24 April 2026

Qantas ripristina da oggi la Sydney-New York Jfk, dopo tre anni di stop

Qantas ha ripristinato oggi, 14 giugno, i collegamenti fra Sydney e New York Jfk dopo una pausa di tre anni: la rotta viene operata via Auckland, in diretta concorrenza quindi con Air New Zealand (prima del Covid i voli venivano operati via Los Angeles)

La compagnia australiana impiega sulla tratta un Boeing 787-9 che effettua tre voli settimanali, che saliranno quattro a partire da ottobre. 
Gli aeromobili possono ospitare 236 passeggeri in tre classi. 

Con una durata di volo di poco più di 16 ore, la tratta Auckland-New York è la terza rotta più lunga di Qantas. Perth-Londra (17 ore e 45 minuti) e Dallas-Melbourne (17 ore e 25 minuti) sono infatti i collegamenti più lunghi del network del vettore.

“Da quando sono state riaperte le frontiere internazionali – ha dichiarato il ceo di Qantas, Alan Joyce – New York è stata una delle destinazioni più popolari per i nostri passeggeri che si sono collegati con i nostri partner dai voli Qantas in arrivo a Los Angeles e Dallas, quindi non sorprende che abbiamo registrato una domanda molto forte da quando i nostri voli per New York sono stati messi in vendita”.

Il ritorno a New York avviene mentre Qantas si avvicina al lancio di voli non-stop dalla costa orientale dell’Australia verso New York e Londra all’interno del programma “Project Sunrise”. I voli a lunghissimo raggio saranno aperti entro la fine del 2025, con una flotta di Airbus A350-1000.

 

 

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Stati Uniti e lungo raggio: perché il tailor-made torna protagonista Nel lungo raggio, gli Stati Uniti si confermano una destinazione capace di intercettare target molto diversi, ma è soprattutto nel segmento medio-alto e premium che si osserva una trasformazione più interessante. Il punto non è solo la ripresa della domanda, ma il suo riposizionamento: il viaggio negli Usa viene richiesto sempre più spesso in forma tailor-made, con una costruzione che tiene conto di tempi, distanze, aspettative e stile di fruizione. In altre parole, si passa dal viaggio “da vedere” al viaggio “da progettare”. Il motivo è strutturale. Gli Stati Uniti sono una destinazione ampia, stratificata e difficilmente comprimibile in formule troppo rigide. Un itinerario efficace deve saper combinare geografie lontane, differenze climatiche, logiche di spostamento e una grande varietà di esperienze. 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Parchi naturali, soggiorni in lodge, esperienze private e combinazioni tra aree molto diverse tra loro entrano sempre più spesso nello stesso itinerario.\r\nStati Uniti e lungo raggio: perché il tailor-made torna protagonista\r\nNel lungo raggio, gli Stati Uniti si confermano una destinazione capace di intercettare target molto diversi, ma è soprattutto nel segmento medio-alto e premium che si osserva una trasformazione più interessante. Il punto non è solo la ripresa della domanda, ma il suo riposizionamento: il viaggio negli Usa viene richiesto sempre più spesso in forma tailor-made, con una costruzione che tiene conto di tempi, distanze, aspettative e stile di fruizione. In altre parole, si passa dal viaggio “da vedere” al viaggio “da progettare”.\r\n\r\nIl motivo è strutturale. 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