29 maggio 2023 09:50

Eddie Wilson
Ryanair. “Se rimarrà la tassa di 2,50 euro al Marco Polo, potremmo anche portare il volo per Londra da Venezia a Treviso”: Eddie Wilson, ceo di Ryanair, ha così commentato a margine delle celebrazioni dei 25 anni della low cost al Canova, la recente decisione di Venezia di adottare una tassa di 2,50 euro a passeggero al Marco Polo.
La boutade è chiaramente una provocazione, ma lo scalo trevigiano punta in alto: “Treviso e Venezia sono aeroporti in concorrenza con gli scali europei, per questa ragione speriamo che venga tolta – ha ribadito Wilson -. Noi vogliamo investire ma la tassa disincentiva a farlo“.
Nel frattempo è il sindaco di Treviso, Mario Conte ad approfittare della presenza del ceo per chiedere la riapertura di un collegamento fra la città e Londra: “Please Eddie, rimettici il volo da e per Londra”! “Prometto che porterò la proposta al team che se ne occupa, perché forse è arrivato il momento di farlo”.
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In una nota Wizz Air afferma che «I recenti commenti di Michael O’Leary sulle prospettive finanziarie di Wizz Air sono del tutto infondati e non veritieri - Wizz Air dispone di una solida struttura finanziaria, ampia liquidità e finanzia i propri aeromobili con 18 mesi di anticipo, con società di leasing e altri finanziatori che competono attivamente per ogni opportunità.
Stabilità evidente
Si tratta di un’azienda che presenta una stabilità evidente. Wizz Air è una delle compagnie aeree meglio coperte del settore rispetto al rapido andamento dei prezzi del carburante, mentre la nostra flotta è già composta per il 75% da aeromobili della famiglia A320neo, il che ci garantisce un vantaggio strutturale in termini di costi rispetto a qualsiasi altra compagnia aerea in Europa, grazie a un consumo di carburante significativamente inferiore e a una maggiore efficienza. Wizz Air mantiene inoltre rapporti di lunga data con i principali lessor e produttori, continuando a portare avanti la propria strategia di flotta senza alcuna interruzione.
Continuiamo ad ampliare rapidamente la nostra presenza in Italia e in altri mercati chiave. Il nostro focus resta esattamente dove dovrebbe essere: offrire le tariffe più basse, operare la flotta di aeromobili più giovane e più efficiente dal punto di vista del consumo di carburante e servire milioni di clienti italiani».
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Ora, la sentenza della Corte di Giustizia dell’Ue ha confermato quella del Tribunale che annullava la decisione della Commissione europea di autorizzare la ricapitalizzazione della compagnia aerea.
«Con la sentenza odierna, la Corte di giustizia respinge il ricorso di Lufthansa e conferma quindi la sentenza del Tribunale» ha dichiarato la Corte in un comunicato, ripreso da Reuters.
«Prendiamo atto della sentenza della Corte di giustizia europea. Allo stesso tempo, vorremmo sottolineare che l’indagine della Commissione europea, in corso dal 2024 e destinata a sfociare in una nuova decisione, potrà ora tenere conto della sentenza della Corte di giustizia. Ci impegneremo in modo costruttivo nel processo in corso e siamo in stretto contatto con tutte le istituzioni competenti», ha dichiarato Lufthansa.
La decisione arriva mentre Lufthansa è coinvolta in una querelle con il sindacato dei piloti in merito alle pensioni e si trova a fronteggiare diversi scioperi. Martedì il gruppo ha dichiarato che avrebbe tagliato 20.000 voli a corto raggio dall'operativo fino a ottobre e all’inizio di questo mese ha annunciato il ritiro definitivo di 27 aeromobili CityLine.
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Intanto, se la guerra in dovesse perdurare e lo stretto di Hormuz rimanere bloccato, il ceo stima un rischio concreto per il 10-20% delle proprie forniture di carburante. «Per maggio le compagnie petrolifere rassicurano, ma su giugno non abbiamo certezze - avverte il ceo, ripreso da Adnkronos -. Finché Trump gestirà così male la situazione in Medio Oriente, i prezzi rimarranno altissimi».
Instabilità
L'area più esposta sarebbe la Gran Bretagna «che dipende direttamente dal Kuwait». Nel breve termine, la situazione appare meno critica per il resto dell'Europa grazie alle diversificazioni dei rifornimenti - Norvegia, Africa Occidentale, Stati Uniti e Russia, «anche se questa non si può dire, ma il manager non nasconde che l’instabilità è totale: «Se anche la guerra finisse domani, ci vorrebbero mesi per tornare alla normalità». Il cherosene potrebbe tornare sotto i 100 dollari al barile solo a settembre.
Nonostante Ryanair abbia bloccato l'80% del carburante a 67 dollari al barile fino al 2027, il restante 20% subisce gli aumenti vertiginosi del greggio: dai 74 dollari, prezzati a febbraio, di marzo, ai 150 dollari di aprile e maggio. Un andamento che nel solo mese di aprile, è costato all'azienda 50 milioni di dollari extra. «Se il cherosene restasse a 150 dollari per un anno, il costo sarebbe di 600 milioni» spiega il ceo.
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In questo modo i passeggeri avranno più tempo per superare i controlli di passaporto e sicurezza, contenendo così il numero molto ridotto di passeggeri che attualmente perdono il volo, poiché si trovano bloccati in coda.
In quest'ottica la low cost irlandese installa un maggior numero di postazioni self-service per la consegna bagagli nel suo network, con oltre il 95% degli aeroporti coperti entro ottobre. Queste postazioni self-service sono completamente integrate con l'app Ryanair, offrendo ai passeggeri la possibilità di imbarcare i bagagli e stampare le etichette dei bagagli, accelerando così la consegna dei bagagli e riducendo i tempi di attesa.
"In questo modo il 20% dei nostri clienti (che imbarca il bagaglio) avrà più tempo per superare i controlli di passaporto e sicurezza aeroportuali, e arrivare puntuali al gate di partenza, specialmente durante i periodi più intensi, quando alcune di queste code aeroportuali possono essere più lunghe - commenta il cmo di Ryanair, Dara Brady -.
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La compagnia aerea low-cost irlandese, più protetta rispetto alla maggior parte dei suoi concorrenti grazie al fatto che l'80% del suo carburante per aerei è coperto da contratti di hedging a 67 dollari al barile, ha annunciato il lancio di una promozione di 48 ore con biglietti a partire da 16,99 euro per viaggi a maggio e giugno.
Questa offerta a tempo limitato sarà disponibile dalle prime ore del mattino di martedì 21 aprile fino alla mezzanotte di mercoledì 22 aprile.
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Sebbene gli interventi siano finalizzati a migliorare la sicurezza e l'efficienza operativa, richiedono una chiusura totale della durata di poco più di cinque settimane.
«L'aeroporto sarà chiuso dal 23 aprile al 27 maggio 2026 per lavori di rifacimento della pista - precisa una nota Aena -. Durante questo periodo, l'aeroporto sarà chiuso a tutto il traffico aereo e non si effettueranno decolli o atterraggi. In caso di domande sullo stato del volo, sui cambiamenti di orario o su eventuali cambi di prenotazione, si consiglia di contattare la propria compagnia aerea». Diversi i vettori coinvolti, da Ryanair a British Airways, da Vueling a Iberia.
Chi intende comunque recarsi nella zona durante la chiusura è invitato a prendere in considerazione aeroporti alternativi nelle vicinanze: l'opzione più vicina è l'aeroporto di Vigo, situato a circa 61 miglia a sud di Santiago, ovvero a poco più di un'ora di auto.
Ogni anno lo scalo Santiago-Rosalía de Castro movimenta circa 3,2 milioni di passeggeri, cifra che lo rende il secondo aeroporto più trafficato della Spagna settentrionale.
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Kenton Jarvis, ceo della compagnia aerea (nella foto), stima un incremento della perdita ante imposte compresa tra 540 e 560 milioni di sterline per i sei mesi terminati lo scorso 31 marzo, in aumento rispetto ai 394 milioni di sterline della prima metà del 2024-25.
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In Veneto Ryanair conta su 6 aeromobili basati (4 a Venezia e 2 a Treviso), per un investimento complessivo di 600 milioni di dollari, che supportano 5.500 posti di lavoro nella regione. Con questi numeri la compagnia punta a trasportare 7,2 milioni di passeggeri all'anno.
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Per sbloccare il pieno potenziale di crescita dell’Italia, Ryanair invita il Governo italiano e le Regioni a seguire l’esempio virtuoso di Abruzzo, Calabria, Friuli-Venezia Giulia, Sicilia ed Emilia-Romagna, dove l’abolizione dell’addizionale municipale ha portato a una crescita straordinaria. Se l’addizionale municipale venisse abolita in tutti gli aeroporti italiani, Ryanair garantirebbe una crescita ambiziosa per l’Italia nei prossimi anni, inclusi oltre 80 milioni di passeggeri all’anno, 15.000 nuovi posti di lavoro, 40 aeromobili aggiuntivi (per un investimento di 4 miliardi di dollari) e 250 nuove rotte negli aeroporti italiani».
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