25 January 2021

O’Leary: «Il ministro De Micheli cambi il decreto in favore di Alitalia»

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Con una lettera aperta e apertamente polemica Ryanair rinnova la volontà d’incontrare il ministro dei trasporti italiano Paola De Micheli per discutere del nuovo assetto del trasporto aereo italiano dopo il covid19. E lo fa con una certa veemenza che sfiora l’arroganza. Il ceo del gruppo Ryanair, Michael O’leray chiede addirittura al ministro «di modificare le misure sul trasporto aereo previste dal Decreto  e di garantire che le condizioni di Alitalia, che ha perso denaro ogni anno per 75 anni, non vengano imposte ad altre compagnie aeree efficienti in Italia e che non vengano aumentate le addizionali comunali, già utilizzate dal Governo italiano per costringere i competitor di Alitalia a sovvenzionare gli alti costi pensionistici della compagnia».

Chiaramente Ryanair non può dettare l’agenda di un governo, per quanto sia una grande azienda. Una cosa è il programma di governo, un’altra sono le esigenze delle imprese, per quanto importanti siano.

O’Leary nella sua dichiarazione affonda e sostiene: «Sfortunatamente, il ministro De Micheli dice una cosa, ma ne fa un’altra. Sostiene il modello fallimentare di Alitalia a spese della competizione tra compagnie aeree, della parità di condizioni e dell’interesse dei consumatori e dei passeggeri in tutta Italia.

Alitalia continua a ricevere e dilapidare miliardi di euro in aiuti statali senza generare alcun profitto. Quest’ultimo tentativo del Governo, di cui fa parte il Ministro De Micheli, di imporre i costi di Alitalia ad altre compagnie aeree e aeroporti in Italia è destinato a fallire poiché viola le regole della concorrenza europee e causerà la perdita di posti di lavoro in Italia.

Ryanair impiega migliaia di piloti e membri dell’equipaggio in Italia ed abbiamo negoziato contratti collettivi di lavoro con i sindacati più rappresentativi.  Non vogliamo, né riceveremo, aiuti di Stato, ma il Ministro De Micheli ha il dovere legale di garantire che sussistano le condizioni di parità per la concorrenza delle compagnie aeree in Italia, e ciò non può essere fatto imponendo l’alto costo di Alitalia ad altre compagnie aeree o aeroporti che non riceverano  3 miliardi di di Euro di sussidi statali come Alitalia.

Il vice ministro dei trasporti, Giancarlo Cancelleri e il presidente di Assaeroporti, Fabrizio Palenzona, hanno dichiarato che le misure per il trasporto aereo incluse nel Decreto danneggerebbero la ripresa dell’industria turistica italiana e avrebbero un impatto negativo sull’intera economia italiana».

Nella nota che precede le dichiarazioni del ceo, la compagnia si pone una domanda: «Come può crearsi una situazione di equità in Italia quando una compagnia aerea, che rappresenta solo il 20% del mercato, riceve 3 miliardi di euro e tutte le altre compagnie aeree non ricevono nulla?». Non mi sembra che in Germania o in Francia le altre compagnie, oltre a Lufthansa e Air France abbiano ricevuto alcunché. Quindi se appello va fatto, va fatto a tutti i governi d’Europa non solo a quello italiano.

Nella nota Ryanair cita anche Palenzona, presidente di Assaeroporti che dice, riferendosi ad Alitalia: «Non possiamo permetterci di tornare a un trasporto aereo d’élite». Palenzona confonde il trasporto di élite con il trasporto di servizio pubblico. Chiaramente si tratta di un escamotage retorico per mettere in cattiva luce Alitalia a favore delle altre compagnie.

Infine O’Leary lancia il guanto di sfida: «Se il ministro De Micheli desidera incontrare Ryanair, dovrebbe rispondere alla nostra lettera del 19 maggio e confermare un incontro in qualsiasi momento, in qualsiasi giorno a Roma, e io sarò lì». Siamo sicuri che O’Leary ci sarà, deve solo avere un po’ di pazienza, come dicevamo, le agende del governo italiano non si fanno a Dublino o nell’headquarter di Ryanair.

 




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