11 March 2026

Anche per Blue Panorama è arrivata la fine della corsa

Il crollo della compagnia aerea italiana Blue Panorama era evidente da qualche mese, ma ora il vettore si è dovuto arrendere perché i giudici del tribunale di Milano non hanno ammesso la procedura di concordato preventivo, che poteva essere un’estrema formula per la sua salvezza. 

La crisi è scoppiata nell’ottobre dello scorso anno e durante lo scorso anno la compagnia aerea ha cercato di trovare una nicchia nel mercato. Ma ora i giochi sembrano arrivati alla conclusione.

Preoccupazioni per il lavoro

Rimangono in strada 270 dipendenti, di cui 45 di terra, 55 piloti e 170 assistenti di volo.

Dopo essere passato per diverse mani, l’ultima opportunità gli è stata data dal fondo di investimento americano Bateleur Capital. Tuttavia, gli americani, conoscendo in dettaglio la situazione finanziaria, hanno abbandonato l’idea.

Blue Panorama, nata nel 1998, era una compagnia charter specializzata nell’offrire voli ai grossisti. Arrivò ad avere fino a 35 velivoli di tipo B737 a corto raggio e due velivoli di tipo B767 a lungo raggio.

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Dunque quasi quattro viaggiatori su dieci hanno deciso di annullare completamente la prenotazione. Il motivo principale non è solo il timore geopolitico, ma l'impossibilità oggettiva di accettare itinerari con tempi di percorrenza eccessivi (per la riduzione ulteriore degli spazi aerei  o scali incerti). Tuttavia la percentuale più ampia (45%) è  quella dei viaggiatori che avrebbero dovuto confermare il viaggio per marzo e hanno deciso di congelare la pratica, in attesa che la situazione degli spazi aerei si stabilizzi e questo rappresenta il danno più grave per il fatturato del futuro a breve termine. 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