+48%), con un peso che si attesta al 25% del totale.
Tra le mete più richieste dagli stranieri, Positano si conferma in testa con il 22% del numero delle prenotazioni estere, seguita da Grado (12%), Monterosso al Mare (8%), Monopoli (6%), Paraggi (3%).
Sul fronte dei mercati di provenienza, gli Stati Uniti si confermano il primo paese con il 40% delle prenotazioni internazionali. Seguono Germania e Austria, entrambe all'11%, Regno Unito all'8% e Svizzera al 6%.
«I dati raccontano un avvio di stagione molto positivo, con il mercato che cresce più della metà rispetto al 2025 e una domanda che si rafforza sia dall'Italia sia dall'estero - commenta Gabriele Greco, ceo di Spiagge.it. - Per gli operatori balneari questo significa leggere la stagione non solo in termini di volumi, ma anche di mix della domanda: un pubblico domestico più presente e una componente internazionale in crescita, con gli Stati Uniti primo mercato estero. In questo scenario, la capacità di calibrare disponibilità, servizi e comunicazione sui diversi target può diventare un vero vantaggio competitivo».
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[post_content] => Mangia’s presenta la destinazione Costa Ragusa, un progetto integrato di ospitalità e sviluppo della destinazione nato per accompagnare l’evoluzione dell’area verso un modello di turismo attivo tutto l’anno. Con il 5 stelle full all-inclusive Mangia’s Costa Ragusa Borgo - in apertura il 1° luglio 2026 -, il 5 stelle lusso Icona’s Costa Ragusa Resort - in apertura il 1° agosto 2026 - e il futuro sviluppo di Donnafugata Golf Resort prende forma Costa Ragusa: un nuovo polo ricettivo nato da una visione condivisa tra investimento privato e valorizzazione del contesto locale.
A supporto di questa visione è in corso un articolato programma di riqualificazione che combina il recupero di asset esistenti, la realizzazione di nuove infrastrutture ricettive e di servizio, il coinvolgimento della filiera locale e il potenziamento dei collegamenti della Sicilia sud-orientale, anche attraverso il ruolo strategico degli aeroporti di Comiso e Catania.
Luxury traveller, famiglie, wellness traveller, viaggiatori interessati a esperienze autentiche, segmenti corporate e ospiti che scelgono la Sicilia per eventi e occasioni speciali trovano qui differenti modalità di fruizione, con una particolare attenzione allo sport e al benessere attivo come leve di attrazione e destagionalizzazione. In questo contesto, lo sport rappresenta, infatti, uno dei principali driver strategici e di destagionalizzazione. Dal tennis al golf, dal padel al pickleball, fino alle attività outdoor e ai training retreat, ogni attività contribuirà ad ampliare l’attrattività della costa ragusana e a intercettare nuovi segmenti di domanda.
Le strutture
Icona’s Costa Ragusa Resort e Mangia’s Costa Ragusa Borgo prevedono 538 camere complessive, di cui 105 camere e suite nel resort 5 stelle L e 433 camere, suite e ville nel Borgo 5 stelle, mentre Donnafugata Golf Resort avrà un ruolo chiave nell’intercettare nuovi flussi nei segmenti golf, leisure e turismo estero ad alta capacità di spesa.
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[post_content] => C'è una nuova rotta per Caracas nel futuro di Ita Airways, che porta avanti l'ampliamento del network internazionale, con un particolare focus sul Sud America. La conferma arriva dall'ad e direttore generale del vettore, Joerg Eberhart, a Rio de Janeiro per l'assemblea annuale generale della Iata.
«Stiamo concretizzando un piano per Caracas - ha dichiarato Eberhart - la settimana scorsa ho visto l’ambasciatore venezuelano a Roma, sta avendo colloqui con tutti gli stakeholder per l’apertura di questa nuova tratta, ma io sono abbastanza fiducioso sul fatto che questo sia realizzabile per ottobre-novembre».
I piani di espansione, ha aggiunto l'ad, sono legati all’arrivo di nuovi aeromobili, in particolare gli Airbus A350. «L’espansione dipende dalle capacità che abbiamo in più. Nel 2028 abbiamo individuato due macchine di lungo raggio, gli A350. Se si realizza questo piano con queste due nuove macchine, possiamo pensare a una maggiore crescita in Sud America: abbiamo dei piani per Lima e Santiago del Cile. Stiamo parallelamente guardando il Giappone e al rafforzamento sulle tratte attuali verso Rio e Buenos Aires. E poi ci sono sempre Stati Uniti».
Obiettivo pareggio operativo nel 2026
Nel frattempo, Eberhart traccia l'andamento dei prossimi mesi, che mira ad un pareggio operativo per fine anno: a sostenere i conti, si legge da Il Corriere.it, oltre all’acquisto anticipato dell’80% della quantità del carburante necessario per il 2026, c’è anche l’incremento delle tariffe, in media del 5-10%, spiega il manager. Questo aumento «dovrebbe bastare quest’anno a compensare l’effetto del costo del jet fuel. Per questo sono ancora molto positivo che anche quest’anno possiamo raggiungere il budget nonostante questa situazione» con l'obiettivo di «andare vicini al pareggio operativo».
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[post_content] => Nel 2025 l’Italia si è classificata all’ottavo posto tra i primi 10 mercati esteri per Greater Miami e Miami Beach, confermando il forte interesse del pubblico italiano e il valore strategico del mercato europeo.
Il dato è stato presentato in occasione dell’evento annuale State of the Travel & Tourism Industry del Greater Miami Convention & Visitors Bureau, durante il quale sono stati evidenziati alcuni dati: 28,3 milioni di visitatori, 32,2 miliardi di dollari di impatto economico complessivo e una destinazione sempre più competitiva a livello globale, capace di sostenere l’occupazione, generare ricadute per le imprese locali e contribuire alla qualità della vita dei residenti della contea di Miami-Dade.
Nel 2025 nella contea di Miami-Dade la spesa dei visitatori ha raggiunto 22,7 miliardi di dollari in pernottamenti, ristorazione, shopping, trasporti e intrattenimento, con una crescita del 4,1% rispetto al 2024. Il comparto ha inoltre supportato oltre 216.000 posti di lavoro, pari al 10% dell’occupazione complessiva della contea, generando più di 12 miliardi di dollari in salari nel settore dell’ospitalità.
«Con l’aumento dei flussi turistici cresce anche il beneficio economico per tutta la contea di Miami-Dade – spiega Julissa Kepner, board chair Gmcvb Il turismo, per noi, è molto più di un settore: è un motore della nostra reputazione globale, della nostra solidità economica e della qualità della vita dei residenti. Il nostro successo si fonda su slancio, creatività e una visione internazionale ambiziosa. Per continuare a crescere sarà fondamentale investire nel marketing, attrarre e ospitare grandi convention ed eventi, rafforzare l’impegno per la sostenibilità e valorizzare la straordinaria diversità culturale della nostra destinazione».
Nel 2025 il turismo ha rappresentato circa l’8% del Pil della contea di Miami-Dade e ha generato oltre 5,3 miliardi di dollari in entrate fiscali federali, statali e locali. Il comparto ricettivo ha generato 10,4 miliardi di dollari di spesa turistica, quasi la metà della spesa complessiva. I visitatori internazionali hanno speso in media oltre 1.150 dollari a persona per viaggio, sostenendo le performance di hotel, ristorazione e retail. Colombia, Brasile, Regno Unito, Canada, Messico, Argentina, Spagna, Italia, Germania e Francia hanno guidato la classifica dei mercati esteri.
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Nei primi quattro mesi del 2026, la destinazione si è posizionata al primo posto tra i 25 principali mercati alberghieri degli Stati Uniti per le tre principali metriche del settore: occupazione, tariffa media giornaliera e ricavo per camera disponibile.
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[post_content] => Esiste un luogo che con la letteratura ha sempre avuto un rapporto autentico e naturale, il San Domenico Palace Taormina, un hotel Four Seasons, che presenta il Summer Book Club.
Affacciato sulla costa siciliana e immerso nella storia di un ex monastero del XV Secolo, il San Domenico Palace è stato nei decenni rifugio e punto d'incontro di alcune delle più importanti figure letterarie del Novecento.
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Da questa naturale eredità nasce il nuovo Summer Book Club: un progetto pensato per accompagnare gli ospiti durante l'estate con una selezione curatoriale di titoli da leggere tra una terrazza sul mare, il chiostro antico e le lunghe giornate siciliane.
Gli ospiti delle camere e suite troveranno una brochure dedicata al loro arrivo e potranno richiedere il libro desiderato nella lista della Summer Book Club e riceverlo in prestito insieme a una tote-bag dedicata e a un segnalibro appositamente disegnato per il Club; un invito discreto a rallentare, leggere e abitare il tempo in modo diverso.
La selezione include 10 titoli: classici intramontabili, romanzi di culto e opere contemporanee accomunate da un'eleganza narrativa immediata, intensa e profondamente estiva.
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[post_content] => I soggetti interessati alla privatizzazione dell'aeroporto di Catania avranno tempo fino al 15 giugno per presentare le proprie offerte. Inizialmente fissato per il 4 giugno, il termine per inviare le manifestazioni di interesse è stato prorogato dal gestore dello scalo di Fontanarossa.
Come si legge nell'avviso pubblicata dalla stessa Sac, società di gestione, lo slittamento è dovuto "all'elevato numero" di richieste di chiarimenti formulate dagli operatori interessati alla procedura di cessione, alcuni dei quali aventi sede legale al di fuori dell'Unione europea. A questo si aggiunge il fatto che "una pluralità di operatori extra-Ue interessati alla procedura hanno tra l'altro evidenziato la complessità della procedura e la necessità di acquisire la documentazione richiesta dall'invito".
Secondo rumors raccolti da numerosi media, sono diversi i soggetti interessati al dossier: a partire dalle società italiane Mundys ed F2i fino al fondo sovrano di Abu Dhabi, Adq. Non si esclude l'interesse anche da parte di Vinci Airports, uno dei maggiori operatori aeroportuali internazionali a livello globale e dell'argentina Corporacion America, che in Italia possiede la maggioranza di Toscana Aeroporti (società di gestione aeroportuale degli scali di Firenze e Pisa).
Nel caso di Catania, la quota oggetto di cessione è compresa nel range tra il 51 e il 61% per un valore che dovrebbe oscillare tra i 500 e i 600 milioni di euro.
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[post_content] => Si entusiasma quando parla di “experiences” e non si sottrae nemmeno alle domande più spinose, quando gli si chiede conto di un’annata complicata: il vp worldwide sales di Costa Crociere, Luigi Stefanelli, ha la stoffa del manager di lungo corso e la freschezza di un’età nella quale le sfide sono tutte aperte e i traguardi raggiungibili.
Incontrato nella storica sede della compagnia, in piazza Piccapietra a Genova, il manager racconta di una rivoluzione cominciata da qualche anno e di un riposizionamento dell’offerta che è «molto più che una semplice strategia di marketing».
All’interno di Carnival Corporation, Costa ha scelto di stabilizzare la flotta per «tornare a fare quello per cui siamo nati: navigare e scoprire nuovi luoghi, da conoscere attraverso itinerari realizzati in modo differente rispetto al passato». Il cambio di passo è epocale e Stefanelli lo sottolinea: «Abbiamo creato una nuova piattaforma di marca, dedicata a sea & land itineraries. Una piattaforma fatta non più di porti, ma di esperienze sempre diverse». E la virata anche sul fronte della comunicazione e del marketing ne è una conseguenza diretta.
«Vogliamo trasmettere un altro modo di fare crociera, rivoluzionando anche la modalità in cui gli ospiti possono godere delle destinazioni a terra. In quest’ambito, per il 2027 abbiamo rivisto e ampliato il portfolio di esperienze, arricchendole anche con nuove opportunità “extraordinary”».
Le Land Experiences
Le tipologie di Land Experiences sono state razionalizzate e sono suddivise in quattro grandi macro categorie: See it all, percorsi rapidi e ottimizzati per visitare i principali punti di interesse di una destinazione in un solo giorno; Icons, che prevedono visite guidate ai monumenti, musei e realtà locali più iconici con accesso privilegiato per saltare le code; Extraordinary, esperienze uniche spesso ad alto tasso di adrenalina; Fun for Family, dedicate al target famiglia.
E’ proprio sulle Experiences che si sofferma anche Francesco Muglia, chief commercial officer e svp: «L’evoluzione della Sea & Land Wonder Platform è continua. Con i nuovi concept di itinerari, live dall’estate 2027, facciamo un passo ulteriore: ogni itinerario nasce da un’ispirazione precisa e si sviluppa come un percorso coerente, fatto di luoghi simbolo e momenti da vivere. È una direzione che trova conferma dai dati: l'85% del trade indica la coerenza esperienziale come elemento chiave nella scelta di un itinerario e l'intenzione di prenotazione sui nuovi concept cresce del 5%».
Le novità 2027
Le nuove crociere pensate per il 2027 già dal titolo evocano un’atmosfera particolare, che ne fa un unicum sul mercato: ad esempio, la proposta intitolata alla“Dolce Vita” consente di vivere una serie di destinazioni iconiche come Portofino, Saint Tropez, Taormina e la Costiera Amalfitana assaporandone gli aspetti più iconici. «Si tratta di itinerari ad hoc, tagliati sulle esigenze di singoli mercati per i quali si dimostrano particolarmente adatte e appetibili - aggiunge Stefanelli -. E’ davvero un altro modo di fare crociera, che si concentra non sulle navi o sui porti di attracco, ma sulla possibilità di vivere qualcosa di unico, irripetibile e strettamente legato al territorio visitato». In questo quadro assume particolare rilievo il concetto di “Special cruises”: ne è un esempio quella dedicata all’eclissi totale, che sta riscuotendo grande successo.
Cambio di passo
Il nuovo corso ha imposto un deciso cambio di passo anche a tutto lo staff di Costa Crociere: «Il fatto di trovarsi nel luogo giusto al momento giusto necessita grande flessibilità operativa da parte di tutti i componenti dell’equipaggio, a cominciare dai comandanti delle nostre navi, chiamati a rimodellare tempi e spostamenti in base alle esperienze da proporre durante la crociera». Uno sforzo enorme, che sta però dando i frutti sperati, con un tasso di soddisfazione degli ospiti particolarmente elevato e una percentuale di repeater importante, che «sul mercato italiano sfiora addirittura il 40%» spiega Stefanelli.
In questo quadro, la nave diventa un aspetto meno rilevante nella scelta della crociera: «Abbiamo investito 230 milioni di euro negli ultimi 5 anni per il refitting della flotta - spiega Muglia -. Un passo necessario per garantire il massimo livello di comfort e qualità a bordo. Non ritengo però che la crociera venga scelta in base alla nave, ma in base alle esperienze che grazie alla navigazione si possono vivere in tutto il mondo». Un mondo che per Costa è ancora più ampio: accanto alle crociere in Mediterraneo e Nord Europa, alle Canarie e ai Caraibi, la novità assoluta per il prossimo inverno saranno le crociere in Sudamerica, che toccheranno Brasile e Argentina. Anche in questo caso, garantite esperienze uniche sia a terra, sia a bordo di Costa Serena.
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