13 aprile 2012 10:45
Il Tar del Lazio ha ridotto l’importo delle sanzioni comminate dall’Antitrust a Ryanair da 502.500 euro a 427.500 euro. L’Autorità aveva contestato a Ryanair l’ingannevolezza dei messaggi pubblicitari che prospettano offerte risultate introvabili dagli utenti (sanzione di 110 mila euro); la mancata indicazione nella tariffa offerta dei costi aggiuntivi, quali quello per il web check in, il supplemento carta di credito e l’Iva sui voli nazionali, che vengono automaticamente aggiunti nel corso del processo di prenotazione on line e fanno significativamente lievitare il prezzo del biglietto (sanzione di 220 mila euro); la difficoltà per gli utenti di ottenere assistenza post-vendita per il rimborso dei biglietti in caso di mancata fruizione del volo (sanzione di 90 mila euro). Sotto accusa erano finite anche la pubblicazione delle condizioni generali di trasporto in inglese (sanzione di 27.500 euro) nonché gli esborsi aggiuntivi nel caso di richiesta di variazioni di date, orari, nome dei passeggeri e tratte di volo o di riemissione della carta di imbarco in aeroporto (sanzione di 55 mila euro).
Il Tar ha condiviso per larga parte la pronuncia dell’Antitrust confermando le sanzioni per le pratiche scorrette riguardanti la disponibilità posti a tariffa ridotta, le tariffe non trasparenti e le informazioni in lingua inglese. Il giudice amministrativo non ha invece considerato aggressiva la pratica relativa al rimborso dei biglietti, con conseguente riduzione della relativa sanzione. Per il cambio data/orario etc il Tar ha ritenuto trattarsi di episodi non imputabili direttamente alla compagnia, ma alle società di servizi che operano in nome di essa.
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Di fatto, l'ultimo rifornimento di fuel per aerei proveniente da Golfo - prima del blocco dello stretto di Hormuz - è atteso a Rotterdam il 9 aprile, dopo di che il quadro che si prospetta è quello da tempo paventato dai vettori e dunque scorte in progressivo esaurimento, prezzi se possibile ancora più elevati e di conseguenza tagli ai voli estivi.
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Parlando a Sky News, il dirigente ha spiegato che la chiave sarà l'evoluzione del conflitto nelle prossime settimane. A suo avviso, la riapertura dello Stretto di Hormuz entro metà aprile consentirebbe la ripresa dei normali approvvigionamenti. "Siamo fiduciosi che la guerra finirà prima di allora e che i rischi per gli approvvigionamenti scompariranno".
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La speranza condivisa da tutti, dento e fuori dal comparto turistico, è quella che la guerra possa finire al più presto. «Questo per diverse ragioni - commenta il ceo di Alidays, Davide Catania -. Credo e spero quindi non si debba parlare di stagioni, ma di qualche mese; magari, se siamo fortunati, di settimane. Certo è che i danni subiti e subendi sono consistenti per le tante cancellazioni; la Pasqua vedeva tante prenotazioni nelle aree mediorientali e nelle destinazioni 'beyond', impattate dall'interruzione del servizio delle compagnie del Golfo. L'Oriente continua a suscitare fortissimo interesse anche per i prossimi mesi, ma il problema è nella disponibilità di voli; le Americhe, sia Nord sia Sud, stanno guadagnando qualche passeggero, ma credo sia presto per immaginare gli scenari dei prossimi mesi».
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[post_content] => Il cda di Sagat ha approvato il progetto di bilancio 2025 della capogruppo e il bilancio consolidato 2025 del gruppo: l'ultimo esercizio ha visto la società di gestione dell'aeroporto di Torino centrare un risultato netto di 6,8 milioni di euro, includendo l’effetto positivo della componente straordinaria, pari a 4 milioni di euro, legata alla cessione della partecipazione detenuta in Aeroporto di Bologna.
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