22 febbraio 2016 14:51
«Meridiana non diventerà la compagnia low cost di Qatar Airways. Insieme al partner puntiamo sul settore cargo e sul rafforzamento del network anche nel lungo raggio». Marco Rigotti, presidente di Meridiana e rappresentante del fondo Akfed (nella foto), illustra dalle pagine de Il Sole 24 Ore il futuro della compagnia aerea in vista dell’ormai vicino accordo per l’ingresso nel capitale di Qatar Airways con una quota del 49%. Sul caldissimo tema dei 900 esuberi Rigotti lascia uno spiraglio: «Se facciamo l’accordo sì. Qatar Airways rappresenta l’unica opzione: senza l’accordo gli esuberi ci saranno ugualmente, ma senza prospettive di crescita». Il presidente ricorda che nella trattativa con il Qatar il Governo ha avuto «un ruolo decisivo. Meridiana non avrebbe avuto alcuna prospettiva di crescita stand alone: la concorrenza delle compagnie low cost ci ha costretto ad abbandonare rotte storiche servite da aeroporti come Bologna, Firenze, Verona e Catania. Altri vettori erano interessati ad intervenire rilevando soltanto alcuni assett. Poteva essere una mossa per fare cassa, ma senza prospettive di sviluppo». Quanto ai conti, complice il momento favorevole creatosi con il basso costo del petrolio «I i risultati preliminari nel 2015 vedono le perdite operative lorde ridursi di 65 milioni a 20 milioni rispetto al 2014, con un fatturato di 400 milioni rispetto ai 500 milioni dell’anno precedente, a fronte di quasi 3 milioni di passeggeri trasportati. Quest’anno l’obiettivo è di portare il risultato aziendale a un break even operativo. Se l’accordo con Qatar Airways sarà perfezionato, dal prossimo autunno potremo cominciare a rafforzare il network». La trattativa dovrà essere chiusa entro la fine di marzo prima della scadenza della cassa integrazione: la nuova struttura societaria vedrà il Qatar detenere «il 49% della newco costituita dagli asset apportati da Alisarda Holding ovvero Meridiana Fly, Meridana Maintenance e Air Italy, che insieme rappresentano parte del 51% che farà capo ad Alisarda. Akfed si accollerà parte dei debiti, oltre ad avere negli ultimi sette anni ripianato perdite per centinaia di milioni. Dall’accordo resta escluso l’aeroporto di Olbia che continuerà ad essere controllato all’80% da Alisarda».
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La rete della compagnia raggiunge così le 15 destinazioni. Il nuovo servizio diretto tra Larnaca e Roma Fiumicino sarà operativo dall’11 dicembre 2026, con voli due volte alla settimana, ogni lunedì e venerdì, per tutto l’anno. Il collegamento rafforza ulteriormente la presenza di Cyprus Airways nel nostro paese, dove la compagnia aerea opera già voli tutto l’anno per Milano Malpensa, integrati da servizi stagionali estivi per Venezia.
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Chiuso cinque ore
L'aeroporto principale della Norvegia, Oslo-Gardermoen, è stato chiuso al traffico aereo di linea domenica mattina tra le 6:30 e le 11:30, conseguenza diretta dello sciopero iniziato venerdì dai controllori del traffico aereo norvegesi. Il provvedimento ha interessato i voli commerciali. Le missioni mediche, di ricerca e soccorso, di polizia e militari sono rimaste prioritarie, mentre la capacità di controllo del traffico aereo disponibile è stata dedicata alle operazioni ritenute essenziali.
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[post_content] => Austrian Airlines ha registrato una perdita operativa rettificata di 93 milioni di euro nel primo semestre del 2026, in calo di 50 milioni di euro rispetto all'anno precedente. L'impennata dei prezzi del carburante e la sospensione forzata di diverse rotte in Medio Oriente hanno compensato i benefici derivanti dal precedente forte trend di crescita della domanda di passeggeri.
Medio Oriente
Per la compagnia la crisi non è solo una questione di aumento dei costi del carburante. La chiusura o la restrizione di diversi spazi aerei, unitamente ai requisiti di sicurezza, ha portato alla sospensione temporanea dei voli per Amman, Erbil, Tel Aviv e Teheran. Queste sole cancellazioni di voli hanno causato perdite stimate in decine di milioni di euro.
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Redditività ridotta
La domanda, tuttavia, è rimasta sostenuta. Austrian Airlines ha trasportato 6,96 milioni di passeggeri tra gennaio e giugno, con un incremento del 6% rispetto all'anno precedente, mentre i ricavi sono aumentati del 4% a 1,22 miliardi di euro. Il tasso di occupazione dei posti è migliorato di 3,4 punti percentuali, raggiungendo l'80,6%, mentre la capacità, misurata in chilometri per posto disponibile, è rimasta pressoché invariata a 13,53 miliardi.
La regolarità operativa, tuttavia, rimane elevata: il 98,8% del programma è stato completato come previsto. La compagnia aerea ha inoltre riutilizzato la capacità resasi disponibile a seguito delle sospensioni in Medio Oriente: sono stati programmati circa 800 voli aggiuntivi verso destinazioni turistiche europee come Palma di Maiorca, Dubrovnik, Barcellona, Nizza e Malaga.
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[post_content] => I tre maggiori gruppi aerei europei (Air France-KLM, IAG British Airways e Lufthansa Group) stanno rallentando i piani di espansione per il resto del 2026, poiché l'aumento dei costi del carburante, le tensioni geopolitiche e il calo della domanda sui voli a corto raggio impongono un approccio più prudente.
I tre principali gruppi aerei europei affrontano la seconda metà del 2026 con maggiore cautela, ridimensionando i piani di capacità nonostante la domanda sostenuta per i viaggi a lungo raggio e i servizi premium.
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L’impiego dell’Airbus A350 consentirà alla compagnia di incrementare la capacità sulla rotta, offrendo ai passeggeri una maggiore disponibilità di posti e un accesso più ampio a tariffe vantaggiose: una novità particolarmente rilevante in un periodo di alta domanda per viaggi verso la Thailandia, il Sud-est asiatico e le principali destinazioni del network Thai tra Sud-est asiatico, Estremo Oriente e Australia.
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Con questa iniziativa, Thai Airways conferma il proprio impegno sul mercato italiano e rafforza il ruolo di Milano Malpensa come porta d’accesso privilegiata verso la Thailandia, il Sud-est asiatico e l’Australia, offrendo ai passeggeri la qualità del servizio THAI e la rinomata ospitalità thailandese.
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Lufthansa e Ita Airways continuano nel loro processo di integrazione.
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Iag , la società madre di British Airways e Iberia , ha registrato un forte calo degli utili nel secondo trimestre del 2026, a causa dell'impennata dei prezzi del carburante per aerei provocata dalla guerra in Medio Oriente. Ciononostante, il gruppo aereo ha mantenuto un solido livello di attività, con ricavi leggermente superiori e una capacità complessiva stabile per l'anno.
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